26/04/2010

Preso a Salò: è finita la fuga dell'uomo che ha fatto la strage nel Mantovano

Preso a Salò: è finita la fuga dell'uomo che ha fatto la strage nel Mantovano

Si è costituito con una telefonata: «Sono stanco, venitemi a prendere». Aveva sparato alla sua ex, a un'anziana vicina e a un conoscente che era in auto con moglie e bambini

 

Una vecchia foto dell'omicida, Omar Bianchera, 44 anni
Una vecchia foto dell'omicida, Omar Bianchera, 44 anni

MANTOVA - «Sono stanco, mi arrendo...venitemi a prendere». È finita nei pressi del Lago d'Idro la caccia all'uomo che ha seminato morte e terrore tra Mantova e Brescia. Omar Bianchera, che ha ucciso tre persone nel mantovano e ne ha ferito una quarta, è stato rintracciato ad Anfo, un paese nei pressi del lago di Idro, ed stato poi portato nella caserma di Salò. Secondo quanto riferito dagli stessi inquirenti il killer si è costituito telefonando al 113. La telefonata è stata ricevuta dalla questura di Brescia e sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Salò competenti per Anfo, il comune della Valsabbia dove il fuggitivo era arrivato scappando dopo il triplice omicidio. Il camionista 44enne di Volta Mantovana ha chiamato con un cellulare dalla propria autovettura, parcheggiata in prossimità della Rocca di Anfo, nei pressi del lago di Idro, nel bresciano. A quel punto la polizia ha subito "girato" la segnalazione ai carabinieri della zona, più vicini alla località, e l'omicida è stato raggiunto e quindi ammanettato. Le armi della strage erano nell'auto.

LE VITTIME - Le vittime sono l'ex moglie e due conoscenti con i quali l'omicida, che ha seri problemi psicologici ed è un fanatico di armi, aveva avuto degli screzi. Un'altra persona è rimasta ferita. A quanto si è appreso gli investigatori avevano localizzato, attraverso le celle del suo cellulare, gli spostamenti del killer verso la provincia bresciana che confina con quella mantovana.

L'EX MOGLIE- Il killer, Omar Bianchera, 44 anni, autotrasportatore, noto alle forze dell'ordine per precedenti di droga, sembra aver seguito nel suo delirio un preciso itinerario di «vendetta», spinto dal desiderio di eliminare tutti coloro con i quali sentiva di avere dei conti in sospeso. Domenica mattina si è diretto in auto verso la casa dell'ex moglie, Daniela Gardoni, 38 anni, che abitava in un appartamento in via Risorgimento, la strada principale di Volta Mantovana. I due erano separati da una decina d'anni ed erano in causa appunto per quell'appartamento, in cui avevano vissuto insieme: proprio martedì scorso il Tribunale aveva assegnato la casa alla Gardoni. L'uomo aveva rivolto parecchie minacce all'ex moglie e aveva anche detto a un amico che, prima o poi, l'avrebbe uccisa. L'uomo, arrivato alle 7 di mattina davanti alla casa della donna, un paio d'ore dopo ha esploso alcuni colpi contro le finestre; l'ex moglie è scesa di corsa ed è salita in auto, cercando di andare dai carabinieri, ma l'uomo le ha sparato più volte. L'auto ha percorso circa 200 metri, poi è finita contro un muro. Bianchera, che l'inseguiva, è sceso dalla sua vettura e ha freddato Daniela Gardoni con due colpi di pistola senza dire nulla. Inutilmente un ragazzo, di passaggio in sella a uno scooter, ha cercato di difendere la donna: l'omicida lo ha brutalmente scansato e ha continuato a sparare.

LA CONOSCENTE - Subito dopo Bianchera è risalito sulla sua auto e si è diretto verso la località Piccard, sulla via per Monzambano. Qui ha ucciso una sua lontana parente, Maria Bianchera, 71 anni, con la quale aveva avuto screzi a proposito dei confini: le loro abitazioni, in località Piccarda, distano una decina di metri. L'uomo ha fatto fuoco almeno 5 volte, uccidendo la donna e ferendo il marito. Proseguendo nel suo itinerario di «vendicatore», sempre in auto è andato in località Pile, a poca distanza. A quanto si è appreso voleva regolare i conti con il capofamiglia Luigi Platter, al quale qualche tempo fa aveva affittato dei locali in cui era stata aperta una birreria.

UCCISO DAVANTI AI BAMBINI - Nella corte si è imbattuto invece nel figlio di Luigi Platter, Walter, 35 anni, che stava partendo per una gita in auto con la moglie e i due bambini. Bianchera ha fatto scendere dalla macchina la donna e i piccoli e poi ha fatto fuoco su Platter, che era rimasto in auto, e lo ha ucciso. La moglie Virginia Deidonè, nel tentativo di difendere il marito, è rimasta ferita di striscio. Poi è fuggita in strada per chiedere aiuto. L'omicida ha quindi abbandonato l'auto per darsi alla fuga tra campi e boschi, dove i carabinieri lo stanno cercando.

