03/12/2010
Il terzo polo sceglie la sfiducia Il premier: «Irresponsabili»»
Il terzo polo sceglie la sfiducia Il premier: «Irresponsabili»»Bocchino: «Con Pd e Idv arriviamo a 317 voti». Maroni: «Vedo nuova maggioranza». Casini, Fini e Rutelli uniti: «Il Cavaliere si dimetta». Di Pietro: pronti a votare la loro mozione
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02/12/2010
Terzo polo verso la sfiducia Il premier: «Irresponsabili»
Terzo polo verso la sfiducia Il premier: «Irresponsabili»Maroni: Vedo una nuova maggioranza. Berlusconi: «Non ne so niente». Frattini « fiducioso». Incontro Fini-Casini-Rutelli: i tre chiedono a Berlusconi di dimettersi e valutano posizione comune sul voto del 14
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12/12/2009
Debutta il partito di Rutelli. Bertelli contro il premier
Debutta il partito di Rutelli. Bertelli contro il premier
I PARTITI. L'ad di Prada alla convention Api: «Va cacciato»
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| Francesco Rutelli con Patrizio Bertelli ad di Prada |
PARMA - L’Api di Francesco Rutelli nasce senza lustrini, senza gadget, senza vip da prima fila. Anzi, uno c’è. E quando l’imprenditore Patrizio Bertelli prende la parola dal palco il clima tiepido si scalda di colpo. «A Bonn il nostro premier ci ha messo in una condizione scandalosa di fronte all’opinione pubblica mondiale...».
I mille in platea si spellano le mani e anche Rutelli si scioglie in un applauso. «Mio figlio — riprende il filo l’ad del gruppo Prada — mi ha chiesto se non è possibile fare l' impeachment al premier». E meno male che non voleva parlare di Berlusconi e che si era definito «un agnostico» della politica: «Dobbiamo creare le condizioni per buttare fuori questo signore dal Parlamento italiano». Critica come «inammissibili» gli incentivi alla Fiat. Attacca Bassolino per la «vergogna» dei rifiuti a Napoli, causata da «incapaci che ancora governano invece di essere cacciati a calci nel sedere ». Se la prende con il Pd «che non fa opposizione» e con i parlamentari da salotto: «Ormai la politica si fa a Porta a Porta , Matrix , Ballarò , Otto e mezzo ... » .
Di Fini pensa che stia facendo «discorsi di buon senso». Di Marrazzo che il problema non è lui, quanto «i 40 mila viados autorizzati a prostituirsi». Amico di Rutelli «da una vita», tanto che l’ex sindaco era sceso dal palco per abbracciarlo, il marito di Miuccia Prada consegna agli atti dell’assemblea nazionale un intervento da discesa in campo. Ma lui giura di no, è solo che non ne può più di come vanno le cose: «Non mi va di impegnarmi in un partito, non ho queste pretese». Davvero non sogna un seggio? «Mamma mia!». E l’Api? Le piace il logo tricolore? «Terribile».
Rutelli se ne va col sorriso: «C’è un bellissimo clima, sono molto soddisfatto. Avete visto quanta gente? E Bertelli, lo avete sentito?». Il sondaggista Piepoli gli dice che l’Api ha l’1% di bacino reale e il 30% di bacino potenziale, ma lui si mostra cauto: «Aspettiamo. Siamo gente umile, noi. Alle Regionali ci saremo in tutta Italia, ma per le alleanze c’è tempo». L’idea è stringere intese locali con l’Udc e anche con il Pd. Aprendo i lavori Rutelli aveva letto un messaggio a Napolitano: «Il più alto punto di garanzia per tutti gli italiani». In perfetta sintonia col Quirinale, tiene fuori la sua nuova creatura dalla «esasperazione politica» e si accolla il «dovere imprescindibile» di riportare l’equilibrio delle istituzioni «verso il centro e non verso le estreme».
La scenografia è volutamente austera. I soldi sono pochi e il messaggio — indirizzato a piccoli e medi imprenditori, professionisti, giovani partite Iva — è che non vanno sprecati. La moglie del leader, Barbara Palombelli, è in venticinquesima fila. Colonna sonora: Meraviglioso dei Negramaro. Pantheon: De Gasperi e Barack Obama, Falcone e Borsellino, Coppi e Bartali, Madre Teresa e Giovanni Paolo II. Ma l’Api non sarà «il partito dei cattolici né dei moderati». E l’apertura a Fini? «Perché no, dipende da lui» insiste Rutelli. Sul palco Dellai, Tabacci, Linda Lanzillotta, Calearo, Vernetti, Pisicchio, Calgaro, Mosella, Giuliano da Empoli, Ubaldi... Un partito di fuoriusciti? «No — smentisce Dellai —. È la politica che è fuoriuscita dall’Italia». E oggi, da Israele, un messaggio di Kadima, il partito che Rutelli sogna di replicare con Fini e Casini.
Monica Guerzoni
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27/09/2008
Evitare gli incidenti? Impariamo dalle api
Evitare gli incidenti? Impariamo dalle api
Una nuova tecnologia promette interessanti applicazioni nelle vetture di serie. Nissan presenta un robot che prende a modello gli insetti per scansare gli ostacoli
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L’arte che imita la natura non è una novità. L’auto che imita l’ape, invece, sì. Succede in Giappone: prendendo a modello le api, la Nissan sta sviluppando un sistema di sicurezza che ha l’obiettivo di evitare gli incidenti. Il primo risultato visibile della ricerca, compiuta in collaborazione con l’Università di Tokyo, è BR23C, un robottino che ricorda un po’ R2D2, l’astrodroide di Guerre stellari, e un po’ una macchina per il caffè. Al di là dell’apparenza, è una cosa molto seria: stando a quello che dicono gli ingegneri giapponesi, in movimento e di fronte a un ostacolo BR23C riproduce il comportamento delle api.
AREA DI SICUREZZA - «Durante il volo – spiega Kazuhiro Doi, responsabile ricerca e sviluppo della Nissan – l’ape crea intorno a sè un’area di sicurezza, uno spazio personale entro il quale tutto viene minuziosamente analizzato. Non appena in quest’area vitale entra un corpo estraneo la reazione è istantanea. Un tale controllo è consentito all’ape dalla vista formidabile, con una visuale di 300 gradi». Diamo alle macchine lo stesso occhio dell’ape, è il ragionamento della Nissan, e sposteremo il limite della sicurezza dal punto in cui si trova oggi (limitazione del danno) al punto in cui l’urto non si verifica più. Nessun danno.
DISPOSITIVO LASER - Quest’occhio prodigioso, che imita l’occhio dell’ape, alla Nissan, sono già riusciti a costruirlo: è il Laser Range Finder. Un dispositivo che rileva la presenza di ostacoli fino a due metri di distanza entro un raggio di 180°. Il sistema intercetta il corpo estraneo, calcola lo spazio e la velocità, invia un segnale a un processore. Il quale traduce istantaneamente la messe di dati in un comando, che corrisponde alla manovra di evitamento. «Nel momento in cui rileva l’ostacolo, BR23C cambia direzione, girando le ruote», spiega Toshiyuki Andoh, capo ingegnere del progetto.
NON HA MOLTA MEMORIA - Diversamente dall’ape, tuttavia, il robottino non può (per ora) deviare la marcia verso l’alto o verso il basso. BR32C è più impacciato. «Per l’ape, le vie d’uscita dalla linea di collisione sono infinite. Il nostro robot, invece, può ruotare su se stesso, svoltare a destra e a sinistra, accelerare o frenare», ammette Andoh. Ma è pur sempre un robot intelligentissimo. Il suo segreto è l’istantaneità della reazione. «L’intelligenza di BR23C – dice l’ingegnere - non sta nella sua capacità di immagazzinare dati, non è necessario che abbia una memoria potentissima. Deve solo elaborare gli input a intervalli di pochi secondi e agire di conseguenza. La cosa potrà sorprendervi, ma non stiamo parlando di Gb o di Mb di memoria, ma di poche decine di Kb».
CON IL NAVIGATORE - Alimentato da batterie ai polimeri di litio, leggere e a elevata densità di energia, BR32C è il pioniere di sistemi anticollisione che tra una decina di anni, prevedono alla Nissan, si troveranno sui veicoli di serie. E già s’intravedono molto sviluppi. Quello più vicino è l’integrazione del Laser Range Finder, questa specie di occhio dell’ape, con il navigatore satellitare. In modo da guidarci verso la meta automaticamente, evitando gli ostacoli.
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