31/05/2011
«Se vince de Magistris mi suicido» E ora la Rete prende in giro Mastella
«Se vince de Magistris mi suicido» E ora la Rete prende in giro MastellaDe magistris e l'ex guardasigilli. «Gli ricordiamo la promessa»:la pagina su Facebook conta più di 27 mila fan
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29/05/2011
Ballottaggi, live calo dell'affluenza ma a Milano ha votato il 2,5% in più. Moratti accusa: «Violato il silenzio» Pisapia: «Non conosce le regole»
Ballottaggi, live calo dell'affluenza ma a Milano ha votato il 2,5% in più. Moratti accusa: «Violato il silenzio» Pisapia: «Non conosce le regole»ALLE 12 DEL SECONDO TURNO DELLE AMMINISTRATIVE. A Milano e Napoli le sfide più importanti, ma si decide anche la guida di altri 11 capoluoghi e 6 province. Milano: il candidato del centrosinistra dà alle agenzie poche righe in ricordo di Tobagi a 31 anni dalla morte. E il sindaco uscente attacca: «Violazione della legge»
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17/05/2011
Ricorso Lega contro la vittoria di Merola
Ricorso Lega contro la vittoria di MerolaStrascico polemico dopo la vittoria al primo turno del candidato del Pd. Il Carroccio: «Troppe schede nulle, c'è qualcosa che puzza». Il Pd: «Il Carroccio impari a perdere»
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"Tra noi e la sinistra sostanziale pareggio". Lega, Calderoli ora frena la base: "Uniti e convinti per i ballottaggi"
"Tra noi e la sinistra sostanziale pareggio". Lega, Calderoli ora frena la base: "Uniti e convinti per i ballottaggi"CONFERENZA DEL PDL ALL'INDOMANI DEL VOTO. E Bossi riunisce i suoi in via Bellerio. Verdini: «L'attenzione su Milano ha distratto un po' dagli altri risultati». Stasera vertice col premier Berlusconi
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16/05/2011
Le proiezioni: Milano al ballottaggio Pisapia stacca la Moranti di oltre 5 punti
Le proiezioni: Milano al ballottaggio Pisapia stacca la Moranti di oltre 5 puntiMerola a Bologna spera di centrare l'elezione in prima battuta. Fassino passa già al primo turno a Torino. A Napoli avanti il Pdl e De Magistris supera Morcone
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Urne aperte, alle 22 affluenza in calo Ma a Torino e Milano aumentano i votanti
Urne aperte, alle 22 affluenza in calo Ma a Torino e Milano aumentano i votantiLa tornata amministrativa sarà anche un test politico nazionale sulla tenuta del governo. Ai seggi 1.200 comuni e 11 province. Le sfide principali a Milano, Napoli, Torino e Bologna
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30/04/2011
Napoli, bomba carta esplode a pochi metri dal comitato elettorale di Lettieri
Napoli, bomba carta esplode a pochi metri dal comitato elettorale di LettieriIl candidato del pdl venerdì era stato aggredito da alcuni giovani dei centri sociali. Molto spavento, ma nessun ferito. L'aspirante sindaco: «Il clima è irrespirabile»
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23/06/2009
A Milano il Pdl si riprende la Provincia Bologna e Firenze, il Pd tiene i sindaci
A Milano il Pdl si riprende la Provincia Bologna e Firenze, il Pd tiene i sindaci
Affluenza in calo: per le provinciali ha votato il 45% degli elettori, per le comunali il 61,3%. Cazzola si congratula al telefono con Delbono. Renzi: ora si guardi all'Udc. La provincia di Venezia passa al Pdl
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| Guido Podestà festeggia la conquista della Provincia di Milano (Liverani) |
MILANO - Il Partito democratico tiene nelle roccaforti rosse e non perde la guida di città come Bologna e Firenze o la provincia di Torino. Tuttavia si vede sfilare dal centrodestra la guida della provincia di Venezia e, soprattutto, di quella di Milano: il candidato del centrosinistra, Filippo Penati, ha recuperato terreno sul Pdl rispetto ai risultati del primo turno, ma questo non è stato sufficiente per mantenere la guida dell'ente, che cinque anni fa riuscì a strappare a Ombretta Colli. Il nuovo numero uno di Palazzo Isimbardi è dunque l'ex europarlamentare forzista Guido Podestà, che come primo atto dopo la proclamazione della vittoria ha scelto di dedicare il risultato ottenuto a Silvio Berlusconi.
