05/04/2012

La «vipera» torna a mordere

La «vipera» torna a mordere

SALONE DI NEW YORK 2012. Ecco la nuova Viper, supercar estrema della Chrysler rinata grazie alla collaborazione con Ferrari e Maserati

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18/05/2010

La Russa: “Entro fine anno 4mila uomini in Afghanistan”

La Russa: “Entro fine anno 4mila uomini in Afghanistan”

Il ministro della Difesa è intervenuto parlando dei rinforzi già preannunciati da tempo che rientrano nell'ambito della nuova strategia fortemente voluta da Barack Obama e approvata dalla Nato. Oggi camera ardente per i due italiani caduti

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Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenendo a “La telefonata”, su Canale 5, rispondendo ad una domanda sul previsto aumento del numero di militari italiani in Afghanistan ha detto:"Entro fine anno avremo un contingente italiano di poco inferiore ai 4.000 uomini". Attualmente il nostro contingente nel Paese si aggira intorno ai 3mila uomini.  

"Noi ci accorgiamo di quello che  succede in Afghanistan - ha proseguito il ministro - tutte le volte che vi è un fatto luttuoso,  tragico. Ma quello che sta avvenendo in Afghanistan è un maggiore controllo del territorio e una più stretta collaborazione con i  cittadini afghani ed è il succo del piano "McCrystal", e questo  comporta da parte dei talebani una reazione fatta di attentati  terroristici subdoli e vigliacchi tipici di chi comincia ad essere  fortemente in difficolta'".


"La prima cosa è portare il cordoglio, la nostra vicinanza e la nostra solidarietà alle famiglie dei caduti - ha continuato La Russa  - ai due feriti, alla ragazza seriamente ferita e alla sua famiglia e  far sentire a chi in Afghanistan con le stellette ogni giorno fa il  proprio dovere che l'Italia è molto consapevole del fatto che sono lì per tenere lontani dalle nostre case i pericoli o almeno per  allontanare i pericoli del terrorismo".


La Russa ha sottolineato poi che non è vero che i talebani stanno conquistando porzioni di territorio. "Non è così - ha  affermato La Russa - gli osservatori non dicono questo. Certo che non  è una situazione in discesa, pur essendo più forte il controllo del  territorio rispetto al passato e pur prevedendo che questo incrementi  la possibilità del controllo del territorio da parte del governo afghano, non è sicuramente una strada in discesa ma il progetto del  piano McCrystal di arrivare entro al 2013 ad affidare completamente al governo afghano, alle forze armate afghane e alla polizia afghana, il  contrasto del terrorismo e del traffico di droga e della criminalità che è fortissima in Afghanistan è un progetto che sta andando  avanti".


Il ministro, infine, ha annunciato l'arrivo in Afghnanistan dei nuovi mezzi che dovrebbero aumentare notevolmente la sicurezza dei nostri soldati: “Con il prossimo arrivo in Afghanistan del nuovo blindato “Freccia” i militari italiani potranno avere una protezione maggiore di quella assicurata dai “Lince”, ma  certo "tutto dipende dalla quantità di esplosivo" utilizzata  dai terroristi per compiere l'attentato.


"Tra poche settimane - ha spiegato La Russa - potremo  mandare i nuovi Freccia, che sono dei blindati molto più grossi e più sicuri, anche se un po' meno veloci, del Lince, che comunque ha dato ottima prova di se"'.


Del resto, ha aggiunto, "è chiaro che più aumenti le sicurezze, più si innalza il livello di aggressività”. Lo  dimostra lo stesso attentato compiuto ieri, nel quale è stata  impiegata "una quantità di esplosivo molto superiore a quella  usata normalmente in passato".


Dunque, "speriamo che questo basti", ha proseguito La  Russa, facendo riferimento all'arrivo dei Freccia, anche se  "dipende sempre dalla quantità di esplosivo: contro la bomba  atomica - faccio un'ipotesi assurda - non c'e' nulla che ripari. Sicuramente il Freccia resiste ad esplosioni cui non resiste il Lince".


