24/03/2011
Fazio: «La nube è innocua» Ma vanno a ruba le pillole allo iodio
Fazio: «La nube è innocua» Ma vanno a ruba le pillole allo iodioAllarme contaminazione. La massa d'aria da Fukushima. Psicosi radioattiva, pool di esperti a Milano
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08/01/2011
Uova alla diossina: «Sono anche in Italia ma in minima quantita e tutte tracciate»
Uova alla diossina: «Sono anche in Italia ma in minima quantita e tutte tracciate»L'allarme è partito dalla germania a fine dicembre. Fazio: controlli a tappeto dei Nas. Filtro anche su latte e carni suine. I test: livelli 78 volte superiori alla norma
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11/09/2010
L'allarme di Maroni: «Rischio ritorno di iniziative terroristiche»
L'allarme di Maroni: «Rischio ritorno di iniziative terroristiche»L'annuncio del ministro dell'Interno dopo l'allerta dell'Interpool
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21/06/2010
Milano, falso allarme bomba davanti al tribunale
Milano, falso allarme bomba davanti al tribunaleA far scattare l'allerta un trolley sospetto lasciato davanti alla sede del Palazzo di Giustizia. Sul posto sono intervenuti gli artificieri che hanno isolato e transennato corso di Porta Vittoria. Dopo i controlli la circolazione è ripresa regolarmente
Falso allarme bomba davanti al tribunale di Milano. A far scattare l'allerta un trolley sospetto lasciato davanti alla sede del Palazzo di Giustizia. Sul posto sono intervenuti gli artificieri che hanno isolato e transennato corso di Porta Vittoria, sul quale si affaccia il tribunale, e alcune vie adiacenti. Dopo alcuni controlli si è scoperto che nella borsa "sospetta" c'erano solo alcuni vestiti. La circolazione del traffico è ripresa dopo essere stata bloccata per qualche minuto al fine di consentire le verifiche sul contenuto della borsa.
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23/01/2010
La Gran Bretagna alza l'allerta terrorismo
La Gran Bretagna alza l'allerta terrorismo
Misure di sicurezza rafforzate anche in india. Il ministro dell'Interno: «Attacco probabile». La richiesta dal Centro di analisi legato al controspionaggio
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| Il Terminal 5 dell'aeroporto londinese di Heathrow (Ansa) |
LONDRA - A cinque giorni dall'inizio della conferenza internazionale sull'Afghanistan a Londra, il governo britannico ha innalzato il livello di allerta da «stabile» a «grave» giudicando «altamente probabile» un attentato. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Alan Johnson, sottolineando però che al momento «non c'è alcun rapporto di intelligence che suggerisca che un attacco sia imminente».
«ATTENTATO MOLTO PROBABILE» - Il provvedimento è stato adottato su indicazione del Jtac (Joint Terrorism Analysis Centre), un organismo che fa parte dell'MI5, il servizio di controspionaggio del Regno Unito. Secondo la Bbc, la decisione è una conseguenza del clima di allarme venutosi a creare dopo il mancato attentato del 25 dicembre scorso su un volo della compagnia americana Delta in volo da Amsterdam a Detroit. «Il Centro di analisi sul terrorismo ha oggi chiesto di elevare il livello di allerta nel Regno Unito da importante a grave, ciò significa che un attentato è molto probabile», si afferma in un comunicato a firma del ministro dell'interno Alan Johnson. Nel comunicato si aggiunge tuttavia che «nulla lascia pensare che un attentato sia imminente». Il Jtac determina il grado di allarme in base alle informazioni di intelligence di cui entra in possesso. Esiste una scala di cinque livelli, che va da «basso»(attacco terroristico improbabile) a «critio» (attacco imminente).
INDIA - Allerta anche in India per aeroporti e linee aeree, dopo che un nuovo rapporto di intelligence parla di piani terroristici di dirottamento a opera di gruppi legati ad Al Qaeda. Il governo di Nuova Delhi ha disposto il rafforzamento delle misure di sicurezza dopo che il ministero dell'Interno ha ricevuto informazioni relative a un piano per dirottare un aereo dell'Air India o della Indian Airlines. L'allarme arriva alla vigilia della Festa nazionale (Il Giorno della Repubblica) il 26 gennaio in occasione del quale vengono frequentemente adottate misure di sicurezza aggiuntive.
Redazione Online
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02/10/2009
Una nuova scossa fa tremare Sumatra
Una nuova scossa fa tremare Sumatra
Le vittime accertate sono 1100 ma il ministero della salute parla di migliaia di morti. Nella notte sisma di magnitudine 6.8 con l'epicentro a circa 150 chilometri da Padang
GIAKARTA - A Sumatra l'incubo non è ancora finito: una nuova forte scossa di terremoto, di magnitudine 6.8, è stata registrata sull'isola indonesiana, a sud della zona devastata mercoledì da un sisma di 7.6 gradi sulla scala Richter. Secondo le rilevazione dello United States Geological Survey (Usgs), il sisma è avvenuto alle 8:52 ora locale (le 2:52 in Italia) con epicentro tra le province di Jambi e Bengkulu, a circa 150 chilometri da quello della violenta scossa di mercoledì. Al momento non sono disponibili informazioni su eventuali danni o vittime causati dal nuovo sisma.
OLTRE 750 LE VITTIME ACCERTATE - Il bilancio delle vittime continua a salire: l'ultimo parla di 1100 morti accertati e 2400 feriti di cui 294 gravi. Ma il responsabile dell’unità di crisi del ministero della Sanità indonesiano ha ribadito nuovamente che il numero totale delle vittime sarà di diverse migliaia.
Al momento non risultano italiani coinvolti nel sisma. Lo ha confermato Luigi Diodati, consigliere della legazione italiana a Giacarta. «Siamo riusciti a contattare una religiosa che vive a Padang e ci ha detto che non ha notizie di italiani coinvolti. Anche alcuni altri religiosi che vivono nella città stanno bene». Diodati ha confermato che però «la situazione è confusa» e occorre vedere «se c'erano italiani di passaggio». Ma i contatti sono resi difficili dalle linee di comunicazione che sono saltate: «Ancora non funzionano i cellulari mentre cominciano ad essere attive alcune linee di telefono fisso».
ARRIVATI I PRIMI AIUTI - Anche se le squadre di soccorso continuano a scavare praticamente a mani nude tra le macerie e con pochissimi mezzi meccanici a disposizione, all'indomani del sisma nella regione sono cominciati ad arrivare i primi aerei carichi di cibo, medicine, sacchi per i cadaveri, alimenti per bambini, tende, coperte e operatori sanitari. A Padang, una città di quasi un milione di abitanti, rimasta praticamente senza elettricità nè linee di collegamento con l'esterno, la situazione è drammatica: dalle immagini televisive, risultano edifici crollati, ponti caduti, strade allagate, auto accartocciate.
TRE MILIONI DI EURO DALL'EUROPA - La Commissione europea ha stanziato tre milioni di euro per provvedere alle prime esigenze umanitarie. La Commissione ha anche stanziato 2 milioni di euro per aiutare le vittime del tifone Ketsana in Vietnam, Laos e Cambogia. Un team del dipartimento aiuti umanitari della Commissione (ECHO) è stato già inviato in Vietnam per individuare i bisogni principali.