AFFLUENZA IN PICCHIATA - Intanto dopo la chiusura delle urne si registra un primo dato certo: il drastico calo dell'affluenza, che si è attestata poco sopra il 45% alle provinciali e il 61,3% alle comunali (al primo turno l'affluenza era stata rispettivamente del 70 e del 76%). Di certo ha influito la campagna per l'astensione al referendum elettorale che non ha raggiunto il quorum del 50% dei votanti.
LE PROVINCE - Per la provincia di Milano (dove si è registrata un'affluenza del 44,95%), come detto, la vittoria è andata a Guido Podestà, candidato del centrodestra. Ma non è stato l'unico risultato positivo per il Pdl: anche la provincia di Venezia ha cambiato colore e il presidente uscente, Davide Zoggia, ha dovuto cedere il testimone alla leghista Francesca Zaccariotto. Alla Provincia di Torino, Antonino Saitta (centrosinistra) ha visto la riconferma riuscendo a vincere su Claudia Porchietto (centrodestra). Per la provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli (centrosininstra) conduce su Giampaolo Lavagetto. Tra gli altri dati significativi il testa a testa per la provincia di Prato, dove lo spoglio ha visto l'alternarsi in vantaggio del candidato del Pdl e quello del Pd: una vittoria del centrodestra sarebbe considerata storica.
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| Giovanni Galli e Matteo Renzi durante la diretta di Corriere Tv |
I COMUNI - A Bologna il candidato del centrosinistra, Flavio Delbono, ha avuto la meglio sullo sfidante Alfredo Cazzola: è stato lo stesso Cazzola a riconoscere la vittoria del suo avversario con una telefonata, attorno alle 19, a spoglio ancora in corso ma con i dati ormai stabilizzati con una distanza di oltre venti punti percentuali, con la quale si congratulava con Delbono per il risultato. Impietoso però il giudizio sui cittadini bolognesi: «L'aver raggiunto e superato il quorum per i referendum - ha detto - è la prova provata che Bologna rimane una città bulgara ferma a prima del 1989». E ancora: «Non c'è proprio speranza, la maggioranza dei bolognesi sarà sempre di un'obbedienza cieca, pronta ed assoluta ai comandi del partito, anche quando si tratta di compiere delle cose insensate come quella di votare nei referendum elettorali».
A Firenze è invece stato eletto Matteo Renzi (centrosinistra) che ha vinto su Giovanni Galli (centrodestra). «Congratulazioni a Renzi ma d'ora in avanti io sarò il suo peggior incubo» ha detto Galli intervenendo in diretta su Corriere Tv proprio al fianco del neosindaco del capoluogo toscano. «E' finita una fase della segreteria Franceschini - ha invece commentato Renzi rispondendo ad una domanda del direttore Ferruccio de Bortoli sulla costruzione di un nuovo rapporto con l'Udc -. Così com'è il Pd non vincerà le elezioni politiche, occorre il coraggio di battere nuove strade. E' proprio questo il tema del congresso del Pd».
A Bari ha vinto il sindaco uscente Michele Emiliano, centrosinistra, sullo sfidante del centrodestra Simeone Di Cagno Abbrescia. A Padova Flavio Zanonato (centrosinistra) ha vinto la sfida con Marco Marin. Ad Ancona Fiorello Gramillano (centrosinistra) ha prevalso su Giacomo Bugaro (centrosinistra). Tra gli altri dati significativi va segnalato il passaggio al centrodestra del comune di Prato con l'elezione ormai quasi certa di Roberto Cenni.
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09/06/2009
Berlusconi, riscossa dalle elezioni locali Sfogo sul voto europeo
Berlusconi, riscossa dalle elezioni locali Sfogo sul voto europeo
«Lo stop colpa di Sicilia, mia moglie e Kaká»
ROMA—La botta c’è stata. L’ha ammessa lui stesso. «Una bella botta». Due punti in meno delle Politiche, quando invece quota 40% sembrava a portata di mano. Indicata persino come obiettivo da superare. Ma con il passare delle ore, complici gli ottimi dati delle Amministrative, Berlusconi ricomincia a vedere il bicchiere mezzo pieno: quattro parlamentari in più, da 25 a 29, eletti a Strasburgo, quando il Pd ne perde tre; il vantaggio sui Democratici che raddoppia, passando a 9 punti percentuali. Insomma per il Cavaliere è dall’altra parte che devono guardare con preoccupazione il voto: «Veltroni ha mollato con il 33%, vorrei capire come farà Franceschini ad andare avanti con il 26%». Ieri il presidente del Consiglio è rimasto ad Arcore, tornerà a Roma stamane. Con i suoi ha ragionato innanzitutto sul bicchiere mezzo vuoto, sul risultato mancato, su quei 2,9 milioni di voti persi rispetto alle Politiche.
Nessuno si attendeva una partecipazione alta come l’anno passato, ma nemmeno dei dati da leggere e interpretare in controluce. Il Cavaliere cercava il plebiscito e non l’ha ottenuto. Le cause, secondo la sua stessa analisi, fatta con i suoi uomini, sono almeno quattro: l’astensionismo, gli scontri interni al partito in Sicilia, il caso Noemi e persino Kaká, l’annunciato trasferimento del giocatore del Milan che avrebbe fatto infuriare migliaia di elettori di fede rossonera. Del caso Noemi il Cavaliere misura gli effetti numeri alla mano. E ne esce convinto che abbia influito più di quanto si attendeva. Una frase molti interlocutori si sono sentiti ripetere nelle ultime ore. Parole che hanno dello sfogo e rendono uno stato d’animo, oltre che la percezione di un politico che negli anni ha imparato a misurare alla perfezione il consenso: «In Sicilia abbiamo perso più di 800 mila voti per colpa dei nostri che si sono messi a litigare, il resto me l’ha fatto perdere mia moglie... ». L’allusione è ovviamente politica e va alla genesi delle vicende che hanno costretto il capo del governo a difendersi più che ad attaccare, trasformando la campagna elettorale anche in un elenco di giustificazioni sulla vita privata più che in elenco di programmi. Berlusconi ammette che i suoi obiettivi erano altri, è convinto che lo stop subìto sia dovuto anche agli attacchi ricevuti, dentro e fuori il Paese, dopo quell’annuncio di divorzio pronunciato a mezzo stampa da Veronica. Ieri il premier ha pranzato con la figlia Marina, ha fatto una puntata a villa Gernetto, si è tenuto in contatto con Roma nel pomeriggio, ha visionato con lo staff i dati definitivi della tornata elettorale, cenato (come spesso il lunedì) con Bossi e altri big della Lega. Con il Senatur non si intravedono nuvole all’orizzonte, almeno al momento.
Il ministro delle Riforme ha detto che dopo il voto non cambierà nulla, Berlusconi aggiunge a chi gli chiede che «non ci saranno ripercussioni sul governo », che la stabilità dell’esecutivo non è in discussione. Se gli alleati escono rafforzati per il premier è l’intera maggioranza a goderne, perché ritiene il rapporto politico saldissimo. Il conto sulle Regioni che potrebbero andare alla Lega è un argomento che gli interessa sino a un certo punto: allarma i suoi, il partito, lascia lui molto meno preoccupato. L’importanza è la stabilità e quella il voto la garantisce. Nonostante il timore di nuovi colpi bassi alla vigilia del G8. Emergono, come ad ogni tornata elettorale, anche accuse incrociate da non sbandierare in pubblico: «In tv ho visto solo La Russa e Gasparri, non si capisce dov’erano i nostri...». Si riacutizzano le chiacchiere sulla debolezza organizzativa del Popolo della Libertà, almeno di quella struttura che è mutuata da Forza Italia, capace di un marketing politico meno efficace rispetto a chi viene da An. Anche le modalità del voto creano disappunto: persino Luigino, il più giovane dei figli del Cavaliere, avrebbe sbagliato davanti all’urna, dimenticando di scrivere il nome del padre, vanificando una possibile preferenza. Per Berlusconi «è stata anche colpa di coloro che hanno voluto scrivere a tutti i costi il mio nome nel simbolo...». Dettagli, malumori passeggeri, così come il giudizio sulle preferenze tributate al partito Di Pietro, «una vergogna» di cui fatica a capacitarsi: «Resta per me un mistero come si faccia a votare un simile filibustiere ». Affiora infine anche un’autocritica, almeno in privato. Fra i malumori fanno capolino anche i sondaggisti che l’avrebbero mal consigliato, che «mi hanno indotto a credere » che fossimo tranquillamente sopra il 40%. Eppure sarebbe bastato non parlarne in pubblico. Anche perché il Pdl finisce comunque due punti sopra il bottino delle precedenti Europee, aumenta la pattuglia di parlamentari che manda a Strasburgo e Bruxelles. Insomma sarebbe bastato non fare numeri per non offrire il campo all’avversario, consentirgli di parlare di sconfitta del Cavaliere. In questo senso l’autocritica, l’ammissione del «mi sono fatto del male da solo». Difficile che verrà pronunciata in pubblico, costa già abbastanza confessarla ai suoi più stretti collaboratori.
