20/08/2010

Rissa in Grecia-Serbia, Krstic arrestato e rilasciato

Rissa in Grecia-Serbia, Krstic arrestato e rilasciato

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Il match di basket valido per il torneo Acropolis tra le due nazionali è stato sospeso per un gigantesco parapiglia al termine del quale il pivot dei Thunder ha colpito con una sedia il greco Bourousis causandogli una ferita alla testa.

Continua...


02/08/2010

C'erano una volta le amichevoli. In rissa anche il match del Brescia

C'erano una volta le amichevoli. In rissa anche il match del Brescia

CALCIO D'ESTATA. Tensione e provocazioni nella partita con i greci del Larissa. E alcuni tifosi intervengono in campo

 

Tensione tra un giocatore della squadra greca e un tifoso
Tensione tra un giocatore della squadra greca e un tifoso

BRESCIA - L'estate dei nervi tesi. E delle botte. Un'altra amichevole finisce in rissa. Stavolta tocca ai giocatori di Brescia e Larissa terminare il match nel peggiore dei modi. Forse non si è arrivati ai livelli di Cagliari-Bastia o di Catania-Iraklis (i clamorosi casi degli ultimi giorni), ma nemmeno i minuti finali della partita giocata dalle rondinelle e dalla squadra greca sono stati uno spettacolo edificante. Un «tutti contro tutti» in piena regola, in cui sono stati coinvolti anche alcuni tifosi del Brescia che al termine della gara hanno scavalcato le recinzioni dello stadio 'Grilli' di Storo per cercare di raggiungere i giocatori della squadra del Larissa.

GLI EPISODI
- Oggetto della rabbia dei tifosi, ma anche di alcuni dei giocatori del Brescia - che hanno ceduto alle provocazioni degli ellenici - sono stati il numero 4 Dabizas (campione d'Europa 2004) e il numero 8 Puri. Rei rispettivamente di aver innescato la scintilla e di aver fatto incendiare definitivamente gli animi. Al 20' della ripresa Dabizas si rende protagonista di un brutto fallo su Hetemaj. Risultato: Dabizas espulso e primo accenno di parapiglia con il gioco che riprende soltanto 5 minuti dopo. Fallo dopo fallo, i greci arrivano a pareggiare il gol di Caracciolo al 37' con Puri. Il quale pensa bene di girarsi verso la tribuna e di rivolgersi al pubblico con il dito portato alla bocca per zittirlo. Un gesto che fa irritare notevolmente i tifosi. Al 39' Taddei riporta in vantaggio il Brescia e per i greci c'è ancora il tempo di contare il secondo espulso: al 45' cartellino rosso per Romeu, autore di una bruttissima entrata su Taddei. L'arbitro Sguizzato fischia la fine della gara e a quel punto si vede Dabizas, il primo espulso del match che siede in panchina, alzarsi e puntare dritto verso Budel che al momento della sua cacciata dal campo lo aveva colpito.

TIFOSI IN CAMPO
- Così si accende una vera e propria rissa ed entrano in scena alcuni tifosi del Brescia. Sono dieci-dodici quelli che riescono a scavalcare la recinzione, un paio di loro entrano in campo e cercano il contatto con i giocatori del Larissa che a loro volta reagiscono. Gli staff, i dirigenti e alcuni addetti al campo intervengono per placare gli animi e placcare qualcuno. Man mano la situazione torna alla normalità e le squadre rientrano negli spogliatoi. In casa Brescia si cerca di minimizzare. Così l'allenatore Iachini: «Da un certo lato sono contento che sia stata una partita vera, ma loro si sono evidentemente innervositi e sono passati alle maniere forti nel momento in cui noi siamo prima passati in vantaggio e poi ci siamo creati altre opportunità per segnare. Siccome poi non è la prima volta che succedono cose così, si vede che fa parte del loro modo di fare». Così Andrea Caracciolo: «Probabilmente ci tenevano moltissimo a vincere ed erano particolarmente caldi. Hanno giocato come se si fosse trattato della finale di Champions league. Comunque non è successo niente».

