16/11/2010
Dagli aerei ai ristoranti. Avanza il fronte «no kids»
Dagli aerei ai ristoranti. Avanza il fronte «no kids»Società Strutture studiate per clienti adulti in nome della tranquillità. «Gli insofferenti» arrivano in Italia: ingresso vietato ai bimbi
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23/06/2010
Mette la mamma in vendita su eBay
Mette la mamma in vendita su eBayLa donna ha 63 anni e cerca da anni un uomo fisso. James Dovan, consulente 38enne di Londra, ha provato lo strano espediente per trovare un fidanzato alla madre
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| Il singolare annuncio su eBay |
LONDRA - Speed date, appuntamenti al buio o via social network? Roba superata. Ora per trovare l’amore bisogna mettersi all’asta. O, perlomeno, questo ha pensato il 38enne James Doyan per migliorare la sfortunata vita sentimentale della propria madre che, dopo sette anni di storie sbagliate e con due divorzi alle spalle, si era rassegnata ad iscriversi a qualche sito online in cerca dell’anima gemella. Sandi Firth aveva chiesto aiuto al figlio per le pratiche di registrazione ed è stato a quel punto che l’uomo ha deciso di ricorrere all’idea dell’asta, piazzando su una pagina di eBay l’annuncio di vendita della 63enne genitrice, con tanto di foto a corredo e dettagliata descrizione, nella quale si esaltano le doti di “bellezza, abilità culinaria, educazione e attenzione per la famiglia” della Firth, definite “senza prezzo”.
IL SINGOLARE ANNUNCIO - L’annuncio prosegue spiegando che il soggetto in vendita «è usato» ma ancora «in buone condizioni, senza difetti né segni di usura» e che «ama vestire secondo gli ultimi dettami della moda, a dispetto dell’età». Esauriti i dettagli fisici, si passa a quelli caratteriali e qui la signora Sandi viene dipinta «come una donna forte, che ha cresciuto due figli (e 30 anni fa non era cosa da poco), testarda e caparbia, ma al tempo stesso gentile e generosa». Ecco perché i potenziali compagni dovranno essere «forti, desiderosi di impegnarsi, onesti e fedeli», oltre che alti più di un metro e ottanta. Ma la «condicio sine qua non» è che siano dei veri gentiluomini, prerogativa che, a quanto pare, non avevano avuto i precedenti fidanzati della Firth che, dopo il primo matrimonio durato 3 anni e il secondo ben 17, dal 2003 aveva collezionato una serie di incontri sballati, con uomini che le avevano mentito sia sulla loro età che sulla loro altezza. «Volevo fare qualcosa di davvero speciale per aiutare mia madre a trovare un nuovo partner – ha raccontato Doyan, un consulente gestionale di Crouch End, North London, al «Daily Mail» – perché il suo status di single mi stava facendo diventare pazzo. E così, essendo un tipo impulsivo, ho pensato che eBay fosse il modo migliore per generare interesse in qualcosa. Mia madre ha già la sua cerchia di amici nella comunità ebraica di Leeds, ma con questo sistema potrebbe arrivare a conoscere anche gente con la quale non ha alcun legame». L’annuncio appare nella sezione «collezionismo» del popolare sito d’aste e malgrado non vi siano ancora state offerte ufficiali, ha già attirato 250 visitatori, mentre il signor Doyan ha rivelato di aver ricevuto parecchie mail di potenziali offerenti che, però, chiedevano di «poter provare la merce prima di acquistare». «Inizialmente, è stato uno choc per me ritrovarmi su eBay – ha detto la Firth, che gestisce una società di ricerche di mercato a Leeds – ma mio figlio è uno che ci sa fare con le parole e mi ha convinto, anche perché i precedenti tentativi di trovare qualcuno attraverso gli appuntamenti in rete si erano rivelati degli autentici disastri». Alla faccia dell’antico adagio secondo cui «i soldi non fanno la felicità», si parte da un’offerta minima di una sterlina.
Simona Marchetti
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10/06/2010
Guerra al «bigliettino selvaggio» Multe fino a mille euro
Guerra al «bigliettino selvaggio» Multe fino a mille euroL'altra crociata. Dopo i lucchetti gli annunci, di studenti e proprietari di case o altro. In nome del decoro sanzioni salatissime

VENEZIA - Scatta la guerra agli annunci affissi per Venezia. Il decoro del centro storico viene prima di tutto. E dunque i bigliettini di camere in affitto, ricerche di libri e dispense universitarie o di nuovi coinquilini devono sparire dalla città. Chi ha attaccato in campo Santa Margherita, sulle impalcature all’Accademia o all’imbocco dei giardini di Papadopoli annunci con il proprio numero di telefono non si stupisca se nei prossimi giorni riceve una telefonata dal Comune. E’ la strategia dell’assessorato al Decoro contro gli abusivi del bigliettino. Prima si avvisano e informano i trasgressori e se l’annuncio non sparisce scatta la multa.
