12/01/2011

Pedofilia, a 14 anni filma l'«orco» con il cellulare e lo denuncia

Pedofilia, a 14 anni filma l'«orco» con il cellulare e lo denuncia

Era perseguitata da quando aveva 9 anni. L'amico di famiglia è stato condannato ad 8 anni e 4 mesi di reclusione

Continua...


21/08/2010

Addio a Murgia, il "Ferribotte" de I Soliti Ignoti

Addio a Murgia, il "Ferribotte" de I Soliti Ignoti

E' stato uno dei caratteristi più famosi del cinema italiano. Pur essendo sardo ha interpretato per anni la figura del siciliano geloso. Si è spento all'età di 81 anni

Continua...


22/06/2010

Chelsea Clinton, le nozze del secolo?

Chelsea Clinton, le nozze del secolo?

La figlia di Bill e Hillary sposa il banchiere Marc Mezvinsky

 

NEW YORK – Il “matrimonio del secolo”, come l’ha ribattezzato la blogosfera democratica, ha finalmente una data. Chelsea Clinton, l’unica figlia dell'ex presidente Bill Clinton e dell’attuale segretario di Stato Hillary Clinton, si sposerà il 31 luglio nello Stato di New York col fidanzato banchiere Marc Mezvinsky, amico d'infanzia e figlio di due ex parlamentari democratici amici di famiglia.

chelsea-clinton-marc-mezvinski-760156ae299ce7ac.jpg

A dar retta al New York Magazine, l’evento rischia di trasformarsi in un incubo diplomatico ed organizzativo. “La lista degli invitati prevede 400 ospiti”, spiega un insider al settimanale, “Un numero insufficiente persino ad accomodare tutta la gente che ha dormito nella Lincoln Bedroom durante la presidenza Clinton”.
“I grandi sponsor di Bill e Hillary aspettano una convocazione”, rivela un addetto alla raccolta fondi dell’ex presidente, “Per non parlare poi dello staff del Dipartimento di Stato e della Clinton Foundation, dei dignitari stranieri e dei funzionari delle amministrazioni Clinton e Obama”.

crowd2.jpg

Per correre ai ripari – e dare un alibi ai genitori costretti a defalcare qualcuno – Chelsea avrebbe imposto una regola ferrea: conoscere personalmente ogni singolo invitato. Top secret fino all’ultimo, invece, sulla località prescelta. “L’organizzatore dell’evento la comunicherà personalmente a ciascun invitato una settimana esatta prima delle nozze”, incalza il fund-raiser.

Secondo indiscrezioni il matrimonio si sarebbe dovuto tenere ad agosto a Martha's Vineyard, l'esclusiva isola del Massachusetts, dove i Clinton e lo stesso Barack Obama hanno spesso trascorso le loro vacanze. In realtà è assai più probabile che si svolga a Westchester o nella contea di Dutchess, a nord della Grande Mela, nella tenuta di un ricco supporter dei Clinton.

money.jpg

L’unico neo della festa potrebbe essere l’assenza del futuro suocero Ed Mezvinsky, il controverso ex membro democratico del Congresso - come pure sua moglie Marjorie -  che nel 2002 si dichiarò colpevole di truffa finanziaria per 10 milioni di dollari. Dopo aver scontato 5 anni in una prigione federale, è stato rilasciato nell’aprile 2008 e deve ancora 9.4 milioni di dollari alle sue vittime. La sua presenza finirebbe solo per attirare gossip e paparazzi.

paparazzi-5.jpg

29/05/2010

Comunali: non ha avversari, si fa sfidare dai familiari

Comunali: non ha avversari, si fa sfidare dai familiari

A Ribera Carmelo Pace (Udc) corre contro il suo migliore amico, la madre e la sorella, iscritti in una lista "civetta", creata per non incappare nel quorum previsto in caso di candidato unico. Ma il Pd chiede verifiche e annuncia ricorsi