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30/09/2009
Terrore tsunami sulle isole Samoa Villaggi spazzati via, decine di morti
Terrore tsunami sulle isole Samoa Villaggi spazzati via, decine di morti
È la scossa più forte al mondo negli ultimi due anni. Onde giganti scatenate da un sisma di 8-8,3 gradi Richter. Obama: «L'arcipelago zona disastrata»
Uno tsunami generato da un terremoto di 8 gradi della scala Richter ha provocato alcune vittime nelle isole Samoa americane. Ancora incerto il numero dei morti. Quelli accertati sono 130. È questo il bilancio provvisorio. A Samoa i morti sono un centinaio, mentre nelle vicine Samoa americane si contano 19 vittime e nell'isola Niuatoputapu dell'arcipelago di Tonga altre dieci. Ma responsabili e testimoni locali precisano che il numero delle vittime è destinato ad aumentare, perché interi villaggi sono stati spazzati via dalla furia delle acque. Il sisma è avvenuto alle 19,48 ora italiana (le 6,48 di martedì 29 settembre ora locale) nell'oceano Pacifico a circa 200 km a sud-ovest delle isole Samoa. Il centro del sisma è stato posizionato a 18 km di profondità. Si tratta del sisma più forte al mondo dal 12 settembre 2007, quando avvenne un terremoto di 8,5 Richter a sud-ovest di Sumatra, in Indonesia. I 16 cittadini italiani che si trovano nella Samoa americana sono illesi: lo ha reso noto l’ambasciatore italiano presso la Nuova Zelanda, Gioacchino Trizzino, intervistato da Sky Tg24.
TSUNAMI - Vista l'intensità del terremoto, è stata subito diramata un'allerta tsunami in buona parte del Pacifico. Secondo le testimonianze dirette giunte dal Pacifico, la costa di Pago Pago (Samoa americane) è stata colpita da quattro onde tra 4,6 e 6 metri d'altezza che sono penetrate all'interno dell'isola di Tutuila per 0,8-1,6 km. Secondo il Centro tsunami delle Hawaii, gli strumenti a Pago Pago hanno registrato un'onda di 1,57 metri. Un neozelandese ha detto alla radio che il villaggio di Sau Sau Beach Fale è stato spazzato via. Lo tsunami è arrivato a Pago Pago circa dieci minuti dopo la scossa. Il centro visitatori del Parco nazionale è interamente distrutto. Ad Apia, capitale di Samoa, dopo l'allarme la gente è uscita dalle case per portarsi nelle zone più elevate dell'isola, dove ci sono state anche alcune frane. L'allarme tsunami è stato esteso fino alla costa est australiana, in Nuova Zelanda, in Papua-Nuova Guinea e alle Hawaii (dopo qualche ora è rientrato). Mercoledì mattina è stato tolto l'avviso di allarme anche sulle coste giapponesi, dopo che dieci ore dopo il sisma sono giunte onde alte non più di 20-30 centimetri.
SUBDUZIONE - La zona dove è avvenuto il terremoto è geologicamente molto complessa al confine tra la placca pacifica e quella australiana che in quella zona in realtà si divide in una serie di microplacche che si muovono l'una rispetto alle altre. In generale si può dire che la placca pacifica subduce (s'infila sotto) quella australiana. La placca pacifica si muove verso ovest a una velocità di 8,6 cm all'anno. Il confine scorre più o meno in direzione est-ovest, ma la zona dove c'è stata la scossa (l'epicentro preciso è stato localizzato a 15,56° Sud e 172,07° Ovest) fa da perno e la direzione del contatto tra le placche cambia e passa da nord-est verso sud-ovest. Dopo il terremoto la frattura si è estesa e si sono registrate scosse (la più forte delle quali di 5,9 gradi) a ovest della linea di subduzione a conferma del movimento verso la profondità della zolla pacifica.
OBAMA - Intanto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dichiarato lo stato di catastrofe nelle Samoa americane. Il presidente ha dichiarato che il territorio delle Samoa americane è in stato di catastrofe e a ordinato un aiuto «federale» per la zona colpita dal terremoto, da uno tsunami e dalle inondazioni, ha detto la Casa Bianca in un comunicato.3
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29/09/2009
Terremoto nel Pacifico, tsunami provoca alcune vittime
Terremoto nel Pacifico, tsunami provoca alcune vittime
È la scossa più forte al mondo negli ultimi due anni. Sisma di 8 gradi Richter. Le più colpite sono le Samoa americane e le Samoa. Allarme da Australia ad Hawaii
MILANO - Uno tsunami generato da un terremoto di 8 gradi della scala Richter ha provocato alcune vittime nelle isole Samoa americane. Ancora incerto il numero dei morti. Il sisma è avvenuto alle 19,48 ora italiana (le 6,48 di mercoledì 30 settembre ora locale) nell'oceano Pacifico a circa 200 km a sud-ovest delle isole Samoa. Il centro del sisma è stato posizionato a 18 km di profondità. Si tratta del sisma più forte al mondo dal 12 settembre 2007, quando avvenne un terremoto di 8,5 Richter a sud-ovest di Sumatra, in Indonesia.
