26/02/2011

Fiammiferi, l'archivio Saffa salvato da un ex operaio

Fiammiferi, l'archivio Saffa salvato da un ex operaio

FILLUMENIA. Ermanno Tunesi ha strappato dal macero antiche scatole, cerini tagliati a mano, bozzetti per le illustrazioni

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07/06/2010

Gli appalti e i conti bancari segreti Trovato il prestanome di Balducci

Gli appalti e i conti bancari segreti Trovato il prestanome di Balducci

È un collaboratore del commercialista che custodiva l’archivio di più indagati


Conti correnti bancari «riconducibili alla famiglia Balducci, ma intestati a Fernando Mannoni». Il verbale di sequestro del materiale trovato nello studio del commercialista Stefano Gazzani rivela l’esistenza di un prestanome che custodiva i soldi del Provveditore ai Lavori Pubblici. E ne svela l’identità, individuandolo come uno dei collaboratori del professionista che curava anche gli affari di Diego Anemone.

Esiste dunque una provvista di denaro che Balducci aveva intenzione di far sfuggire ai controlli. Dopo la scoperta di un conto in Lussemburgo con circa 3 milioni di euro, i carabinieri del Ros afferrano la traccia di un nuovo tesoretto. L’esame dei documenti già acquisiti presso gli istituti di credito dovrà adesso accertarne la provenienza, anche se le prime verifiche hanno già fornito dettagli di interesse investigativo su passaggi che portano direttamente al costruttore privilegiato nell’assegnazione degli appalti per i «Grandi Eventi».

La perquisizione risale a circa tre mesi fa. Quando i militari dell’Arma entrano nello studio del commercialista chiedono di poter visionare tutte le carte relative a Balducci, Anemone e Mauro Della Giovampaola, il funzionario delegato alla gestione del G8 a La Maddalena arrestato per corruzione e tornato in libertà per scadenza dei termini. Trovano gli estratti relativi e centinaia di conti e si soffermano su quelli intestati agli indagati. Analizzando le movimentazioni si accorgono però di un’anomalia che riguarda le disponibilità di Balducci e dei suoi figli. C’è un nome che ricorre, pur non avendo alcun legame evidente con loro. È, appunto, quello di Mannoni. Chiedono chiarimenti e scoprono che in realtà l’uomo è uno dei collaboratori di Gazzani. Il suo computer, insieme a chiavette Usb e altro materiale informatico, è stato appena sequestrato.

La circostanza appare subito sospetta: che motivo ha, la famiglia Balducci, di intestare i propri conti a un prestanome se la provenienza dei soldi è lecita? Ma soprattutto, come mai è stato scelto un collaboratore del commercialista che il Provveditore ha in comune con Anemone? L’ipotesi degli investigatori, che avrebbe già trovato primi riscontri, è che quei depositi siano serviti a far transitare il denaro che il costruttore versava dopo aver ottenuto gli appalti. E dunque che il prezzo di quelle assegnazioni non fossero soltanto gli appartamenti, i viaggi con l’idrovolante, le vacanze e persino i domestici assunti e messi a disposizione di Balducci e di sua moglie. A fare la differenza sarebbero stati i contanti per Balducci che Gazzani avrebbe provveduto ad occultare grazie alla disponibilità di una persona che lavorava al suo fianco.

Il commercialista, a sua volta titolare di decine di depositi, è stato segnalato dalla Banca d’Italia per alcune operazioni sospette riconducibili alla «cricca». Iniziative finanziarie che potrebbero nascondere l’acquisto di beni o il passaggio di denaro da utilizzare come tangente. Del resto lui stesso ha avuto un ruolo attivo negli interventi di ristrutturazione nelle case di politici e funzionari dello Stato: è socio con Anemone della società «Tecnowood srl» che ha effettuato numerosi lavori, compresi quelli nel villino del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. E dunque è a conoscenza di tutti i rapporti personali gestiti dall’imprenditore, delle frequentazioni che gli hanno consentito di ottenere poi una posizione privilegiata quando si trattava di aggiudicarsi appalti e commesse.

