21/02/2011

Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'

Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'

Dal primo marzo il maggior operatore nazionale e proprietario della rete nazionale metterà questa novità nero su bianco, aggiornando le condizioni contrattuali. Come hanno già fatto altre telecom. Che cosa cambia e cosa potrà cambiare

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13/01/2011

Sale la tensione, il Pd si divide: MoDem voterà contro Bersani

Sale la tensione, il Pd si divide: MoDem voterà contro Bersani

L'annuncio di Paolo Gentiloni che ha anche criticato la posizione del segretario sulla Fiat

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18/11/2010

Amazon sbarca anche in Italia

Amazon sbarca anche in Italia

ACQUISTI IN RETE. Cartelloni pubblicitari "enigmatici" a Roma e Milano. Il sito di e-commerce arriva nel nostro Paese

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16/11/2010

Scoperto il baby buco nero

Scoperto il baby buco nero

ANNUNCIO DELLA NASA. Ha appena 30 anni ed è il più «giovane» della specie scoperto vicino alla Terra (a 50 milioni di anni luce)

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15/09/2010

Twitter cambia e diventa multimediale

Twitter cambia e diventa multimediale

Lo scopo è aumentare la vendita di spazi pubblicitari. Il sito del social network verrà presto diviso in due parti: da un lato i messaggini, dall'altra foto e video

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11/09/2010

L'allarme di Maroni: «Rischio ritorno di iniziative terroristiche»

L'allarme di Maroni: «Rischio ritorno di iniziative terroristiche»

L'annuncio del ministro dell'Interno dopo l'allerta dell'Interpool

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07/09/2010

Calcio: Brian Laudrup ha un tumore

Calcio: Brian Laudrup ha un tumore

Collezionò 82 presenze in nazionale. vinse l'europeo del 1992. L'ex calciatore danese di Fiorentina e Milan, ha scoperto a 41 anni di avere un linfoma. «Sarà dura battaglia»

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25/08/2010

Wikileaks: in arrivo nuovi documenti sulla Cia

Wikileaks: in arrivo nuovi documenti sulla Cia

Il sito che che pubblica materiale riservato e che recentemente ha rivelato i documenti dell'intelligence Usa sulla guerra in Afghanistan, ha annunciato su Twitter la pubblicazione di altri file top secret

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19/08/2010

Una Viola nera. «Galdiolo malato»

Una Viola nera. «Galdiolo malato»

Fiorentina. L'annuncio della famiglia: «Giancarlo Galdiolo, 62 anni, ex giocatore della Fiorentina degli anni Settanta, è gravemente ammalato»

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06/08/2010

Tramonta l'era del Libero Web

Tramonta l'era del Libero Web

Chris Anderson di «Wired» si prepara a lanciare il dibattito. La svolta americana che fa vacillare il mito del «tutto gratis»

 

Chris Anderson
Chris Anderson

NEW YORK - È solo un'indiscrezione che la rivista si rifiuta di confermare, ma la voce che «Wired» stia preparando un servizio di copertina dal titolo «Il Web è morto?» sta già suscitando polemiche furiose tra i blogger delle tecnologie digitali. Che un magazine considerato a lungo l'organo di riferimento degli ideologi dell'utopia digitale possa mettere in discussione il futuro della Rete ha già di per sé un sapore blasfemo. Se a questo si aggiunge che autore dell'articolo sarebbe lo stesso direttore Chris Anderson, che decreterebbe il tramonto dell'informazione offerta nella prateria gratuita e indifferenziata del Web, a favore di quella più definita (e pagata) delle applicazioni per piattaforme mobili (telefoni smart, lettori elettronici come l'iPad), lo sconcerto diventa totale. Nell'ultimo libro, Free, (Gratis, nell'edizione italiana pubblicata da Rizzoli), Anderson - assurto allo status di guru con la sua teoria della «coda lunga» - aveva infatti esaltato la totale disponibilità e gratuità dell'informazione che circola liberamente in rete, immaginandola anche come la base di nuovi modelli di business per le imprese innovative. Per i più maligni è facile collegare, ora, il cambiamento di rotta del direttore di «Wired» all'interesse dell'editore della rivista, Condé Nast, a puntare sulla nuova, redditizia, applicazione del magazine, rispetto alla versione gratuita online.

Per adesso può sembrare una discussione costruita sulle nuvole
, visto che «Wired» si è chiusa a riccio e che i titoli iperbolici spesso fanno tendenza e donano celebrità (vedi La fine della storia di Fukuyama), ma spesso hanno poca sostanza. Proprio «Wired» ne sa qualcosa, visto l'incidente di 13 anni fa, quando (in era pre Anderson) pubblicò l'infelice titolo di copertina «Dite addio al vostro browser». In realtà, depurato della terminologia a effetto (il Web non scomparirà affatto), il tema c'è tutto, visto che effettivamente il nuovo mondo delle applicazioni (soprattutto della Apple, ma non solo) sta cambiando le regole del gioco: come ha notato fa Michael Hirschorn in un'analisi appena pubblicata dal mensile «Atlantic», l'era dell'egemonia assoluta del web browser sta finendo. Gli utenti, che su Internet e sul pc sono abituati a ottenere tutto gratis, si stanno dimostrando disponibili a pagare per contenuti di qualità offerti su piattaforme mobili. È la strada che stanno sperimentando, ad esempio, i quotidiani - a cominciare proprio dal «Corriere della Sera» - con le loro versioni disponibili su iPad o smartphone.

Tutto questo non è destinato a far svanire la rete
, così come l'abbiamo conosciuta negli ultimi 15 anni, ma certamente la impoverirà (nel senso che molti contenuti di qualità non transiteranno più per il Web), la renderà uno strumento caratterizzato da un grado crescente di obsolescenza. Tutto ciò fa gridare al tradimento chi aveva scolpito nel marmo i proclami degli anni Ottanta di quanti sostenevano che «l'informazione deve essere gratuita oltre che libera». Le indiscrezioni filtrate da «Wired» meritano attenzione, perché vengono da una fortezza che ha fin qui issato con orgoglio quella bandiera ideologica, anche se da tempo molti si chiedevano come fosse possibile tenere insieme l'impresa cartacea della rivista, con l'elevato volume di vendite in edicola, ma anche il crollo delle entrate pubblicitarie negli anni della recessione, con l'attività del sito Internet gratuito. Una risposta l'abbiamo già perché, se le notizie sulla prossima cover story sono per ora delle ipotesi, sappiamo per certo che nei mesi scorsi nel gruppo è scoppiato un non troppo sotterraneo conflitto tra sito e rivista «fisica». Con Chris Anderson che, dismessi i panni del guru, è stato costretto a indossare quelli del pompiere.

Ma poi, durante una conferenza nell'istituto di tecnologia dell'Università di Rochester
, il direttore di «Wired» ha dato una spiegazione della scelta di immettere nel sito Web solo una parte molto limitata dei contenuti della rivista, che va molto al di là delle motivazioni economiche. In sostanza, oltre che al problema del «pagamento delle news», Anderson ha fatto riferimento alla difficoltà, per l'utente della rete, di leggere su uno schermo, e con la distrazione continua dei link, i lunghi e approfonditi articoli - spesso di molte pagine - che compaiono sulla rivista. Articoli molto più facilmente fruibili nel contesto meglio delimitato (e ben pagato) delle applicazioni. Insomma, anche i profeti del Web cominciano a riconoscere che esiste un problema di capacità di concentrazione: non aveva torto Nicholas Carr quando, in piena solitudine e, anzi, subissato da critiche assordanti, parlava del rischio di una superficialità da sovraesposizione a Internet: un tema al quale lo studioso ha appena dedicato il suo nuovo libro, The Shallows, pubblicato all'inizio di giugno.

Comunque, se è vero che i fattori culturali e psicologici cominciano ad avere una loro rilevanza nella revisione critica del ruolo del Web
, la tendenza di fondo al suo progressivo ridimensionamento (o superamento) ha soprattutto un'origine economica: l'esplosione del nuovo mondo delle applicazioni. Migliaia di luoghi accoglienti, ma anche con le loro pareti ben delimitate, fioriti nel villaggio dell'application store della Apple, al quale ora si stanno aggiungendo il garage della Intel e le nuove iniziative di Google, Facebook e Samsung.

Massimo Gaggi