28/09/2011
Amazon lancia la sfida all'iPad. Kindle Fire, tablet da 199 dollari
Amazon lancia la sfida all'iPad. Kindle Fire, tablet da 199 dollariSUL MERCATO ANCHE UN NUOVO E-READER CON SCHERMO TOUCHSCREEN. Presentato a New York da Jeff Bezos: schermo da 7 pollici e meno di metà prezzo rispetto al prodotto Apple
23:43 Scritto in HI-TECH, tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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18/11/2010
Amazon sbarca anche in Italia
Amazon sbarca anche in ItaliaACQUISTI IN RETE. Cartelloni pubblicitari "enigmatici" a Roma e Milano. Il sito di e-commerce arriva nel nostro Paese
16:39 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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21/01/2010
Kindle, attenti a quel sito
Kindle, attenti a quel sito
La amazon: noi gli unici autorizzati a vendere e distribuire il lettore digitale. Un lettore ci avvisa: all'indirizzo www.kindle-italia.com ha acquistato un e-book che non è mai arrivato
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| Un esemplare di Kindle |
MILANO - Per adesso possiamo solo dire attenti a quel sito: a prima vista si presenta come lo store «ufficiale» della vendita del Kindle International e del Dx in Italia — sarebbe sufficiente il dominio per trarre in inganno chiunque, www.kindle-italia.com. Peccato che alla Amazon, la società produttrice e distributrice in esclusiva dell’e-book che abbiamo subito contattato, non ne sappiano nulla. Abbiamo scoperto il sito grazie alla lettera di un lettore del Corriere al nostro direttore in cui si denunciava l’acquisto di un Kindle International addirittura il 19 ottobre 2009.
NESSUNA CONSEGNA - Peccato che da allora per A.T., queste le sue iniziali, sia cominciato un inferno fatto di attese, risposte fumose, tentativi di contatto senza nessun frutto con un’unica certezza: il pagamento è avvenuto, ma il Kindle non è mai arrivato. L’Amazon ha risposto che l’unico sito da cui effettuare l’acquisto deve essere www.amazon.com e che l’operatività del sito sotto la lente è stata segnalata agli uffici interni di controllo. Nessun accordo di vendita è stato fatto con catene di distribuzione online né con megastore. Siamo allora andati a controllare: il sito risulta in effetti controllato da una società con sede legale in Gran Bretagna: la e-buy4you.com. In alcune sottopagine la società specifica di non avere rapporti con l’Amazon e di voler fare solo da «tramite» per l’acquisto del Kindle. Peccato che andando a cliccare sul sito www.e-buy4you.com non si cavi un ragno dal buco: una scritta fissa senza link si staglia su una pagina completamente bianca.
TELEFONATE SENZA RISPOSTA - Su segnalazione del lettore che ha tentato invano di contattare a lungo l’azienda abbiamo provato anche noi di telefonare ai due numeri che appaiono ricevendo in risposta solo la registrazione della Telecom: «L’utente non è al momento disponibile: vi invitiamo a riprovare più tardi». Anche il servizio cortesia clienti online non dà segni di vita. Abbiamo dunque fatto delle banali ricerche sul web: oltre a decide di pagine di documenti e contratti vari di vendita firmate dall’amministratore delegato ella società, «mister Jared Davil», su Twitter chatta anche una certa Sofia Bonardi di San Marino che si presenta come «incaricata del servizio feedback» del gruppo e che è subissata di richieste da parte di sfortunati «colleghi» del nostro lettore. Negli ultimi messaggi Sofia Bonardi comunica che l’«80% degli ordinativi sono stati evasi». In un altro post di Bonardi si scopre che lei può «solo confermare che oggi sono stati rimborsati gli ordini 309, 308, 243, 283, 319, 430, 431, 406, 408, 145, 401, 327, 189, 372 (Kindle)». Peccato che a giudicare dal web gli ordini non eseguiti — e dunque da rimborsare — siano centinaia. Forse di più. A questo punto non ci rimane che chiedere a qualche responsabile della società di contattarci per spiegare cosa stia succedendo.
Massimo Sideri
11:20 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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28/12/2009
Natale, venduti più e-book che libri
Natale, venduti più e-book che libri
Consegne anche last minut per il sito di e-commerce che ha assoldato anche i camperisti. Nelle transazioni su Amazon battuti quelli di carta ma anche gli altri gadget elettronici. Kindle il più gettonato
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| Il Kindle, il lettore di libri elettronici (Ap) |
MILANO - E’ stato un Natale con il botto per Kindle, e al quartier generale di Amazon possono certamente stappare lo champagne. Il lettore di e-book è stato infatti l’oggetto più regalato nella storia dell’azienda di e-commerce. Ma – dato forse ancora più interessante – il 25 dicembre sulla piattaforma creata da Jeff Bezos sono stati comprati più libri di bit che di carta. Un sorpasso forse motivato dall’urgenza di ricevere immediatamente il titolo in questione, ma che nel contempo è la spia di un mercato in crescita: quello, appunto, dell’editoria digitale.
