05/10/2011

Meredith, Vietti difende il sistema giudiziario. Accoglienza trionfale per Amanda. «La mia amica ridotta così, non guardo»

Meredith, Vietti difende il sistema giudiziario. Accoglienza trionfale per Amanda. «La mia amica ridotta così, non guardo»

Il vicepresidente del Csm replica ad Alfano ("In Italia nessuno paga per gli errori giudiziari") e afferma: "Chi parla così ignora il funzionamento della nostra Giustizia, articolata su tre gradi di giudizio". Ritorno a casa. La studentessa, assolta per il delitto Kercher, è atterrata a Seattle: «Sono sommersa dalle emozioni». Il documento «Non posso reggere quelle foto, il rispetto è sfuggito». Gli appunti della Knox in aula: non sono il mostro di Perugia

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03/10/2011

Perugia, la sorella di Amanda: "E' finito un incubo"

Perugia, la sorella di Amanda: "E' finito un incubo"

Lacrime di gioia e di commozione tra i parenti della ragazza di Seattle dopo la sentenza di assoluzione. Il padre di Sollecito: Finalmente torniamo a casa". L'avvocato Bongiorno: "E' il verdetto che aspettavamo". Fischi dalla piazza.

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Delitto Meredith, la sentenza d'appello assolti Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Delitto Meredith, la sentenza d'appello assolti Amanda Knox e Raffaele Sollecito

PERUGIA. Il verdetto dopo undici ore di camera di consiglio

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Amanda e Raffaele l'ultima volta in aula: «Siamo innocenti, ridateci le nostre vite»

Amanda e Raffaele l'ultima volta in aula: «Siamo innocenti, ridateci le nostre vite»

LE DICHIARAZIONI SPONTANEE. Lei si commuove ricordando Meredith: «Ho perso un'amica». Sollecito: «Mai fatto male a nessuno»

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30/09/2011

Processo Meredith:«Guede unico colpevole? Sono favole»

Processo Meredith:«Guede unico colpevole? Sono favole»

BATTUTE FINALI DEL PROCESSO. Delitto di Perugia, la replica del pm Mignini

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04/02/2011

In scena l'omicidio di Meredith Il padre furioso: immagini orribili

In scena l'omicidio di Meredith Il padre furioso: immagini orribili

IL DELITTO DI PERUGIA. Pellicola americana su Amanda Knox, in Rete le scene contestate. La famiglia: rimuovetele

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24/11/2010

Omicidio Meredith, parte il processo d'appello

Omicidio Meredith, parte il processo d'appello

Il 24 novembre inizia il secondo grado, con le difese di Amanda Knox e di Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere, convinte che la sentenza verrà ribaltata. Ma per la procura i due imputati sono colpevoli

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02/01/2010

Seattle sospende piano per intitolare un parco a Perugia

Seattle sospende piano per intitolare un parco a Perugia

 

IL SINDACO DI PERUGIA SCRIVERÀ AL COLLEGA AMERICANO. Dopo la condanna di Amanda Knox. Le città sono gemellate dal 1993

 

Lo Space Needle, simbolo di Seattle (Reuters)
Lo Space Needle, simbolo di Seattle (Reuters)

Perugia e Seattle sono gemellate dal maggio del 1993, ma la recente condanna di Amanda Knox a 26 anni di carcere per l’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007, potrebbe avere ripercussioni sui rapporti tra le due cittadine. Secondo quanto riporta il Seattle Times, le autorità di Seattle, principale città dello Stato di Washington, volevano intitolare un parco cittadino proprio a Perugia, ma ora hanno deciso di sospendere questo piano.

«MALUMORI DOPO LA SENTENZA» - Gli abitanti di Seattle sono infatti rimasti scossi dalla vicenda giudiziaria in cui è rimasta coinvolta la loro giovane concittadina, e il sovrintendente per i parchi dell’amministrazione locale, Tim Gallagher, ha deciso di fare marcia indietro a causa di questi malumori. «Abbiamo temporaneamente accantonato la procedura per l’intitolazione del parco» alla città di Perugia, ha detto Gallagher. Il presidente della Seattle-Perugia Sister City Association, Mike James, si è detto sorpreso. «Queste sono questioni separate e il processo (di Amanda Knox) non dovrebbe definire Perugia», ha detto. «Questo è un discorso razionale, ma ci sono state molte reazioni emotive dopo il verdetto».

