30/11/2010
Federalismo, la bozza del decreto «Governatore 'in rosso' rischia posto»
Federalismo, la bozza del decreto «Governatore 'in rosso' rischia posto»Prevista anche l'ineleggibilità per 10 anni degli amministratori che hanno dissestato l'ente. È un'anticipazione del testo che ha avuto il via libera preliminare del Cdm
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25/05/2010
Tremonti: tagli anche anche ai partiti
Tremonti: tagli anche anche ai partitiAnticipazioni sulla manovra al vertice del Pdl, che ha dato un sostanziale via libera. Condono per le case "fantasma". Stretta sulla spesa in materia di invalidità e poi nuovi pedaggi sui raccordi
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| (Ansa) |
ROMA - Dalla consulta economica del Pdl è arrivato un sostanziale via libera alla manovra finanziaria illustrata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Durante la riunione, riferiscono alcuni partecipanti, c’è stata una discussione che è stata animata ma serena ed è stata lasciata la porta aperta su possibili ritocchi. In particolare restano alcuni punti da definire come i tagli alle remunerazioni dei manager pubblici, la riduzione del finanziamento ai partiti, la tracciabilità dei pagamenti in contanti ed infine le risorse da destinare a Roma capitale. È questo in sintesi l'esito della riunione della Consulta economica del Pdl da poco conclusasi a via dell'Umiltà secondo quanto riferito da fonti concordanti
TAGLI AI PARTITI - Il ministro dell'Economia, secondo quanto hanno riferito alcuni partecipanti alla riunione del Pdl sulla manovra, ha detto che la scure dei risparmi arriva anche sui partiti politici. Sarà infatti dimezzato il contributo di un euro a cittadino iscritto nelle liste elettorali per le elezioni alla Camera. Verranno inoltre soppresse le quote annuali dei rimborsi in caso di scioglimento anticipato del Parlamento. Se un politico che è stato eletto ha incarichi nella pubblica amministrazione, per questi può percepire solo il rimborso delle spese e un gettone di presenza al massimo di 30 euro. Inoltre, le risorse che si recupereranno dalle riduzioni di spesa di Quirinale, Senato, Camera e Corte Costituzionale saranno destinate alla cassa integrazione.
AL SUD NIENTE IRAP PER CHI AVVIA NUOVE ATTIVITA' - Arriva la possibilità per le regioni del Sud di istituire un tributo proprio sostitutivo dell’Irap per le imprese che avviano nuove attività. In sostanza, chi avvierà nuove attività al Sud dopo l’approvazione del decreto non pagherà più l’Irap attuale alle regioni.
INVALIDITA' - Il ministro ha anche confermato una stretta sulla spesa in materia di invalidità. L'elevazione percentuale di invalidità dal 74% all'80% per la concessione dell'assegno di invalidità. Previsto anche un piano di controlli: l'Inps è chiamata ad effettuare un programma di 100mila verifiche per l'anno 2010 e di 200mila verifiche annue per ciascuno degli anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile. Le Regioni poi dovranno concorrere alle spese: a valere sui trasferimenti alle regioni, il 45% degli stessi sono redistribuiti tenendo conto della distribuzione pro-capite della spesa effettuata in ciascuna regione per invalidità civile.
PROTEZIONE CIVILE - Le ordinanze di Protezione Civile con cui viene dichiarato lo stato d'emergenza «sono emanate di concerto con il ministero dell'Economia». È quanto prevede la bozza della manovra finanziaria, nella parte relativa alla riorganizzazione dei poteri del Dipartimento della Protezione Civile, che è ancora in fase di elaborazione. Nella bozza si sottolinea inoltre che le calamità naturali e le catastrofi devono essere fronteggiate con «mezzi e poteri straordinari» solo se si determinano «situazioni di grave rischio per l'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente». Nel testo vi sarebbe anche la soppressione di quegli articoli delle leggi che consentono al Dipartimento la gestione dei grandi eventi. Quanto alla durata degli stati di emergenze, la bozza - non ancora definitiva - prevede che questa sia «definita in stretta correlazione con i tempi necessari per la realizzazione dei primi, indispensabili, interventi e senza che la concessione di eventuali proroghe possa essere giustificata da situazioni di inerzia o da ritardi». Per ciò che concerne le deroghe sugli appalti, invece, in caso di «assoluta eccezionalità dell'emergenza», le ordinanze possono autorizzare «soltanto per periodi di tempo prestabiliti».
