06/08/2010

Livorno, arriva la gestione pisana nei bar nello stadio. E' battaglia

Livorno, arriva la gestione pisana nei bar nello stadio. E' battaglia

Guerra di campanile in Toscana. Cittadini e tifosi preoccupati per le conseguenze che può provocare nella tana del "lupo livornese"

 

La tifoseria livornese (Ansa)
La tifoseria livornese (Ansa)

LIVORNO - Da quando si è sparsa la voce dell'aggiudicazione del bando di gara anche il mondo politico è entrato in ebollizione. Interessamenti trasversali, da destra a sinistra, dal centro alle liste civiche. Tutti preoccupati delle "imponderabili conseguenze" che potrebbero manifestarsi allo stadio Armando Picchi di Livorno. E soprattutto nei suoi bar, frequentatissimi (non solo durante la partita) dai tifosi amaranto. Il motivo? A partire dal prossimo campionato di serie B i bar avranno un altro gestore, la società Chiosco Marameo Sas con sede a Cascina, provincia di Pisa, una delle cittadine dove il tifo nerazzurro è più accanito. Apriti cielo.

POLEMICHE - Polemiche a non finire, tifosi perplessi, qualche sfottò via Internet e persino un probabile ricorso da parte degli ex gestori (di fede livornese doc) che i sono rivolti all'avvocato perché vogliono vederci chiaro nell'aggiudicazione dell'appalto. Sostenuti da una pletora di politici locali, anch'essi di fede amaranto, preoccupati per "lo snaturamento" e le "conseguenze" che il bar pisano provocherebbe nella tana del lupo livornese. E poco importa che la "Chiosco Marameo" sia guidata da Roberto Santi, originario della provincia di Pistoia. I tifosi si dividono così come i cittadini non attratti dalla fede calcistica. E c’è chi sui blog giudica “indecente” un possibile ricorso, perché nelle gare pubbliche se regolari il campanile non c’entra. Una querelle che nasce proprio alla vigilia di un possibile riavvicinamento sportivo delle due città. Il vice sindaco di Pisa, Paolo Ghezzi, ha rilanciato l'idea di uno stadio unico tra le due città da costruire al Calambrone, località di confine, un po' pisana e un po' livornese. Un'idea già lanciata in passato da Romeo Anconetani il rimpianto presidente del Pisa calcio di serie A, accantonata dopo i no sdegnati delle due cittadinanze, ma oggi neppure troppo lontana. Il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, pur ammettendo che da tifoso avrebbe un'immediata pulsione a bocciare il progetto, "come sindaco penso che sia una soluzione intelligente".

Marco Gasperetti


24/05/2010

Il campionato resta a Sky: respinto dal giudice il ricorso di Conto tv

Il campionato resta a Sky: respinto dal giudice il ricorso di Conto tv

Il canale televisivo aveva contestato la gara fatta dalla lega calcio. Il tribunale di Milano ha rigettato l'istanza presentata dalla tv di Crispino contro l'assegnazione dei diritti

 

Il presidente della Lega calcio Maurizio Beretta (Ansa)
Il presidente della Lega calcio Maurizio Beretta (Ansa)

MILANO - La Lega calcio tira un sospiro di sollievo. Il giudice di Milano ha respinto il ricorso presentato da Conto tv contro l'assegnazione a Sky dei diritti tv per la trasmissione satellitare del campionato di calcio.

LE CONSEGUENZE - Il Tribunale civile di Milano, respingendo il ricorso cautelare di Conto Tv, la televisione guidata da Marco Crispino, non ha quindi sospeso gli effetti del contratto tra la Lega calcio e Sky per la trasmissione delle partite di serie A delle prossime stagioni. Il contratto vale 1.149 milioni di euro. L'accordo assicura al calcio italiano 571 milioni per la prossima stagione e 578 per quella successiva. L'emittente toscana aveva affermato di aver subito un danno poiché non le era stato consentito di presentare un'offerta.
La decisione era molto attesa dal mondo del calcio e dai club di serie A. Infatti, molte squadre, con il contratto ancora valido, avranno la possibilità di mettere a bilancio la rispettiva quota dei diritti televisivi e, dunque, di muoversi sul calciomercato, di pagare gli stipendi ai giocatori. Alcune piccole e medie squadre, se ci fosse stata la sospensione, avrebbero anche rischiato di non potersi iscrivere al prossimo campionato. Nei mesi scorsi Conto Tv aveva «vinto» un simile ricorso cautelare, che però poi era stato annullato dalla Corte d'appello che aveva stabilito la competenza a decidere della Sezione specializzata proprietà industriale, il cui provvedimento è arrivato oggi.
«Ci dispiace, una volta letta la sentenza decideremo se fare reclamo», ha commentato Marco Crispino di Conto Tv.

LA SENTENZA - L'offerta della Lega calcio (sui diritti tv di serie, ndr), ha garantito in modo sufficiente anche gli operatori più piccoli. Ruota attorno a questo principio il provvedimento depositato dal giudice Claudio Marangoni. «Dall'esame delle risultanze in atti - si legge nelle 28 pagine del provvedimento - non pare che la ricorrente, al di là delle differenze di dimensioni finanziarie e organizzative innegabilmente esistenti rispetto alla concorrente Sky Italia, abbia sofferto particolari svantaggi nella teorica possibilità di accedere allo stesso pacchetto «Platinum live» (in pratica di diritti per trasmettere in via esclusiva e in diretta le partite di tutte le squadre di serie A del campionato nazionale di calcio, ndr), per ciò che riguarda in particolare il suo profilo tecnico organizzativo». Ora Conto tv può, in linea teorica, presentare un reclamo al Tribunale, che in questo caso dovrà decidere in sede collegiale e, in caso di «sconfitta» avviare una causa di merito.

I COMMENTI - «Ero sicuro che sarebbe finita così perchè tutto era stato fatto nel migliore dei modi. È giusto che sia così, e va bene così» commenta la sentenza l'amministratore delegato del Calcio Catania, Pietro Lo Monaco.
«Adesso dovremo guardare al dispositivo - ha detto il presidente della Lega Calcio Maurizio Beretta - ma il dato importante è che sono state accolte le ragioni della Lega. Noi siamo sempre stati convinti - ha aggiunto - di aver operato tenendo conto di tutte le indicazioni della legge Melandri, dell'Agicom, dell'Antitrust e anche delle autorità europee».

 

Redazione online


15/03/2010

Le nuove auto della polizia Usa

Le nuove auto della polizia Usa

 

In gara anche vetture di Chrysler e GM. Presentato il modello della Ford "Interceptor", con videocamera posteriore e anteriore

 


E’ partita la gara per le nuove vetture della polizia americana. A lanciare la sfida la Ford che ha presentato venerdì a Las Vegas l’Interceptor, auto destinata a sostituire le famose Crown Victoria. La “pantera” è stata sviluppata sul modello della Ford Taurus tenendo conto delle richieste di vari dipartimenti di polizia. L’abitacolo è stato concepito per dare maggiore spazio agli agenti e facilitare l’accesso ai sedili posteriori con un raggio di apertura maggiore per le porte. Le due sezioni saranno separate da uno schermo anti-aggressione.
Migliorata anche la dotazione elettronica: videocamera posteriore e anteriore, apparati vari per monitorare il traffico, computer. I primi modelli dell’Interceptor saranno disponibili a partire dal settembre 2011.

IN GARA ANCHE CHRYSLER E CHEVROLET - Ma la Ford dovrà guardarsi dalla concorrenza di altri marchi. La Chrysler rilancerà una nuova versione del “Dodge Charger”, molto apprezzato per la sua linea aggressiva. Poi la GM con la sua Chevrolet Caprice e infine la Carbon Motors E7 studiata proprio per la polizia.

Guido Olimpio

Fonte: corriere.it


19/02/2010

Funzionario del Cardarelli intasca tangente da un imprenditore: arrestato

Funzionario del Cardarelli intasca tangente da un imprenditore: arrestato

 

Napoli, operazione della guardia di finanza. indagine dei pm la ragione e novelli. Ha preso una «mazzetta» da 1000 euro per un appalto alla rete informatica: aveva già incassato 14.400 euro

 

 

L'ospedale Cardarelli di Napoli

 

NAPOLI - Lo scambio di mazzette, ormai, è una vera e propria emergenza in tutta Italia. Teatro della presunta corruzione, stavolta, è l'ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande del Sud. Giuseppe Mongirulli, napoletano di 58 anni, funzionario dell'ufficio tecnico del nosocomio, stamane è stato arrestato dopo essere stato colto in flagranza di concussione dalla Guardia di finanza che lo ha sorpreso mentre riceveva una tangente di circa 1000 euro, in piazza Medaglie d'oro al Vomero, da un imprenditore che si era aggiudicato un appalto.

LA «RATA» - Si trattava della «rata» di una mazzetta ben più consistente. Il pubblico ufficiale aveva ricevuto, infatti, nell'arco di pochi mesi, da febbraio a luglio 2009, somme di denaro per un totale di 14.400 euro più tre telefoni cellulari. L'indagine è condotta dai pm Ettore La Ragione e Giancarlo Novelli della sezione «Mani pulite» della Procura di Napoli, coordinata da Francesco Greco.

FILMATO - Gli investigatori hanno accertato che tra l'imprenditore e il funzionario nei giorni scorsi c'erano stati diversi contatti telefonici culminati nell'appuntamento di questa mattina a piazza Medaglie d'oro. L'incontro è stato filmato dalle Fiamme gialle. «Me li ha dati un amico» è stata la difesa a caldo del funzionario. Ma non ha retto. Ora saranno avviate indagini sul patrimonio di Mongirulli per appurare se il funzionario abbia intascato o meno altre mazzette, oltre quelle già note. Per questo motivo sono avvenute perquisizioni sia presso l'ufficio e il domicilio dell'arrestato sia presso un negozio di complementi di arredo gestito dalla moglie.

L'APPALTO - Riguardava la manutenzione della rete informatica e degli impianti radio e audio-video del Cardarelli. Mongirulli era stato designato quale «responsabile unico del procedimento» e direttore dei lavori.

LA DENUNCIA - Dopo che la «dazione» era diventata sempre più alta, fino a diventare insostenibile. Da settembre 2009, l'imprenditore si era venuto a trovare in crescenti difficoltà finanziarie per i ritardi nei pagamenti da parte del Cardarelli. Così Mongirulli aveva chiesto di diventare una sorta di «socio di fatto» nell'appalto, pretendendo la metà dei profitti dell'appalto che lui aveva stimato in 38.500 euro (l'importo complessivo della gara era di 125.600 euro).

Titti Beneduce