Marco Galluzzo
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Amministrative, vince il centrodestra Firenze e Bologna vanno al ballottaggio
Amministrative, vince il centrodestra Firenze e Bologna vanno al ballottaggio
Milano, Podestà e Penati al secondo turnoPdl e Lega strappano 15 province al centrosinistra. Il Pd tiene in Emilia e Toscana, arretra in Umbria e Marche
| (Emmevi) |
MILANO - Il centrodestra vince le elezioni amministrative. Pdl e Lega avanzano da Nord a Sud, conquistando anche alcuni feudi del centrosinistra. Il voto per il rinnovo di 4.281 comuni e 62 province cambia insomma il panorama italiano. Quindici province passano dal centrosinistra al centrodestra, mentre non si registrano "ribaltoni" in senso contrario. Il Pd tiene abbastanza nelle tradizionali roccaforti, pur senza brillare, ma subisce l'onta di vedersi scavalcare come primo partito in Umbria e nelle Marche. Netto successo del centrodestra anche alle comunali: Pdl e Lega conquistano nove amministrazioni di comuni capoluogo, strappandone al primo turno tre al centrosinistra, che ne conquista cinque. Tredici i ballottaggi, tutti in comuni in cui il centrosinistra si era imposto nelle precedenti consultazioni. Ancora non definitivo l'esito del voto a Bari, Foggia e Potenza. Prima dell'ultima tornata elettorale, 26 dei 30 capoluoghi erano in mano al centrosinistra e 4 al centrodestra. Le sfide più importanti: Firenze (Nessun accordo con altri partiti, ma un appello agli elettori che al primo turno hanno votato per le forze dell’area di sinistra e dell’Udc. Questa la linea di Matteo Renzi, candidato del Pd a sindaco di Firenze, che tra due settimane andrà al ballottaggio contro il candidato del Pdl Giovanni Galli. «Ci aspettavamo qualcosa in più - ha detto Renzi - ma la coalizione partiva dal 42,4% del 2004 e Galli ha un distacco di 15-16 punti. È difficile considerarlo un risultato negativo. Speravamo nella vittoria al primo turno: non è accaduto e la responsabilità è tutta mia, è mancata un po' di determinazione»). e Bologna (Il verdetto a tarda notte, decisivi i voti del Santo Stefano: Delbono chiude al 49,4%, l'ex patron supera di poco il 29%. Guazza fermo al 12%. Pd sotto al 40%. Bene i grillini: 3,3%), dove si votava per eleggere il sindaco, vanno al ballottaggio. Nel capoluogo toscano Matteo Renzi (centrosinistra) non riesce a vincere al primo turno contro Giovanni Galli, anche per il buon risultato dell'altra lista di sinistra con Valdo Spini candidato. Nella città emiliana, per un soffio Flavio Delbono (centrosinistra) non supera la soglia del 50%: la sfida contro Alfredo Cazzola si rinnoverà il 21 giugno. Ballottaggio anche a Milano, dove si votava per la provincia: Guido Podestà (centrodestra) si ferma al 48,8%, mentre il presidente uscente, Filippo Penati, ottiene il 38,8%. Il Pdl strappa invece Napoli, dove Luigi Cesaro raggiunge il 53% contro il 35% di Luigi Nicolais. Ballottaggi anche a Bari e Padova per le comunali e a Venezia e Torino per le provinciali. Nel capoluogo piemontese il candidato del centrosinistra Antonino Saitta ha ottenuto il 44,33% contro il 41,5% della sfidante di centrodestra Claudia Porchietto. Colpo di scena per la Provincia di Venezia che vedrà il presidente uscente del centrosinistra Davide Zoggia in ballottaggio con la leghista Francesca Zaccariotto.
