01/04/2012
Morto in Florida Giorgio Chinaglia
Morto in Florida Giorgio ChinagliaEx attaccante della Lazio dei tempi d'oro e della nazionale, è deceduto in Florida
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13/03/2012
Piomba con l'auto sulla scorta dell'ambasciatore del Qatar
Piomba con l'auto sulla scorta dell'ambasciatore del QatarBELGIO. Il tentato suicidio in pieno centro a Bruxelles
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09/08/2010
Chavez respinge le credenziali del nuovo ambasciatore Us
Chavez respinge le credenziali del nuovo ambasciatore UsMartedì incontro tra il presidente venezuelano e il capo dello Stato della Colombia. Il diplomatico avrebbe pronunciato parole offensive contro il Venezuela per l'appoggio alle Farc
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18/04/2010
L'ambasciatore Usa ripulisce i muri di Roma
L'ambasciatore Usa ripulisce i muri di RomaThorne: «Credo che tutti dobbiamo liberare queste strade dai rifiuti» Alemanno. «Faremo più controlli»
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| L'ambasciatore Usa e il sindaco Alemanno |
ROMA — Il sindaco fa aspettare l'ambasciatore americano. Tutto è pronto da mezz'ora in piazza Trilussa: spazzole, guanti, mascherine. L'operazione anti-graffiti sta per scattare anche sullo storico Ponte Sisto, deturpato negli anni dai writers, eppure Gianni Alemanno non si vede. Da vero diplomatico, David Thorne fa finta di niente: «Vorrà dire che quando il sindaco arriverà, dovrà sottoporsi a una doppia razione di olio di gomito...», scherza. Sabato pomeriggio, Trastevere: operazione «Retake Rome», «Riprenditi Roma...». Insomma, cittadini non più spettatori ma protagonisti della pulizia fai-da-te nel proprio quartiere. In verità, tra Alemanno e Thorne, c'è amicizia stretta: «Ringrazierò sempre il sindaco per il bellissimo ricordo dedicato l'anno scorso alla tragedia dell'11 settembre, io mi ero da poco insediato», confessa l'ambasciatore Usa accompagnato dalla moglie Rose. La simpatia reciproca è evidente, in effetti, perché appena Alemanno arriva, i due si tolgono i pullover e puntano insieme verso via Benedetta dove, armati di guanti e pennelli, cominciano a cancellare la selvaggia foresta di «tag» che ricopre il muro vicino a «Checco er Carettiere», ristorante della Dolce Vita, molto caro agli americani («Vi mangiarono Robert Mitchum e Cary Grant, Gary Cooper e Sean Connery...», ricorda la titolare Stefania Porcelli).
IL GRUPPO DEI PULITORI - Del gruppo di pulitori eccezionali fanno parte anche il teologo di origine cubana Miguel Humberto Diaz, ambasciatore americano presso la Santa Sede e la signora Ertharin Cousin, ambasciatrice alla Fao, molto amica di Barack e Michelle Obama. C'è anche il cane Buster, un jack russell sordo di 16 anni, già mascotte degli «Americans in Rome for Obama» nel 2008. Si avvicina l'Earth Day, la giornata della Terra che sarà celebrato il 22 aprile (24 ore dopo il Natale di Roma...) e gli ambasciatori degli Stati Uniti sentono molto l'appuntamento ecologista: «Lo celebriamo da 40 anni perché è un avvenimento importante — spiega Thorne —. È importante che i cittadini abbiano a cuore il rispetto per l'ambiente. E Roma è la città più bella del mondo, la mia seconda casa, dove ho passato la mia gioventù e ora sono tornato. Credo che tutti noi dobbiamo averne cura, tenerla bene, liberarla dai rifiuti e dalle scritte, ognuno a partire dal suo marciapiede». L'ambasciatore, in passato, è stato presidente del Cda dell'Istituto di Arte Contemporanea di Boston, insomma non è insensibile certo alla «street art», ma sembra condividere la filosofia di «Retake Rome»: «Noi siamo pro-art e anti-tag, diciamo sì all'arte ma no al vandalismo», spiegano in coro Lori Hickey, Rebecca Spitzmiller e Nicole Franchini, tre delle circa 300 iscritte all'associazione «Donne americane a Roma» che, insieme a decine di studenti italiani e stranieri e ai volontari di «Vivere Trastevere» e della «Fondazione Garibaldi», hanno promosso l'iniziativa («Complimenti — chiosa l'ambasciatore Thorne — Garibaldi è il mio personaggio italiano preferito...»). Quelli di «Retake Rome» hanno cominciato ripulendo i busti del Pincio e adesso, insieme al delegato del sindaco per il centro storico, Dino Gasperini, continueranno a girare per i quartieri esortando i romani a scendere in strada. «Ma servono i controlli — avverte Gasperini —. In due mesi abbiamo inflitto 5 mila multe a chi sporca, è ancora poco». Chissà, per esempio, quanto resisterà il muro di via Benedetta. Stasera, a Roma, c'è il derby.