Le intercettazioni telefoniche hanno rivelato che proprio Gazzani si recava ad incontrare il generale della Guardia di Finanza, poi passato ai servizi segreti, Francesco Pittorru che prometteva rivelazioni sulle indagini in corso e per questa sua disponibilità ha ottenuto due appartamenti e l’assunzione della figlia presso il Salaria Sport Village.

Insieme all’architetto Angelo Zampolini, il commercialista è certamente uno degli uomini più fidati di Anemone. Dal suo studio i carabinieri del Ros hanno portato via anche 34 faldoni che documentano la contabilità delle aziende, l’elenco dei fornitori, quello dei consulenti. Migliaia di fogli che disegnano la rete dei contatti. E per questo fanno paura a molti.

Fiorenza Sarzanini


05/06/2010

Gli affari e i nomi dei potenti Trovato il grande archivio

Gli affari e i nomi dei potenti Trovato il grande archivio

L’indagine | Sequestrati dal suo commercialista migliaia di documenti. I pm ora trattano per convincere Anemone a parlare

 

ROMA — Appalti pubblici, ristrutturazioni, incarichi ai consulenti: è stata trovata nell’archivio del commercialista Stefano Gazzani la nuova lista tuttora all’esame dei pubblici ministeri di Perugia. Sono 34 i faldoni sequestrati nello studio del professionista che curava gli affari di Diego Anemone, ma anche quelli del Provveditore Angelo Balducci e del funzionario Mauro Della Giovampaola. Migliaia di documenti acquisiti dai carabinieri del Ros che servono a ricostruire l’attività dell’imprenditore accusato di corruzione, l’elenco dei suoi clienti, i rapporti economici con i privati, ma soprattutto con gli enti pubblici. E uno dei «contenitori» ritenuto di maggior interesse investigativo è il numero 33, contrassegnato dalla dicitura «appunti Gazzani». Proprio per cercare di ottenere nuove conferme a quanto già emerso dalle intercettazioni telefoniche e dall’esame dei documenti contabili, i magistrati hanno proposto allo stesso Anemone una sorta di patto che preveda una linea morbida in cambio della sua collaborazione. E non escludono, nonostante le smentite ufficiale dei legali, di riuscire ad aprire una breccia.

Le due cassette
È il verbale di sequestro allegato al fascicolo processuale messo a disposizione degli indagati, a rivelare quanto è stato portato via dai militari dell’Arma: oltre al computer personale di Gazzani, quelli dei suoi collaboratori, almeno quattro chiavette Usb e le chiavi di due cassette di sicurezza che si trovano in una banca di San Marino. Poi c’è l’intero archivio con i faldoni divisi per nominativo e contenenti tutti i documenti relativi alle aziende, compresa la contabilità. E ancora: l’elenco dei clienti e quello dei consulenti utilizzati per effettuare i lavori, soprattutto quelli pubblici. Tra le carte, è stato rintracciato pure il resoconto di una verifica fiscale effettuata dalla Guardia di Finanza negli anni scorsi. «Tutto è stato fatto secondo le regole - afferma l’avvocato Bruno Assumma - e lo dimostreremo proprio analizzando questa documentazione ».

Gli inquirenti sono convinti che numerosi lavori, soprattutto quelli effettuati negli appartamenti di privati, servissero ad Anemone a rafforzare la rete che gli consentiva poi di aggiudicarsi gli appalti pubblici. Il resto lo avrebbero fatto le «mazzette » versate. Nel «porto franco » di San Marino Gazzani è stato certamente svariate volte. Lì aveva accompagnato anche la madre di Claudio Rinaldi, il commissario dei Mondiali di Nuoto accusato di corruzione perché sospettato di aver preso soldi in cambio di alcune autorizzazioni concesse ad Anemone. E dunque il contenuto delle due cassette potrebbe rivelare nuovi dettagli su eventuali tangenti versate a funzionari e politici.