LOMBARDIA - La marea del centrodestra sembra subire un momentaneo stop con il ballottaggio nella provincia di Milano. Cambio della guardia alla Provincia di Lecco, a Lodi, a Sondrio. Per la neonata Provincia di Monza e della Brianza vittoria del candidato del Pdl Dario Allevi su quello del centrosinistra, Pietro Luigi Ponti. A Bergamo è Pietro Pirovano il nuovo presidente della Provincia con il 58,99% dei voti. Il candidato, appoggiato tra gli altri da Pdl, Lega Nord e Partito Pensionati, ha sconfitto Francesco Cornolti. Il comune passa al centrodestra: Franco Tentorio è stato eletto sindaco con il 51,44% contro il 42,35 dell'avversario Roberto Bruni. Anche a Sondrio l'affermazione del centrodestra è netta: Massimo Sertori è oltre il 60% e festeggia la vittoria al primo turno con l'avversario del centrosinistra, Giacomo Ciapponi, nettamente distanziato. Daniele Nava è stato eletto presidente della Provincia di Lecco. Anche a con il 54,31% delle preferenze: ha sconfitto il presidente uscente Virginio Brivio Brescia il candidato del centrodestra Daniele Molgora ha ottenuto un netto vantaggio su quello del centrosinistra, Diego Peli. A Cremona il candidato del centrodestra Massimiliano Salini ha superato Giuseppe Torchio. Il centrodestra strappa per la prima volta la Provincia di Lodi al centrosinistra, con una vittoria raggiunta per di più al primo turno. Pietro Foroni, 33 anni, avvocato, esponente della Lega Nord, candidato del centrodestra, è il nuovo presidente. Ha raccolto il 54,2% delle preferenze contro il 38,2 del candidato del centrosinistra e presidente uscente, Lino Osvaldo Felissari. Passa al centrodestra anche il comune di Pavia, dove Alessandro Cattaneo ha la meglio sul candidato di centrosinistra Andrea Albergati.
PIEMONTE - Per la provincia di Torino, dunque, ballottaggio tra Antonio Saitta (Pd) e Claudia Porchietto (Pdl). Ma il cambio di vento si profila nella regione a Novara, dove Diego Sozzani del centrodestra riesce a strappare la presidenza della Provincia, e a Cuneo, dove Gianna Gancia riesce a far assegnare la provincia al centrodestra con il 54,1%. Cambio di schieramenti sia alle provinciali che alle comunali anche a Biella e alla provincia di Verbano-Cusio-Ossola, finora in mano al centrosinistra: qui Massimo Nobili, candidato del centrodestra, è stato eletto presidente della provincia con il 57,5% contro il 39,5% del candidato del centrosinistra Paolo Ravaioli. Passa al centrodestra anche il comune di Verbania, dove Marco Zacchero è stato eletto sindaco ottenendo il 54,1% delle preferenze contro il 45,9 del candidato di centrosinistra Claudio Zanotti.
VENETO - Qui è la Lega a far sentire il suo peso, anche se sarà un ballottaggio a decidere per la presidenza di Belluno per la Provincia. Il Pdl si conferma primo partito e il dato sulle provinciali ne è ulteriore conferma. La Provincia di Padova viene conquistata da Barbara Degani. Stesso copione anche per la provincia di Verona che viene attribuita a Giovanni Miozzi (Pdl-Lega). La Provincia di Rovigo al ballottaggio tra Antonello Contiero (Pdl-Lega) e Tiziana Virgili del centrosinistra così come la Provincia di Belluno: sfida tra Gian Paolo Bottacin, Pdl, e Sergio Reolon, Pd.