TSUNAMI - Vista l'intensità del terremoto, è stata subito diramata un'allerta tsunami in buona parte del Pacifico. Il centro tsunami delle Hawaii ha ipotizzato un'altezza massima di 3 metri dell'onda, distruttiva sulle coste più vicine all'epicentro. Secondo le prime testimonianze che giungono dal Pacifico, l’acqua ha invaso la costa di Pago Pago per circa 100 metri e nel riflusso molte auto sono state risucchiate. Un neozelandese ha detto alla radio che il villaggio di Sau Sau Beach Fale è stato spazzato via. Lo tsunami è arrivato a Pago Pago (Samoa americane) alle 19,59 dove si è registata un'onda di 1,57 metri, e ad Apia, capitale di Samoa, alle 20,10. Ad Apia dopo l'allarme la gente è uscita dalle case per portarsi nelle zone più elevate dell'isola, dove ci sono state anche alcune frane. L'allarme tsunami è stato esteso fino alla costa est australiana (a Sydney l'arrivo dell'eventuale onda è previsto alle 2,38 italiane), in Nuova Zelanda, in Papua-Nuova Guinea e alle Hawaii. Circa 20 minuti dopo la prima scossa, è stato registrato un altro terremoto di 5,6 gradi.


08/09/2009
Liguria in fiamme, evacuati alcuni edifici Individuati cinque presunti piromani
Liguria in fiamme, evacuati alcuni edifici Individuati cinque presunti piromani
Il fronte del fuoco si fa più minaccioso a Bavari e sul Monte Fasce. Anziani e disabili allontanati dalle loro case nel Genovese a titolo precauzionale. Oggi vertice in Prefettura
MILANO - Un fronte di fuoco molto ampio sul monte Fasce, sopra Recco, sta impegnando dalla notte scorsa vigili del fuoco, forestale e volontari antincendio. A partire dalle 7 sono tornati ad alzarsi in volo i Canadair e gli elicotteri dell'antincendio. Il fuoco, alimentato dal vento, sta scendendo rapidamente lungo il fianco del monte. Molte in Liguria le zone critiche per gli incendi: oltre alle località di Bavari e Borgoratti, che bruciano dalla giornata di lunedì, è stata dichiarata zona critica anche parte della Valbisagno. L'opera di pompieri e volontari sta però dando i risultati sperati e il fornte dei roghi è in fase di contenimento, anche se continua incessante l'opera di spegnimento mediante gli aerei.
«RESTA L'ALLERTA» - In mattinata si è svolto un briefing presso l' unità di crisi in Prefettura per fare il punto di quanto sta accadendo. Il responsabile dell'unità di crisi ha spiegato che la situazione «migliora ma resta sempre l'allerta». Sono impegnati vigili del fuoco di tutti i distaccamenti liguri, oltre alla forestale e ai volontari dell'anticendio, a cui danno manforte equipaggi provenienti anche dalle regioni confinanti. In volo, sulla Liguria, cinque Canadair (quattro in azione in provincia di Genova, uno nello Spezzino) e quattro elicotteri.