Redazione online


31/07/2010

"Non amichevole" Cagliari: la partita finita in rissa

"Non amichevole" Cagliari: la partita finita in rissa

Una partita, che sarebbe dovuta essere un'amichevole, finita a calci e pugni. A Villacidro è andata in scena una maxi zuffa, tanto che l'arbitro ha dovuto sospendere il match tra i rossoblù e il Bastia al 76'.

 

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Villacidro, amichevole tra Cagliari e Bastia: al '76 l’arbitro sospende la partita per una rissa scoppiata in campo, che ha coinvolto diversi giocatori delle due squadre. I rossoblù sono tornati negli spogliatoi sul 3 a 0 per la squadra di Bisoli, con gol di Matri e doppietta di Ragatzu. Nel primo tempo c'era anche stata l'espulsione di un giocatore del Bastia, Lanzini. Nella ripresa sembrava tornata la calma, ma al '75 c'è stato il parapiglia che ha convinto il direttore di gara a fermare definitivamente il match.

 

VIDEO AMATORIALE

VIDEO DAL TG VIDEOLINA


07/06/2010

Johannesburg, ressa allo stadio: grave un poliziotto

Johannesburg, ressa allo stadio: grave un poliziotto

La pressione della folla fa cedere un cancello allo stadio Makhulong prima dell'amichevole fra Nigeria e Corea del Nord, travolgendo un agente e diversi tifosi: il bilancio è di oltre 20 feriti, tra cui un bambino.

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Fonti delle forze dell'ordine di Johannesburg fanno sapere che è ferito in modo grave il poliziotto rimasto coinvolto nella calca dopo un fuggi fuggi generale avvenuto nel corso della partita amichevole tra Nigeria e Corea del Nord. Il match, a causa di quanto stava avvenendo all'esterno dello stadio e per il fatto che l'impianto era decisamente sovraffollato, è stato interrotto per cinque minuti, prima di riprendere. "La polizia mi ha ordinato di farlo", ha precisato l'arbitro, il sudafricano Steve Goddard.

Tutto è accaduto perché all'esterno del Makhulong Stadium, un impianto da diecimila posti che era già al completo (e che comunque non ospiterà gare dei Mondiali), si è accalcata una multitudine di gente, quasi tutti tifosi della Nigeria che pretendevano di entrare pur essendo privi di biglietto. Altri avevano invece fotocopie degli originali. Ad un certo punto, nonostante la polizia cercasse di contenere la pressione della folla, la spinta è stata talmente forte che un cancello è crollato, travolgendo un agente, che è poi quello rimasto ferito in modo grave. Almeno una ventina i feriti lievi, tra i quali anche una giornalista coreana, stando a quanto riferito dalla tv brasiliena Rete Globo, i cui reporter erano presenti per 'spiare' i coreani, avversari del Brasile nel girone.



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L'ospedale di Tembisa ha confermato di aver ricoverato 15 persone, ma che i feriti sono di più. Fra loro alcuni bambini, calpestati nella confusione generale verificatasi dopo il crollo di un cancello per il quale il poliziotto è rimasto ferito in modo grave. Ad un certo punto, per placare la folla, la polizia avrebbe anche fatto ricorso alle maniere forti.

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Fifa: "Noi non c'entriamo" - La Fifa e il comitato organizzatore di Sudafrica 2010 fanno sapere con una nota congiunta in riferimento a quanto successo durante la partita Nigeria-Corea del Nord che "questa amichevole non ha nulla a che vedere con le operazioni organizzative dei Mondiali 2010, per le quali manteniamo una fiducia assoluta". L'obiettivo della Fifa sono le prime notizie secondo cui la federazione internazionale sarebbe stata parte integrande nel caos biglietti che ha causato la ressa: "Contrariamente a quanto fatto trapelare da alcuni media - continua la nota - la Fifa non c'entra assolutamente nulla con la distribuzione dei biglietti di questo match".


05/06/2010

L'Italia pareggia in Svizzera, un 1-1 che porta bene

L'Italia pareggia in Svizzera, un 1-1 che porta bene

Gli uomini di Lippi non sono andati oltre il pareggio nell'ultimo test prima del Mondiale, Quagliarella ha risposto al gol iniziale di Inler. Ma è una vittoria per la scaramanzia: finì così anche nel 1982 e nel 2006.

 

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SVIZZERA-ITALIA 1-1
10' pt Inler, 14' pt Quagliarella


Se si dovesse ragionare sulla scaramanzia, difficilmente l'Italia avrebbe potuto chiedere di meglio: nell'ultimo test amichevole prima del Mondiale, a Ginevra contro la Svizzera, gli Azzurri non sono andati oltre il pareggio per 1-1, un risultato magari non troppo incoraggiante, ma buono per conservare i corsi e ricorsi storici. Già, perché già nel 1982 e nel 2006 l'Italia aveva pareggiato l'ultima amichevole prima del Mondiale proprio contro gli elvetici, con lo stesso risultato e sempre a Ginevra. E come poi sono andati a finire i due Mondiali lo sanno tutti.

Eppure, aneddotica a parte, l'Italia ha dato segnali di crescita rispetto alla pessima figura rimediata contro il Messico, pur non convincendo completamente contro un avversario che arrivava al test dopo un altrettanto scadente test (0-1) contro la Costarica. A meno di una settimana dall'inizio del Mondiale, la condizione non è certo delle migliori ma una minima reazione in fondo si è vista.

Il ct, come previsto, ha schierato le seconde linee adottando il 4-3-3, con Cossu e Quagliarella esterni d'attacco a sostegno di Pazzini: prova generale per Palombo al centro della linea mediana, dove Lippi è alla ricerca di un vice Pirlo. Con un'Italia ancora in affanno nella fase difensiva ad ogni tentativo della Svizzera di attaccare con l'inserimento per vie centrali, gli elvetici hanno avuto buon gioco a passare in vantaggio dopo 10', grazie ad una violenta conclusione da fuori dell'udinese Inler, che non ha dato scampo a Buffon. Svizzera più mobile, ma il pareggio (in realtà inatteso) dell'Italia è giunto dopo appena 4', con Quagliarella abile a beffare Benaglio di testa dopo avere vinto un contrasto aereo con Senderos. A far partire l'azione era stato Montolivo, autore di una prestazione dignitosa e in crescendo nel corso dell'incontro. Una rete, quella di Quagliarella, che ha avuto il merito di ridare fiducia all'Italia e vigore a una partita che si è avviata a un finale di tempo piuttosto equilibrato, per quanto privo di capovolgimenti di fronte frenetici.

Pepe al posto di Cossu è stata la prima novità in una ripresa caratterizzata da un elevato agonismo (ammoniti Bocchetti, Gattuso, Chiellini, Magnin e Lichtsteiner), da meno lucidità ma da un certo predominio territoriale da parte dell'Italia, a tratti anche capace di organizzare geometrie apprezzabili. Pochissime le occasioni pericolose, tuttavia, ma nel finale la partita serviva principalmente per la condizione. Note positive sono giunte dalla verve di Maggio e dal dinamismo di Gattuso, per una squadra che ha chiuso in attacco senza però schiodare il punteggio dall'1-1. Un pareggio che porta bene.


Il tabellino
Svizzera (4-4-2): Benaglio (1' st Woelfli); Lichtsteiner, Senderos, Gritching, Ziegler (35' st Magnin); Behrami (13' st Barnetta), Huggel, Inler, Fernandes (43' st Shaqiri); N'Kufo (23' st Derdyk), Frei (31' st Yakin). Ct: Hitzfeld.
Italia (4-3-3): Marchetti; Maggio, Bocchetti, Chiellini, Zambrotta (35' st Criscito); Gattuso (41' st Iaquinta), Palombo (43' st De Rossi), Montolivo; Cossu (1' st Pepe), Pazzini (32' st Gilardino), Quagliarella (21' st Di Natale). Ct: Lippi.