11/05/2010

Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della Chiesa

Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della Chiesa

Benedetto XVI durante il volo che lo ha condotto in Portogallo. «Vediamo in modo terrificante che la più grande persecuzione alla Chiesa viene dall'interno»

 

Benedetto XVI (Ansa)
Benedetto XVI (Ansa)

LISBONA - «Oggi vediamo in modo terrificante che la più grande persecuzione della Chiesa viene dall'interno, dai peccati che ci sono dentro la Chiesa stessa, e non dai nemici fuori». Lo ha affermato Benedetto XVI durante il volo che lo ha condotto in Portogallo, con riferimento alla scandalo degli abusi su minori, che ha definito «realmente terrificante». «Oltre alla missione di sofferenza del Papa, che in prima istanza possiamo riferire all'attentato a Giovani Paolo II - ha detto il Papa -, nel messaggio di Fatima ci sono indicazioni su realtà del futuro della Chiesa». Ed è vero, ha aggiunto, che «oltre ai momenti indicati nelle visioni, si parla della realtà di passione della Chiesa. Ci sono sofferenze della Chiesa che si annunciano». Benedetto XVI ha ricordato che «il Signore ha detto che la Chiesa sarà sofferente fino alla fine del mondo. E oggi questo - ha concluso - lo vediamo in modo particolare». Le attuali «sofferenze» della Chiesa, in conseguenza degli abusi su minori commessi da sacerdoti, fanno parte di quelle annunciate nel terzo segreto di Fatima ha aggiunto Benedetto XVI e «il perdono non sostituisce la giustizia».

VERGINE FATIMA E VANGELO - «La Vergine Maria è venuta dal Cielo per ricordarci verità del Vangelo che costituiscono per l'umanità, fredda di amore e senza speranza nella salvezza, sorgente di speranza». Dopo il suo arrivo Benedetto XVI ha salutato tutti: «Indipendentemente dalla loro fede e religione va il mio saluto amichevole, in particolare a quanti non hanno potuto venire al mio incontro», ha assicurato professandosi «pellegrino della Madonna di Fatima, investito dall'Alto nella missione di confermare i miei fratelli che avanzano nel loro pellegrinaggio verso il Cielo». «Da una visione sapiente sulla vita e sul mondo - ha aggiunto Papa Ratzinger nel discorso all'aeroporto internazionale Portela di Lisbona - deriva il giusto ordinamento della società. Posta nella storia, la Chiesa è aperta per collaborare con chi non marginalizza né riduce al privato l'essenziale considerazione del senso umano della vita. Non si tratta - ha sottolineato - di un confronto etico fra un sistema laico e un sistema religioso, bensì di una questione di senso alla quale si affida la propria libertà. Ciò che distingue è il valore attribuito alla problematica del senso e la sua implicazione nella vita pubblica».

IL PRESIDENTE CAVACO - Ad accogliere il Papa giunto a Lisbona, prima tappa del suo viaggio in Portogallo, è stato il presidente del Portogallo Anibal Cavaco Silva. Quello nel paese lusitano è il quindicesimo viaggio internazionale di Benedetto XVI. Toccato dalla crisi economica più di altri paesi europei, il Portogallo ha adottato, negli ultimi anni, leggi contestate dalla Chiesa cattolica. Il governo socialista ha legalizzato l’aborto nel 2007, il divorzio nel 2008, e ora il Parlamento ha approvato un disegno di legge sul matrimonio gay che il presidente non ha ancora firmato. Da giorni il paese lusitano, ufficialmente all'88% cattolico, si prepara alla visita del papa. Cartelli e gigantografie con la foto del pontefice sopra la scritta «Bem-Vindo o Papa Bento XVI», «Benvenuto Papa Benedetto XVI», tappezzano le strade di Lisbona, Fatima e Porto, le tre tappe della visita del capo della chiesa cattolica, la prima in terra lusitana, cui i giornali dedicano anche oggi decine di pagine. Tre tv portoghesi, una pubblica e due private, hanno iniziato due ore prima dell'arrivo del papa le trasmissioni in diretta sulla sua visita che proseguiranno, seguendo ogni suo movimento, fino a venerdì pomeriggio, quando lascerà Porto per tornare a Roma. Martedì Benedetto XVI celebrerà nel pomeriggio sul Terreiro do Paco, la celebre piazza di Lisbona affacciata sul fiume Tago, una messa davanti a decine di migliaia di fedeli, e in presenza del premier socialista Josè Socrates. Mercoledì il pontefice si sposterà a Fatima, dove già sono arrivate migliaia di pellegrini, e dove sono attesi mezzo milione di fedeli, e venerdi a Porto. Nel santuario mariano il pontefice celebrerà una messa giovedi sulla spianata della Cova da Iria, dove secondo la tradizione cristiana il 1q3 maggio 1917 la Madonna apparve per la prima volta ai tre pastorelli.

Redazione online


06/01/2010

La macchina del «web suicidio» che vi libera da tutti i social network

La macchina del «web suicidio» che vi libera da tutti i social network

 

Ma Facebook ha introdotto un blocco al suo funzionamento e annuncia azioni legali. Un dispositivo consente agli utenti di cancellare i propri profili e dati sensibili da ogni sito partecipato

 

Il logo di «Suicide Machine»
Il logo di «Suicide Machine»

Basta con Facebook. Via anche da Twitter, Myspace e LinkedIn. Per gli internauti che puntavano a staccarsi completamente dalla rete, cancellare in modo definitivo tutti i propri dati, le foto e il profilo personale dalla blogosfera, Internet offriva da qualche settimana un'opportunità accattivante: un portale gratuito, chiamato emblematicamente «Suicide Machine», dove bastava un clic per «suicidarsi» dal web 2.0. La pagina online, dopo il boom d'accessi e centinaia di utenti che hanno eliminato il proprio account nel giro di poche ore, è stata bloccata da Facebook. Infuirati gli utenti.

TESTAMENTO VIRTUALE - Ci si mette quasi una giornata intera per cancellare manualmente tutte le nostre tracce dall'infinito mondo dei social network. L'applicazione suicida, online da circa due settimane, offriva la possibilità di saltare infinite lungaggini: grazie ad uno script, uno username e una password si poneva fine, in meno di un'ora, ad una identità virtuale. Inoltre, aggiungendo un testo nella casella «ultime parole» l'utente lasciava persino un suo testamento virtuale. «Questa macchina cancella tutti i profili dal social network che ci costano un'infinità di energie, uccide tutti i falsi amici virtuali ed elimina completamente il vostro alter ego dal web 2.0», recita un'avvertenza per l'uso. «Attenzione, una volta avviato il suicidio virtuale, la progressione è inarrestabile».

IL BLOCCO - Dopo più di 50.000 amici cancellati e circa 500 profili disattivati, Facebook ha deciso di assassinare «Suicide Machine», bloccando di fatto l'accesso a http://suicidemachine.org. Senza motivare la scelta o dare spiegazioni, hanno comunicato i gestori del servizio moddr di Rotterdam. Un rappresentante di Facebook ha raccontato ai media americani che la raccolta di dati d'accesso e la cancellazione dei contenuti contravviene alle disposizioni d'utilizzo di Facebook (Statement of Rights and Responsibilities, Srr). Oltre a ciò, il colosso di Palo Alto si è riservato di intraprendere procedimenti legali contro «Suicide Machine». A dicembre Facebook aveva bloccato il portale Seppukoo, che offriva un servizio simile. «Stiamo lavorando per ripristinare al più presto il sito e aggirare il blocco», ha spiegato Gordan Savicic di moddr. «Dopo un upgrade del server la 'macchina suicida' dovrebbe ripartire a breve», ha però annunciato Savicic.

Elmar Burchia

corriere.it