10/10/2010
Mazzoleni rimane senza fischietto
Mazzoleni rimane senza fischiettoAd Alzano Lombardo (Bergamo). Furto in casa dell'arbitro: i ladri hanno portato via oggetti di valore ma anche i suoi strumenti di lavoro
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27/12/2009
Arbitro steso da una pallonata, paura in Marocco
Arbitro steso da una pallonata, paura in Marocco
E' successo nel match tra El Jadida e Rabat. Al' 38' il centrocampista Souiyat tira dalla distanza e prende in pieno Khalid Ramsis. Il direttore di gara va a terra e viene ricoverato in ospedale: danni alla testa e al collo.

Brutta, bruttissima giornata per un arbitro marocchino, Khalid Ramsis. Al 38' della partita tra le formazioni dell'El Jadida e del Rabat, il centrocampista Fussiste Souiyat tira da fuori area. Il suo destro è molto forte e sulla traiettoria trova lo sfortunato direttore di gara. Khalid Ramsis si accascia al suolo e perde conoscenza. Immediato l'intervento dei medici e il trasporto in ospedale. L'arbitro ha riportato danni alla testa ed al collo.
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07/05/2009
Uefa valuta inchiesta su Drogba e Hiddink
Uefa valuta inchiesta su Drogba e Hiddink
Il polemico dopopartita Chelsea-Barcellona di Champions. L'attaccante e il tecnico dei Blues scatenati per le decisioni discutibili dell'arbitro norvegese Övrebö
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| Drogba punta il dito contro l'arbitro (Reuters) |
GINEVRA - L'Uefa non esclude l'apertura di un'inchiesta disciplinare sulle dichiarazioni dell'allenatore Guus Hiddink e dell'attaccante Didier Drogba al termine della semifinale di Champions League Chelsea-Barcellona. «Aspettiamo il rapporto dell'arbitro», ha detto l'Uefa.
DROGBA - La posizione più grave pare quella del centravanti dei Blues, Drogba, già ammonito al termine della partita per proteste dall'arbitro norvegese Tom Henning Övrebö, protagonista di una direzione molto discutibile che ha danneggiato il Chelsea. Dopo il fischio finale, l'attaccante ivoriano ha fatto una sceneggiata davanti all'arbitro e alle telecamere urlando frasi irripetibili, tanto da costringere la Sky britannica a scusarsi con i telespettatori. Poi Drogba avrebbe fatto anche di peggio nel tunnel che porta agli spogliatoi. Il Sun riporta che Drogba avrebbe bloccato l'arbitro e, con il volto a pochi centimetri da quello del direttore di gara, gli avrebbe gridato: «Questa è una fottuta vergogna. Non hai rispetto, certe cose non dovrebbero accadere, non puoi comportarti così». Drogba avrebbe poi sbattuto più volte la mano contro il tunnel, mentre l'arbitro lo guardava terrorizzato. «Drogba sembrava pazzo, ha perso il controllo», ha proseguito nel racconto un testimone. «Non ha mai toccato nemmeno con un dito l'arbitro, ma il suo comportamento è stato tutt'altro che civile».
HIDDINK - Hiddink ha invece affermato che l'Uefa non voleva una finale di Champions League fra due squadre inglesi, come avvenne lo scorso anno sempre tra Chelsea a Manchester United. L'arbitro, parlando con alcuni ufficiali Uefa dopo la gara, avrebbe ammesso di avere commesso alcuni «errori significativi» durante la partita. Non è la prima volta che Övrebö viene contestato per i suoi arbitraggi. Per esempio agli Europei dello scorso anno annullò un gol valido a Luca Toni in Italia-Romania.
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24/04/2009
La curva nerazzurra si schiera con i tifosi della Juventus
La curva nerazzurra si schiera con i tifosi della Juventus
Balotelli accolto con freddezza, nuove accuse a Zoro. E uno striscione contro la squalifica inflitta ai bianconeri
MILANO — Ma allora non era solo un’impressione. Ma allora il freddo non era solo quello del clima che in tre ore ha spostato Milano dal Nord Africa alla Svezia. Mario Balotelli entra in campo per il riscaldamento e San Siro, in teoria il suo stadio, non gli riserva un applauso particolare, non grida il suo nome, non fa nessuna differenza con gli altri 10 titolari al momento dell'annuncio della formazione. Il massimo che capita di sentire è qualche urletto quando il ragazzo dal numero 45 segna (a porta vuota) poco prima di rientrare negli spogliatoi per l’inizio della partita. Ma quella è la beata ingenuità dei ragazzini. Sì, perché al secondo anello della curva Nord stavolta non ci sono gli ultrà, ma mille studenti tra i 10 e i 13 anni della Provincia di Milano. Li ha riuniti l'Associazione Nuova di don Gino Rigoldi, dopo tre incontri sul «Tifo positivo» in collaborazione con la Provincia di Milano e la Gazzetta dello Sport.
Per i primi 20’'ci si può anche illudere che il pubblico pensi davvero alla partita, in fondo ci sono 13 mila doriani che tifano come ossessi (pure loro ignorando del tutto Balotelli) e bisogna bilanciarne l'impatto. Mario sta facendo il suo. A destra nel 3-4-3, parte un po' contratto: qualche falletto, qualche appoggio sbagliato, poi però è il primo interista a fare qualcosa di pericoloso. Va via sulla destra e mette in mezzo un bel pallone per Ibra, senza fortuna. È in quel momento che gli ultrà dell’Inter espongono il loro striscione n˚ 1: «Non è una questione di pelle / Balotelli uno di noi. Zoro uomo di merda». Come dire: la prova che non siamo razzisti sta nel fatto che consideriamo Mario uno di noi, mentre Zoro (bersaglio di insulti a Messina) è solo uno che si è inventato delle accuse. Neanche il tempo di domandarsi a chi si riferiscano gli ultrà nello scrivere «noi», che arriva pronta la risposta. Striscione n˚ 2: «Juve-Lecce a porte aperte». Questa sì, che è bella: solidarietà agli ultrà (anzi no, a tutti i tifosi) della grande nemica che sabato sera a Balotelli avevano cantato e urlato di tutto.
A pensarci bene non c’è da stupirsi, trattandosi della curva che a ogni derby canta «Rossoneri ebrei» ai cuginetti del Milan. Ma di solito negli stadi vige una legge piuttosto tribale: prima la maglia, poi tutto il resto. Per cui, ad esempio (e non a caso gli ultrà juventini l’hanno citata come prova in questi giorni), ai neri della propria squadra non si urla buuuu, ma a tutti gli altri sì. Be’, niente. Se c’è da fare brutta figura, la solidarietà fra curve è più forte anche della più forte delle rivalità del calcio italiano. Ma gli ultrà italiani non sarebbero quello che sono se non regalassero la chicca finale. Al 38’ del secondo tempo Balotelli litiga con Stankevicius. E alla curva doriana non pare vero. Il coretto sulla mamma di Mario, trattenuto per quasi un'intera partita, finalmente può partire. Ogni cosa a suo posto.
Tommaso Pellizzari
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21/04/2009
Lapo Elkann e il caso Balotelli: «Basta usare la Juventus come capro espiatorio»
Lapo Elkann e il caso Balotelli: «Basta usare la Juventus come capro espiatorio»
Azionista e appassionato, sabato era all’Olimpico con la fidanzata. L'illustre tifoso bianconero: «Cori ingiusti, Mario scorretto»
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| Lapo Elkann (a sinistra) allo stadio olimpico durante Juve-Inter (LaPresse) |
MILANO — Ha lasciato la giacca scozzese bianconera e i jeans strappati, perfetti per un sabato sera nel privé dell’Olimpico con la fidanzata Bianca e il fratello John, a Torino. Oggi Lapo Edovard Elkann è vestito da ambasciatore della Triennale di Milano, dalla bolgia del calcio al silenzio ovattato dell’arte moderna. Senza dubbio preferirebbe commentare l’allestimento del museo del design, però Juve-Inter è ancora incandescente due giorni dopo, l’eco di quei venticinquemila insulti razzisti lontana dallo spegnersi e una certa juventinità congenita dell’ambasciatore, quel segno particolare che si è trovato stampato 31 anni fa sull’atto di nascita, autorizzano un cambio, improvviso, di soggetto.
