08/08/2010

“Antenna-gate” iPhone, cade la prima testa

“Antenna-gate” iPhone, cade la prima testa

Mark Papermaster, inventore del sistema di ricezione dell’ultimo nato della casa di Cupertino, lascia il suo posto. L’azienda non ha chiarito se si sia dimesso o se sia stato mandato via.

 

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E' caduta la prima testa a Cupertino dopo l'antenna-gate dell'iPhone 4. Mark Papermaster, responsabile dello sviluppo delle componenti dell"iPhone di Apple, ha lasciato il suo posto. Papermaster era considerato l'inventore del nuovo sistema d'antenna dell'iPhone4, definito "rivoluzionario" dall'azienda e che invece ha dato una serie di problemi ai clienti. La Apple non ha voluto dire se Papermaster si sia dimesso o gli sia stato chiesto di andarsene.

 


26/07/2010

Antennagate: i concorrenti contro Jobs

Antennagate: i concorrenti contro Jobs

Stizzite le reazioni dei produttori di smartphone al così-fan-tutti di Steve Jobs in difesa dei problemi di ricezione dell'iPhone 4. Rim, Htc e Nokia prendono le distanze dagli errori di design e Microsoft lo definisce il Vista di Apple

 

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La difesa di Steve Jobs, Ceo di Apple, ai problemi di ricezione di iPhone4 non è piaciuta a molti. Agli utenti che si ritrovano di fatto in mano un oggetto prezioso ma fallace e dovranno metterci una toppa (la custodia), a quelli che l'hanno ordinato lo stavano aspettando con spasmodica eccitazione. Non è stata premiata nemmeno dagli investitori, visto che il titolo ha riaperto lunedì a Wall Street con un pesante ribasso. Ma meno di tutti è piaciuta ai concorrenti di Apple nel mercato degli smartphone, che a farsi trascinare nel calderone insieme all'iPhone 4 proprio non ci stanno.
Le reazioni di chi è stato direttamente chiamato in causa (di correità) durante la conferenza di Steve Jobs come Rim, produttore del Blackberry, e Htc, non si sono fatte attendere. Si è fatto sentire anche chi, come Nokia, non era stato esplicitamente citato. Per parafrasare le parole usate da Jobs: nessuno è perfetto, gli smartphone non sono perfetti, ma c'è chi è lo è meno di altri: iPhone 4.

I più stizziti sono i produttori canadesi di Rim, che per voce di Mike Laziridis e Jim Balsillie (i due co-Ceo della società)
hanno lanciato pesanti accuse non solo contro l'antenna del melafonino, ma soprattutto contro la strategia comunicativa di Jobs. “il tentativo di trascinarci nell'autogol di Apple è inaccettabile […] è una deliberata distorsione dell'opinione pubblica riguardo il problema per distrarre dalla difficile situazione che sta vivendo Apple”. E via di seguito chiarendo che “gli utenti Blackberry non hanno bisogno di una custodia per mantenere la connessione”.

Htc
, il produttore coreano del modello Eris – il meno performante nella comparazione esibita da Jobs in conferenza stampa – non si è scomposta più di tanto e ha lasciato ai numeri la propria replica. I possessori di Eris che si sono rivolti al centro assistenza segnalando problemi di ricezione sono lo 0,016 del totale, contro lo 0,55 dell'iPhone 4. Trentacinque volte meno.

Nokia, afflitta in questi giorni da risultati sotto le aspettative e dalla probabile sostituzione del Ceo Kallasvuo, ha puntualizzato prima di tutti che gli investimenti della casa finlandese sul design delle antenne sono cospicui e che i problemi di ricezione sono noti e vengono affrontati seriamente. L'impugnatura è calcolata attentamente nella progettazione di ogni telefono e per evitare il rischio che le mani possano disturbare il segnale ad esempio sono state inserite due antenne, una posizionata in cima al dispositivo e l'altra in fondo. La debolezza dell'antenna dell'iPhone4 era peraltro nota a Nokia già da tempo, sul blog aziendale era stato pubblicato il 28 giugno scorso un post in cui vengono illustrati tutti i modi più diffusi di impugnare i telefonini, tranquillizzando gli utenti che nessuno interferisce sensibilmente con la ricezione del segnale.

Perfino Microsoft, che i suoi primi smartphone li sta producendo adesso e li commercializzerà il prossimo autunno, è intervenuta nella disputa, lasciando trapelare un commento che denota una certa dose di autoironia: “l'iPhone 4 è il Windows Vista (il sistema operativo, che ha causato parecchi problemi a Microsoft) di Apple”. Al momento le vendite del melafonino non sembrano risentire dell'antennagate

La difesa di Steve Jobs, Ceo di Apple, ai problemi di ricezione di iPhone4 non è piaciuta a molti. Agli utenti che si ritrovano di fatto in mano un oggetto prezioso ma fallace e dovranno metterci una toppa (la custodia), a quelli che l'hanno ordinato lo stavano aspettando con spasmodica eccitazione. Non è stata premiata nemmeno dagli investitori, visto che il titolo ha riaperto lunedì a Wall Street con un pesante ribasso. Ma meno di tutti è piaciuta ai concorrenti di Apple nel mercato degli smartphone, che a farsi trascinare nel calderone insieme all'iPhone 4 proprio non ci stanno.

Le reazioni di chi è stato direttamente chiamato in causa (di correità) durante la conferenza di Steve Jobs come Rim, produttore del Blackberry, e Htc, non si sono fatte attendere. Si è fatto sentire anche chi, come Nokia, non era stato esplicitamente citato. Per parafrasare le parole usate da Jobs: nessuno è perfetto, gli smartphone non sono perfetti, ma c'è chi è lo è meno di altri: iPhone 4.