RIFIUTI - Niente rimborsi per l'Iva pagata sulla Tia, la Tariffa di Igiene Ambientale, che in molti Comuni ha sostituito la Tarsu, la tassa sui rifiuti. Nella manovra ci sarà una norma interpretativa per evitare il rimborso a carico dei Comuni e delle società municipalizzate.
SANATORIA IMMOBILIARE - Tra i contenuti della manovrà ci sarà anche la sanatoria immobiliare. E riguarderà - ha spiegato il ministro dell'Economia - l'obbligo per gli interessati di dichiarazione di aggiornamento catastale con sanzioni che saranno ridotte ad un terzo.
NUOVI PEDAGGI AUTOSTRADALI - Sarà inoltre possibile porre un pedaggio su tratti stradali che connettono con le autostrade: questa, secondo quanto riferito da alcuni presenti, ha prospettato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti alla Consulta del Pdl. Questo servirebbe a reperire risorse per le infrastrutture ed escludere Anas dal perimetro del bilancio statale.
ALIQUOTA SU STOCK OPTION E BONUS - Su stock option e bonus scatterà un'aliquota addizionale del 10%. Lo prevede sempre la manovra 2011-2012 illustrata dal ministro dell'Economia alla Consulta economica Pdl. La stretta fiscale riservata al settore finanziario - in linea con le decisioni assunte in sede G20 - sarà applicata su quelle remunerazioni che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione.
ALTRI DUE ANNI DI STOP AL TURN OVER NELLA PA - Il trattamento economico dei dipendenti della PA, compresi i dirigenti, non potrà superare (fino al 2013) il trattamento del 2009. Il turn over sarà inoltre limitato per altri 2 anni. I trattamenti saranno ridotti del 5% sopra i 90.000 euro di reddito per la parte che eccede i 90.000 euro e fino a 130.000. Contributo che aumenterà fino al 10%oltre i 130.000 euro. C'è poi un tetto alle 'codè contrattuali 2008-2009: cioè si prevede che i rinnovi non possano determinare aumenti superiori al 3,2%. Verso un’accelerazione dell’età di pensionamento delle donne nel pubblico impiego. E’ quanto si legge nel documento con le misure della manovra che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sta illustrando alla Cosnulta del Pdl.
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02/03/2010
Lost, paura Tsunami per i naufraghi del volo Oceanic 815
Lost, paura Tsunami per i naufraghi del volo Oceanic 815
I naufraghi più famosi del mondo hanno passato minuti di paura a causa dell’allarme Tsunami alle Hawaii, dove viene girata la serie e dove si trovano i parenti dei protagonisti. Rientrato l’allarme sono tornati a dare anticipazioni sull'ultima stagione
Paura per i naufraghi più famosi della tv. L’allarme tsunami, conseguenza del terribile sisma che ha sconvolto il Cile, è riecheggiato anche nelle isole delle Hawaii, dove i protagonisti della serie della ABC, Lost, girano le puntante dell’avvincente serie, sull'isola di Oahu. Dove si trovano i loro familiari e amici. Raggiunti dalla notizia a Los Angeles, dove si trovavano per la 27esima edizione dell'Annual Paley Television Festival, meglio conosciuto come PaleyFest, hanno tirato un sospiro di sollievo, saputo del rientrato allarme, e si sono concessi nuovamente ai giornalisti avidi di indiscrezioni sull’ultima serie e sulle vicende che coinvolgeranno i superstiti del volo Oceanic 815.
11:12 Scritto in SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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29/01/2010
D'Addario indagata per complotto. Ma la Procura di Bari smentisce
D'Addario indagata per complotto. Ma la Procura di Bari smentisceL'anticipazione del settimanale «Panorama». Per il settimanale della famiglia Berlusconi inchiesta anche su magistrati, politici e giornalisti
| Patrizia D'Addario (Afp) |
BARI - L'escort barese Patrizia D'Addario e una dozzina di persone (tra cui magistrati, politici e giornalisti) sarebbe indagate dalla procura della Repubblica di Bari per «avere ordito un complotto contro Berlusconi». Lo scrive il settimanale Panorama nel numero in uscita venerdì, del quale ha dato un'anticipazione.
