14/08/2009
Blitz nel ghetto, sequestrate armi e droga
Blitz nel ghetto, sequestrate armi e droga
Via al blitz nel "ghetto" Case popolari circondate: sequestrate armi e droga
Milano - Sei palazzi popolari alti nove piani, in tutto 216 alloggi su cui campeggia, ben visibile su un muro, la scritta "Ghetto of Milan". Alcuni grammi di cocaina, una mitraglietta Skorpion con venti proiettili e un silenziatore: è questo il bilancio del blitz scattato all’alba nelle case popolari, in viale Sarca e viale Fulvio Testi a Milano, considerate uno dei fortini dello spaccio di droga. Le forze dell’ordine hanno circondato i palazzi per eseguire controlli a persone e autoveicoli e una dozzina di perquisizioni domiciliari per droga e armi.
Nel ghetto di Milano Per circa quattro ore 140 tra poliziotti e carabinieri, con il contributo di quattro unità cinofile e un elicottero, hanno perquisito 12 appartamenti e controllato diversi garage. In tutto sono 51 le persone e 28 i mezzi (15 auto e 13 scooter) controllati dalle forze dell’ordine. Indispensabile l’aiuto dei vigili del fuoco per farsi largo davanti a ingressi sigillati. Il blitz ha permesso il sequestro, in un garage di viale Sarca, di 3,5 grammi di cocaina e di un bilancino di precisione. In un angolo, nascosta in un panno colorato, c’era la mitraglietta funzionante, insieme ai proiettili e al silenziatore di ottima fattura. Un’arma, sarà presto analizzata, che potrebbbe essere stata usata in qualche rapina. Difficile, spiega uno degli investigatori, farsi spazio nel dedalo di garage usati come nascondiglio per armi e droga. Gli impianti di areazione erano spessi usati come cunicoli per passare da una stanza all’altra. Nessuno dei 36 alloggi occupati abusivamente è stato sgomberato.
I condimini: "Siamo in prigione" Il massiccio blitz è stato accolto dall’indifferenza degli abusivi e dalla speranza degli inquilini regolari. I primi, per lo più raccolti in gruppetti nel cortile, osservano l’andirivieni di uomini in divisa e non si aprono ai cronisti. Gli altri, i condomini che pagano anche 600 euro al mese, si sfogano con gli ispettori Aler. Chiedono giustizia e pulizia, l’allontanamento degli abusivi e l’abbattimento del muro di cinta, che li fa sentire come in prigione. Vorrebbero un incontro con il presidente dell’Aler, Loris Zaffra, per poter esprimere finalmente il disagio con cui convivono da anni. Sporcizia, droga, degrado, paura. I più, però, non vogliono esporsi. Restano in casa, osservano dalle finestre, al massimo concedono interviste in assenza di telecamere. Per non passare un guaio. Perché finito il blitz, andati via ispettori e forze dell’ordine, la loro vita tornerà quella di prima, costretti tra l’illegalità e i rifiuti.
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07/08/2009
Nevica cemento sulle Alpi Dieci seconde case ogni una di residenti
Nevica cemento sulle Alpi Dieci seconde case ogni una di residenti
Dossier di legambiente e del ministero dell'Ambiente sulle località di montagna. E' il rapporto registrato in un Comune del Cuneese: ma il record è di Bardonecchia, con 7892 alloggi di vacanza
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| Bardonecchia Alta Val Susa |
Se i dati generali sulla cementificazione del territorio in Italia sono agghiaccianti, con un'area pari a Lazio e Abruzzo sepolta in 15 anni sotto case, capannoni e strade, anche prendendo in esame una zona che si immagina "vergine" come quella dell'arco Alpino, la situazione non migliora. Anzi.
CEMENTIFICAZIONE - Il cemento è dilagato anche tra le valli, infilandosi attraverso un pertugio che in alcuni casi è diventato un fiume in piena: le seconde case. In una località del cuneese, Frabosa Sottana, si è arrivati anche a stabilire il record di dieci abitazioni di vacanzieri di fronte a una di residenti, che probabilmente non ha uguali in altri parti del mondo, o almeno non in mezzo alle montagne. Sul sito del Comune, a scanso di equivoci, si legge infatti che «Frabosa ha un territorio molto esteso di 37kmq dai 490 metri di Gosi, la frazione al confine con il comune di Villanova Mondovi per arrivare agli oltre 2280 metri del Mondolè e comprende le frazioni di Pianvignale, Alma Ressia, Riosecco S. Giacomo e Miroglio. Il comune conta circa 1500 abitanti residenti, ai quali occorre aggiungere oltre seimila seconde case, che pongono il comune piemontese ai primi posti in Italia per numero di alloggi stagionali».
Nonostante l'indubbio impegno messo sul fronte dell'edilizia "turistica" da questo comune del cuneese, il record nazionale assoluto di seconde case sull'arco alpino resta ancora saldamente a un'altra località piemontese: Bardonecchia, che nel suo territorio ospita ben 7892 seconde case, a fronte di 1429 abitazioni occupate da residenti. Sono dati contenuti in un rapporto curato Legambiente, realizzato con il contributo del ministero dell’Ambiente, che si concentra proprio sulla qualità turistica delle località alpine dal particolare punto di osservazione costituito dalla quantità di seconde case, dette anche "letti freddi", per il fatto di essere alloggi chiusi e inutilizzati per gran parte dell'anno.
CRESCE IL MALESSERE TRA I RESIDENTI - «Abbiamo cercato di quantificare le dimensioni di un fenomeno, associato alla speculazione immobiliare, che nella percezione dei residenti è diventato sempre più un elemento di malessere – ha spiegato Damiano Di Simine, responsabile dell'Osservatorio Alpi di Legambiente – troppe seconde case producono degrado del paesaggio, oneri a carico delle amministrazioni locali, e spesso concorrono al declino delle stazioni turistiche montane, oltre che al generale scadimento delle condizioni di vita di paesi in cui, per gran parte dell'anno, le case chiuse prevalgono su quelle abitate dai residenti». Il problema dell'eccesso di seconde case è presente in tutto l'Arco alpino ma mentre altrove, soprattutto nei Paesi di lingua tedesca, si sta cercando di arginare il fenomeno attraverso vincoli urbanistici e misure fiscali di disincentivo, da noi la speculazione immobiliare d'alta quota pare inarrestabile, ed è assecondata da provvedimenti come i condoni edilizi e l'attuale Piano casa. «Siamo estremamente preoccupati per le conseguenze che il Piano casa, per come attuato da regioni come Lombardia, Veneto e Friuli, potrebbe determinare sulla crescita insostenibile delle volumetrie e degli alloggi utilizzati come seconde case, e per questo ci appelliamo ai sindaci affinché, ove possibile, introducano limiti all'applicazione di questa norma per tutelare non solo l'ambiente, ma anche la qualità turistica del proprio territorio» ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri.
L'ESEMPIO POSITIVO DELL'ALTO ADIGE - Se parte delle Alpi si è "innevata" di costruzioni, spesso anche brutte e comunque lontane dalle tradizioni dell'architettura locali, secondo la fotografia offerta da Legambiente ci sono ancora zone dove si è saputo salvaguardare il rapporto tra turismo residenziale e paesaggio. Esistono intere regioni, come l'Alto Adige, dove le seconde case sono una presenza assolutamente marginale. La provincia sudtirolese è indicata infatti da Legambiente come un modello turistico di successo con una dotazione di posti letto superiore a un terzo dell'intera accoglienza turistica alpina, ma distribuita in modo così capillare da portare benefici all'intera comunità, e con una presenza di seconde case ridotta al 20% del patrimonio immobiliare delle 75 località turistiche altoatesine esaminate dal rapporto. Anche qui qualche nota dolente c'è, come in Val Badia e a Nova Levante, dove le seconde case hanno numeri simili o superiori alle residenze. Ma sono comunque "rose e fiori" rispetto al quadro nazionale che vede le località più cementificate concentrate nelle regioni del Nord-Ovest: i 25 comuni "top" per quantità di seconde case sono Piemontesi (8), lombardi (7), veneti (5), valdostani (3) e trentini (2).
Stefano Rodi
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| Tag: ambiente, alpi, cementificazione, montagna, rapporto, legambiente, comuni montani, alloggi, vacanze, territorio, scempio, turismo, dati | OKNOtizie |
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21/07/2009
Piano casa, Berlusconi ha firmato
Piano casa, Berlusconi ha firmato
Stanziati i primi 200 milioni per finanziare edilizia pubblica, cooperative e fondi immobiliari. Matteoli: centomila nuovi alloggi in cinque anni e nuovi posti di lavoro nelle imprese edilizie
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| Il governo ha dato il via libera al piano casa (Eidon) |
ROMA - «Con la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si conclude l'iter procedurale per il concreto avvio del piano casa, che si prefigge l'obiettivo di realizzare centomila alloggi in 5 anni». A comunicarlo il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole sul Piano espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe.
I BENEFICIARI - Il Piano, prosegue la nota, prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale. Beneficiari del piano casa sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione.
«RIPERCUSSIONI SULL'ECONOMIA» - «Parte così la realizzazione di un ambizioso piano di alloggi che avrà positive ripercussioni sociali e che amplierà l'offerta di lavoro nel settore delle imprese edilizie su tutto il territorio del Paese - dichiara ancora il ministro Matteoli - Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti. Il Piano - sottolinea Matteoli - consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per 3 miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Tra l'altro - conclude - è prevista la valorizzazione di aree demaniali con la loro riqualificazione urbana».
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| Tag: economia, lavoro, stanziamenti, casa, edilizia, edilizia pubblica, cooperative, fondi immobiliari, alloggi, imprese edilizie, decreto, presidente del consiglio, berlusconi | OKNOtizie |
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