08/05/2012
Gambizzato, medici: «Notte tranquilla»
Gambizzato, medici: «Notte tranquilla»Per ora esclusa la pista dell'attività lavorativa, si attende rivendicazione. Genova, l'ad di Ansaldo nucleare, Roberto Adinolfi «sta bene e tornerà a casa presto». Acquisiti i tabulati telefonici
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14/11/2011
Unicredit perde 10 miliardi nel trimestre. Il personale sarà ridotto di 5.200 unità
Unicredit perde 10 miliardi nel trimestre. Il personale sarà ridotto di 5.200 unitàSì del Cda della banca al piano industriale. Varato l'aumento di capitale da 7,5 miliardi, svalutazioni per 9,6 miliardi.
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17/11/2010
Barbara Berlusconi, Milan più vicino
Barbara Berlusconi, Milan più vicinoCALCIO & FAMIGLIE. Incontro con Galliani: «Possibile impegno nel club»
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21/10/2010
Fiat: utile a 282 milioni nei primi 9 mesi
Fiat: utile a 282 milioni nei primi 9 mesiSi ipotizzano ora per l'anno in corso ricavi superiori ai 55 miliardi di euro. La casa automobilistica torinese rivede al rialzo tutti gli obiettivi 2010: l'indebitamento scenderà sotto i 4 miliardi
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16/09/2010
Fiat, via libera degli azionisti alla scissione Marchionne: «Grande giorno per l'Auto»
Fiat, via libera degli azionisti alla scissione Marchionne: «Grande giorno per l'Auto»L'ad: «Portiamo le lancette avanti nel tempo». L'assemblea approva la nascita di due gruppi: Fiat e Fiat Industrial. Elkann: «Due realtà con forti ambizioni»
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27/07/2010
Marea nera, il capo della Bp lascia dopo le accuse
Marea nera, il capo della Bp lascia dopo le accuseL’amministratore delegato del colosso petrolifero, Tony Hayward, potrà godere di una buonuscita milionaria. Avrà inoltre un nuovo incarico in una joint-venture russa. Al suo posto l’americano Dudley
Cambio al vertice per il gruppo petrolifero Bp. La compagnia britannica ha confermato che l'amministratore delegato, Tony Hayward, lascerà il suo incarico a ottobre. La Bp ha aggiunto che il suo posto verrà preso dall'americano Bob Dudley, 54 anni.
Hayward, 53 anni, abbandona l'incarico in seguito alle durissime critiche sulla gestione del disastro della marea nera sprigionata nel Golfo del Messico a partire dal 20 aprile scorso, dopo l'esplosione di una piattaforma petrolifera. La Bp ha precisato che Dudley - che da giugno supervisiona le operazioni per contrastare le perdite di greggio - si stabilirà a Londra e passerà le sue attuali mansioni negli Stati Uniti a Lamar McKay, presidente di Bp America. Hayward rimarrà nel consiglio di amministrazione fino al 30 novembre e la compagnia intende assegnargli l'incarico di direttore non esecutivo di Tnk-Bp, la sua joint-venture russa.
In un comunicato ufficiale, la Bp ha spiegato che la decisione sull’avvicendamento è stata presa a seguito di un "accordo consensuale". Hayward riceverà un anno di stipendio come buonuscita: non ci sono cifre ufficiali, ma si parla di una forbice tra uno e 10,8 milioni di sterline. Il gigante petrolifero britannico ha annunciato inoltre che a causa del disastro della marea nera le sue perdite per il secondo trimestre dell'anno sono state di 16,9 miliardi di dollari. La compagnia ha anche fatto sapere di aver messo a bilancio una previsione di spesa di 32,2 miliardi di dollari (tasse escluse) a fronte di un attivo di 30 miliardi di dollari nei prossimi 18 mesi.
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03/07/2010
Fiat, Marchionne: "Il sindacato Usa ci ha capiti"
Fiat, Marchionne: "Il sindacato Usa ci ha capiti"In un'intervista al Wall Street Journal l'amministratore delegato dell'azienda automobilistica ha dichiarato che l'organismo statunitense dei metalmeccanici ha compreso perfettamente la situazione
Negli States il sindacato ha capito il momento del mercato, la strategia del gruppo e la necessità di essere leader. A esserne sicuro è Sergio Marchionne, il quale non risparmia apprezzamenti allo "United Auto Worker", il sindacato dei metalmeccanici statunitensi. In un'intervista al Wall Street Journal il top manager italo-canadese ha infatti dichiarato: "I leader dello Uaw hanno capito completamente la nostra situazione. Staremo bene insieme fino a quando saremo d'accordo sulla necessità di essere l'impresa più competitiva. Per questo finché non si dimostrerà sbagliato, continueremo a lavorare con loro".