carmelo_pace_santino_modificato.jpg

Corre per la poltrona di sindaco contro se stesso, Carmelo Pace. O meglio, sfida il suo “migliore amico”. E anche sua madre, sua sorella e suo cognato, che sono in lista con lui. Ma non ci si lasci ingannare: non si tratta di una resa di conti familiare. Bensì di un favore (un “sacrificio”), che Pace ha chiesto all’amico Calogero Smeraglia e ai parenti più stretti, perché rischiava davvero di correre da solo alle elezioni. E allora avrebbe dovuto combattere contro un pericoloso quorum richiesto dalla legge in caso di candidato unico (il 50% più uno dei cittadini aventi diritto al voto), rischiando di non farcela. Con la lista civetta presentata in extremis, invece, il risultato sembra già scritto. Le urne aperte il 30 e 31 maggio non potranno che proclamare Pace nuovo sindaco di Ribera, comune di 20 mila anime in provincia di Agrigento. Ma c’è chi lancia l’allarme sulla validità della lista "fantoccio". E il Partito democratico annuncia fin d’ora ricorso.

“Ci troviamo a fare una campagna elettorale purtroppo da soli. Ma non è colpa nostra”, sostiene Pace, che è anche
vicepresidente della provincia di Agrigento, ai microfoni dell’emittente locale Tele Radio Monte Kronio. Il candidato dell’Udc, che è sostenuto da otto liste di centrodestra (con una componente proveniente dal Pd), accusa i suoi (mancati) avversari di non aver presentato di proposito una coalizione alternativa, “perché volevano invalidare” le elezioni, prevedendo il mancato raggiungimento del quorum. E quindi ammette di essersi creato da sé una lista che lo sfidasse, “con sacrificio del mio migliore amico, che si chiama Lillo Smeraglia e che è ex capogruppo dell’Udc”. Insomma, ostenta tranquillità il trentanovenne candidato sindaco. Tutto alla luce del sole, assicura.

Ma che le cose vadano bene così, in molti non lo pensano affatto. Un
“Comitato SOS democrazia” si è costituito per chiedere il ritiro della candidatura di Pace. E sono nati alcuni gruppi Facebook di protesta, come quello che, parafrasando una nota pubblicità, manda un messaggio al futuro sindaco: “Ti piace vincere facile”. Intanto il Partito democratico, che non ha presentato un proprio candidato, chiede ai suoi elettori di non votare in consultazioni “fasulle, taroccate e inutili”. E annuncia che “promuoverà tutte le azioni necessarie ad annullare o invalidare” il voto.

A una settimana dall’apertura delle urne, inoltre, l’eurodeputato Rosario Crocetta e il senatore Giuseppe Lumia, entrambi del Pd, hanno chiesto al ministero dell’Interno un’ispezione immediata su quella che sostengono essere “una situazione di inaudita gravità, perché dimostra l’assenza totale di pluralismo nella competizione elettorale”. Non solo. I due parlamentari invocano anche un accertamento sulla presenza “di possibili elementi di condizionamento mafioso sulle elezioni”. La vita politica di Ribera, insomma, potrebbe far parlare ancora di sé.


28/02/2010

Arrestato per stupro ex ballerino di "Amici"

Arrestato per stupro ex ballerino di "Amici"

 

VIOLENZA CARNALE. Catello Miotto, 25 anni, avrebbe violentato ubriaco la ex moglie di un amico. La donna era vicina di casa

 

Catello Miotto
Catello Miotto

VITERBO - In carcere con una accusa di stupro ai danni della ex moglie di un amico: è stato arrestato dai carabinieri Catello Miotto, 25 anni, che nel 2003 aveva partecipato come ballerino alla trasmissione di Maria De Filippi ’Amici’. Il giovane, originario di Napoli ma residente a Bagnaia, piccola frazione di Viterbo, era poi tornato a casa dove aveva aperto una scuola di ballo.

UBRIACO E MOLESTO - Ora la pesante accusa: il giovane avrebbe infatti violentato la ex moglie di un suo amico, di 33 anni, che si era fermata in casa dell’ex per accudire la figlia di 6 anni che vive con il padre, che abita nello stesso stabile di Miotto, al piano inferiore. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri Miotto avrebbe trascorso la serata proprio con l’amico quando, ’brillo’, gli è stato impedito di entrare in un locale dal buttafuori. Il giovane ha quindi deciso di tornare a casa, lasciando gli altri a divertirsi: arrivato nello stabile, anzichè salire nel suo appartamento avrebbe suonato a quello dell’amico, per fare quattro chiacchiere con la ex moglie di lui, che lo ha fatto entrare. Rendendosi conto che era ubriaco, la donna ha tentato di calmarlo, ma quando lui le ha fatto delle avances pesanti, che lei ha respinto, sarebbe scattata la violenza. La donna ha fatto resistenza, graffiandolo, ma lui l’ha condotta in camera da letto e stuprata, fatto confermato dai primi accertamenti medici sulla vittima. Nel frattempo è giunto l’ex marito che lo ha bloccato e ha chiamato i carabinieri. Il giovane è stato portato al carcere Mammagialla di Viterbo. (Fonte Apcom)