04/06/2010

Messico e nuvole sull'Italia. Bonucci-gol, azzurri ko: 2-1

Messico e nuvole sull'Italia. Bonucci-gol, azzurri ko: 2-1

A Bruxelles la squadra di Aguirre passa nel primo tempo con Vela e nella ripresa con Medina, nel finale il gol del difensore del Bari. Gli uomini di Lippi accusano il lavoro del Sestriere, Buffon graziato in più di una circostanza.

 

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Italia-Messico 1-2
16' Vela, 84' Medina, 89' Bonucci


Il colpo di testa di Iaquinta sporcato sulla traversa al secondo minuto del primo tempo aveva fato pensare ad un'Italia cattiva, aggressiva e in palla. Ma non è stato così. Gli uomini di Marcello Lippi hanno rinculato presto, sorpresi dalla brillantezza delle giovani frecce di Aguirre. Il Messico ha messo subito paura a Buffon. Già all'8' Torrado ha provato la conclusione dalla distanza. Poi, al 16', sono emersi i primi evidenti limiti dell'Italia. Una linea difensiva approssimativa non è riuscita a mettere in fuorigioco Vela, che ha superato il portiere azzurro dopo essere stato smarcato da un tocco di Giovani Dos Santos. L'Italia non ha reagito, anzi, ha dimostrato scarsi automatismi difensivi. E l'amichevole di Bruxelles è diventata una vetrina per i giovani gioielli messicani.

Schierata con il 4-2-3-1, con Marchisio trequartista e Bonucci al fianco di Cannavaro al posto dell'infortunato Chiellini, l'Italia ha visto qualche buono spunto in ripartenza con Di Natale e Iaquinta, ma le gambe non hanno girato a sufficienza. Di buono c'è che il ritmo agonistico è sempre stato elevato. Quasi eccessivo, a tratti, con tante entrate e gialli ben poco amichevoli. L'Italia in tutto questo non ha trovato la spinta per rendersi pericolosa, mentre Salcido ha spaventato ancora Buffon.


Nella ripresa, con Pepe al posto di Di Natale, Lippi ha schierato un più accorto 4-4-1-1, ma la linea verde del Messico non ha dato respiro agli azzurri. Vela ha letteralmente affettato la retroguardia nerazzurra. Barrera, smarcato da un errore di De Rossi, ha sprecato con un cucchiaio, solo davanti a Buffon. Al 7', una serie di buchi difensivi ha costretto Buffon al recupero. Lo squillo l'Italia lo ha provato con Gilardino, pescato però in fuorigioco. La difesa, poi, ha fatto l'ennesima brutta figura sul gol di Medina, ispirato sul filo del fuorigioco dall'intramontabile Blanco. Solo il carattere dell'Italia ha fatto credere nella rimonta: Bonucci, alla sua seconda presenza in maglia azzurra, ha segnato sugli sviluppi di un corner. Poi, lo sforzo finale non ha portato ad avere l'occasione del pareggio. Anzi, Buffon ha dovuto impegnarsi su Guardado per evitare un passivo più pesante.


Il tabellino

Italia
: Buffon; Zambrotta (Maggio), Cannavaro (Bocchetti), Bonucci, Criscito; De Rossi (Quagliarella), Pirlo (Palombo); Di Natale (Pepe), Marchisio, Iaquinta; Gilardino (Pazzini).
Messico
: Perez; Aguilar, Osorio, Rodriguez (Moreno), Salcido; Juarez (Guardado) Marquez (Barrera); Torrado, G. dos Santos (Medina), Hernandez (Blanco); Vela (Castro).


06/03/2010

Maradona show: «Non mi siedo di fianco a un debuttante»

Maradona show: «Non mi siedo di fianco a un debuttante»

 

Polemica del Ct alla conferenza stampa dopo Germania-Argentina. Contesta la presenza di Thomas Müller: «Non rispondo alle domande se un giocatore siede vicino a me»

 

 

MILANO - Maradona tiene banco anche alla fine delle partita: dopo l'1 a 0 nell'amichevole dell'Argentina contro la Germania, el Pibe de oro, Diego Armando Maradona, si indispettisce in conferenza stampa. Davanti alle telecamere il ct della nazionale argentina inscena uno dei suoi teatrini: non ci pensa nemmeno a star seduto accanto al debuttante, l'astro nascente del calcio tedesco Thomas Müller. Si alza e se ne va.