Ma nella serata di giovedì arriva la smentita da ambienti giudiziari della Procura di Bari secondo cui non sarebbero in corso indagini. Al vaglio, invece, degli inquirenti baresi, le «fughe» di notizie, probabilmente diffuse da pubblici ufficiali che avrebbero fornito ai giornalisti gli interrogatori secretati dell'imprenditore barese Giampaolo Tarantini, coinvolto in inchieste sugli appalti di forniture sanitarie, e che aveva presentato Patrizia D'Addario, ed altre ragazze, al premier in occasione delle feste nella residenza del Presidente del Consiglio. Ma la direzione di Panorama, in relazione a quanto attribuito a «fonti giudiziarie baresi» rispetto all'anticipazione del settimanale, conferma integralmente il contenuto dell'articolo in tutte le sue parti. Alla direzione di Panorama, inoltre, non risulta alcuna smentita da parte dell'ufficio della Procura della Repubblica di Bari.
L'INCHIESTA - E allora ecco il contenuto dell'articolo del settimanale della famiglia Berlusconi. Secondo i risultati dell'inchiesta - seguita personalmente dal procuratore, Antonio Laudati, e alla quale sono applicati i pm Giuseppe Dentamaro e Teresa Iodice, scrive il settimanale - la D'Addario «sarebbe stata selezionata e successivamente «consegnata» a Tarantini. Selezionata affinchè portasse a termine la missione di compromettere la reputazione del presidente del Consiglio, mettendolo politicamente in difficoltà». Panorama afferma che «a breve, nei confronti di alcuni giudici che avrebbero partecipato a quello che appare come un vero e proprio complotto ai danni del premier dovrebbe scattare un procedimento parallelo» che sarà affidato alla procura di Lecce. Nella vicenda «un ruolo non secondario lo avrebbero recitato alcuni giornalisti, ai quali sarebbero state passate notizie allo scopo di alimentare il clima a sostegno della tesi di D'Addario. Alcuni articoli sarebbero stati persino utilizzati per indirizzare le indagini». Il settimanale aggiunge che per questo filone «sarebbero già pronte le richieste di misure cautelari per diversi personaggi, compresi alcuni appartenenti alle forze dell'ordine». Al vaglio dell'inchiesta, infine - sempre secondo quanto scrive Panorama - ci sono anche accertamenti patrimoniali sulla D'Addario («sarebbe risultata intestataria di numerosi conti correnti, direttamente o attraverso prestanome») e in particolare «alcuni movimenti di denaro di entità rilevante» come un trasferimento in Qatar nel febbraio 2008 di un milione e mezzo di euro fatto «fisicamente» dalla stessa escort.
Redazione online
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20/10/2009
Mesina nel cast dell'Isola, è giallo
Mesina nel cast dell'Isola, è giallo
L'anticipazione de "la nuova sardegna". Secondo alcune voci, non confermate dagli amici dell'ex bandito sardo, avrebbe già firmato il contratto
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| Graziano Mesina (Ansa) |
MILANO - Graziano Mesina potrebbe "naufragare" verso l'Isola dei Famosi. La Nuova Sardegna dà praticamente per certa la partecipazione dell'ex primula rossa del banditismo sardo al reality show condotto da Simona Ventura su Rai Due. Il programma partirà il 13 gennaio e Mesina avrebbe appena firmato il contratto. «Lui non conferma - scrive il giornale sardo riferendosi a Mesina-, forse aspetta che a dare notizie ufficiali siano la Ventura e il suo staff, ma neanche smentisce».
«NON HA ANCORA FIRMATO» - Secondo altre voci invece, «Grazianeddu», come qualcuno lo chiama ancora nella sua Orgosolo, è stato sì contattato per entrare a far parte del cast del programma ma non ha ancora firmato alcun contratto. «Se mi chiamano sono pronto», avrebbe confidato ad un amico che, letta La Nuova Sardegna, lo ha subito chiamato per avere conferma della notizia.