Che per inciso è davvero salata. Per un’affissione senza permesso dell’amministrazione (anche gli annunci dovrebbero pagare l’imposta comunale) la sanzione va da un minimo di 200 euro a un massimo di mille. In pratica, i foglietti quasi sempre scritti a mano e con spesso testi ammiccanti di studenti in cerca dell’agognato posto letto «a prezzi economici» o che offrono «una camera con simpatici coinquilini» sono paragonati in tutto e per tutto ai manifesti abusivi di spettacoli e concerti. Certo quando scatterà la prima multa, lo sfortunato potrà fare ricorso al giudice di pace e sperare che sia annullata spiegando le proprie ragioni. Di fatto però la pratica probabilmente più diffusa al mondo (a Londra le cabine telefoniche sono di fatto bacheche pubbliche) e che ha aiutato intere generazioni di universitari a trovare un appartamento è destinata a andare in pensione almeno in centro storico. «E’ un’abitudine poco decorosa», il commento dell’assessore al Decoro Carla Rey. «All’università ci sono le bacheche, esistono siti web specializzati e anche molti giornali, tra l’altro gratuiti, che pubblicano annunci». I muri di Venezia usati da sempre per i foglietti di stanze devono tornare vuoti e puliti. Un assaggio dell’intervento anti-annunci promosso dalla nuova giunta lo si vede già dopo i Tolentini, sulla parete della Domus Aurea. Qui i biglietti sono stati già rimossi .
Gloria Bertasi
13:27 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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10/01/2010
Calderoli, ministro della complicazione
Calderoli, ministro della complicazione
ANNUNCI E REALTA'. Dopo il decreto taglia-leggi si è dovuto fare il decreto salva-leggi
| Il ministro della Lega Roberto Calderoli |
ROMA - Dal Carroccio aveva giurato battaglia, Alberto Da Giussano-Calderoli, alla burocrazia del Barbarossa romano. Mulinando sopra la testa lo spadone da ministro della Semplificazione Normativa: «Taglierò 50 mila poltrone! 34 mila enti impropri! 39 mila leggi inutili!». Ma di poltrone, finora, manco una. Degli enti impropri, poi, non ne parliamo.
Sulle prime Roberto Calderoli li aveva definiti minacciosamente nel suo Codice delle Autonomie addirittura «enti dannosi»: consorzi di bonifica, bacini imbriferi, comunità montane, difensori civici, tribunali delle acque, enti parco… Poi, dopo aver cancellato con un tratto di penna quel termine «dannosi» (troppo crudo?) la lista degli enti da abolire è stata alleggerita fino a svanire completamente. Come neve al sole. Qualche taglietto era rimasto nella manovra del 2010? Via anche quello. Secondo Italia Oggi l’abolizione dei difensori civici (ma solo quelli comunali) e delle circoscrizioni nei Comuni slitterà di un anno grazie a un emendamento al decreto milleproroghe, varato dal governo tre giorni dopo la Finanziaria. E slitterà anche la prevista riduzione delle poltrone delle giunte e dei consigli degli enti locali. Mentre anche gli enti pubblici non economici che dovevano finire sotto la mannaia del cosiddetto taglia-enti hanno ottenuto una scappatoia per la sopravvivenza: gli è stato sufficiente presentare un piano riordino prima del 31 ottobre 2009. E la semplificazione delle leggi? Almeno quella è andata in porto, come ha orgogliosamente rivendicato il Nostro («Calderoli, missione compiuta, via 39 mila leggi», titolava l’Ansa il 19 ottobre 2009)? Dipende che cosa si intende per semplificazione. Eliminare migliaia di leggi inutili perché «esauste», che cioè hanno esaurito la propria funzione e quindi non sono più concretamente vigenti, anche se formalmente continuano a essere in vigore, è un’operazione di per sé inutile. Anche la legge che le elimina può quindi essere considerata una legge inutile.
La prova? Siccome lo spadone del ministro era calato all’inizio anche su provvedimenti magari un po’ vecchiotti ma forse non proprio inutili, come la legge che ha abolito la pena di morte o quella che ha istituito la Corte dei conti, dopo il decreto taglia-leggi si è dovuto fare il decreto salva-leggi. Ben altro è semplificare. Significa scrivere norme chiare e comprensibili a tutti i cittadini. Come evidentemente sa bene anche Calderoli. Lui stesso ha voluto che in una legge approvata il 18 giugno dello scorso anno ci fosse un articolo intitolato: «Chiarezza dei testi normativi». Una norma draconiana, con la quale si stabilisce che quando si cambia o si sostituisce una legge, esercizio da noi piuttosto frequente, sia obbligatorio indicare «espressamente» che cosa viene cambiato o sostituito. E che quando in una legge c’è un «rinvio ad altre norme contenute in disposizioni legislative», si debba anche indicare «in forma integrale, o in forma sintetica e di chiara comprensione» il testo oppure «la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento». Ma si afferma pure il principio che le disposizioni sulla chiarezza dei provvedimenti «non possono essere derogate, modificate o abrogate se non in modo esplicito». Ebbene, da quando queste norme sono state approvate, il governo del Semplificatore ha scritto leggi se possibile ancora più indecifrabili e complicate. L’ultima perla scintillante è il cosiddetto decreto milleproroghe.
Un comma a caso. Il numero 14 dell’articolo 1: «Al comma 14 dell’articolo 19 del decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, le parole: "Fino all’entrata in vigore dei provvedimenti di cui all’articolo 18 bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, la riserva di attività di cui all’articolo 18 del medesimo decreto" sono sostituite dalle seguenti: "Fino al 31 dicembre 2010, la riserva di attività di cui all’articolo 18 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58..."». Che cosa vuol dire? Che fino a quando non sarà operativo l’Albo dei consulenti finanziari gestito dalla Consob, potrà fare il consulente finanziario soltanto chi già lo faceva alla data del 31 ottobre 2007. Un’altra norma a caso. Sempre articolo 1, comma 19: «All’articolo 3, comma 112, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e successive modificazioni, le parole: "Per l’anno 2008" sono sostituite dalle seguenti: "Per l’anno 2010" e le parole "31 dicembre 2009" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2010"». La traduzione? Il distacco di 21 dipendenti delle Poste presso la pubblica amministrazione viene prorogato di un altro anno. Se questo è il risultato, ministro Calderoli, non sarebbe stato meglio chiamare il suo dicastero in un altro modo? Magari «Ministero della Complicazione normativa»?
Sergio Rizzo
17:00 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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03/08/2009
Wi-fi, la beffa della banda gratuita Il Comune: siamo pronti a partire
Wi-fi, la beffa della banda gratuita Il Comune: siamo pronti a partire
Città digitale. Polemica a Palazzo Marino: «Senza Metroweb si paga il servizio». Il Pd: tre anni di annunci, spesi 150 mila euro
MILANO - La beffa del wi-fi. La storia di tre anni di annunci, di 150 mila euro spesi per un progetto poi abbandonato e di un’amministrazione comunale che punta a realizzare una città digitale ma nel frattempo vende la società che possiede la rete. La polemica, appena riesplosa in consiglio comunale, si impone alla ribalta agostana nel giorno in cui il city manager del Comune, Giuseppe Sala, annuncia un progetto per Milano digitale come biglietto da visita per Expo. Il problema è che l’impresa era già stata tentata dalla giunta Moratti con l’annuncio roboante del marzo 2007: «Entro il 2009 avremo una rete internet senza fili per Milano » avevano dichiarato seduti allo stesso tavolo l’assessore all’Innovazione Luigi Rossi Bernardi, i consiglieri di centrosinistra che avevano elaborato il primo progetto «Milano wireless» e il professor Maurizio Decina, docente dei Telecomunicazioni del Politecnico che aveva definito il piano insieme ad un team di esperti.
Il 2009 è quasi finito, la rete non esiste e nel frattempo la giunta ha venduto Metroweb, la società che aveva cablato Milano. Su questo, si è di recente assistito ad una schermaglia in aula consiliare fra Davide Corritore (Pd) e Guido Manca (Pdl), che è presidente di Metroweb. Corritore ha denunciato il fatto che il sindaco Moratti nell’ottobre 2006 aveva spiegato, cedendo Metroweb agli inglesi del fondo Stirling Square, che «il Comune ha negoziato un contratto di uso gratuito per 10 anni di una quota di banda (riservandosi il 15 per cento) per uso diretto del Comune o di altri enti pubblici». Eppure, stimatizza Corritore, «Metroweb oggi non riconosce quell’impegno». Manca sostiene che Corritore menta. Il consigliere del Pd aveva però consegnato a Manca una copia «che evidentemente non ha letto» dei patti parasociali di Metroweb dove è scritto al punto 3.9 che il socio di maggioranza è impegnato «a rendere disponibile ai migliori prezzi di mercato... la rete proprietaria di Metroweb... in relazione ai servizi che dovessero essere offerti»: Conclude Corritore: «Il paradosso è che per avere i servizi promessi dal sindaco, il Comune dovrà pagare la società che era stata sua». Nel frattempo, c’è stata un’evoluzione.
Il Comune, accantonato nel maggio 2008 l’originario progetto wireless per una serie di «problemi tecnici», aveva avuto da Decina una seconda proposta denominata «Milano digitale». Un piano ridimensionato, con l’utilizzo delle reti di Atm e Provincia, invece che quella di Metroweb. «Partiamo subito con la sperimentazione, e le zone pilota saranno San Siro e il centro», aveva annunciato Rossi Bernardi. Ma, trascorso un anno, la sperimentazione non è ancora terminata. L’assessore Rossi Bernardi spiega: «È stato fatto uno studio di fattibilità, abbiamo identificato problemi, ora stiamo vedendo quali servizi potrebbero essere immessi». Poi c’è il nodo economico: «Serve un gestore - ricorda l’assessore - e stiamo studiando con le varie compagnie di telecomunicazione se serva un bando o se si riesce a fare un accordo tra grandi compagnie per avere un soggetto unico che poi con la pubblicità recuperi i fondi per garantire la manutenzione ». Basta avere pazienza.
Elisabetta Soglio
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15/07/2009
Grecia, la polizia evita 17 suicidi annunciati in Rete
Grecia, la polizia evita 17 suicidi annunciati in Rete
Controllate da aprile le chat in cui 17 persone, tra cui 9 minori, annunciavano l'intenzione di togliersi la vita, gli agenti hanno informato le famiglie, evitando esito fatale della vicenda
ATENE - La polizia greca ha evitato i suicidi annunciati in Rete di diciassette giovani, depressi per mancanza di lavoro, ragioni sentimentali e isolamento. L'unità contro i crimini elettronici della polizia ateniese ha reso noto di avere seguito dallo scorso aprile le chat su Internet dei giovani, tutti greci (tra cui nove minorenni) tranne uno, un finlandese, nelle quali i ragazzi parlavano dei loro problemi rivelando un profondo stato di depressione e annunciavano l'intenzione di togliersi la vita.
INFORMATE LE FAMIGLIE - Gli agenti hanno allora informato le famiglie sulle intenzioni dei ragazzi ad Atene e altre località del paese, al fine di evitare un esito fatale delle vicende. Per il giovane finlandese è stata avvertita l'Interpol. Nei mesi scorsi era stata l'unità per i crimini elettronici di Salonicco ad intervenire per sventare diversi altri casi di potenziali suicidi annunciati su Internet.
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21/04/2009
Arrestato il "killer di Craigslist": un video inchioda l'assassino
Arrestato il "killer di Craigslist": un video inchioda l'assassino
Un giovane di 22 anni fermato per l'omicidio della massaggiatrice Julissa Brisman. La vittima contattata attraverso il sito di annunci.
| Un'immagine dal video delle telecamere dell'hotel |
BOSTON - È stato incastrato grazie alle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso dell'albergo. L'assassino, secondo gli inquirenti, è lui: Phil Markoff, 22 anni, studente di medicina. Secondo le autorità, sarebbe stato lui a uccidere la 26enne Julissa Brisman, che offriva massaggi su Internet.
CRAIGSLIT - La ragazza sarebbe stata contattata dal presunto omicida attraverso il sito di annunci Craigslist e lo avrebbe incontrato all'interno di una stanza al "Westin Copley Hotel" di Boston. Proprio qui si sarebbe consumato il delitto. Alcuni ospiti dell'hotel hanno raccontato di aver sentito le urla della giovane; il corpo della donna è stato poi trovato in una pozza di sangue, colpito da diversi proiettili, con il polso bloccato con un materiale di plastica.
| La vittima |
ALTRI REATI - «Quello che sappiamo è che Brisman ha offerto servizi di massaggio su Craigslist», aveva riferito Eaine Driscoll, portavoce della polizia di Boston. Non è però escluso che la donna fosse in realtà una prostituta e che i suoi fossero annunci "mascherati". Ma questa ipotesi è stata fermamente smentita dai conoscenti della vittima. Markoff è sospettato anche di altri reati: la scorsa settimana, in particolare, avrebbe derubato un'altra massaggiatrice di 29 anni di Las Vegas in un altro albergo, dopo averla legata con una corda di plastica.
14:35 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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