08/12/2009

Lucca, strangolata in riva al fiume Fermato l'amico: «L'ho uccisa io»

Lucca, strangolata in riva al fiume Fermato l'amico: «L'ho uccisa io»

 

La ragazza ha vent'anni. I carabinieri hanno arrestato l’uomo, Simone Baroncini, 35 anni di Pisa, che ha confessato l’omicidio

 

 

 

LUCCA - Era uscita con lui, come aveva fatto già altre volte. Ma ha trovato la morte. Vanessa Simonini, 20 anni, è stata strangolata sul greto del fiume Serchio vicino a Gallicano (Lucca). Il suo assassino, reo confesso, è un uomo di 35 anni, Simone Baroncini,un amico che per la ragazza provava qualcosa di più e che dopo il suo rifiuto, accecato dalla rabbia, l'ha uccisa. Poi ha telefonato ai carabinieri parlando genericamente di un'aggressione, ha fatto ritrovare il corpo e infine, ha confessato di essere lui stesso l'assassino.

L'UOMO HA TELEFONATO AL 112 - L’omicidio è maturato al termine di una discussione tra i due. Il corpo della vittima è stato trovato in una stradina secondaria che scende verso il fiume Serchio. Ci sono volute molte ore per individuare il luogo ma un aiuto ai carabinieri, già allertati dai genitori di Vanessa Simonini per il mancato rientro della figlia a casa, è arrivato proprio da una telefonata al 112 fatta dallo stesso Baroncini, che parlava di un’aggressione ad una ragazza. I carabinieri lo hanno poi rintracciato e interrogato.

LA CONFESSIONE - «Pensavo che Vanessa fosse svenuta»: all'inizio ha detto questo Simone Baroncini mentre confessava l’omicidio dell’amica ai carabinieri. Negli uffici del comando dalla compagnia di Castelnuovo Garfagnana, Baroncini ha tentato inizialmente di negare di essere l’assassino, ma troppi elementi non combaciavano, come il dover spiegare perchè avesse disteso il corpo di Vanessa sul terreno accanto alla sua auto, vicino al fiume Serchio. Baroncini, che pure ha ammesso di averla strangolata con le mani, aveva prima simulato con i carabinieri un’aggressione subita da sconosciuti incappucciati e un suo non credibile tentativo di suicidarsi mettendo il naso vicino al tubo di scappamento della sua auto. Ma a tradirlo c’erano troppi particolari tra cui un vistoso graffio alla guancia sinistra procuratogli dalla ragazza nel tentativo estremo di difendersi. Dopo quattro ore di interrogatorio l’ uomo ha ceduto e ha confessato.

I DUE ERANO AMICI - Baroncini ha ucciso la ragazza dopo essere stato respinto: «Ho perso la testa dopo il rifiuto», ha detto ai carabinieri. I due si conoscevano da molti anni per frequentazioni comuni avute nel paese di Gallicano, in particolare nell’associazionismo sportivo. Negli ultimi tempi, nonostante la differenza di età, era nata un’amicizia più profonda tra i due, tanto che Vanessa aveva accettato di andare ad una festa con Baroncini. L’uomo, che abita a Pisa, frequenta in modo assiduo la zona di Lucca per motivi di lavoro: è operaio in un’azienda che produce gabbie per conigli. È incensurato. Vanessa Simonini aveva terminato gli studi superiori ed era in attesa di una prima occupazione.