LA CACCIA ALL'UOMO - Bianchera inizialmente si era nascosto nei boschi attorno alla zona collinare dell'alto Mantovano, vicino al lago di Garda. Le forze dell'ordine hanno organizzato posti di blocco in tutta la zona e hanno svolto battute per rintracciarlo, anche con l'ausilio di elicotteri. L'uomo era armato con un fucile a pompa e due pistole calibro 38, una delle quali regolarmente denunciata.

ALLA MADRE: «HO FATTO UN MACELLO» - «Ho fatto un macello...». Queste le parole pronunciate al telefono, parlando con la madre, da Omar Bianchera, il camionista 42enne di Volta Mantovana che stamani ha compiuto una strage uccidendo tre persone. L'uomo è ancora in fuga nelle campagne tra il bresciano e il mantovano. La telefonata è stata intercettata dai carabinieri, che avevano provveduto a mettere sotto controllo i telefoni dei congiunti dell'uomo nella speranza che questi provasse a contattarli, come in effetti poi è stato con la madre. È stata così localizzata la zona da dove è partita la chiamata. Ora ingenti forze dell'ordine si stanno muovendo verso quell'area, nel tentativo di chiudere ogni via di fuga all'uomo, ritenuto estremamente pericoloso.

«NESSUNO POTEVA IMMAGINARE» - Il sindaco di Volta Mantovana, Giuseppe Adami, che è anche il medico del paese, è sconvolto. «Bianchera? Qui in tanti lo conoscono, eccome, ma nessuno avrebbe mai immaginato una cosa simile. Si sa che è orfano di padre, che si era separato da anni. Ha ancora la mamma, una sorella». «Proprio questa mattina - racconta il sindaco - mi sono recato a deporre una corona ai caduti. Con me c'era il maresciallo del posto. E tra di noi commentavamo quanto fosse tranquilla la nostra cittadina. Poi è arrivata una telefonata, all'inizio sembrava per un incidente stradale. E invece...». In qualità di medico, è stato tra i primi ad arrivare a casa di Maria Bianchera, che era sua paziente.

LE TESTIMONIANZE - «Ho sentito gli spari mentre ero in casa con mia moglie, sono sceso e ho visto tutto e mi sono detto: 'Non è possibile". Me lo diceva sempre, "voglio ucciderla", ma non pensavo che l’avrebbe fatto davvero», racconta un vicino di Daniela Gardoni. «Era un tipo introverso, senza amici - racconta un altro conoscente di Omar Bianchera -. So che aveva spesso discussioni. Forse si è autocaricato fino a scoppiare».

Redazione online


25/04/2010

Terrore nel Mantovano, uccide tre persone e fugge

Terrore nel Mantovano, uccide tre persone e fugge

Un uomo armato ha seminato il panico tra Mantova e Brescia. Ha ucciso la ex compagna e altre due persone, poi ha fatto perdere le sue tracce nei boschi della zona. Paura tra gli abitanti

 

 

 

Si chiama Omar Bianchera, ha 42 anni e risiede a Volta Mantovana l'uomo che questa mattina ha ucciso la ex moglie, Daniela Gardoni, di circa 40 anni, e altre due persone prima di far perdere le sue tracce nei boschi che attorniano la zona collinare dell'alto mantovano, vicino al lago di Garda. Le forze dell'ordine hanno organizzato battute e posti di blocco in tutta la zona per rintracciarlo, ma l'uomo sembra aver fatto perdere le proprie tracce lungo i declivi che arrivano sino al Garda, tra le province di Brescia, Mantova e Verona. Sarebbe armato di tutto punto. Avrebbe con sé due pistole e un fucile e si teme possa uccidere ancora.

A Volta Mantovana, appena si è saputo quello che era accaduto, si è diffuso il panico. Le strade ora sono deserte e la gente è chiusa in casa. "Ha già ucciso tre volte - ha detto la titolare di un bar alla periferia del paese - potrebbe farlo ancora". L'uomo, Omar Bianchera è infatti armato.


Secondo quanto si apprende, la strage di questa mattina tra Mantova e Brescia, sarebbe stata un evento annunciato. Il killer, Omar Bianchera, negli ultimi mesi aveva rivolto continue minacce alla ex moglie, Daniela Gardoni, 40 anni. La loro era stata una separazione travagliata.


Proprio martedì scorso, la donna aveva vinto una causa riguardante la casa in via Risorgimento in cui la coppia aveva vissuto. Stamani l'uomo si è presentato sotto la casa in cui viveva la moglie ed è scoppiata una lite. Bianchera ha sparato alcuni colpi di pistola alla ex moglie che era salita in auto cercando di andare dai carabinieri. Circa 200 metri dopo la vittima ha perso il controllo dell'auto ed è finita contro un muro.