Marchionne ha anche commentato l'attuale situazione dei mercati e dell'economia mondiale con una parafrasi inconsueta: "Chiedo scusa a Karl Marx, ma la ripresa economica è l'oppio delle industrie che non funzionano" col "grande pericolo" di "ricadere ancora una volta in un errore e confondere una ripresa economica con un più solido modello di business". L'amministratore delegato ha quindi aggiunto: "Nell'industria dell'auto siamo come alcolisti: quando non abbiamo accesso alla bottiglia guariamo. Poi torniamo a esagerare con l'incompetenza manageriale, l'intransigenza sul lavoro e altre abitudini distruttive. Poi torniamo a secco di nuovo. E' una situazione orribile. La chiave è quella di continuare sulla strada della disciplina, dell'umiltà e del rigore quando tornano i tempi di boom economico. Questo è il test della nostra capacità di sopravvivere".
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24/06/2010
Expo, Stanca dà le dimissioni e lascia il consiglio di amministrazione
Expo, Stanca dà le dimissioni e lascia il consiglio di amministrazioneL'’addio dell’amministratore delegato e onorevole del Pdl era dato per scontato. Bracco: «Forse mi si sta usando per una bassa manovra politica»
| Lucio Stanca: addio a Expo (Salmoirago) |
MILANO - Lucio Stanca non ha soltanto rassegnato le dimissioni da amministratore delegato ma, con una lettera trasmessa ai soci di Expo 2015 Spa, ha comunicato di avere abbandonato, con decorrenza immediata, lo stesso consiglio di amministrazione. Nella lettera, secondo quanto si è appreso da fonti qualificate, Lucio Stanca ha segnalato di essersi trovato nelle condizioni di non poter più svolgere il suo ruolo all'interno della società di gestione. Nelle quattro pagine della lettera, l'ex ad ha fatto riferimento alla comunicazione trasmessa nei giorni scorsi dal presidente Diana Bracco, che criticava la gestione manageriale di Stanca in ordine alle spese, ai programmi di contenimento del budget e ai ritardi nell'organizzazione del progetto. Di fatto Stanca ha lasciato il consiglio di amministrazione dopo aver appurato di non avere più la fiducia. Mezz'ora prima dell'inizio del cda l'ex amministratore delegato ha abbandonato la sede del Palazzo Reale senza rilasciare dichiarazioni.
I DISSIDI - In una lunga intervista al Corriere della Sera, Stanca aveva anticipato le sue motivazioni, attaccando in particolar modo la Bracco: «Sorprende che, dopo aver condiviso nel cda tutte le decisioni senza mai contestare o criticare nulla, abbia deciso di scrivere questa lettera inusuale, per usare un termine gentile, scegliendo toni e argomenti che sconcertano. Forse si sta usando Stanca ed Expo per una bassa manovra politica». Le dimissioni erano attese: già due giorni fa l’addio dell’amministratore delegato e onorevole del Pdl era dato per scontato. Si era pensato di costruire per lui un’uscita «morbida», affidandogli il posto di presidente che a quel punto sarebbe stato lasciato libero dalla Bracco. Ma la Bracco, a sua volta, aveva spiegato a tutti i suoi interlocutori di non essere intenzionata ad andarsene: e per essere più chiara aveva scritto il 15 giugno scorso la citata lettera, in cui aveva demolito, punto per punto, il business plan rivisto da Stanca dopo la richiesta dei soci di contenere i costi, considerati i tempi di crisi e le acque agitate in cui versa Expo.
LE MOTIVAZIONI - Sempre nell'intervista al Corriere, Lucio Stanca ha motivato il suo addio non con le polemiche ma con la nuova fase del progetto Expo. «Siamo passati - ha detto - dalla fase di programmazione, seguita finora, alla fase di realizzazione. In questa l’articolo 54 della Finanziaria cambia la governance e rende di fatto superata la figura dell’amministratore delegato, perché gli toglie poteri girandoli alla collegialità dei soci». A proposito delle polemiche sul suo doppio incarico come ad e parlamentare, Stanca ha parlato di strumentalizzazioni: «Si può essere anche in disaccordo sulle scelte o sulla gestione, ma si deve proteggere il patrimonio comune che è rappresentato da questa occasione straordinaria e unica di marketing per l’Italia».