SINDACO DI PERUGIA SCRIVERÀ A COLLEGA DI SEATTLE - Il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali scriverà al suo collega di Seattle in merito alla vicenda, auspicando che le relazioni tra le due città «non debbano essere compromesse da una vicenda che è deve restare soltanto giudiziaria». «Le nostre due comunità - continua Boccali - non c'entrano nulla. Certo io non ho visto nessun fumus di antiamericanismo in città, nè credo che i giudici del processo siano stati mossi da altre ragioni che non fossero esclusivamente gli atti processuali». «L'ultimo, tra i tanti, episodi dell'amicizia tra le nostre due città - ricorda il sindaco - è Sister Orca, un' opera di un artista di Seattle, di origini indiane, donata a Perugia come segno di amicizia perché l'orca è per quelle popolazioni un animale sacro». La grande scultura in bronzo decorato è stata collocata recentemente proprio davanti alla stazione del Minimetrò, l' infrastruttura più significativa della Perugia moderna. «Scriverò al sindaco di Seattle - conclude Boccali - per dirgli che i sentimenti dei perugini sono immutati, e spero sia lo stesso per quanto riguarda gli abitanti di Seattle».


06/12/2009

La Clinton: «Sulla condanna di Amanda ascolterò chiunque abbia dei timori»

La Clinton: «Sulla condanna di Amanda ascolterò chiunque abbia dei timori»

 

Dopo la sentenza per l'omicidio di meredith kercher. La richiesta di una senatrice democratica: verificare se il verdetto sia stato condizionato da sentimenti anti Usa

 

Hillary Clinton (Afp)
Hillary Clinton (Afp)

La condanna di Amanda Knox a 26 anni di carcere per l'omicidio di Meredith Kercher ha profondamente scosso gli Stati Uniti. Tanto che la vicenda è approdata a Washington e il segretario di Stato Hillary Clinton ha detto di essere pronta a incontrare chiunque abbia dei timori su come la vicenda è stato gestito. A coinvolgere l'ex first lady è stata la senatrice democratica Maria Cantwell, che ha chiesto di verificare se la sentenza di Perugia sia stata condizionata da «sentimenti anti americani» presenti in Italia.

«NESSUNA PREOCCUPAZIONE» - Hillary Clinton ha detto di non aver avuto tempo di occuparsi del caso di Amanda Knox, perché assorbita dal dossier afgano. Ma ora, parlando al network Abc, durante il programma «This week», ha affrontato lo spinoso argomento: non ho avuto contatti con il governo italiano, spiega al giornalista George Stephanopoulo, né ho espresso «alcuna preoccupazione», ma sono pronta a incontrare chiunque sia preoccupato per l’esito del processo. Stephanopoulos ha fatto presente alla Clinton quanto sostenuto dalla senatrice Cantwell, secondo cui il processo di Perugia è arrivato alla condanna della ragazza nonostante «un'evidente mancanza di prove», riflettendo dunque un diffuso «antiamericanismo» da parte dell'opinione pubblica italiana. «Onestamente non ho avuto tempo di prendere in esame la questione, sono stata completamente immersa in ciò che stiamo facendo in Afghanistan - ha detto Hillary Clinton -. Mi incontrerò con la senatrice Caldwell e con chiunque abbia una qualche preoccupazione, ma al riguardo non sono in grado di farmi alcuna opinione». Il giornalista: «Questo significa che non ha espresso alcun tipo di preoccupazione al governo italiano?». Risposta: «No, affatto».


05/12/2009

Omicidio Meredith, Amanda Knox e Raffaele Sollecito giudicati colpevoli

Omicidio Meredith, Amanda Knox e Raffaele Sollecito giudicati colpevoli

 

LA SENTENZA. Condannati: 26 anni alla ragazza americana e 25 al fidanzato italiano

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Amanda Knox al suo arrivo in tribunale per assistere alla lettura della sentenza (Ansa)
Amanda Knox al suo arrivo in tribunale per assistere alla lettura della sentenza (Ansa)

PERUGIA- «Colpevoli». Ventisei anni di reclusione per Amanda Knox, 25 per Raffaele Sollecito. La ragazza americana è stata condannata anche per il reato di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. Per questo reato dovrà risarcire il musicista congolese con 40 mila euro. Il risarcimento per la proprietaria della casa di via della Pergola è stato fissato in 25 mila euro. Questa la sentenza emessa dalla Corte d'assise di Perugia per i due giovani accusati dell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. I due imputati hanno evitato l'ergastolo, che era stato chiesto dai pubblici ministeri, perché la corte ha ritenuto di escludere le aggravanti contestate e di concedere le attenuanti generiche. I reati, inoltre, sono stati dichiarati unificati dal vincolo della continuazione e da quello di violenza sessuale assorbito nel reato di omicidio volontario. Amanda Knox e Raffaele Sollecito, inoltre, sono stati condannati al pagamento delle spese processuale, interdetti per sempre dai pubblici uffici. E dovranno, inoltre, risarcire i famigliari di Meredith.