Lapo, lei, torinese e juventino, era all’Olimpico. Confessi: cosa ha pensato alla prima, alla seconda, alla terza, all’ennesima bordata di insulti a Balotelli?
«Ero dispiaciuto. Per lui, perché un ambiente del genere non porta serenità al match. E per me personalmente, da uomo e da tifoso, perché tutti a questo mondo abbiamo il diritto di essere messi in condizione di competere lealmente».
Belle parole. Però da quel far west sono uscite una brutta partita e una brutta figura.
«Io dico che non ci può essere amore tra Juventus e Inter. Parlo da tifoso, non da azionista bianconero. Non è strutturalmente possibile. E tutti sappiamo perché».
Scontate ancora i postumi del fallo di Iuliano su Ronaldo?
«Tra Juve e Inter ci può essere rispetto, che è doveroso in qualsiasi competizione e in qualsiasi combattimento, di business o di sport. Ma tutti sanno perché tra Juve e Inter non può esserci amore. E noi bianconeri lo sappiamo meglio di loro, perché siamo andati in B».
Nel calcio non si prescrive proprio nulla, vero?
«Se lo vince, e ribadisco se lo vince, per me questo sarà il primo scudetto dell’Inter di Moratti. L’ha detto anche Mourinho».
Ma Balotelli cosa c’entra?
«Balotelli c’entra perché sul campo non mi è sembrato un professionista. Mi è sembrato un giocatore scorretto. Legrottaglie dopo la partita ha parlato chiaro. E’ giovane, ha 18 anni e da giovani si è focosi e irruenti, si possono commettere tanti errori e io ho titolo per dirlo perché ne ho commessi anch’io. Ma qualsiasi calciatore potrebbe confermare che Balotelli è scorretto».
I tifosi, però...
«All’Olimpico sabato sera è successo qualcosa di ingiusto e indegno. La pelle non conta, bianca o nera è la stessa identica cosa. Anzi, riuscire per chi è di colore è tre volte più difficile rispetto a chi non lo è, nello sport e nella vita. Questa è la realtà dei fatti, togliamoci il prosciutto dagli occhi».
Non sembra un alibi per Balotelli, però.
«Che è un gran giocatore, lo ammetto, però ha i suoi difetti. Scorretto, ma di altissima qualità. Io credo che se avrà un’educazione sportiva e umana all’altezza del suo enorme potenziale, Balotelli farà una strepitosa carriera. Lo dico da italiano, non certo da juventino. Mi farebbe piacere per l’Italia e per l’Inter».
Mourinho è l’educatore appropriato?
«Non lo so e non mi interessa. A me interessa solo la Juve. Balotelli non è un problema mio».
Resta la sanzione di una partita a porte chiuse per la Juve.
«Un’assurdità, perché Balotelli è fischiato ovunque, capita ogni domenica anche a Sissoko e prendono la Juve come capro espiatorio. Questo mi dà fastidio».
E i cori per novanta minuti non le hanno dato fastidio?
«Non c’era bisogno dei cori. Gli insulti sono inutili, sviliscono gli uomini e il calcio. Sono cattivi esempi per i giovani. Sono un segnale di carenza di stile, cuore e umanità. Balotelli, Vieira, Seedorf, il nostro Sissoko: a tutti capita di riceverne. E poi, ai fini del risultato, non servono. La Juve ha dimostrato di poter pareggiare anche con un uomo in meno. C’era molto nervosismo, sul campo e fuori. Tra le tifoserie di Juve e Inter c’è troppo odio: i rancori sportivi non li scuso, però li capisco».
Torino è una città razzista?
«Se si vuole fare polemica su Torino, non ci sto. È una città di grande creatività e apertura e l’ha dimostrato ospitando l’Olimpiade, dove c’era tutto il mondo. I cori razzisti non ci sono solo a Torino e la Juve è una squadra multirazziale. Anche se più italiana dell’Inter».
Balotelli un domani alla Juve. È ipotizzabile?
«È ipotizzabile Balotelli un domani nella nazionale italiana. Mi piacerebbe. Va tutelato. Lo dico da amante del bel calcio».
Gaia Piccardi
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