Fabrizio Caccia
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18/02/2009
Battuta di Berlusconi sui desaparecidos L'Argentina convoca l'ambasciatore
Battuta di Berlusconi sui desaparecidos L'Argentina convoca l'ambasciatore
Frase pronunciata durante la campagna elettorale sarda a Cagliari. Secondo fonti di Roma si tratta di un equivoco: il premier voleva stigmatizzare chi lo considera un dittatore
BUENOS AIRES - Il ministero degli Esteri dell'Argentina ha convocato l'ambasciatore italiano, Stefano Ronca, per esprimere «la profonda preoccupazione» per le presunte frasi attribuite al premier Silvio Berlusconi sulla tragedia dei desaparecidos.
SCHERZO MACABRO - Tutto nasce venerdì scorso durante la chiusura della campagna elettorale a Cagliari per le regionali della Sardegna. Secondo il quotidiano argentino Clarin, che cita un servizio dell'Unità, Berlusconi avrebbe «scherzato» sulla vicenda dei desaparecidos in Argentina e sulla fine delle persone sequestrate dai militari. «Li portavano sull'aereo poi dicevano: è una bella giornata, andate fuori un po' a giocare», avrebbe detto il Cavaliere riferendosi voli della morte, con i quali venivano eliminati gli oppositori (spesso dopo essere stati torturati) del regime militare tra il 1976 e il 1983). Le vittime venivano lanciate vive e sedate da aerei militari nelle acque del Rio de la Plata.
EQUIVOCO - Fonti del governo italiano precisano che si tratta di un equivoco. Il presidente del Consiglio intendeva all'opposto sottolineare l'efferatezza dei crimini commessi contro i dissidenti e la tragedia dei desaparecidos per spiegare, aggiungono le fonti, come si sentisse offeso e insultato dai suoi oppositori che lo paragonano ai dittatori.
CLAMORE IN ARGENTINA - L'articolo di Clarin ha un richiamo in prima pagina dal titolo «Berlusconi, macabro con i desaparecidos», e precisa che «non è chiara la ragione» delle frasi del primo ministro italiano sui desaparecidos. L'articolo del quotidiano è stato ripreso dall'agenzia locale Telam e ha subito avuto ampia eco nelle tv e nei siti online a Buenos Aires, dove la presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, Estela de Carlotto, ha detto di «sentirsi offesa» dopo aver letto quanto riferito dal quotidiano. «Nei confronti degli argentini - ha ricordato - c'è sempre stata grande solidarietà, sia dai precedenti governi italiani sia da parte della giustizia».