Raffaele Sollecito (Ansa)
Raffaele Sollecito (Ansa)

REAZIONI - «Combatteremo fino all'ultimo, non è finita qua». Cassandra, la compagna di Curt Knox, il padre di Amanda, parla dopo la lettura del verdetto andato in onda in diretta sulle tv All News americane. Invece, Mara, la compagna del padre di Sollecito, ha detto tra le lacrime, riferendosi ai giudici, «non hanno fatto fino in fondo il loro dovere. Dovevano assolverlo, Raffaele è innocente». La donna, quando Raffaele è stato portato via dall'aula ha urlato «forza Raffaele» prima di scoppiare in un pianto a dirotto. Visibilmente contrariati anche gli avvocati delle due difese, con Luciano Ghirga, che ha difeso Amanda, abbracciato alla giovane di Seattle prima che gli agenti della polizia penitenziaria la portasse via.

IL GIORNO DELLA VERITÀ - Per Amanda, l'Amelie di Seattle, come l'ha definita il suo avvocato Giulia Bongiorno, e Raffaele Sollecito, lo studente d'informatica laureatosi ingegnere in prigione, è arrivato il giorno della verità, dopo due anni di carcere e 11 mesi di udienze. E la verità è stata dura. Amanda e Raffaele non sono, secondo la corte d'Assise, i ragazzi acqua e sapone al loro primo amore, travolti da uno «tzunami mediatico» e da un'accusa pesantissima ma «incompiuta», perché «senza movente e senza riscontri certi». Al contrario, la corte d'Assise, entrata venerdì mattina in camera di consiglio ed uscita dopo mezzanotte, ha affermando che sono stati loro ad aver ucciso il 2 novembre di due anni fa la studentessa inglese Meredith Kercher. Assieme a Rudy Guede, l'ivoriano che ha scelto il rito abbreviato e che è già stato condannato a 30 anni di carcere.

LA DECISIONE - Per la giuria popolare non era una decisione facile: condannare due ragazzi di 25 e 22 anni all'ergastolo sarebbe stato distruggere per sempre la loro vita; assolverli avrebbe significato sconfessare non solo l'intera inchiesta ma anche i giudici che prima di loro si sono espressi. Ed è arrivata una condanna a metà. E sono proprio le sentenze precedenti uno degli aspetti su cui ha puntato la procura di Perugia per sostenere la colpevolezza dei due, rivendicando le «plurime e costanti conferme» avute dai tribunali. Assieme alle prove scientifiche «inconfutabili», che collocano i due ex fidanzatini nell' appartamento di via della Pergola la sera in cui Meredith fu uccisa: il Dna di Amanda e di Mez sulle macchie di sangue repertate nel bagno, il profilo genetico della studentessa di Seattle assieme a quello di Mez su un coltello da cucina trovato dagli investigatori nella casa di Raffaele Sollecito, il Dna dello studente barese sul gancetto del reggiseno di Meredith.

LA VICENDA - La corte ha dunque giudicato valida la dinamica dell'omicidio ricostruita dai pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi. Quella sera i tre arrivarono a casa in via della Pergola, dove c'era già la giovane inglese. «Non sappiamo con certezza che intenzioni avessero - aveva detto Mignini nella sua accusa - ma è possibile che ci sia stata una discussione, poi degenerata, tra Mez e Amanda per i soldi scomparsi. O forse la studentessa inglese era contrariata per la presenza di Guede». Fatto sta che «la Knox, Sollecito e l'ivoriano, sotto l'influsso degli stupefacenti e forse dell'alcol, decidono comunque di porre in atto il progetto di coinvolgere Mez in un pesante gioco sessuale». Un'aggressione con un «crescendo incontrollato, inarrestabile di violenza e gioco sessuale» che termina con la morte della ragazza. A sferrare la coltellata mortale, secondo la procura, è Amanda, che «voleva vendicarsi di quella smorfiosa troppo seria e morigerata per i suoi gusti», mentre Raffaele la tiene ferma. È, invece, Rudy a violentarla. «Mez è stata uccisa in maniera impressionante da tre furie scatenate» avevano ribadito i pm. Parole, e prove, che le difese dei due imputati hanno tentato di smontare nel corso di 11 mesi. Senza riuscirvi.