La trattativa
Proprio per avere chiarimenti su quanto emerso sino ad ora, i pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi avevano convocato Anemone per un interrogatorio. «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere », ha spiegato lui, ma qualcosa potrebbe cambiare nel suo atteggiamento. Sono stati gli stessi magistrati a prospettargli l’ipotesi di una collaborazione nel tentativo di aprire uno spiraglio. Sul tavolo della trattativa la Procura di Perugia può mettere il ritiro dell’istanza sul commissariamento delle aziende. L’udienza è fissata per mercoledì prossimo 9 giugno, dunque i tempi sono stretti. Però basterebbe una minima apertura dell’indagato per orientare le scelte dell’accusa. Una sorta di accordo che potrebbe comprendere anche il via libera al patteggiamento.

Ufficialmente i difensori smentiscono. «Posso escludere - dichiara l’avvocato Claudio Cimato - che il mio cliente abbia intenzione di parlare. Del resto non abbiamo ancora visto le carte processuali e fino alla discovery completa non ci sarà alcun cambio di linea». Parole che ricalcano quelle pronunciate un mese fa, nonostante Anemone avesse appena accettato di rispondere alle domande di un finanziere che si era presentato nel carcere di Rieti un’ora prima del suo ritorno in libertà. In quell’occasione l’imprenditore smentì la versione fornita dal generale dei servizi segreti Francesco Pittorru sulle due case regalate. «I soldi erano un prestito», aveva messo a verbale l’alto ufficiale. Anemone spiegò che aveva detto il falso.

Fiorenza Sarzanini


19/02/2010

Arriva Kindle per BlackBerry

Arriva Kindle per BlackBerry

 

Per ora disponibile solo negli Usa. Una nuova applicazione Kindle permetterà di accedere all'archivio di testi elettronici dallo smartphone

 

MILANO - Dopo la versione per iPhone, è arrivata infine anche l'applicazione Kindle dedicata a chi utilizza uno smartphone BlackBerry. Completamente gratuito e scaricabile dalla rete, il software che trasforma il telefonino in un e-reader darà agli utenti la possibilità di scegliere il libro che preferiscono da un elenco di oltre 420 mila testi in formato elettronico per leggerlo direttamente sul display di alcune versioni dello smartphone in questione.

KINDLE APP - È Ian Freed, Vice President di Amazon Kindle a spiegare che «fin dal lancio della popolare applicazione Kindle per iPhone, lo scorso anno, i clienti hanno continuato a domandarci di offrire un servizio analogo anche per il BlackBerry». Così hanno fatto, dando vita al software dedicato ai dispositivi di Research in Motion, che nonostante la grande popolarità dell'iPhone continua a dominare il mercato degli smartphone. In particolare, «Kindle for BlackBerry» è compatibile con i modelli Bold 9000 e 9700, Curve 8520 e 8900, Storm 9530 e 9550 e con il Tour 9630, come si legge sulle pagine web riservate al download dell'applicazione, che può essere avviato direttamente dal telefono, tramite il browser di cui è dotato. Ma per il momento solo per chi si collega dagli Stati Uniti.

RISVOLTI - Certo la lettura sul piccolo display dei BlackBerry non sarà un'esperienza esaltante, e proprio per questo è possibile che molti tra coloro che sceglieranno di provare l'applicazione decidano in seguito di acquistare il lettore Kindle per continuare a godersi l'esperienza della lettura su e-reader (e per non buttar via i soldi spesi per l'acquisto dei testi in formato digitale), questa volta con la sicurezza della massima qualità. O quantomento questo è ciò in cui probabilmente spera Amazon che, secondo indiscrezioni, sarebbe perfino disposta a regalare i lettori Kindle pur di attirare nuovi utenti verso i propri servizi a pagamento. Il tutto nell'intento di contrastare la minaccia del neonato iPad di Apple.

Alessandra Carboni


02/11/2009

Mtv sfida YouTube con 25 mila videoclip gratis su Internet

Mtv sfida YouTube con 25 mila videoclip gratis su Internet

 

L’iniziativa - E giovedì gli U2 «live» da Berlino. Dall’Orto: «Crisi? Noi investiamo»

 

Mtv sfida Inter­net. Chi ha più voglia di metter­si davanti al televisore nell’atte­sa che trasmettano il video del­la sua canzone preferita? Col computer oggi tutto è più velo­ce, al massimo un paio di clic di distanza. You­Tube, ad esempio, è uno sterminato archi­vio online dove si trova­no clip del momento, video vintage, chicche da collezionista. Dopo un tentativo andato a male con la piattafor­ma di contenuti on demand O verdrive (era troppo lenta e mac­chinosa) lanciata nel 2006, la ri­sposta del canale musicale arri­verà il 16 novembre con mtvmu­sic. com, un sito che renderà pubblica parte dell’archivio del­la rete: 16 mila video, che diven­teranno 25 mila entro fine an­no. Tutto gratis e tutto a richie­sta.