18:23 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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06/02/2009
AMB.SPOGLI: L'ITALIA RISCHIA DI PERDERE IL RUOLO DI POTENZA ECONOMICA
AMB.SPOGLI: L'ITALIA RISCHIA DI PERDERE IL RUOLO DI POTENZA ECONOMICA

Anche perché nelle sue vene scorre 'sangue italico', essendo figlio di immigrati originari di Gubbio. Prima di riconsegnare le chiavi di Villa Taverna (domani Spogli con la moglie Georgia Beth Claude volerà nella sua California) l'ambasciatore ha dato agli italiani un ultimo suggerimento: "Sollecitate i cambiamenti per far crescere il Paese e soprattutto cercate di costruire un consenso intorno ad essi". Ma ha anche fatto un annuncio che, in fondo, ci si aspettava: "Nei prossimi giorni, forse nelle prossime settimane, gli Usa vi chiederanno di fare di più in Afghanistan".
E "l'Italia sarà pronta a collaborare", è la sua previsione. Con malcelata preoccupazione, come se non riuscisse a capacitarsene, l'ambasciatore - ricevendo a pranzo i giornalisti che lo hanno seguito in questi 41 mesi a Roma - si chiede "come mai gli italiani non reagiscano nel vedere il proprio Paese incapace di metter mani a quelle riforme necessarie per affrontare la bassa crescita economica". Eppure tutti conosciamo i problemi del 'sistema Italia', sottolinea. E li elenca, impietoso: "Burocrazia pesante, mercato del lavoro rigido, criminalità organizzata, corruzione, lentezza della giustizia, mancanza di meritocrazia e sistema d'istruzione che non risponde ai bisogni del XXI secolo". Poi rivolge il pensiero preoccupato alle giovani generazioni: "Nei miei incontri con gli studenti ho percepito un profondo pessimismo sul futuro".
Sanno che la laurea non garantirà loro un lavoro e per questo fuggono all'estero; "E' un vero peccato che l'Italia perda i suoi talenti", osserva l'ambasciatore, a sua volta padre di due universitari. Poi lancia un monito ai governi che si succederanno e alle possibili tentazioni di cancellare progetti già avviati: "L'Italia - afferma Spogli - ha visto già troppe grandi opere incompiute e la priorità della sicurezza energetica è troppo importante per risentire dei capricci della politica". Senza esitazioni - è l'invito dell'ambasciatore - adottate "un piano di sicurezza energetica concreto e realistico che promuova la diversificazione con un uso migliore delle risorse nazionali e un diverso mix di fornitori". Le sfide che gli italiani devono affrontare esigono uno "spirito unitario". Pena il fallimento.
"Purtroppo - si rammarica Spogli - non ho il collante magico per tenere unito il Paese, ma non sono pessimista. Ho fiducia che l'Italia ce la possa fare". Una fiducia - racconta - maturata in questi tre anni di dialogo con tanti imprenditori che si sono rimboccati le maniche per rafforzare il legame tra la ricerca, i capitali e le imprese. Chiusa la parentesi diplomatica in Italia, Spogli - dopo una breve puntata negli Stati Uniti - ha in programma una pausa sabbatica di tre mesi a Parigi con la moglie. Ma non sarà solo riposo: rimessi i panni dell'industriale, Spogli approfitterà per rinsaldare i legami europei della Freeman Spogli & Co., la società di investimenti - una delle principali degli States - di cui è co-titolare. Non è escluso che in primavera Spogli faccia una capatina a Villa Taverna per l'inaugurazione della cantina vinicola (un 'caveau' sotterraneo profondo 10 metri che, su tre livelli, ospiterà 5000 bottiglie) da lui ideato. Chi sarà a fare gli onori di casa ancora non è noto: diversi i nomi che circolano sul suo successore a Via Veneto, incluso quello di Nina Gardner, figlia di un altro ex ambasciatore americano a Roma, Richard Gardner.
L'ipotesi di cedere la poltrona ad una donna piace a Spogli che commenta: "Adesso la vedrei benissimo; una persona giusta sarebbe una cosa molto, molto positiva". In attesa di sciogliere il mistero, Spogli si appresta a partire. In valigia - hanno raccontato - ha messo anche 1200 bottiglie di vino. Prevalentemente rosso.
16:07 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: italia, ambasciatore, potenza economica, ruolo a rischio, economia, governo, ministri | OKNOtizie |
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