FRIULI VENEZIA GIULIA - Il centrodestra si aggiudica la Provincia di Pordenone.
EMILIA ROMAGNA - Finora in questa regione mai nessuna provincia era stata governata dal centrodestra, ma dopo questa tornata elettorale Pdl e Lega sono riusciti a conquistare la Provincia di Piacenza. Alla provincia di Bologna la candidata del centrosinistra Beatrice Draghetti ha vinto sul candidato appoggiato dal Pdl Enzo Raisi. Meno brillante ma efficace il risultato di Emilio Sabattini per la presidenza della provincia di Modena. Il centrosinistra si aggiudica anche Reggio Emilia dove Sonia Masini ha avuto la meglio sul candidato di centrodestra Giuseppe Pagliani. Sarà ballottaggio invece a Ferrara, anche per le comunali.
TOSCANA - Il cambio del vento politico lo evidenzia il ballottaggio di Firenze. Per la provincia, il candidato presidente del centrosinistra, Andrea Barducci ha avuto la meglio sul candidato del centrodestra, Samuele Baldini. A Pisa è confermato invece alla presidenza della Provincia Andrea Pieroni, per il centro-sinistra, con il 53,1%. Stessa cosa per la provincia di Siena, con Simone Bezzini. Staccata la candidata del centrodestra Donatella Santinelli. Partita da rigiocare invece nella presidenza della Provincia ad Arezzo. Contro tutte le aspettative si andrà al ballottaggio anche nella Provincia di Prato, diversamente da quanto è accaduto a Pistoia, dove Federica Fratoni del centrosinistra ha battuto con il 51,3% Ettore Severi del centrodestra.
UMBRIA - La tornata amministrativa ha visto andare a un esponente del Pd la provincia e il comune di Perugia e la provincia di Terni.
MARCHE - Ancona sceglierà il proprio sindaco nel ballottaggio del 21 giugno. Stessa cosa per il comune di Fermo e per la provincia di Ascoli Piceno. Al comune di Pesaro l'ha spuntata invece al primo turno Luca Ceriscioli del Pd.
ABRUZZO - Forte il vento di centrodestra anche in questa regione, dove il Pdl si aggiudica le province di Pescara, Teramo e Chieti e i comuni di Pescara e Teramo.
MOLISE - Passa al centrodestra anche Campobasso, dove il sindaco uscente Giuseppe Di Fabio, ha dato le dimissioni due volte e poi le ha ritirate per problemi nella maggioranza di centrosinistra: Gino Di Bartolomeo , già presidente della Regione, eletto al primo turno con il 56,72%).
CAMPANIA - Cambio di colore anche in questa regione, dove le province di Napoli, Salerno e Avellino passano nelle mani del centrodestra. Per il comune di Avellino ballottaggio tra Pino Galasso del Pd e lo sfidante Massimo Preziosi, sostenuto da Pdl e Udc.
PUGLIA - Quasi un testa a testa tra Michele Emiliano e Simeone Di Cagno Abbrescia per il comune di Bari. A Foggia in vantaggio Enrico Santaniello (liste civiche), ma andrà al ballottaggio con Giovanni Battista Mongelli (centrosinistra). Per le provinciali ballottaggio a Taranto e Lecce. Bari se l'è aggiudicata Francesco Schittulli del Pdl.
BASILICATA - La tornata per le provinciali di Potenza e Matera assegna la vittoria al centrosinistra: Piero Lacorazza e Francesco Stella hanno sconfitto i candidati del Pdl. A Potenza il sindaco uscente Vito Santarsiero (Pd), candidato di centrosinistra, è in vantaggio su Giuseppe Molinari, ex Margherita, sostenuto dal Pdl.
CALABRIA - Sarà un ballottaggio a decidere la presidenza della provincia di Cosenza, nonostante un buon vantaggio di Mario Oliverio (centrosinistra) sullo sfidante del centrodestra Pino Gentile. Al secondo turno anche per la provincia di Crotone.
SICILIA - Anche qui sarà un ballottaggio a dire la parola finale nella sfida per il comune di Caltanissetta tra Fiorella Falci del centrosinistra e Michele Campisi del centrodestra.
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