IL DEBUTTANTE - Lui è Thomas Müller, il nuovo fenomeno del Bayern Monaco, che ha esordito qualche giorno fa da titolare per la nazionale allenata da Joachim Löw. L'altro è Maradona, leggenda del calcio e tecnico dell'Argentina, noto anche per il suo carattere spesso sopra le righe. Dopo l'amichevole all'Allianz Arena di Monaco, Müller è stato invitato a sedersi accanto a Maradona per rispondere alle domande dei giornalisti in conferenza stampa. Tuttavia, el Pibe do oro - assai piccato - non ha gradito l'accostamento con il «comune mortale». Dopo aver protestato verbalmente, si è alzato è ha lasciato la sala. «Non faccio nessuna conferenza stampa se un giocatore siede vicino a me», ha mormorato. E se Maradona si dirige verso la porta d'uscita, il 20enne Müller - meravigliato e alquanto imbarazzato - resta da solo in piedi vicino al tavolo nella speranza che la querelle si risolva. Trascorso qualche minuto - dopo essere stato persuaso dai suoi collaboratori a continuare e dopo che Müller è sceso dal palco - Maradona fa marcia indietro. «Sono abituato a stare da solo sul palco», ha ribadito il 50enne re del calcio.

Elmar Burchia


19/11/2009

Lippi contro tutti: «C’è chi sobilla la gente ma tento di portare la Coppa anche a loro»

Lippi contro tutti: «C’è chi sobilla la gente ma tento di portare la Coppa anche a loro»

 

Il c.t. ancora polemico. Capitolo Cassano: «Si è chiuso? Io per la verità non l'ho mai aperto»


Marcello Lippi (Reuters)
Marcello Lippi (Reuters)

CESENA — Altri fischi per il c.t., altri cori per Cassano. Anche questa volta Lippi non ci sta e contrattacca: «Di quello che fa la gente a me non frega niente. Se qualcuno vuol fischiare chi gli ha portato la Coppa del mondo faccia pure. Io proverò a regalargliene un'altra. Però comincia a venirmi il sospetto che chi ci sia qualcuno che va sotto la curva a sobillare i tifosi...». Si è chiuso il capitolo Cassano? «Io per la verità non l'ho mai aperto» taglia corto il c.t., mentre il presidente Abete chiosa: «Su questo argomento ormai stiamo scivolando verso la goliardia...».

Lippi dribbla poi i microfoni sul suo futuro («Di queste cose ne parlo con il presidente») ma sul percorso e sulle scelte che porteranno l’Italia in Sudafrica dà qualche indizio in più: «Le indicazioni che arrivano dalle qualificazioni contano poco, pochissimo. Ho un gruppo variegato e lo devo completare: se qualche giocatore non l'ho potuto prendere in considerazione per diversi motivi, perchè non dovrei farlo se ci sono le condizioni? Quanto al passaporto di Amauri, il c.t. ribadisce che «ci sarà tempo per parlarne». E Pazzini? «Ha detto una cosa giustissima e normalissima: oggi Amauri è brasiliano quando sarà italiano se ne riparlerà». Lippi archivia poi con soddisfazione la vittoria sulla Svezia: «È stata una partita positiva, con attacchi da una parte e dell’altra. E noi, anche se c’erano tanti giocatori nuovi, non abbiamo accusato cambiamenti». Giorgio Chiellini, autore del gol partita, torna sul caso Amauri: «Per ora Pazzini ha ragione. Se poi a marzo Amauri sarà italiano toccherà al mister decidere e noi rispetteremo le sue scelte. Purtroppo può portarne in Sudafrica solo 23: è dura tener fuori qualcuno».

a.b.


01/08/2009

Non basta Ronaldo, la Real Juventus vola

Non basta Ronaldo, la Real Juventus vola

 

Vincono i pragmaticos. Madrid battuto, bianconeri convincenti

 

Esultanza bianconera
Esultanza bianconera


SIVIGLIA — C’è scritto Juve sulla sabbia. E, considerato che a Siviglia non c’è il mare ma un campo indecente, quella lascia­ta dai bianconeri è una traccia che rimane impressa nel calcio estivo. La Juve dei «pragmati­cos » fa fuori il Real dei «galacti­cos » in una partita decisamente poco amichevole e non certo perché in palio c’è la Peace Cup (finale domani alle 22 con l’Aston Villa). Mancano Diego e Kaká, ma i gol di testa su calci da fermo di Cannavaro e Saliha­midzic (due acquisti a parame­tro zero) mettono già a nudo la fragilità del progetto madridista e danno fiducia a quello bianco­nero, targato Ferrara. La Juve, anche senza il suo gioiello brasiliano fermato in mattinata da un problema mu­scolare, parte sparata. Giovinco viene atterrato da Miguel Tor­res sulla sinistra, in zona Del Pie­ro.

Sulla traiettoria del capitano, che al Real ne aveva segnati 3 in Champions nello scorso autun­no, si inserisce Cannavaro di te­sta, tenuto in gioco da Cristiano Ronaldo: per l’ex madridista il gol è una piccola grande vendet­ta. Gli spagnoli reagiscono subi­to (Buffon salva su Raul) ma la squadra di Ferrara rimane sem­pre molto corta e aggressiva, rendendosi pericolosa ogni vol­ta che riesce a distendersi in avanti: Amauri tira fuori di po­chissimo su assist di Del Piero (10’) e poi viene fermato solo da un salvataggio sulla linea di Metzelder (25’). Pellegrini, che nuota già in ac­que agitate, prova a far trasloca­re Ronaldo sulla sinistra, alter­nandolo con Granero, l’ex ragaz­zo dal vivaio che per tornare al­la casa madre si è tagliato l’in­gaggio da 2,6 a 1,8 milioni.

Il portoghese, che non ha di que­sti problemi e ha finalmente tro­vato una villa blindatissima (tra i 7 e i 10 milioni di valore) si fa vedere con due punizioni mal calibrate, anche a causa della sabbia. Il Real sale comunque di tono: Buffon salva alla grande su una percussione centrale di Guti e Felipe Melo ha un bel da fare per sbrigare le pratiche da­vanti alla difesa. La Juve però regge fino al 40', quando Ronal­do ipnotizza Cannavaro e serve Raul per vie centrali: Chiellini strapazza in area la bandiera me­rengue e Ronaldo firma su rigo­re il suo secondo gol consecuti­vo dagli undici metri. La Juve riparte senza Canna­varo, fermato da un leggero fa­stidio muscolare, come l’arbitro Johannesson che resta negli spo­gliatoi. L’avvio del secondo tem­po è un’altra fiammata, segno che l’approccio ai momenti chia­ve della partita funziona già: Giovinco insiste sulla sinistra e inventa un cross per Amauri che costringe Dudek a deviare. Sul corner di Del Piero, Saliha­midzic anticipa tutti di testa e ammutolisce per la seconda vol­ta i tifosi madridisti scesi in An­dalusia. Ronaldo e Raul reagi­scono, ma prima Buffon e poi il palo esterno li tengono calmi. Il palo (36’ s.t.) toglie a Tiago la gioia del 3-1 mentre Pepe all’ul­timo si mangia il pareggio. Giu­sto così: il progetto Juve costa di meno ma almeno per una notte sembra valere di più.

Paolo Tomaselli


07/06/2009

L'Italia dei debuttanti va: 3-0 contro l'Irlanda del Nord

L'Italia dei debuttanti va: 3-0 contro l'Irlanda del Nord

 

Lippi: «Questo è il calcio italiano». In rete Rossi, Foggia e Pellissier. E in campo anche Marchetti, Santon, D'Agostino e Mascara

 

MILANO - Rossi, Foggia e Pellissier: la Nazionale di Lippi batte 3-0 l'Irlanda del Nord in amichevole e si prepara al meglio per la Confederations Cup. Il tecnico azzurro schiera 4 esordienti (Marchetti, Santon, D'Agostino e Mascara) e 2 campioni del mondo (Grosso e Gattuso) in una Nazionale accolta affettuosamente dal pubblico di Pisa.