I più stizziti sono i produttori canadesi di Rim, che per voce di Mike Laziridis e Jim Balsillie (i due co-Ceo della società)
hanno lanciato pesanti accuse non solo contro l'antenna del melafonino, ma soprattutto contro la strategia comunicativa di Jobs. “il tentativo di trascinarci nell'autogol di Apple è inaccettabile […] è una deliberata distorsione dell'opinione pubblica riguardo il problema per distrarre dalla difficile situazione che sta vivendo Apple”. E via di seguito chiarendo che “gli utenti Blackberry non hanno bisogno di una custodia per mantenere la connessione”.

Htc
, il produttore coreano del modello Eris – il meno performante nella comparazione esibita da Jobs in conferenza stampa – non si è scomposta più di tanto e ha lasciato ai numeri la propria replica. I possessori di Eris che si sono rivolti al centro assistenza segnalando problemi di ricezione sono lo 0,016 del totale, contro lo 0,55 dell'iPhone 4. Trentacinque volte meno.

Nokia, afflitta in questi giorni da risultati sotto le aspettative e dalla probabile sostituzione del Ceo Kallasvuo,
ha puntualizzato prima di tutti che gli investimenti della casa finlandese sul design delle antenne sono cospicui e che i problemi di ricezione sono noti e vengono affrontati seriamente. L'impugnatura è calcolata attentamente nella progettazione di ogni telefono e per evitare il rischio che le mani possano disturbare il segnale ad esempio sono state inserite due antenne, una posizionata in cima al dispositivo e l'altra in fondo. La debolezza dell'antenna dell'iPhone4 era peraltro nota a Nokia già da tempo, sul blog aziendale era stato pubblicato il 28 giugno scorso un post in cui vengono illustrati tutti i modi più diffusi di impugnare i telefonini, tranquillizzando gli utenti che nessuno interferisce sensibilmente con la ricezione del segnale.

Perfino Microsoft, che i suoi primi smartphone li sta producendo adesso e li commercializzerà il prossimo autunno, è intervenuta nella disputa, lasciando trapelare un commento che denota una certa dose di autoironia: “l'iPhone 4 è il Windows Vista (il sistema operativo, che ha causato parecchi problemi a Microsoft) di Apple”. Al momento le vendite del melafonino non sembrano risentire dell'antennagate

Gabriele De Palma

 


20/08/2009

«Ascoltato» il boato del «Big Bang»

«Ascoltato» il boato del «Big Bang»

 

Anche l'italia ha partecipato all'impresa. Il primo «tuono» dell'universo captato sotto forma di onde gravitazionali

 

Lo schema dell'antenna utilizzata per captare le onde gravitazionali
Lo schema dell'antenna utilizzata per captare le onde gravitazionali

ROMA - Si comincia a sentire il primo «tuono» dell'universo. Un nuovo importante passo avanti per catturare le tracce del Big Bang, ossia del momento in cui l'universo ha improvvisamente cominciato a espandersi, sotto forma di onde gravitazionali è stato raggiunto grazie ad un'antenna «grande come mezzo pianeta» e a una forte collaborazione internazionale, nella quale l'Italia ha un ruolo importante. La scoperta, pubblicata sulla rivista «Nature», è il risultato della collaborazione internazionale Ligo-Virgo, alla quale l'Italia partecipa con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

LO STUDIO - Lo studio ha osservato per la prima volta il profilo delle onde gravitazionali generate dal primo minuto di vita dell'universo. Previste da Albert Einstein, le onde gravitazionali sono l'eco delle esplosioni gigantesche e violente che avvengono nell'universo, come il Big Bang che ha dato origine a stelle e galassie, o come l'esplosione delle stelle giunte alla fine del ciclo vitale (supernovae) o lo scontro tra buchi neri. Gli studiosi italiani che hanno partecipato al progetto sono stati coordinati per l'Italia da Francesco Fidecaro, dell'università di Pisa e dell'Infn ed hanno utilizzato una rete di quattro interferometri che insieme formano una gigantesca antenna che si estende dagli Stati Uniti all'Europa. Ne fanno parte l'interferometro italiano Virgo, che si trova a Cascina (Pisa) e gli interferometri del programma statunitense Ligo (Stato di Washington e in Louisiana) e l'interferometro tedesco di Hannover.

«ECO PRIMORDIALE» - Alla nascita dell’Universo si sono generati due grandi tipi di eco: quella dovuta al calore residuo della grande esplosione (la radiazione a microonde del fondo cosmico) e quella creata dal flusso di onde gravitazionali (increspature nel tessuto dello spazio tempo). Di queste due eco solo quella delle onde gravitazionali porta fino a noi le informazioni sul tempo immediatamente successivo al Big Bang. L’Universo primordiale infatti era trasparente solo per le onde gravitazionali, mentre per tutte le altre particelle non lo era. E’ per questo che l’eco della radiazione a microonde del fondo cosmico ci permette di «osservare» il cosmo solo, per così dire, circa 400 mila anni dopo l’esplosione iniziale. L’eco delle onde gravitazionali, il cosiddetto stochastic background o rumore di fondo stocastico, si presenta come la sovrapposizione di diverse onde come quelle sulla superficie di uno stagno ma di differenti altezze e direzioni. L’intensità di questo background ha una relazione diretta con i parametri che governano il comportamento dell’Universo durante il primo minuto dopo il Big Bang.

 

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