L'IPOTESI SALA - L'ipotesi più gettonata è che, restando la Bracco alla presidenza, scompaia dalla governance la figura dell’amministratore delegato e venga inserito un direttore generale che i soci hanno già individuato in Giuseppe Sala, ex manager Pirelli, da 18 mesi direttore generale del Comune. Le trattative sono a uno stadio talmente avanzato che a Palazzo Marino si sta già affrontando il nodo del dopo-Sala: al suo posto potrebbe così arrivare uno dei suoi due vice, l’ingegner Antonio Acerbo, oggi responsabile di tutta l’area tecnica, direttore già ai tempi della giunta Albertini. Questa soluzione darebbe al sindaco Letizia Moratti la garanzia di continuità che ha chiesto, evitando scossoni ulteriori ad una macchina comunale che in questa legislatura è già stata molto provata.
Redazione online
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18/06/2010
Marea nera, proteste contro il capo di BP
Marea nera, proteste contro il capo di BPL'amministratore delegato Tony Hayward: "Sono profondamente dispiaciuto per il disastro ambientale”. Audizione al Congresso ricca di tensione. La collera dei parlamentari e degli ambientalisti.
L'AD di Bp Tony Hayward ha affrontato oggi la collera dei parlamentari americani nel corso di un'audizione al Congresso, nella quale si è scusato per la peggior fuoriuscita di petrolio nella storia degli Stati Uniti dicendo che non avrebbe mai dovuto verificarsi. "Sotto la sua guida, Bp si è assunta i rischi più estremi", ha detto il parlamentare democratico Henry Waxman ad Hayward.
Intanto, gli investitori hanno accolto con favore l'accordo raggiunto ieri tra il colosso energetico britannico e la Casa Bianca per l'istituzione di un fondo da 20 miliardi di dollari per risarcire i danni derivanti dal disastro nel Golfo del Messico, giunto al suo 59esimo giorno. Quella di oggi è stata la prima volta di Hayward a Capitol Hill da quando, lo scorso 20 aprile, un'esplosione sulla piattaforma petrolifera offshore Deepwater Horizon ha ucciso 11 operai e danneggiato un pozzo sottomarino, facendo sì che un fiume di greggio si riversasse in mare. "L'esplosione e l'incendio a bordo della Deepwater Horizon e la conseguente fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico non avrebbero mai dovuto verificarsi, e sono profondamente dispiaciuto che siano accaduti", si legge nella trascrizione del suo intervento davanti alla commissione del Congresso.
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22/05/2010
Detroit, operai applaudono Marchionne «In Italia sarebbe inimmaginabile»
Detroit, operai applaudono Marchionne «In Italia sarebbe inimmaginabile»L'amministratore delegato di Fiat-Chrysler ha presentato la nuova Jeep Grand Cherokee: «È il segno della rinascita», «la società tornerà in borsa, forse nel 2011»
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| Marchionne guida la nuova Jeep Grand Cherokee a Detroit (Ap) |
DETROIT - «Purtroppo tutto ciò è inimmaginabile in Italia». Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat-Chrysler, è stato accolto a Detroit a suon di applausi. Non dei manager, ma degli operai dello stabilimento in cui viene prodotta la nuova Jeep Grand Cherokee. Alla domanda se la situazione del mercato automobilistico Usa, e di Chrysler in particolare, possa essere paragonata a quella italiana, Marchionne ha risposto così: «Ma avete visto che reazione abbiamo avuto oggi? Purtroppo tutto ciò è inimmaginabile in Italia».
LA NUOVA JEEP - L'occasione era la presentazione della nuova Grand Cherokee: «È il segno della rinascita di Chrysler - ha detto Marchionne -, rappresenta il meglio: la direzione verso cui stiamo andando nel produrre alta qualità, veicoli a tecnologia avanzata». L'auto sarà sul mercato americano da giugno al prezzo di 30.995 dollari (la Laredo 4x2) e 32.995 dollari (la Laredo 4x4), circa 500 dollari meno del modello attualmente in circolazione.
IN BORSA NEL 2011 - Marchionne ha annunciato che Chrysler tornerà in Borsa, «probabilmente nel 2011». Ha poi precisato di preferire che sia il gruppo General Motors a farsi avanti per primo. Alla presentazione della Grand Cherokee erano presenti, oltre al sindaco di Detroit Dave Bing, tre rappresentanti del mondo politico americano: la governatrice del Michigan Jennifer Granholm e le parlamentari Debbie Stabenow e Carolyn Cheeks Kilpatrick.
Redazione online
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