BAVARI E MONTE FASCE - Secondo quanto appreso dalla sala operativa dell'unità di crisi allestita in Prefettura a Genova, sono in particolare due gli incendi che più preoccupano in queste ore, per la vastità del fronte di fuoco e per le condizioni metereologiche sfavorevoli: quello di San Desiderio a Bavari e quello su Monte Fasce. Secondo la prefettura, non sono state effettuate evacuazioni di massa grazie a presidi «volanti» di squadre miste (vigili del fuoco, forestale e Antincendio) messe a protezione delle case minacciate dal fuoco. Alcuni edifici sono però stati sgombrati nella notte nelle zone di Bavari e Borgoratti. I vigili del fuoco hanno fatto liberare alcune abitazioni e case di riposo occupate da anziani e disabili a titolo cautelativo. Non ci sono stati intossicati o feriti ma la situazione è critica. C'è stata molta attenzione anche per un fronte di fuoco a Corniglia, nella provincia della Spezia, nella zona delle Cinque Terre. Quest'ultimo rogo è stato già stabilizzato e secondo gli esperti, se il vento non riprenderà a soffiare con violenza l'incendio dovrebbe essere spento in giornata. Stando alle previsioni meteo, nuove raffiche potrebbero arrivare nel tardo pomeriggio
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| Uno degli incendi divampati nelle ultime 48 ore in Liguria (Olympia) |
PIROMANI INDIVIDUATI - Nel frattempo, cinque persone sono state individuate dal Corpo forestale dello Stato della Liguria come presunti responsabili di alcuni dei roghi, di natura colposa, divampati nelle scorse ore in provincia di Genova. Le indagini che hanno portato all’individuazione dei cinque sono state condotte dal nucleo investigativo di Polizia ambientale e forestale di Genova e sono il frutto del lavoro di intelligence svolto dal Corpo forestale dello Stato per assicurare i responsabili dei roghi alla giustizia. Sono in corso, proprio in queste ore ulteriori accertamenti su una serie di inneschi trovati nei luoghi degli incendi che hanno colpito la Liguria.
FIAMME A LIPARI - Le fiamme non hanno preso di mira solo la Liguria. Notte di fuoco anche a Lipari, la maggiore delle Eolie, dove all'una un grosso incendio si è sviluppato nelle località di Cugna e Santa Margherita. Le fiamme sospinte dal vento hanno anche lambito diverse abitazioni di isolani e villeggianti. Scattato l'allarme sono giunti i vigili del fuoco e la squadra della forestale. Sul posto anche numerosi volontari. Alcune zone alquanto impervie hanno reso difficoltosa l'opera di spegnimento. All'alba sono giunti due Canadair della Protezione civile e un elicottero della Forestale, che per ore hanno bombardato con continui lanci di acqua di mare il fronte del fuoco. L'ultimo focolaio è stato spento questa mattina intorno alle 8.30. Un altro e molto più piccolo incendio si è propagato a Quattropani, dove sono stati sufficienti tre passaggi di un elicottero della forestale per estinguere le fiamme.
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15/06/2009
Nuova influenza, primo morto in Europa
Nuova influenza, primo morto in Europa
IL VIRUS. In Scozia il primo decesso fuori dalle Americhe: la malattia ha già ucciso 145 persone, 108 in Messico
LONDRA - Un uomo contaminato con il virus A/H1N1 - che provoca la cosiddetta «nuova influenza» - è morto domenica in un ospedale scozzese, stando a quanto riferito dalle autorità sanitarie.
COMPLICANZE - Il comunicato delle autorità sanitarie sul decesso fa riferimento a un quadro clinico del paziente aggravato da «altri problemi di salute». Appena tre giorni fa l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aveva elevato l'allarme al massimo livello d'allerta (6) affermando che l'infezione suina è paragonabile a una «pandemia».
PRIMA VITTIMA IN EUROPA - Si tratta della prima vittima della nuova influenza registrata fuori dal continente americano, secondo i dati messi a disposizione dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Prima dell'annuncio odierno, il morbo aveva ucciso 145 persone, 108 delle quali in Messico. Gli altri decessi si sono avuti in Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Repubblica Dominicana e Stati Uniti.
SESTO MORTO IN CANADA - Sale intanto a sei il numero dei decessi provocati dalla nuova influenza in Canada: una donna sulla cinquantina è morta a causa del virus, ha annunciato un responsabile della sanità del governo del Quebec, precisando che la persona soffriva anche «di una malattia cronica». Il nuovo decesso, il terzo per il Quebec, fa salire a sei il numero dei morti legati alla nuova influenza in Canada dallo scoppio dell’epidemia a inizio aprile.
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