LE AZIONI - In campo Lippi mantiene il 4-3-3 e gli azzurri si rendono pericolosi già al 17esimo con Pazzini, passando in vantaggio al 20esimo con Giuseppe Rossi. Dopo uno scambio con Mascara, un sinistro dal limite tocca il palo e finisce in rete. Bene gli esordienti, Santon spinge, D'Agostino crea, vivace Mascara, poco impegnato Marchetti. Bene anche Gattusdo, al rientro dopo un lungo stop. L'Italia va vicina al 2-0 con un colpo di testa di Gamberini respinto da Johnson sulla linea. Ci provano Mascara e Montolivo che, al 43esimo impegna Tuffey, bravo a salvarsi con i piedi. Nella ripresa Lippi inserisce Foggia che all'ottavo della ripresa firma il 2-0 con un bel cucchiaio sull'uscita del portiere, dopo una combinazione con Rossi. L'Italia piace, al nono Pazzini si guadagna un rigore, lo calcia ma Tuffey vola a deviare sul palo. Palo, direttamente dalla bandierina del corner, al 12esimo anche per D'Agostino. Lippi fa debuttare anche Pellissier che, al 28esimo gli rende il favore inventa un gol con una splendida girata di sinistro su assist di Brighi: 3-0 azzurro. L'attaccante del Chievo e Foggia sfiorano anche il quattro a zero. Poi debutta anche Galloppa. Mercoledì 10 giugno gli azzurri affronteranno la Nuova Zelanda a Pretoria nell'ultimo test pre-Confederations Cup.

«QUESTO E' IL CALCIO ITALIANO» - Soddisfatto Lippi: «Questo - ha detto il tecnico - è il calcio italiano, sono soddisfatto- ha detto alla fine il ct azzurro- D'altronde, ci sono squadre che hanno giocato un ottimo calcio per tutto il campionato, come il Chievo, il Catania, il Siena e tante altre. Quelli che sono venuti qui sono buoni giocatori, Pellissier e Mascara». « Questa partita è servita molto anche a far fare un pò di lavoro a Gattuso- ha continuato- che ha dimostrato di essere tornato il solito guerriero. E poi voglio fare i complimenti alla città di Pisa, che ha risposto con grandissima partecipazione nonostante non fosse proprio dello stato d'animo migliore. La Nazionale è al di sopra di tutto». L'ultima battuta su Santon, ottimo al debutto. «Dubito che questo ragazzo si monterà la testa. È bravo e non ha perso tempo a dimostrarlo».

VA L'IRLANDA DEL TRAP - Nel frattempo l'Irlanda di Giovanni Trapattoni compie un bel passo avanti nel proprio cammino verso la qualificazione ai Mondiali del Sudafrica, in programma nell'estate dell'anno prossimo. Gli uomini del Trap hanno superato indenni a Sofia il durissimo scoglio rappresentato dalla Bulgaria, una delle candidate a entrare nel lotto delle 32 Nazionali che si giocheranno la fase finale della Coppa del mondo, conquistando un pareggio per 1-1 che vale oro colato e pesa una tonnellata. Nell'altra sfida valida per il Gruppo 8, lo stesso dove è inserito l'Italia campione del mondo in carica, Cipro e Montenegro hanno fatto 2-2. I verdetti di questi due match hanno finito per favorire proprio gli azzurri di Marcello Lippi, che dunque, senza giocare, sono riusciti a conservare il comando del proprio raggruppamento mondiale. L'Irlanda del Trap puntava, infatti, al sorpasso degli azzurri, ma soprattutto a conservare il secondo posto nel girone. Missione compiuta, anche se non sono mancati i rischi. Gli irlandesi sono saliti a quota 13, portandosi a -1 dall'Italia capolista, e seguiti proprio dalla Bulgaria, che di punti ne ha finora ottenuti 8. La serata dell'Italia, anche in vista del prossimi impegni, si è dunque conclusa positivamente. Il primato in classifica è salvo, mezza qualificazione pure.