25/09/2011

Svolta storica in Arabia Saudita, diritto di voto e di elezione per le donne

Svolta storica in Arabia Saudita, diritto di voto e di elezione per le donne

Nel Paese sono ancora molte le limitazioni di diritti per le esponenti del genere femminile. L'annuncio di re Abdullah: potranno far parte della Shura del regno a partire dalla sua prossima sessione

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18/03/2011

Dallo Yemen alla Siria, tensione in M.O.

Dallo Yemen alla Siria, tensione in M.O.

Violenta repressione da parte delle forze di sicurezza yemenite. Trenta morti tra gli oppositori a Sanaa, la polizia carica i manifestanti a Damasco. Coprifuoco violato in Bahrein

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27/07/2010

Aereo cargo della Lufthansa si schianta all'aeroporto di Riad

Aereo cargo della Lufthansa si schianta all'aeroporto di Riad

Il velivolo si è spezzato in due. La notizia dell'incidente riferita dalla televisione saudita, che non ha fornito altri particolari

RIAD - Un aereo cargo della compagnia tedesca Lufthansa si è schiantato all'aeroporto di Riad, in Arabia Saudita. Il velivolo si è spezzato in due in fase di atterraggio. Il pilota e gli altri cinque membri dell'equipaggio sono stati estratti vivi dai rottami e trasferiti in ospedale: non avrebbero riportato ferite gravi. Lo riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya'.

Al momento non si conoscono le cause dell'incidente, ma testimoni sostengono di aver visto fumo nero uscire dal velivolo mentre era in volo e di aver visto l'aereo cargo spezzarsi in due dopo lo schianto. L'incidente è avvenuto alle 11.15 ora locale, durante la fase di atterraggio dell'aereo nell'aeroporto King Khaled della capitale saudita. Il quotidiano locale 'al-Riadh' ha già pubblicato sul proprio sito Internet in esclusiva le foto del velivolo precipitato, che proveniva da Francoforte.

Redazione online


29/01/2010

Afghanistan, «colloqui segreti» tra le Nazioni Unite e i talebani

Afghanistan, «colloqui segreti» tra le Nazioni Unite e i talebani

 

Primi contatti in arabia saudita. Il Guardian: «Incontri esplorativi per delineare i termini di un accordo di pace»


AFGHANISTAN - Un inviato delle Nazioni Unite avrebbe condotto segretamente colloqui esplorativi con alcuni comandanti talebani per delineare i termini di un accordo di pace. Lo rivela in apertura il quotidiano britannico The Guardian. I comandanti regionali della Quetta Shura si sono incontrati con Kai Eide, rappresentante Onu in Afghanistan, l'8 gennaio scorso a Dubai.

FIDUCIA - «Hanno chiesto un incontro per avviare dei colloqui, vogliono protezione, non vogliono finire in posti come Bagram (il centro di detenzione presso la base militare Usa di Kabul, ndr.)», riferiscono fonti delle Nazioni Unite. Si tratta del primo incontro del genere e a questo livello, precisa il quotidiano britannico, sottolineando come ciò possa rappresentare, per la prima volta in nove anni, una certa fiducia nelle organizzazioni internazionali da parte di alcuni gruppi talebani.


09/08/2009

Porto Cervo, rapinata principessa saudita

Porto Cervo, rapinata principessa saudita

 

Furto di gioielli del valore di 11 milioni di euro messo a segno in un hotel esclusivo: sfilata cassaforte dal muro, sarebbe la figlia del viceré del paese


Il Colonna Pevero Hotel, dove è avvenuto il furto
Il Colonna Pevero Hotel, dove è avvenuto il furto

PORTO CERVO - Clamoroso furto milionario a Porto Cervo. Una principessa saudita ha denunciato un furto di gioielli per un valore di undici milioni di euro, come riporta il quotidiano L'Unione Sarda. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma si è appreso che la donna, che sarebbe la figlia del viceré dell’Arabia Saudita, è stata derubata mentre si trovava in vacanza nell'esclusivo Colonna Pevero Hotel, uno dei più lussuosi della Costa Smeralda. I ladri sono riusciti a sfilare dal muro la cassaforte e a scappare. Scoperto il furto, la principessa ha fatto denuncia ai carabinieri, che hanno avviato le indagini.

CASO DELICATO - Dietro il "colpo" potrebbe esserci una banda di rumeni: un clan organizzatissimo che probabilmente poteva contare su basisti ben informati. La Costa Smeralda è infatti sorvegliata 24 ore su 24, non solo da polizia e carabinieri ma anche da vigilantes e guardie giurate. Una brutta gatta da pelare per i carabinieri della stazione di Porto Cervo insieme ai colleghi del nucleo operativo del reparto territoriale di Olbia che si occupano del caso. Un caso deicato anche dal punto di vista diplomatico, tanto che in Costa Smeralda è arrivato l'addetto militare dell’ambasciata saudita a Roma, insieme ad alcuni generali del Paese mediorientale. I ladri hanno portato via oggetti di grande pregio, anche se la polizia giudiziaria ha indicato un valore complessivo di "soli" uno o due milioni di euro, contro gli undici denunciati dalla principessa. Secondo gli investigatori, i malviventi sarebbero penetrati nella stanza d’albergo con un semplice passepartout. Per la soluzione del caso saranno fondamentali le impronte digitali e il Dna all'esame della Scientifica, mentre si cercano tracce della banda nel casellario giudiziario e nell’archivio genetico. I carabinieri puntano anche sull’impianto di videosorveglianza dell'albergo e sulle testimonianze del personale di sicurezza.


16/03/2009

«Soldi o sesso in cambio delle foto» I ricatti alle donne "senza veli"

«Soldi o sesso in cambio delle foto» I ricatti alle donne "senza veli"

 

Sempre più spesso donne che chattano o inviano mms vengono poi taglieggiate dai loro amici virtuali

 

Ricattate per quelle foto senza veli (anche solo sul viso). È diventato un problema piuttosto diffuso in Arabia Saudita, secondo i quotidiani del Regno. In un caso, a febbraio, a Gedda, un uomo ha cercato di estorcere a una ragazza 10.000 rial (2.000 euro) minacciando di pubblicare sul Web 37 foto di lei. La donna lo ha denunciato alla polizia religiosa. E anziché trovare lei al ristorante dove le aveva dato appuntamento, l’uomo ha trovato la polizia. Gli sms sul suo cellulare mostravano che stava ricattando anche altre donne.

CONDANNA A 5 ANNI - In un altro caso, a fine mese, un tribunale a Al Ahsa, nell’est dell’Arabia Saudita, ha condannato un 19enne a 5 anni di prigione: voleva costringere una ragazza a uscire con lui, minacciando di "postare" foto di lei su Internet. Solo alla Mecca nel 2008 ci sono stati 65 casi del genere, ha detto Ahmed Qassem al-Ghamdi, capo locale della "Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio" (il dipartimento da cui dipende la polizia religiosa) al quotidiano Asharq al-Awsat. Al-Ghamdi spiega che le vittime hanno di solito tra i 16 e i 39 anni. Spesso sono ragazze istruite.

LA LEGGE E LE VIOLAZIONI - In Arabia Saudita la legge proibisce i contatti tra uomini e donne non imparentati prima del matrimonio. Ma nella realtà virtuale è facile violare queste regole. Le ragazze chattano, mandano sms e magari inviano una propria foto. Si tratta spesso di foto innocenti per gli standard occidentali, ma possono danneggiare la reputazione di una donna se vi appare senza abaya o hijiab. «Il ricattatore può essere l’insegnante o l’idraulico», dice al-Ghamdi. A volte sono coinvolte anche mediatrici donne che convincono una ragazza fingendo che il fratello ne sia innamorato, secondo il quotidiano Okaz. Oppure le foto sono scattate in luoghi dove una donna si è incontrata «illegalmente» con un uomo. Molte ragazze, nello sporgere denuncia, dicono comunque che le foto erano state prelevate dai loro computer o cellulari lasciati in un negozio per riparazioni. Alla fine, comunque, dietro minaccia di mostrare le immagini alla famiglia della vittima o pubblicarle sul Web, i ricattatori chiedono denaro (e in alcuni casi rapporti sessuali).

COMMISSIONE AD HOC - Ali bin Mohamed Al Hayan, capo della «Commissione per la prevenzione del vizio e la promozione della virtù» di Gedda afferma che se le foto vengono consegnate dalla ragazza nell’ambito di una «relazione illecita», ma lei poi confessa, non deve essere punita. «Punirle peggiorerebbe solo le cose. Bisogna proteggerle anche se hanno fatto un errore». E poi, ha aggiunto, confessare è il primo passo verso la redenzione. L’attenzione per il problema è cresciuta talmente che Re Abdallah ha fatto creare una commissione ad hoc per affrontarlo. Il quotidiano Okaz ha pubblicato venerdì alcuni consigli pratici in prima pagina: ragazze, «non lasciate la webcam accesa», «aggiornate spesso il software per la protezione dei dati», etc. Alcuni lamentano che questi ricatti sono il risultato di «influenze esterne» sulla società saudita. Altri, come il sociologo Maysoon Al-Dukhailan, si cimentano nell'analisi del profilo psicologico del “giovane ricattatore”: «Ha molto tempo ed è spesso disoccupato e crede che il suo talento non sia compreso, il che porta a problemi psicologici che lo spingono a trovare piacere nel vendicarsi tramite i ricatti». Mohammed Bin Yahya Al-Nujeimi, esperto di giurisprudenza islamica, fa solo una raccomandazione alle famiglie: «Cercate di capire che le vostre ragazze sono diventate vulnerabili a ricatti anziché punirle, specialmente quando confessano. Purtroppo, nella nostra società, quando i giovani fanno degli errori, se sono maschi tutti li difendono, se sono femmine vengono condannate».

Viviana Mazza