L'AMICA SI ERA ACCORTA DEL RITARDO - È stata l’amica Tania, coetanea di Vanessa Simonini, la prima a segnalare ieri sera che c’era qualcosa di anomalo nel ritardo della vittima e del suo accompagnatore nell’andare a prenderla per recarsi ad una festa. «Tania - ha raccontato la sorella maggiore di Vanessa, Simona - ci ha telefonato verso le 22 chiedendo dove fosse mia sorella, poichè la stava aspettando da molto tempo e sia lei che il Baroncini avevano il cellulare staccato. Abbiamo pensato ad un incidente stradale e siamo andati a cercarli nelle strade della zona». Anche la Protezione civile di Gallicano, dopo le prime infruttuose ricerche dei familiari, è stata attivata per cercare un’auto finita fuoristrada con due giovani a bordo. «Invece - prosegue il racconto Simona Simonini - durante la notte i carabinieri ci hanno avvertito che mia sorella era stata uccisa». Vanessa Simonini e Simone Baroncini venivano visti spesso assieme alla compagnia dei giovani del paese di Gallicano, tutti amici da molto tempo. Tra i due, ha confermato la sorella, non c’era alcuna relazione sentimentale. Oggi Vanessa, il suo assassino e gli altri amici del paese avrebbero dovuto fare una gita a Roma, approfittando della giornata festiva.

LA SORELLA - «Neanche le bestie uccidono così». Lo sfogo arriva proprio dalla sorella di Vanessa, Simona. «Conoscevamo quel ragazzo di vista. Ma non avremmo mai immaginato che potesse agire così contro mia sorella», aggiunge. Al sindaco di Gallicano, Maria Stella Dami, che si è recata a trovare a casa la famiglia Simonini, i genitori hanno detto: «È impensabile che la nostra Vanessa possa essere stata uccisa. È stato un gesto di follia». Il cadavere della ragazza è a disposizione dell’autorità giudiziaria all’obitorio di Lucca.


17/11/2009

Il colonnello Seno: «Catturavo i br, ora per lo Stato sono un delinquente»

Il colonnello Seno: «Catturavo i br, ora per lo Stato sono un delinquente»

 

Il colonnello Seno è stato condannato per il sequestro Abu Omar: «Ho pianto, non mi vergogno a dirlo», «quella volta che presi franceschini e curcio...»

 

Il colonnello Luciano Seno (Benvegnù-Guaitoli-Lannutti)
Il colonnello Luciano Seno (Benvegnù-Guaitoli-Lannutti)

MILANO — Il luccichio che gli colora gli occhi assomiglia a quello di 35 anni fa, quando, da capitano dei carabinieri, uomo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, balzò dalla sua 124 bianca e afferrò per il collo il brigatista Alberto Franceschini prima che mettesse mano alla pistola appesa alla cintola, col colpo in canna. C'era anche Renato Curcio sull'auto speronata a Orbassano, vicino a Pinerolo. Era l'otto settembre del 1974. I capelli erano di più, scarmigliati e neri. Oggi sono bianchi, ordinati. I tratti del volto, però, sono identici. «Allora era una scarica di adrenalina a muovermi — spiega il capitano nel frattempo diventato colonnello — ora i miei occhi raccontano solo di tanta rabbia e di estrema delusione... Ho servito il mio Paese per quarantacinque anni, venti con la divisa dell’Arma cucita sulla pelle e gli altri venticinque passati nei servizi segreti. A proteggere la gente. Mai avrei immaginato di andare in pensione con una infamante sentenza di condanna a tre anni per favoreggiamento personale in un sequestro, mai... Ho pianto, non mi vergogno a dirlo. Allucinante e inaudito, ciò che è potuto accadere. Ma sono un figlio di questo Stato e in questo Stato di diritto credo, ho lavorato al fianco di eccellenti magistrati e giudici, rispetto dunque il verdetto con la certezza che ho dentro di poterlo sovvertire in appello. Ma non è facile farsene una ragione. Mi si creda... ho speso una vita per la giustizia».

Abu Omar
Abu Omar

Tira finalmente il fiato, questo carabiniere di Dalla Chiesa. La sentenza che l’ha condannato è di mercoledì scorso, il processo è quello ai vertici del Sismi e della Cia per il sequestro a Milano dell’ex imam Abu Omar. L'ombrello di un discusso segreto di stato ha preservato il capo dei capi, Nicolò Pollari, ha preservato il suo diretto superiore, Marco Mancini, ma non lui. Che nell'indagine entra soltanto per avere passato il telefonino di servizio, così come richiestogli da Mancini, a un altro collega del Sismi, il generale Gustavo Pignero, già gravemente ammalato e ora scomparso. Mentre il giudice Oscar Magi leggeva il verdetto, Seno era in fondo all'aula. Solo. Lontano dai fotografi. Una valigetta in mano. «Ho obbedito a un ordine legittimo — ribadisce il colonnello — non ha mai saputo nulla del sequestro di Abu Omar se non dai giornali, e questo è il risultato... una follia del sistema. Chi imputa al Sismi un lavoro sbagliato e malfatto come la vicenda Abu Omar sbaglia di grosso, nessuno di noi avrebbe agito in quel modo...».

Milena Sutter, la ragazza sparita nel nulla il 6 maggio 1971 e restituita due settimane dopo dal mare di Genova
Milena Sutter, la ragazza sparita nel nulla il 6 maggio 1971 e restituita due settimane dopo dal mare di Genova

Abita a Roma, Luciano Seno. Non ha figli. Le sue origini sono piemontesi. E lo dice con un certo orgoglio perché è proprio lì, in Piemonte, che sono nati i carabinieri. Ha arrestato Curcio e Franceschini, ha sgominato la banda XXII Ottobre e catturato i sequestratori di Sergio Gadolla. È stato lui, ancora una volta, a mettere le manette all'assassino di Milena Sutter, la figlia tredicenne dell'industriale della famosa cera per pavimenti sparita nel nulla il pomeriggio del 6 maggio del 1971, all'uscita da una scuola svizzera, e restituita dal mare di Genova due settimane più tardi. «Su qualche libro sta scritto che l'ha preso la polizia — racconta Luciano Seno — ma la verità è che Lorenzo Bozano, il «biondino dalla spider rossa», l'abbiamo acciuffato noi carabinieri. Io e i mie ragazzi». Dalla Chiesa l'aveva visto giovane ufficiale al battaglione carabinieri di Milano, caserma Lamarmora, dietro a Palazzo di Giustizia. E appena lo incontrò quasi per caso a Genova, primi anni '70, se lo portò a Torino per dare vita al primo Nucleo speciale antiterrorismo. «I nostri giorni e le nostre notti non hanno più avuto tempo per noi, per i nostri cari. Nulla che non fosse il lavoro, da battere c'erano le Brigate Rosse. E il mio generale era sempre in mezzo a noi». Ricorda, Seno, di una informativa da mandare al giudice istruttore con urgenza. «Scrivevamo di notte, e alle quattro Dalla Chiesa ebbe un piccolo cedimento... Noi restammo fermi, in silenzio... Dopo tre minuti Dalla Chiesa si risvegliò e ci fissò uno per uno... "Ragazzi- disse - che cosa credete, anche un generale si può abbioccare, forza che finiamo..."».

La foto dell'arresto di Franceschini preso per il collo ha fatto il giro del mondo.

Il br Franceschini arrestato dall'allora capitano Seno
Il br Franceschini arrestato dall'allora capitano Seno

«Pochi sanno che a scattarla fu un carabiniere che dalla Chiesa ci aveva messo alle costole per proteggerci... Incredibile, quel pomeriggio. Io con la mia 124 privata e un collega al volante restai senza comunicazione radio per un maledetto guasto. Ero isolato dietro a Curcio e Franceschini... Li seguii fino a quando arrivammo a un passaggio a livello... ebbi paura di restare dietro alla sbarra e di perderli, allora ordinai al mio carabiniere di tamponarli... scendemmo per constatare il danno ma Franceschini fiutò subito l'odore di trappola e tentò la fuga. Curcio restò immobile alla guida. Agii in fretta. Un balzo... poi vidi spuntare da una siepe una macchina fotografica... Ammanettai anche Curcio e gridai al collega di bloccare quell'uomo oltre il cespuglio... pensai a un brigatista, ora ci spara. Il mio ragazzo corse come una lepre, rovinò sul poveretto e lo stese con un cazzotto in bocca... poi quello si mise a gridare ..."fermati, che fai, sono anche io un carabiniere"... Per dalla Chiesa eravamo tutti come figli da proteggere». E se lo portò anche a Roma, il generale. «Lo aveva chiamato Andreotti e lui volle ancora me e i suoi ragazzi — ricorda il colonnello Seno — eravamo una decina ma facemmo lo stesso il miracolo... un bravo carabiniere riuscì a infiltrarsi nel covo di via Volsci e prese la lista di tutti gli iscritti al "potrop", a Partito operaio. Scoprimmo tutti...». Se gli chiedi se è stato un bravo carabiniere, il colonnello ritrova il sorriso. «Per me parlano le indagini, io non devo dire niente...». Si sfrega il mento, si aggiusta la giacca, il colonnello. E prima di salutare sussurra poche parole. «Fa male vedersi trattare come un delinquente».