LE EVASIONI E LA GRAZIA - Noto per le numerose evasioni e per il suo ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam, Mesina ha lasciato il carcere di Voghera nel 2004, dopo aver ottenuto la grazia del Presidente della Repubblica Ciampi e dal ministro della giustizia Castelli. Da allora l'ex primula rossa del banditismo sardo vive nella sua Orgosolo. Complessivamente Mesina ha trascorso 40 anni in carcere, e quasi 5 da latitante.
15:45 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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25/05/2009
Notte al Museo 2, cambiata la battuta su Berlusconi «pronipote» di Napoleone
Notte al Museo 2, cambiata la battuta su Berlusconi «pronipote» di Napoleone
La versione al cinema diversa dal dialogo anticipato da «Sorrisi e Canzoni». Un cambiamento piccolo ma significativo: «C'è pure chi lo ama» diventato «tout le monde lo ama»
| La scena di Notte al Museo 2 in cui Napoleone parla del suo pronipote Berlusconi (Omega) |
MILANO - Napoleone & Silvio, il giallo continua: nel film «Notte al Museo 2», ora nelle sale, è cambiata la battuta su Berlusconi «pronipote» cinematografico di Napoleone anticipata da Sorrisi. Lo rivela Tv Sorrisi e Canzoni in edicola martedì. «Ho tanti discendenti in Italia» dice Bonaparte nel film «Notte al museo 2». «Uno di loro è alla mia altezza, è un pezzo grosso, è un uomo molto potente e spiritoso... Una volta cantava sulle navi…»
IL GIALLO - Un piccolo giallo è nato nel frattempo sulla battuta successiva. Al protagonista (Ben Stiller) che diceva di non conoscerlo, Napoleone rispondeva: «Eppure lo conoscono tutti e c'è pure chi lo ama». In sala la battuta suona invece così: «Eppure lo conoscono tutti e tout le monde lo ama». Un cambiamento piccolo ma significativo. Chi è andato al cinema se ne è forse accorto; la versione pubblicata da Sorrisi risulta però da un documento ufficiale: la lista dialoghi usata dai doppiatori. Fino a un certo punto della lavorazione, il dialogo è stato quindi quello riportato da Sorrisi. Chi e perché, allora, ha cambiato la battuta? «Nella versione americana» dice Osvaldo De Santis, presidente e amministratore delegato della 20th Century Fox Italia, «alcuni personaggi facevano riferimenti storici a eventi o personaggi poco conosciuti, e perciò cambiando alcuni dialoghi abbiamo cercato di aggiungere un sorriso dove altrimenti non ci sarebbe stato. In quel dialogo in particolare, per la versione definitiva la nuova battuta ci è sembrata più carina e che suonasse meglio, con quel "tout le monde" che le dona un aroma francese».
15:24 Scritto in CINEMA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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13/05/2009
Mentana racconta l'addio a Mediaset: «Un gruppo che è un comitato elettorale»
Mentana racconta l'addio a Mediaset: «Un gruppo che è un comitato elettorale»
Il giornalista pubblica la sua lettera (inedita) scritta a Confalonieri, nel suo primo libro «passionaccia» uscirà il 13 maggio (rizzoli). vanity fair ne anticipa un capitolo
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| La copertina di «Vanity Fair» in uscita il 13 maggio |
MILANO - «La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C'era tutta la prima linea dell'informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto. Sembrava una cena di Thanksgiving... Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine... Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo... Mi aiuti a uscire, presidente! Lo farò in punta di piedi». Sono le parole della lettera - mai resa nota - che Enrico Mentana scrisse a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile 2008, dopo una cena con i vertici di Mediaset e tutti i suoi direttori giornalistici, a una settimana dal trionfo elettorale di Berlusconi. La pubblica nel suo primo libro, Passionaccia (Rizzoli), in uscita il 13 maggio.