Bainchera, che l'inseguiva, è sceso dalla sua vettura e ha freddato Daniela Gardoni con due colpi di pistola senza dire nulla. Un ragazzo, in sella a uno scooter, ha cercato di difendere la donna, ma è stato brutalmente spostato dall'omicida che ha poi sparato all'ex moglie, uccidendola. Subito dopo Bianchera è salito sulla sua auto e si è diretto verso la località Piccard. Qui ha ucciso un'altra donna, Maria Bianchera, 71 anni, con la quale sembra avesse problemi riguardanti dei terreni e ha ferito il marito. Sempre in auto è andato in località Pile, a poca distanza, dove ha ucciso un altro uomo, Walter Platter, 35 anni, al quale, qualche tempo fa, aveva affittato dei locali in cui era stata aperta una birreria, e ferito sua moglie Virginia. Ha quindi abbandonato l'auto per darsi alla fuga nei campi, dove i carabinieri lo stanno cercando.
I due feriti sono ricoverati in ospedale ma non risultano essere gravi.


25/02/2009

Milano, padre egiziano uccide il figlio di 9 anni e si toglie la vita

Milano, padre egiziano uccide il figlio di 9 anni e si toglie la vita

 

Omicidio-suicidio a san DonatoMilanese. Tragedia negli uffici Asl dove l'uomo stava incontrando il bambino, da 4 anni affidato alla madre italiana

 

MILANO - Tragedia familiare a San Donato Milanese: un uomo di 52 anni di origine egiziana ha accoltellato il figlio di 9 anni, poi ha rivolto l'arma contro di sè e si è suicidato. A fare da teatro all'omicidio-suicidio sono stati gli uffici dell'Asl in via Sergnano a San Donato Milanese, comune alle porte del capoluogo lombardo.

GLI ASSISTENTI SOCIALI - Come ogni settimana, il padre ha incontrato il figlio affidato da quattro anni alla madre, un'italiana. Erano gli assistenti dei servizi sociali, che seguivano il caso del minore, a partecipare agli incontri tra padre e figlio. Nessuno, però, era presente nella stanza in cui è avvenuto l'omicidio-suicidio. Pochi minuti prima delle 17 l'uomo, operatore turistico con regolare permesso di soggiorno, avrebbe estratto un coltello con il quale avrebbe colpito più volte il bambino per poi tagliarsi le vene. Inutili i soccorsi dei sanitari del 118. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire il movente alla base del gesto. I dissidi familiari, secondo gli inquirenti, sarebbero la spiegazione più plausibile. Il 52enne non ha lasciato nessun biglietto per motivare l'omicidio-suicidio. I carabinieri stanno cercando la madre del piccolo, un'italiana, abitante a San Donato. È stata anche rinvenuta una pistola, ma al momento i carabinieri non riferiscono di ferite di arma da fuoco sui cadaveri.




22/02/2009

Usa: a 11 anni uccide la fidanzata del padre, che era incinta. Poi va a scuola

Usa: a 11 anni uccide la fidanzata del padre, che era incinta. Poi va a scuola

 

Il delitto a Wampum in Pennsylvania. Il bambino ora rischia l'ergastolo, all'origine dell'omicidio forse la gelosia nei confronti del papà

 

La casa del delitto (Ap)
La casa del delitto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
WAMPUM (USA) - Ora rischia il carcere a vita. Un bambino di 11 anni ha ucciso la fidanzata del padre, incinta all'ottavo mese. Poi ha preso il pulmino ed è andato a scuola. L'incredibile tragedia è avvenuta venerdì a Wampum, in Pennsylvania. Secondo il procuratore distrettuale della Contea di Lawrence, John Bongivengo, dopo essersi preparato per andare a scuola, il ragazzino ha preso la sua pistola, un modello disegnato apposta per i bambini, e si è avvicinato al letto della matrigna. La donna, Kenzie Marie Houk, 26 anni, dormiva ancora quando il bimbo le ha sparato alla nuca. Poi, il ragazzino ha riposto la pistola nella sua stanza ed è andato tranquillamente a scuola. A scoprire il corpo della donna è stata la piccola sorellastra, 4 anni, figlia della coppia, che si è messa ad urlare allertando i vicini. La polizia ha prelevato il ragazzino direttamente a scuola e ha riferito che sono in corso ulteriori indagini. Il bambino, incriminato per duplice omicidio, rischia ora il carcere a vita. In Pennsylvania, infatti, le pene per chi abbia compiuto dieci anni d'età e sia giudicato responsabile di un omicidio sono equiparabili a quelle di un adulto. Gli inquirenti ritengono che alla base del terribile gesto vi sia stata la gelosia del ragazzino per il papà.

 

 

 

 


22:06 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: usa, morto, ammazza, ragazzo, fidanzata, padre, papà | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook