04/05/2010

Venduti un milione di iPad

Venduti un milione di iPad

In 28 giorni. L'annuncio della Apple. In aprile scaricati 12 milioni di applicazioni software e 1,5 milioni di libri digitali

 

E' stato lanciato sul mercato 28 giorni fa e ha già raggiunto quota un milione di esemplari venduti. E' l'iPad, il tablet computer ultimo nato di casa Apple. L'annuncio è stato fatto dall società di Steve Jobs che ha anche sottolineato che gli utilizzatori dell'iPad hanno già scaricato 12 milioni di applicazioni software e 1,5 milioni di libri digitali.

L'iPad e (a destra) l'Iphone
L'iPad e (a destra) l'Iphone

La società di Cupertino ha venduto 300.000 iPad, che ha un touch screen da 9,7 pollici ed è particolarmente adatto alle applicazioni multimediali e alla navigazione Internet, nel solo giorno di lancio, il 3 aprile, e mezzo milione di pezzi nella prima settimana.
Venerdì scorso Apple è uscita negli Stati Uniti con una versione più cara dell'apparecchio, dotato di connessione wireless ad alta velocità che utilizza la rete cellulare dell'At&T. L'esemplare più economico è dotato solo di connessione Wi-Fi. Anche se l'apparecchio raggiungerà i mercati internazionali solo alla fine di maggio, alcuni analisti prevedono che Apple quest'anno ne possa vendere circa 5 milioni di esemplari.

Redazione Online


29/12/2009

Scudo fiscale, rimpatriati 95 mld di euro

Scudo fiscale, rimpatriati 95 mld di euro

 

Dubbi della Corte dei conti: «Mancano affidabili meccanismi e verifiche a posteriori». Il ministero del Tesoro: «Straordinario successo segno di forza della nostra economia e di fiducia nell'Italia»

 

ROMA - Lo scudo fiscale ha permesso il rimpatrio di 95 miliardi di euro, «ben oltre i 6 punti di Pil». Lo rende noto il ministero dell'Economia, spiegando che «il 98% è fatto da rimpatri effettivi in Italia, pari a 93 miliardi». Per sanare la propria posizione si doveva pagare un'aliquota del 5%, quindi il gettito per lo Stato ammonta a 4,75 miliardi di euro, di cui 3,7 già impegnati in Finanziaria, dice la nota.

SUCCESSO - «Sono numeri che marcano uno straordinario successo - afferma la nota - segno di forza della nostra economia e di fiducia nell'Italia. E anche di intelligenza. L'impegno dei principali Paesi del G20 è infatti nel senso che: 'Il tempo dei paradisi fiscali è finito per sempre'. Portare o tenere i soldi nei paradisi fiscali non conviene più, né economicamente né fiscalmente. Il rendimento è minimo, il rischio è massimo». Il termine di riapertura delle operazioni di rimpatrio sino alla fine di aprile - sottolinea quindi il comunicato - è «ultimo e definitivo». Il bilancio dell'operazione è superiore alle previsioni inserite in Finanziaria (circa 80 miliardi), ma inferiore alle indicazioni fornite da fonti della maggioranza, che ipotizzavano oltre 100 miliardi.

PROROGA - In base al decreto legge Milleproroghe, lo scudo fiscale quater prevede un'aliquota al 6% fino al 28 aprile, che salirà al 7% il 29 e 30 aprile. Fonti ministeriali indicano in altri 30 miliardi i capitali sanabili con la riapertura dei termini.

DUBBI DALLA CORTE DEI CONTI - Lunedì però la Corte dei conti ha espresso dubbi sul gettito derivante dalla lotta all'evasione, affermando che «sussiste il problema dell'incertezza sugli effetti di gettito ascrivibili alla lotta all'evasione, a causa dell'assenza di affidabili meccanismi e metodologie di verifica a posteriori». In particolare le norme sul contrasto ai paradisi fiscali, gli arbitraggi fiscali internazionale e sullo scudo fiscale «appaiono insistere sulla stessa base imponibile», sostiene ancora la Corte, e «sono legate tra loro da un rapporto di alternatività».


17/12/2009

Scudo fiscale, sì alla proroga fino ad aprile Via libera della Camera alla finanziaria

Scudo fiscale, sì alla proroga fino ad aprile Via libera della Camera alla finanziaria

 

LE MISURE. La manovra approvata con 307 sì e 267 no. L'Mpa non partecipa al voto. Il testo passa ora al Senato

 

 

La Camera (foto d'archivio)
La Camera (foto d'archivio)

ROMA - Via libera della Camera alla Finanziaria. Il testo è stato approvato in seconda lettura con 307 voti favorevoli, 267 voti contrari e 2 astenuti. Hanno votato a favore Pdl e Lega, contro Pd, Idv e Udc. L'Mpa, in segno di protesta, non ha partecipato al voto, ritenendo che le misure per il Sud siano insufficienti. Il testo, che mercoledì aveva incassato la fiducia al governo, torna in terza lettura al Senato per l'approvazione definitiva. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, era in aula al momento del voto.

L'ULTIMA - Si avvicina dunque al varo definitivo, previsto a Palazzo Madama il 22 dicembre, l'ultima «Finanziaria» così denominata. Dal prossimo anno si parlerà di «legge di stabilità».

SCUDO - Il Consiglio dei Ministri ha intanto deciso la proroga dei termini per lo scudo fiscale, che slittano così al 30 aprile 2010. Il provvedimento rientra nel decreto "milleproroghe". La riapertura dello scudo fiscale, spiega Tremonti, prevede «due scadenze e due aliquote». Dall'entrata in vigore del decreto "milleproroghe" fino a fine febbraio si pagherà il 6%, dall'inizio di marzo fino alla fine di aprile il 7%. Nessuna previsione sui possibili nuovi capitali sanabili e relativo gettito: la riapertura «è cifrata un euro», ha aggiunto Tremonti sorridendo e confermando che non c'è una stima ufficiale del governo.


16/07/2009

Vedova trovata morta, arrestato il fratello

Vedova trovata morta, arrestato il fratello

 

La donna era stata trovata morta il 28 aprile in un'auto parcheggiata in viale Sarca. A inchiodare Pasquale Procacci, 65 anni, le tracce di Dna sull'auto. Il movente in una lite per denaro

 

Maria Teresa Procacci
Maria Teresa Procacci

MILANO - A tradirlo sono state due distinte tracce di Dna isolate nell'auto della vittima e comparate dagli esperti della Scientifica con gli effetti personali, tra cui lo spazzolino da denti, prelevati a casa dell'arrestato. È finito così in manette Pasquale Procacci, 65 anni, accusato dell'omicidio della sorella Maria Teresa Procacci trovata morta il 28 aprile in un'auto parcheggiata in viale Sarca, nella periferia Nord di Milano. Da subito l'uomo era finito nel mirino degli investigatori della Omicidi, il 2 luglio scorso era stato inscritto nel registro degli indagati e ora dovrà rispondere di omicidio volontario. Ancora da accertare l'arma esatta, probabilmente un attrezzo da cantiere, con cui l'uomo ha sfondato il cranio della sorella 69enne.

L'auto con i cadavere della donna ritrovata in viale Sarca (clicca per la fotogallery)
L'auto con i cadavere della donna ritrovata in viale Sarca

MOTIVI DI DENARO - È nel movente economico, dunque, una lite per il denaro degenerata che si nasconde la risoluzione del caso. La vedova possedeva decine di appartamenti, gestiti da tre società intestate a Maria Teresa, Pasquale e il figlio di quest'ultimo, Antonio. Del patrimonio, eredità del marito morto nel 1998, faceva parte anche una scuderia di cavalli. La donna amministrava il denaro con molta generosità, non risparmiando prestiti e donazioni in parrocchia. Alla ricostruzione mancano solo alcuni dettagli sull'orario e sugli spostamenti della Hyundai col corpo senza vita della donna fino a viale Sarca, quattro chilometri più in là. Elementi che non cambiano il quadro accusatorio e che hanno portato all'esecuzione dell'ordinnza di custodia cautelare in carcere.

LA DINAMICA - È nell'auto sporca di sangue che si consuma il delitto. È lì che gli uomini della Scientifica hanno riscontrato un'anomalia tra il profilo genetico riconducibile al sangue della vittima, trovato in abbondanza sui sedili, e un altro Dna che, invece, apparterebbe al fratello. Proprio lui, che segnalò la scomparsa della donna, ora dove rispondere di omicidio volontario. Un delitto probabilmente commesso davanti al condominio di via Lumière, dove la ricca vedova si era trasferita da qualche mese in attesa della ristrutturazione della sua casa in via Venini. Poi l'uomo parcheggiò l'auto in viale Sarca dove, alle 19 circa del 28 aprile, venne notata da un passante. Il corpo della donna era riverso sui sedili anteriori della sua Hunday blu scuro. Era seminuda, con un braccio che le copriva il viso. La parte frontale del cranio era sfondata, le braccia coperte di lividi. Il 65enne non ha proferito parola quando gli agenti sono andati a prenderlo: ha preso qualche effetto personale e si è lasciato portare a San Vittore.