02/03/2011

Due persone inghiottite dal fiume Un'anziana muore andando a messa

Due persone inghiottite dal fiume Un'anziana muore andando a messa

La bora a Trieste ha raggiunto i 160 chilometri orari. Gru alla deriva nel golfo. Nelle Marche i fiumi esondano e allagano i paesi. Neve e gelo in centro Italia. Strade bloccate in Emila Romagna

Continua...


29/07/2010

Loreto, spara contro la sua ex e la famiglia di lei

Loreto, spara contro la sua ex e la famiglia di lei

La sparatoria è avvenuta nel piccolo paese in provincia di Ancona. L’uomo ha fatto fuoco sulla sua ex, ferendola. E uccidendo la madre e la sorella di lei. Dopo una breve fuga l’assassino si è consegnato alle forze dell’ordine

 

 

Silvana Mannino, 30 anni, una delle due vittime della sparatoria di Loreto, condivideva un appartamento di via De Gasperi 26, in località Grotte, con la sorella Vincenza, 28 anni, rimasta ferita. L'altra donna uccisa nella mattanza è la loro madre, Rita Pulvirenti. Una strage, probabilmente a sfondo passionale, avvenuta sotto gli occhi dei figli di Vincenza Mannino, di 3 e 7 anni, che si erano nascosti sotto il letto e che da lì hanno assistito all'uccisione di zia e nonna e al ferimento della madre.

A fare fuoco, con una pistola calibro 22 l'ex fidanzato di Vincenza, Claudio Alberto Sopranzi, 59 anni, un siciliano residente a Sirolo (Ancona). Dopo il delitto, l'uomo si è allontanato a bordo di una bicicletta, che è stata ritrovata dagli investigatori poco distante. Dopo un tentativo di fuga durato poche ore, l'uomo si è consegnto alle forze dell'ordine.


Stando a quanto si è appreso, Sopranzi aveva avuto una relazione sentimentale con la giovane sopravvissuta, Vincenza Mannino, e non accettava che fosse finita. Cosi', avrebbe cercato la vendetta sparando contro di lei e i suoi familiari.


La tragedia si è consumata in un ambiente di immigrati di origine siciliana, da tempo residenti nelle Marche come operai.


Silvana Mannino era separata dal marito, Graziano Strano, rimasto in Sicilia, e madre di due ragazzi, Gaetano, 14 anni, e Salvatore, di solo un anno e mezzo. Le testimonianze sono discordanti, ma sembra che almeno uno dei due minori fosse in casa al momento della sparatoria. Le Mannino, e la loro madre Rita, condividevano una villetta rossa a due piani, in un blocco di villette a schiera nuove in frazione Grotte, quasi al confine fra Loreto e Porto Recanati.


Alcuni vicini hanno raccontato ai giornalisti che in quella casa si sentiva spesso litigare ("prima o poi si ammazzano" commentava qualcuno) ma non è chiaro se Sopranzi, che vari condomini dicono di non conoscere, abbia vissuto anche lui fra quelle mura, o semplicemente andasse a trovare la fidanzata, ormai ex.


18/04/2010

Rissa a Phuket, muore un 28enne italiano

Rissa a Phuket, muore un 28enne italiano

Il giovane colpito alla giugulare da una bottiglia rotta. Lavorava in Thailandia da 6 mesi, la salma non rientrerà in italia prima di venerdì


Simone Teneriello (foto da facebook.com)
Simone Teneriello (foto da facebook.com)

CASTELFIDARDO (Ancona) - Un ventottenne di Castelfidardo (Ancona) è morto a Phuket, in Thailandia, nel corso di una rissa in cui sarebbe rimasto coinvolto del tutto casualmente. Nella confusione - secondo quanto anticipano i media locali - Simone Teneriello (questo il nome della vittima) sarebbe stato colpito al collo da un bottiglia rotta e sarebbe morto dissanguato, con la giugulare recisa. Il giovane era cuoco e pizzaiolo. Ancora da chiarire la dinamica della tragedia.

IL RIENTRO DELLA SALMA - I parenti del ragazzo sono ancora in attesa di notizie più precise sulle circostanze del decesso del loro congiunto. La notizia è arrivata loro sabato da un amico di Simone, contattato dalla polizia thailandese. Da allora il padre Mirco, la madre Adriana e la sorella Greta, un anno meno di Simone, sposata e con una bimba di pochi mesi, non hanno avuto ulteriori informazioni. In particolare, non si sa se il responsabile o i responsabili siano stati individuati e arrestati. Lunedì la famiglia dovrebbe sentire l'ambasciata italiana a Bangkok; finora c'è stato solo uno scambio di email con il console Franco Cavalieri per definire tempi e modalità del rientro della salma. Rientro che dovrebbe avvenire in settimana, «ma non prima di venerdì» dice lo zio Claudio. Simone si trovava a Phuket da ottobre e lavorava come cameriere: si recava regolarmente da anni nel centro thailandese, una delle mete turistiche più frequentate del mondo, dove aveva una fidanzata.

LA LITE - La ragazza - raccontano i parenti - era con lui quando è scoppiata la lite, poi degenerata in rissa, sembra davanti al ristorante in cui il giovane lavorava. Secondo i familiari il suo coinvolgimento dovrebbe essere assolutamente casuale: «Non era un sprovveduto, conosceva bene quei luoghi. E poi era un ragazzo con la testa sulle spalle, uno che si faceva benvolere da tutti». Tranquillo e solare, appassionato di musica, tatuaggi e della Thailandia, lo ricordano gli amici. D'estate lavorava in un ristorantino di Numana (Ancona), dove il padre collabora con un'agenzia immobiliare. Buona parte dei mesi invernali li trascorreva a Phuket. I parenti non prevedono di andare in Thailandia («ce lo hanno sconsigliato») forse anche per via delle difficoltà nei collegamenti provocati dalla nube di cenere vulcanica proveniente dall'Islanda. Nessuna chiarezza per ora, quindi, sulle circostanze della tragedia.

Redazione online


02/02/2010

Osimo, una donna si dà fuoco in casa Morto anche il figlio di quattro anni

Osimo, una donna si dà fuoco in casa Morto anche il figlio di quattro anni

 

Nell'anconetano. La tunisina, depressa per la fine del matrimonio, aveva annunciato a un conoscente l'intenzione di farla finita


ANCONA - Tragedia a Osimo, nell'Anconetano: una donna si è data fuoco, insieme al figlio di 4 anni mezzo, nella villetta dove vivevano. Entrambi sono morti. Il dramma poco prima delle 18, nella frazione di San Sabino, una zona immersa nella campagna: la tunisina di 33 anni, sposata e separata da un italiano, si è chiusa in camera da letto con il figlio e ha sparso la benzina con una tanica, appiccando il fuoco. Le fiamme si sono sviluppate nella stanza chiusa e hanno provocato una deflagrazione che ha allarmato i vicini. Poco prima Aida Habachi aveva telefonato a un amico di Ancona, annunciando l'intenzione di farla finita. Questi ha chiamato il 112, ma quando i carabinieri di Osimo sono arrivati era troppo tardi.

SOLITUDINE - Dalle testimonianze emerge una donna sola: Aida era separata da un paio d'anni dal marito, titolare di un'impresa di elettronica a Castelfidardo. La fine del rapporto coniugale era stata appesantita da querele e controquerele. La donna era rimasta nella casa di famiglia con il figlio: senza lavoro e probabilmente senza amicizie o rapporti familiari, è sprofondata in una depressione che non ha risparmiato il bambino. Aida aveva pianificato tutto: nella stanza da letto i carabinieri e i vigili del fuoco hanno trovato la tanica di benzina, evidentemente preparata prima. Le fiamme hanno devastato la stanza ma lasciato quasi intatto il resto dell'appartamento.

Redazione online


28/10/2009

Ancona, rapito tecnico informatico In azione 2 banditi, movente oscuro

Ancona, rapito tecnico informatico In azione 2 banditi, movente oscuro

 

Nessuna richiesta di riscatto. Il 46enne Andrea Uncini sequestrato martedì pomeriggio davanti agli occhi del figlio maggiore


ANGELI DI ROSORA (Ancona) - Un tecnico informatico di 46 anni, Andrea Uncini, impiegato in un'azienda di Fabriano che produce circuiti stampati, è stato sequestrato martedì pomeriggio a Rosora (Ancona), da due banditi incappucciati che lo hanno caricato a forza su un furgone Mercedes bianco e si sono dileguati a tutta velocità. Il rapimento, dal movente ancora oscuro, è avvenuto attorno alle 18:30 di fronte alla villetta di Contrada Pratelli 52 dove Uncini vive con la moglie Annalisa, ragioniera presso uno studio di commercialisti, e i figli Filippo, di 16 anni, e Jarno, di 6.

«UN FAMIGLIA NON FACOLTOSA» - «Una famiglia tranquilla, gente a posto, che lavora, non certo facoltosa», dice il sindaco Lamberto Marchetti, il quale non crede affatto alle voci di «debiti o peggio prestiti a usura» diffusesi subito dopo la sparizione di Uncini. Nessuna richiesta di riscatto sarebbe ancora giunta ai parenti, né si sa se nelle settimane scorse l'impiegato abbia ricevuto minacce o richieste di denaro. Le indagini, coordinate dal pm di Ancona Marco Puccilli e condotte dai carabinieri, sono a tutto campo. La famiglia Uncini non è ritenuta facoltosa, e il rapito non ha precedenti penali. Secondo il sindaco, marito e moglie stavano ristrutturando con «molti sacrifici» la vecchia casa dei genitori, una villetta piuttosto isolata, non lontana dal cimitero di un paese di 1.800 abitanti, sotto choc per un fatto del genere, totalmente inedito da queste parti.

IL RAPIMENTO SOTTO GLI OCCHI DEL FIGLIO MAGGIORE - Drammatiche le sequenze del rapimento, anche queste però ricostruite attraverso versioni piuttosto discordanti. Andrea Uncini sarebbe stato portato via sotto gli occhi del figlio maggiore, nel cortile della villetta. Si era appreso che i due banditi erano armati di pistole elettriche, ma l'Arma ha precisato che nel sequestro non risultano impiegate armi. Si sa che Filippo ha cercato di correre in soccorso del genitore, ma Uncini gli ha gridato «Scappa! vai via, chiuditi dentro...» prima di essere inghiottito dal furgone. In casa era presente anche il piccolo Jarno, che per fortuna non si è accorto di nulla, ed è stato subito portato via da una vicina e amica di famiglia. Annalisa Uncini era ancora al lavoro. La donna e il figlio maggiore sono stati ascoltati separatamente, in due caserme dell'Arma, a Montecarotto e a Jesi. Mentre i militari della Scientifica cercano tracce utili, anche fuori dal villino, sotto la luce di una cellula fotoelettrica dei vigili del fuoco. Di Andrea Uncini in paese non si sa poi moltissimo. E perfino sul suo vero posto di lavoro sono circolate notizie e smentite. Qualcuno lo descriveva assunto presso un'azienda collegata alla famiglia Merloni (un omonimo è dipendente Indesit a Roma), poi si è parlato di una ditta che commercializza pneumatici, sempre a Fabriano. Alla fine, secondo i carabinieri il tecnico opera presso una ditta del settore elettrico, che produce circuiti stampati. Di certo, con il passare delle ore, e in assenza di segnali da parte dei sequestratori, la preoccupazione dei familiari e degli investigatori cresce.


12/10/2009

Padre accoltella la figlia perché ama un albanese: arrestato

Padre accoltella la figlia perché ama un albanese: arrestato

 

È accaduto ad Osimo in provincia di Ancona. La ragazza, 23 anni, colpita con il punteruolo dal padre, è ricoverata in ospedale ma non è in pericolo di vita

 

OSIMO (ANCONA) - Non gradiva la relazione della figlia con un albanese e l'ha colpita alla gola con un punteruolo la scorsa notte: ora Mario Matarazzo, 44 anni, di Osimo (Ancona), è rinchiuso in carcere con l'accusa di tentato omicidio aggravato. La ragazza, 23 anni, è invece ricoverata nell'ospedale regionale di Ancona: non è in pericolo di vita e dovrebbe guarire in una ventina di giorni. Il fatto è avvenuto ieri sera in via Guazzatore, nel centro abitato di Osimo, sulla porta della casa di famiglia, dove fino a poco tempo fa Matarazzo viveva con la moglie, i due figli, un maschio e una femmina, e la nipotina di sei anni, frutto di una precedente relazione della giovane donna.

LA RICOSTRUZIONE - Matarazzo si era allontanato di casa da alcuni giorni, proprio per i contrasti sul nuovo legame della figlia, ma ieri sera è tornato e l'ha affrontata. Nella colluttazione è rimasta coinvolta anche la madre della ragazza. Dopo averla colpita con il punteruolo che portava in tasca, l'aggressore si è allontanato, ma è stato rintracciato dai carabinieri poco lontano. Aveva i vestiti sporchi di sangue, anche perché aveva tentato di ferirsi con lo stesso punteruolo, che è stato poi trovato in un cassonetto.