LE VENDITE - In generale sembra che le vendite in occasione delle feste siano andate particolarmente bene per Amazon, anche se l’azienda non ha fornito dati chiari e precisi: il giorno di picco è stato il 14 dicembre, quando i clienti hanno comprato 9,5 milioni di prodotti in 178 paesi, per una media di 110 al secondo. Non si tratta ovviamente solo di libri, ma anche dvd, gadget tecnologici, e oggetti di vario genere, perfino dolci. Sul fronte elettronico, dopo il Kindle, i prodotti più acquistati tra il 15 novembre e il 19 dicembre sono stati l’iPod Touch da 8GB della Apple e il Gps Garmin Nuvi 260W. Nella categoria videogiochi troneggia invece la Wii Fit Plus con Balance Board, seguita da New Super Mario Bros e Call of Duty: Modern Warfare 2. Molti i computer impacchettati: anche qui, i dirigenti Amazon, più che dare numeri, preferiscono affidarsi a immagini poetiche: e dunque i pc venduti sono tanti che in pila uno sull’altro sarebbero alti quanto due volte l’Everest.
DIETRO I PACCHETTI - Sul fronte della velocità nelle consegne va segnalato il caso di un cliente di Seattle che ha ordinato un Kindle alle 13 e 43 della vigilia di Natale e ha ricevuto il pacchetto alle 16 e 57 dello stesso giorno. In tempo insomma per metterlo sotto l’albero. Ma a questo proposito vale la pena ricordare che dietro il sistema di e-commerce di Amazon non ci sono solo byte e fibre ottiche, bensì anche muscoli e sudore umano. Come quelli delle centinaia di persone reclutate in occasione delle festività presso Coffeyville, in Kansas, dove si trova il più grande centro di smistamento dell’azienda americana. Quest’anno Jeff Bezos ha deciso di assoldare il popolo dei camper, di chi vive su 4 ruote, offrendo parcheggio gratuito a poche miglia dallo stabilimento e un lavoro di magazziniere e impacchettatore per circa 10 dollari all’ora. Turni di 8-10 ore continuamente in piedi, camminate da 15 miglia al giorno, sollevamento pesi e un deciso effetto palestra assicurato a fine giornata.
Carola Frediani
16:29 Scritto in CULTURA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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16/12/2008
Amazon : turni massacranti e malattia «a punti» , come la patente
Amazon : turni massacranti e malattia «a punti» , come la patenteFINO A 140 CONFEZIONI ALL'ORA PER CIASCUN ADDETTO. Inchiesta del Times Online sulle condizioni di lavoro imposte dal gigante del commercio sul web
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| Il gigante del commercio online, secondo un'inchiesta, impone ai propri dipendenti condizioni di lavoro al limite della legalità |
EFFICIENZA A BASSO COSTO – Così il reporter inglese è diventato un membro dello staff del magazzino di Bedfordshire, e per sette giorni ha potuto osservare dall'interno quel che succede dietro le quinte del colosso delle vendite online. Il suo resoconto ha rivelato che il trattamento riservato ai dipendenti è praticamente al limite della legalità: il lavoro è organizzato in turni massacranti, con ritmi assurdi (del tipo 140 XBox confezionate in un'ora), al fine di riuscire a impacchettare tutti gli ordini. Il tutto per una retribuzione di circa 7 euro all'ora, nettamente inferiore alla media nazionale.
SFRUTTAMENTO – L'infiltrato speciale ha inoltre raccontato che, in nome della massima produttività e della piena soddisfazione del cliente, Amazon penalizza i lavoratori che si ammalano: a una richiesta di permesso per malattia corrisponde un punto di penalizzazione. Mezzo punto per chi invece arriva in ritardo. Una volta accumulate sei penalizzazioni il dipendente può essere licenziato. C'è poi l'obbligo di fare dello straordinario notturno di dieci ore e mezza dopo 5 giorni lavorativi, e le pause previste per un turno di otto ore sono solamente due, per un totale di 35 minuti. Chi ha bisogno di andare alla toilette deve chiedere il permesso. E se a causa di un solo dipendente un gruppo di lavoro non raggiunge l'obiettivo assegnatogli, l'intero gruppo viene penalizzato. Non stupisce quindi che un membro del personale di Bedfordshire, esausto, abbia detto al reporter del Times che dopo quell'esperienza lavorativa non sarà mai più in grado di visitare le pagine web Amazon senza pensare ai poveretti che ci lavorano.
16:58 Scritto in LAVORO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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