L'ANTICIPAZIONE - A Vanity Fair, che gli dedica la copertina - in edicola dal 13 maggio - Mentana anticipa un capitolo del libro e risponde a molte domande rimaste senza risposta. Su quella notte («Dopo aver irriso per oltre un decennio le accuse di chi dipingeva Mediaset come una dépendance di Forza Italia, avevo assistito a una scena che avrebbe fatto esultare i teorici del conflitto di interessi»), su come Confalonieri lo convinse a restare, e sul perché il 9 febbraio scorso, la sera della morte di Eluana, l'azienda scelse invece la rottura.
Lei scrisse a Confalonieri perché tra di voi c’era un rapporto speciale. Era stato lui a difenderla ogni volta che qualcuno aveva chiesto la sua testa. Perché, allora, lo scorso febbraio ha smesso di stare dalla sua parte?
«Non lo so. Ma sa qual è l’aspetto della nostra “rottura” che mi è dispiaciuto di più? In questi mesi, Confalonieri non si è mai ricordato di un fatto che lo qualifica, nella mia vita, in modo diverso rispetto a un qualunque altro dirigente Mediaset: è stato uno dei miei testimoni di nozze».
Motivo di più per chiedersi perché.
«Evidentemente o lui o l’azienda hanno ritenuto che la misura fosse colma. Si saranno chiesti: è più importante stare tranquilli o tenerci Mentana?». E si sono dati una risposta nel giro di poche ore. «Il punto è che io mi sono dimesso da direttore editoriale, dopodiché loro mi hanno licenziato da conduttore di Matrix. Mi ha sorpreso la determinazione a troncare – senza dialettica, e senza neppure il coraggio di dirmelo in faccia – un rapporto che durava da 17 anni».
Con Mediaset c’è tuttora un contenzioso aperto.
«Ho presentato una richiesta di reintegro al Tribunale del lavoro. La sentenza dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Dopodiché, anche se dovessi vincere, Mediaset potrebbe “risolvere” immediatamente il contratto. Ma voglio che siano loro a dire che mi mandano via. Mi interessa fare chiarezza in un rapporto che è stato importante: a Mediaset, ho fatto nascere dal niente un telegiornale, l’ho diretto per 13 anni, l’ho portato a essere il primo del Paese, ho creato una trasmissione, Matrix, che dopo tre anni e mezzo era il più seguito programma informativo in seconda serata... È giusto che tutto questo abbia un finale chiaro».
In 17 anni, quante volte Silvio Berlusconi ha chiesto la sua testa?
«Parecchie. A volte, però, si chiede la testa di qualcuno per non ottenerla. È uno “sfogatoio”, un modo per marcare il territorio».
Del suo impegno politico da ragazzo parla nell’ultimo capitolo del libro. Ricorda gli scontri tra autonomi e polizia, nel maggio 1977 a Milano, che portarono all’uccisione dell’agente Antonio Custra. E svela una notizia inedita riguardo all’inchiesta.
«Nel 1987, un magistrato milanese aveva riaperto le indagini su quell’omicidio, scoprendo che a uccidere Custra era stato Mario Ferrandi, detto Coniglio. Lui stesso fino a quel momento non aveva mai sospettato di aver sparato il proiettile responsabile dell’assassinio, ma, messo di fronte alle perizie, collaborò immediatamente con il giudice istruttore Guido Salvini. Nessuno prima di me ha mai svelato che Ferrandi e Salvini erano stati amici. Loro stessi non lo hanno mai detto. Io lo so perché tutti e tre avevamo fatto militanza insieme in un gruppo anarchico, da liceali, all’inizio degli anni Settanta».
Il video non le manca?
«No. Sarà che mi sentivo a rischio e che, quindi, ero psicologicamente preparato a fermarmi. Soprattutto dopo la vicenda Di Pietro». Che lei invitò spesso in trasmissione – l'ultima volta il 3 febbraio, sei giorni prima del lunedì di Eluana – nonostante le avessero chiesto di non invitarlo più.
Fu Confalonieri in persona a domandarglielo?
«Sì. Del resto, che tra Di Pietro e il pianeta Berlusconi ci sia della ruggine non è un segreto».
Cose che avrebbe voluto e che non è ancora riuscito a fare?
«Avrei voluto condurre una bella puntata di Matrix sulla morte di Eluana».
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