«YouTube oggi è qualcosa di enorme, che contiene tutto. Noi crediamo che nel tempo si tra­sformerà nel riferimento assolu­to per la comunicazione tra per­sone e che in altri settori a fare da guida ci saranno piattafor­me, come la nostra per la musi­ca, specifiche e dedicate», dice Antonio Campo Dall’Orto, vice­presidente di Mtv inter­national.

Il confronto è an­che sul terreno della legalità. Milioni di vi­deo su YouTube sono piratati, nel caso di Mtv tutto è in regola, con contratti firmati da tutte le case discografiche. «A noi interessa creare un mo­dello che sia sostenibile. Hulu (videoteca online di film e pro­grammi tv, ndr) ha circa 300 mi­lioni di utenti unici in un mese, YouTube ne fa miliardi. Però Hulu fa più ricavi», semplifica Campo Dall’Orto.

Cosa ci sarà dentro mtvmu­sic. com? Oltre ai videoclip, sia novità che brani d’archivio, ci sa­ranno anche centinaia di estrat­ti dai live prodotti da Mtv: «Co­me As You Are», presa dal miti­co «Unplugged» dei Nirvana del 1993; la prima esibizione italia­na dei Coldplay nel 2000 che suonarono per le telecamere di Mtv; un concerto di Ligabue del 2003; Elisa live al Colosseo per gli Ema del 2004; i Negramaro al­l’Mtv Day del 2005.

Nel 1981 Mtv fece partire i suoi programmi con la clip di «Video Killed the Radio Star», ovvero la tv ha ucciso le star del­la radio, dei Buggles. La canzone manifesto di oggi? «I Buggles eb­bero un significato simbolico forte perché raccontavano un cambiamento. Oggi non c’è un altro video che possa avere lo stesso ruolo. Mi immagino dieci persone che scelgono dieci vi­deo diversi». Fosse uno dei die­ci, lui che si godrebbe? «Il ricor­do di Michael Jackson fatto da Madonna e dalla sorella Janet agli ultimi Video Music Awards oppure, ma devo aspettare anco­ra qualche giorno, gli U2 alla Por­ta di Brandeburgo di Berlino».

Eh sì, il 5 novembre Bono e soci suoneranno davanti al mo­numento simbolo della capitale tedesca, lo stesso punto in cui ci fu la prima edizione dei premi nel 1994 (e quest’anno si celebra­no i 20 anni dalla caduta del mu­ro). In contemporanea, alla O2 Arena andrà in onda lo spettaco­lo condotto da Katy Perry. Kings of Leon e Lady Gaga sono i favo­riti con 5 candidature a testa, ci saranno performance di Green Day, Foo Fighters, Jay Z, Shakira e Tokio Hotel e fra i premiatori Monica Bellucci, Asia Argento, la top model Bar Refaeli, i Jonas Brothers e tanti altri. «Mi piace pensare che in un momento di crisi del business discografico gli artisti si siano stretti attorno a chi, come noi, investe ancora sulla musica. L’organizzazione dell’evento è stata all’insegna del meno bizze da star e più mu­sica. Bono ha detto di averne sentito il valore simbolico», ag­giunge Campo Dall’Orto.

Internet ucciderà le star dei video? Conclude il manager: «Per un paio d’anni le esclusive video sono andate tutte a my­space o altri siti. Pensavo che la partita per noi fosse persa. Ora torniamo noi ad averle. Negli ul­timi 5 anni, contrariamente a quanto si possa pensare, il con­sumo di tv dei ragazzi america­ni fra i 12 e i 24 anni è cresciuto. La tv ha un ruolo forte che va pe­rò reinterpretato. Le radio sono sopravvissute alla tv ripensan­dosi, lo stesso capiterà questa volta. E noi dovremo massimiz­zare sia un mezzo che l’altro, non si può più fare soltanto una cosa».

