26/02/2009

Gabbiano si scontra con un aereo Paura a Capodichino, nessun ferito

Gabbiano si scontra con un aereo Paura a Capodichino, nessun ferito

 

Allarme sul 737 di AirOne. Un forte botto e tanta paura. Ma, per fortuna e grazie all'abilità del comandante, nessun danno ai passeggeri

 

Il muso del 737 dopo l'impatto con il gabbiano

Il muso del 737 dopo l'impatto con il gabbiano

 

NAPOLI - Un forte botto e tanta paura. Ma, per fortuna e grazie all'abilità del comandante, nessun danno ai passeggeri. Sul muso del Boeing 737 dell'AirOne, invece, è rimasta una vistosa ammaccatura. Ieri mattina, intorno alle 10, mentre stava compiendo le manovre di avvicinamento alla pista di Capodichino, l'aereo in arrivo da Venezia ha trovato sulla propria traiettoria un grosso gabbiano. L'uccello si è schiantato proprio sulla punta dell'aereo provocando un gran rumore che ha suscitato una certa preoccupazione a bordo. Tuttavia, l'impatto non ha causato danni irreparabili: il gabbiano non è andato a finire in un motore né ha urtato parti mobili del velivolo alle quali avrebbe potuto causare problemi. I piloti, con calma e sicurezza, non hanno dunque avuto difficoltà a mantenere il controllo dell'aereo e atterrare regolarmente sulla pista dello scalo napoletano. Molto peggio è andata al gabbiano dopo lo «scontro» con l'aereo di linea, che in quella fase procedeva a circa 350 chilometri l'ora. E proprio a causa della velocità lo sfortunato uccello è rimasto spiaccicato sulla punta del 737 fino a quando l'aereo, ormai giunto sulla pista, ha rallentato per atterrare. A quel punto è caduto al suolo, dove gli addetti dell'aeroporto di Napoli lo hanno raccolto, ovviamente morto. Resta il dubbio sulla provenienza del gabbiano, uccello marino che sulla terraferma sorvola soprattutto le discariche in cerca di cibo.




13/09/2008

BLOCCO DI GHIACCIO CADE DAL CIELO E SFONDA UN AUTO

BLOCCO DI GHIACCIO CADE DAL CIELO E SFONDA UN AUTO

Si sarebbe staccato dalle ali di un jet in atterraggio a Linate. Blocco di ghiaccio cade dal cielo e sfonda auto
L'episodio è avvenuto in una caserma della Guardia di finanza. I militari: «Prima un sibilo, poi un botto terribile»  

Il cofano della Ford Focus
Il cofano della Ford Focus
Del blocco di ghiaccio di dieci chili, una parte è rimasta sul cofano che aveva appena colpito, piegato, rovinato. L'altro pezzo è rimbalzato, ha superato un muro di cinta di tre metri e mezzo, è volato in diagonale per dieci metri e ha chiuso la corsa contro il muro della caserma. La caserma è del Pronto impiego della Guardia di finanza, in via Ramusio, tra le vie Ferrari e Ripamonti. Il cofano è dell'auto di un militare, una Ford Focus acquistata due anni fa e parcheggiata all'esterno della struttura, che dista sei chilometri da Linate. Un'annotazione geografica, quest'ultima, fondamentale nella storia di ieri mattina, alle 11.30, che avrebbe potuto ammazzare.
Vicino, vicinissimo alla Focus c'era un gruppo di finanzieri.«Prima un sibilo, poi un botto tremendo», hanno raccontato (incolumi). Il blocco, forse, s'è staccato da un aereo in fase di atterraggio. In particolare, si potrebbe essere staccato dai portelloni del carrello. Non vi sono certezze. Indizi? Zero. O quasi: i finanzieri, ai fini del risarcimento assicurativo per lo sfortunato collega, dicono che quel che è rimasto del blocco sta lì, in via Ramusio, ben conservato in freezer. In ogni modo, spiega Valerio Mascagna, fisico, che prendendo in esame il peso del meteoritino, ossia dieci chili, e ipotizzando un punto di partenza della discesa di 100 metri, i dieci chili possono raggiungere velocità prossime a 150 all'ora. Figurarsi da più in alto.
E in alto di quanto, chi lo sa: di certo, dice un pilotadell'Alitalia, considerata la distanza da Linate di sei chilometri, i metri d'altezza potrebbero essere stati anche 900. Prime ufficiose indagini parlano della «responsabilità» di un aereo arrivato dall'Est Europa, dai Balcani, che ieri mattina hanno vissuto ore di turbolenza, temporali, freddo e conseguente gelo ad altissima quota. Aggiunge Mascagna che, data per buona l'ipotesi, peraltro la più probabile, del blocco staccatosi dall'aereo, può capitare che a causa di correnti fredde a bassa quota, dunque in fase di atterraggio, sul velivolo rimangano blocchi di ghiaccio. Che, scendendo progressivamente, allentano la presa, traballano, volano giù.
La spiegazione ci sta. E però, aggiunge il pilota dell'Alitalia, la presenza di ghiaccio è una possibilità non rara sugli aerei che scendono a Tokyo dopo aver attraversato la Siberia, ma non certo a Linate. Uno scalo per velivoli di media percorrenza, non con rotte su distanze siderali. Domanda: ma se aereo non è stato, siamo davanti a un «giallo»? Boh. I blocchi di ghiaccio che calano in picchiata sul pianeta terra e rischiano di centrarci in pieno e buonanotte al centrato, alimentano, da tempo, leggende.
Leggende che toccarono l'apice per frequenza e intensità nel Duemila. Allora, ci furono talmente tanti episodi che un pubblicitario si disse disposto a pagare cinque miliardi (di lire) per l'esclusiva delle immagini, in diretta. Non ce la fece. E dire che di blocchi ne venivano avvistati città dopo città, regione dopo regione. A volte erano veri. A volte erano profondi misteri. Come il mistero di ieri. Una roba sulla quale indagare davvero. E mica perché riguarda la Guardia di finanza, anzi le è finito addosso.


00:25 Scritto in AMBIENTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ghiaccio, cielo, auto, ammaccatura | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook