06/09/2009
Marcegaglia: «La crisi non si risolve sui tetti. Lavoriamo con i sindacati»
Marcegaglia: «La crisi non si risolve sui tetti. Lavoriamo con i sindacati»
Il presidente di Confindustria a Cernobbio. «Ammortizzatori sociali e fondi settoriali per le imprese, no cogestione». Epifani: «Vogliamo i fatti»
| Guglielmo Epifani e Emma Marcegaglia a Cernobbio (Locci) |
MILANO - «In un momento difficile come questo, anche tra Confindustria e sindacati dobbiamo cercare di far prevalere quello che ci unisce e non quello che ci divide». È l'appello della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che domenica mattina al workshop Ambrosetti di Cernobbio ha incontrato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. «Davanti a lavoratori che rischiano di perdere il posto e agli imprenditori in difficoltà -prosegue la Marcegaglia - un atteggiamento di responsabilità e serietà da parte di tutti credo che sarebbe la risposta vera che possiamo dare in un momento di crisi». Ma è possibile fare dei passi avanti nei rapporti tra Confindustria e Cgil? «Parleremo - risponde la numero uno degli industriali italiani - è troppo presto per dirlo. Però credo davvero che vadano fatti tutti i tentativi, da parte di tutti. Non possiamo farli solo noi, li deve fare anche la Cgil per cercare di capire come possiamo affrontare questo momento difficile insieme». «La Cgil è un grande sindacato», ha aggiunto Marcegaglia.
| Marcegaglia ed Epifani a colazione (Oliverio) |
EPIFANI: VOGLIAMO I FATTI - «Conviene a tutti affrontare la crisi più uniti», è la risposta di Guglielmo Epifani, che però aggiunge: «Non possiamo basarci sulle parole, ci vogliono i fatti. Confindustria sa quali sono le nostre critiche e osservazioni, spero che ai tavoli di categoria si possa tenere conto di quella che è l'opinione della Cgil». Il segretario della Cgil, rispondendo all'apertura della Marcegaglia, ha aggiunto: «Spero che nei tavoli di trattativa delle categorie possano esserci delle aperture che possano consentire un clima diverso». Epifani si è incontrato per una colazione con il presidente di Confindustria ed è atteso un ulteriore confronto a margine dei lavori del seminario di Cernobbio. Interpellato sull'esito del primo incontro Epifani ha detto: «Abbiamo solo scambiato qualche opinione, allo stato niente di più».
LA DISOCCUPAZIONE - Emma Marcegaglia è intervenuta anche a proposito dei rinnovati allarmi sull'occupazione nel nostro Paese. «Non siamo davanti a una catastrofe. Il problema della disoccupazione ci sarà, bisogna vigilare e intervenire anche con gli ammortizzatori sociali, ma niente panico. A oggi i posti di lavoro persi in Italia sono pochi, 200-300 mila. Può darsi ci sia nei prossimi mesi la perdita di alcuni posti di lavoro», ha osservato la presidente degli industriali richiamando tuttavia alla necessità di gestire il problema senza un eccessivo allarmismo.
LE PROTESTE DEI PRECARI - «La crisi non si risolve andando sui tetti, ma con gli ammortizzatori sociali», è il lapidario commento della Marcegaglia a proposito delle numerose iniziative di occupazione messe in atto nelle ultime settimane da disoccupati e precari di tutta Italia.
NO ALLA COGESTIONE - Emma Marcegaglia ha rivendicato «l'autonomia delle parti» nella gestione della crisi, escludendo di fatto l'idea della partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali come possibile risposta alla crisi. L'affermazione ha suscitato un applauso della platea. Marcegaglia ha sottolineato che «la Confindustria e il sindacato devono farsi parte integrante di un progetto paese», osservando che bisogna puntare alla «coesione e non alla conflittualità». Marcegaglia ha anche rilanciato il progetto di «un fondo per la capitalizzazione delle imprese». «L'idea è di creare una sorta di società consortili che sottoscrivano obbligazioni e azioni di aziende, che le aziende stesse possano ricomprare dopo un periodo di circa tre anni. Credo si tratti di un meccanismo che possa dare risposte alle esigenze di ricapitalizzazione e di consolidamento delle imprese», ha aggiunto.
LE BANCHE - Gli scontri fra governo e banche e fra banche e imprese per la Marcegaglia vanno superati «mettendo in campo strumenti operativi e concreti che aiutino le imprese» a superare la crisi. Riferendosi al nuovo attacco del ministro Tremonti al sistema bancario italiano, Marcegaglia ha ricordato che Confindustria ha «sollecitato molto le banche a stare vicino alle imprese in un momento difficile. Credo che in questo momento quello che è veramente essenziale è mettere in campo strumenti utili alle imprese. Abbiamo firmato il 3 agosto la moratoria sui crediti, ieri Faissola ha detto che ha aderito l'82% delle banche. Abbiamo anche proposto di creare dei fondi vari che possano aiutare le imprese a patrimonializzarsi»: tutti «strumenti operativi e concreti» per sostenere le imprese.
LA STAMPA - Emma Marcegaglia ha inoltre richiamato a una maggiore sobrietà e pacatezza nei toni del dibattito sulla stampa, ma non ritiene che ci siano pericoli per la libertà di informazione nel nostro Paese. «Non vedo un pericolo - ha osservato commentando la questione che tiene banco nel dibattito politico di questi giorni - ma credo che sia importante una maggiore attenzione e concentrazione sui temi della crisi e dell'occupazione e faccio un appello a una maggiore sobrietà e pacatezza».
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| Tag: confindustria, economia, presidente, marcegaglia, incontro, sindacati, epifani, cernobbio, ammortizzatori, sociali, fondi, settoriali, imprese | OKNOtizie |
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15/03/2009
Berlusconi: «Abbiamo già dato soldi veri»
Berlusconi: «Abbiamo già dato soldi veri»
In vista del vertice di martedì. Il premier a Confindustria: «Fondi per sostenere interi settori industriali e 9 miliardi per gli ammortizzatori»
| Silvio Berlusconi (Emblema) |
MILANO - «Voglio dire ad Emma Marcegaglia che abbiamo dato soldi verissimi per sostenere interi settori industriali, come per esempio l'automobile». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando in collegamento telefonico con il convegno di Rete Italia, ha risposto alla presidente di Confindustria, che sabato a Palermo ha chiesto «soldi veri» per far fronte alla crisi. «Abbiamo messo da parte - ha aggiunto Berlusconi - nove miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali. Abbiamo fatto interventi per le banche, in modo che possano continuare a fare il loro lavoro e consentire alle imprese di continuare ad investire». Il premier ha aggiunto che il governo è stato prudente, ma «è stato in grado di reperire i fondi». «Siamo stati prudenti - ha detto Berlusconi - ma abbiamo fatto scelte affinchè nessuno sarà lasciato da solo laddove dovesse perdere il posto di lavoro».
CRISI E CONSUMI - Quanto alla crisi, per il premier «occorre essere realisti: la crisi è profonda e globale, ma bisogna invitare tutti i cittadini a continuare con il loro stile di vita, le loro attitudini di consumo. Se questo non avviene le imprese avranno delle cadute di fatturato, e anche le banche a quel punto possono avere dei dubbi nel fare del credito pensando magari che le imprese non rientrino».
VALORI PDL - Parlando poi dei valori che devono caratterizzare il Popolo della Libertà, il Cavaliere ha detto che la coalizione di centrodestra «non accetta una società divisa tra ricchi e poveri ma una società che si prenda cura dei più deboli e dove ci sia la parità tra uomo e donna». Berlusconi ha garantito che la transizione dopo il congresso di fine mese sarà breve e che ci saranno i congressi per decidere i coordinatori regionali, provinciale e delle città. «Le regole del PdL - ha spiegato Berlusconi - saranno quelle della democrazia. Ci sarà un periodo limitato dove sarà il vertice a stabilire i dirigenti delle regioni, delle province e delle città poi con il funzionamento normale del partito si passerà ai congressi per l'individuazione delle persone adatte». Sempre in collegamento telefonico on il convegno di Rete Italia, il presidente del Consiglio è tornato sulla vicenda Englaro e sul ddl Calabrò. «Ci deve essere un punto chiaro: - ha detto Berlusconi - non saremo mai d'accordo con chi crede nell'eutanasia di Stato».
L'ESEMPIO DELLA LEGA - Il leader del Pdl ha spronato i suoi a «consumare le scarpe» e a «stare con la gente», prendendo esempio dalla «militanza della Lega».
SONDAGGI - Al popolo del movimento Rete Italia, Berlusconi ha ricordato i numeri del partito nascente. «Dobbiamo chiedere a tutti gli italiani - ha affermato Berlusconi - di aiutarci ad attuare il nostro programma. Siamo al 43 per cento dei consensi e puntiamo ad arrivare a 51. Per questo obiettivo è necessario l'impegno di tutti». Parole cui Dario Franceschini replica con una battuta: «Non so perché Berlusconi sia così umile, io ho un sondaggio qua in tasca secondo il quale il suo partito è già al 51 per cento e alle Europee può arrivare al 92 per cento» ha detto il leader del Pd.
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