Biagio Marsiglia


28/05/2009

La sposa fugge con l'amico del marito «Il cuore mi porta da un'altra parte»

La sposa fugge con l'amico del marito «Il cuore mi porta da un'altra parte»

 

È successo a trieste. Un'impiegata si allontana a bordo dell'auto nuziale, lasciando tutti ad attenderla per il banchetto

 

TRIESTE - Si sposa e scappa con l'amico che guida l'auto nuziale lasciando sposo e invitati ad attenderla invano al banchetto di nozze. È accaduto a Trieste. Protagonista è Sara, una donna di poco più di 30 anni, impiegata in una finanziaria di Monfalcone (Gorizia). Lo sposo, Andrea, di 34 anni, impiegato di banca, l'aveva conosciuta circa dieci mesi fa e ora vuole rivolgersi a un avvocato per il risarcimento dei danni materiali e morali.

IL RIPENSAMENTO - Il loro matrimonio - riferisce il quotidiano di Trieste 'Il Piccolo' - è stato celebrato sabato 16 maggio in Municipio, nella centralissima piazza Unità. Una trentina di invitati, le foto di rito, il lancio del riso e, al termine della cerimonia civile, la richiesta della sposa di andare a cambiarsi d'abito per il banchetto. Un pretesto. Ad accompagnarla infatti è stato un amico della coppia, che da qualche mese gioca a calcio con lo sposo. Andrea e gli invitati si sono avviati al ristorante ma dopo un po', visto il ritardo della sposa, hanno cominciato a preoccuparsi e chiamare sui cellulari della sposa e dell'amico autista. Dopo un' ora e mezza ha finalmente risposto proprio lui che ha passato la sposa all'interlocutore. «Ho capito solo ora di aver fatto un errore. Mi dispiace, il mio cuore mi porta da un'altra parte», ha detto Sara ad Andrea, secondo quanto si legge su 'Il Piccolo'. La singolare coppia è partita per la Grecia per una viaggio-luna di miele. Allo sposo non è rimasto altro che togliersi l'anello appena infilato e andare da un avvocato matrimonialista.

 


24/05/2009

Operaio scomparso, si cerca il corpo

Operaio scomparso, si cerca il corpo

 

Interrogato a lungo un suo amico, figlio del titolare dell'azienda. Di Donald Sacchetto, 36 anni, nessuna notizia da sabato. Sequestrata impresa edile, si scava tra i mucchi di detriti

 

 

Le ricerche dello scomparso nella cava di Ardenno (Cavicchi)
Le ricerche dello scomparso nella cava di Ardenno (Cavicchi)

SONDRIO - Si segue la pista dell'omicidio nell'indagine su un operaio di 36 anni, Donald Sacchetto, scomparso sabato sera dopo una festa. Era tornato dalla Svizzera, dove lavora, per passare il fine settimana a casa e festeggiare il compleanno con gli amici. Dopo aver trascorso la serata in diversi locali pubblici della Bassa Valle di lui si sono perse le tracce. Una scomparsa avvenuta praticamente sotto casa, visto che uno degli amici assicura di averlo accompagnato in automobile. È stata la sorella a denunciare la scomparsa.