Andrea Laffranchi


01/04/2009

Studia la chiocciola del tuo giardino e partecipa a una ricerca sull'evoluzione

Studia la chiocciola del tuo giardino e partecipa a una ricerca sull'evoluzione

 

L’Europa intera è invitata a partecipare. Basta osservare le sue caratteristiche e inviarle via Internet a un archivio inglese

 

Una ricerca avviata dalla Open University e dallo University College di Londra punta a coinvolgere tutta la popolazione europea nel censimento delle chiocciole di terra - Cepaea nemoralis - in modo da raccogliere il maggior numero possibile di dati sulle varie trasformazioni che questi molluschi hanno subito negli ultimi decenni. Il tutto al fine di comprendere nuovi aspetti dell’evoluzione degli esseri viventi sulla Terra, perché – come ha spiegato il professor Jonathan Silvertown della Open University – la Cepaea nemoralis «è un organismo perfetto: molto comune e facilmente analizzabile».

CENSIMENTO – A tal fine gli scienziati responsabili dell’Evolution MegaLab (come è stato battezzato lo studio) chiedono ai cittadini di diventare ricercatori e tenere gli occhi aperti per rilevare l’eventuale presenza delle chiocciole nei propri giardini, nei boschi o nei parchi pubblici, quindi analizzarle seguendo le istruzioni fornite dai coordinatori dell’iniziativa e infine inviare via internet le informazioni raccolte. I dati ricevuti saranno paragonati con quelli già presenti negli archivi degli istituti inglesi, così da far emergere differenze e sviluppi avvenuti nel tempo nelle aree di riferimento.

L’IMPORTANZA DELLE DIFFERENZE – Sulle pagine web italiane di Evolution Megalab viene spiegato che le striature sui gusci delle lumache possono dirci molte cose e che sarebbe interessante capire, per esempio, se la densità di alcuni uccelli che si nutrono delle chiocciole «influisce in qualche modo sulla distribuzione di colore e bandeggio delle conchiglie». Di conseguenza – si chiedono i ricercatori – «se tale densità è cambiata negli ultimi anni, sono cambiate anche le chiocciole?». Tra le cose che lo studio mira ad approfondire vi è anche la possibilità che la distribuzione dei colori delle conchiglie sia cambiata conseguentemente al riscaldamento climatico. Il progetto è stato avviato ufficialmente il 30 marzo, durerà sei mesi e sarà uno dei più grandi studi sull’evoluzione mai condotti al mondo.

Alessandra Carboni


03/03/2009

Colonia: crolla l'archivio cittadino, almeno in 15 sotto le macerie

Colonia: crolla l'archivio cittadino, almeno in 15 sotto le macerie

 

Secondo il quotidiano locale Express, risultano disperse 10-15 persone, vi sarebbero anche dei feriti. Ignote le cause del cedimento dell'edificio

 

 

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L'archivio di Colonia crollato (da Express.de)

 

 

 

 

 

 

COLONIA (GERMANIA) - E’ crollato per ragioni non ancora note il palazzo dell’Archivio cittadino a Colonia, nell’ovest della Germania, provocando diversi feriti lievi, secondo le prime informazioni delle squadre di soccorso intervenute sul posto. Il crollo dell’edificio di quattro piani ha danneggiato le case circostanti e sepolto numerose auto. Non è ancora possibile stimare il numero delle vittime. «Diamo per certo che ci sono anche persone sotto i calcinacci», ha spiegato il portavoce dei vigili del fuoco di Colonia, Daniel Leupold. Non è chiaro, tuttavia, quante persone si trovassero all’interno dell’edificio al momento dell’incidente. Secondo il quotidiano locale Express, risultano disperse 10-15 persone. Sul posto sono intervenuti 180 tra soccorritori e vigili del fuoco. L’area è stata ampiamente recintata. Alcuni operai stavano lavorando alla linea della metropolitana che corre sotto l'edificio, ma le cause del crollo non sono chiare.