 

Donald Sacchetto (Cavicchi)
Donald Sacchetto (Cavicchi)

SI SCAVA NELL'AZIENDA - Le ricerche si sono concentrate nella cava di un'azienda per la lavorazione del marmo di Ardenno, messa sotto sequestro dalla Procura perché si teme che sotto un cumulo di sabbia del deposito di detriti macinati dai frantoi possa essere stato nascosto il cadavere di Sacchetto dopo che sotto un cumulo sono stati trovati degli oggetti di sua proprietà. Un figlio del titolare, che lavora nell'azienda, e amico dello scomparso è stato a lungo interrogato dai carabineri, ma non risulta indagato. Per tutta la giornata è stato presente durante gli scavi e i controlli degli investigatori. Si cerca anche un'arma, che alcuni testimoni avrebbero visto in mano al giovane imprenditore la notte della sparizione di Sacchetto. Qualcuno ha riferito di aver sentito uno sparo nelle vicinanze del cancello d'ingresso della cava.


11/11/2008

Mima le manette dopo il gol per l'amico che uccise due bimbi

Mima le manette dopo il gol per l'amico che uccise due bimbi

Polemica in Inghilterra. L'uomo deve scontare 7 anni

 

 

 

 

 

 

MILANO - Poteva ballare come Ronaldinho, il brasiliano che trasforma in samba tutto ciò che tocca. Poteva togliersi la maglia come quel vanesio di Beckham, per mandare in diretta tv gli occhi blu e i pettorali. Poteva persino improvvisare la «mitragliata» che divenne (non senza qualche polemica) la cifra stilistica dell'esultanza di Batistuta. Invece David Norris, il centrocampista che si pentì di aver segnato subito dopo aver fatto gol, ha mostrato all'Inghilterra i polsi imprigionati dalle manette, riuscendo a farsi teneramente amare, e poi ferocemente odiare, nello spazio di un giro di campo. La rete che è valsa all'Ipswich Town l'ottavo posto nella classifica della First Division, la serie B inglese, è stata anche quella che gli ha cambiato la vita. Perché l'esultanza più sbagliata del mondo era un messaggio per Luke McCormick, l'ex portiere del Plymouth che tornando ubriaco dal matrimonio di Norris (dov'era testimone) il 7 giugno scorso provocò un incidente nel quale persero la vita due bambini, Arron e Ben, 10 e 8 anni. Correva ben oltre il limite di velocità, su quella strada dello Staffordshire, e aveva troppo alcol nel sangue. Sette anni di prigione, interdizione perpetua dai pubblici uffici e dal calcio. Ecco perché, dopo il primo gol della stagione, il centrocampista di Ipswich era autorizzato a fare tutto. Tranne il gesto delle manette. L'Inghilterra, che prende il calcio più seriamente della monarchia, è insorta a onde concentriche. Prima gli ottomila spettatori dello stadio di Blackpool, dove il Town domenica giocava in trasferta. Poi i genitori di Arron e Ben, Amanda e Phil Peak, che era al volante della Toyota travolta dalla Range Rover di McCormick e indossa ancora un collare: «Siamo disgustati. Quel gesto di solidarietà mostrato in campo da Norris è un insulto alla memoria dei nostri bambini. L'ha fatto di fronte a migliaia di spettatori, inclusi molti minorenni, avallando il messaggio che bere, guidare e poi uccidere qualcuno è okay. Spero che il suo club lo squalifichi a lungo».

L'Ipswich ha multato Norris per una somma imprecisata e l'ha costretto a scrivere una lettera di scuse alla famiglia Peak(«Era un messaggio privato per il mio amico Luke, che ha commesso un errore madornale e lo sta pagando, ma poiché sono stato male interpretato chiedo perdono a coloro a cui ho recato offesa»), imbarazzato e stravolto per l'eco nazionale presa dall'episodio, uscito dall'angusto perimetro della First Division come un cross pennellato ad arte. La Football Association ha messo David Norris sotto inchiesta, minacciandolo di più gravi sanzioni in caso di recidività: nella Premier League, la serie A inglese, è ancora vivo il caso di Tim Cahill, australiano dell'Everton che nel 2007 si esibì nella squallida esultanza delle manette per affetto nei confronti del fratello galeotto. Ipswich è sotto choc. Era la squadra simpatia che negli anni Ottanta aveva prestato le comparse a Michael Caine e Sylvester Stallone in «Fuga per la vittoria». È diventata la casa del centrocampista con i piedi maledettamente buoni.

 


15:01 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: esultanza, gol, killer, amico, bimbi, assasinio, manette | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook