10/04/2012

Getta molotov contro in commissariato per farsi arrestare e non vivere con la madre

Getta molotov contro in commissariato per farsi arrestare e non vivere con la madre

TORRE ANNUNZIATA - NAPOLI. L'uomo, già ai domiciliari, chiede alla polizia di cambiare la sede del fermo. Poi lancia una bomba per farsi arrestare

Continua...


23/11/2011

In nove anni sei giorni di lavoro. Dipendente del Sant'Orsola ai domiciliari

In nove anni sei giorni di lavoro. Dipendente del Sant'Orsola ai domiciliari

La donna, 45 anni, è indagata per truffa e falso. È stata a casa anche per maternità di fatto mai avute.

Continua...


26/07/2011

Arriva la polizia per arrestarlo, si barrica in albergo e si spara

Arriva la polizia per arrestarlo, si barrica in albergo e si spara

Como - tragedia in un hotel di Grandate. L'uomo, ex guardia giurata, ai domiciliari per rapina, aveva sottratto la pistola a un collega

Continua...


03/02/2011

Sassano, medico ubriaco contro auto: morti due fidanzatini di 27 e 23 anni

Sassano, medico ubriaco contro auto: morti due fidanzatini di 27 e 23 anni

Nel salernitano. Invade la corsia opposta e investe una Panda, morta la coppia di giovani. Ai domiciliari Mario D'Angelo

Continua...


25/11/2010

Stefania Nobile ai domiciliari

Stefania Nobile ai domiciliari

La figlia di Vanna Marchi scarcerata per motivi di salute. Condannata con la madre a 9 anni di carcere nel 2009

Continua...


13/11/2010

Birmania: Suu Kyi, attesa per rilascio

Birmania: Suu Kyi, attesa per rilascio

Regime pone condizioni che Premio Nobel non accetta

Continua...


12/08/2010

Le mie rapine maldestre per pagare le bollette e fare la spesa

Le mie rapine maldestre per pagare le bollette e fare la spesa

Parla Warren, 49 anni, ai domiciliari. «I colpi? Volevo solo un prestito, non hanno capito». L'ex milionario: ci hanno truffati, difenderemo la villa

Continua...


25/01/2009

Stupro Capodanno, lo sfogo della vittima: «Incredibile, io disperata e lui già a casa»

Stupro Capodanno, lo sfogo della vittima: «Incredibile, io disperata e lui già a casa»

 

La ragazza di Genzano: «Ma che giustizia è mai questa?». La madre: «Vorremmo capire, ma non ci riusciamo. I domiciliari? Che significa? Ci sentiamo abbandonati»

 

Davide Franceschini (Ferdinando Mezzelani / GMT)
Davide Franceschini
ROMA - In strada, a Genzano, lo «struscio» sereno e caotico del sabato pomeriggio. Ma lei, la ragazza di Capodanno, è chiusa in casa. Con il suo dolore e la sua delusione. «Ma che giustizia è mai questa? Come è possibile che sia già tornato a casa?», si chiede disperata. Per lei la serenità, il divertimento, le uscite con gli amici e il lavoro da barista, «e tutti i sacrifici fatti da sempre per essere indipendente e non pesare sui genitori», come ha raccontato la zia con orgoglio, rappresentano un passato che non può tornare. Almeno per il momento.

È trascorso meno di un mese dalla terribile notte al veglione alla Fiera di Roma, dall’aggressione selvaggia accanto ai bagni chimici portata a termine da un ragazzo con un tatuaggio sul collo, conosciuto qualche ora prima fra la musica techno e le luci della discoteca. E adesso è arrivato un altro duro colpo per la ragazza di Genzano. «Mi hanno abbandonata — protesta —, lasciata sola. Ma come? Prima lo arrestano, danno la notizia a tutti, poi gli permettono di tornare a casa come se nulla fosse...». La giovane dai lunghi capelli scuri è arrabbiata, offesa, delusa. L’altro ieri, dopo aver appreso dalla polizia la notizia dell’arresto del violentatore reo confesso, Davide Franceschini, aveva commentato «lo voglio proprio vedere, voglio vederlo in faccia».

A quella rabbia ora si è aggiunta altra rabbia. «Non bastava quello che ha dovuto subire — interviene la mamma —, adesso ci si mette anche la giustizia. Ma quale giustizia? Quella che permette a uno stupratore di uscire dal carcere dopo che ha confessato? Ma cos’è stato, una specie di messinscena? E noi?». In strada i ragazzi scherzano, ridono. Piove, fa freddo, ma stanno tutti a passeggio. Lei no. Deve rimanere in casa. Protetta dalla sua famiglia, che le sta vicina, e dai suoi amici. «Sono stati splendidi, non l’hanno lasciata un momento, le sono sempre stati accanto», conferma la zia. «Quello ha rovinato lei e un’intera famiglia!», grida da lontano la nonna della giovane. «Vorremmo capire, ma non ci riusciamo — aggiunge la mamma —. Gli arresti domiciliari? Che significa per uno che ha fatto una cosa terribile come questa? È vero, ci sentiamo abbandonati... ».

Dopo il lavoro, ieri pomeriggio, la madre della ragazza ha fatto la spola fra la casa dei parenti e l’abitazione dove la figlia è rimasta dopo essere stata dimessa dall’ospedale San Camillo. Più di una settimana di ricovero per le gravi ferite riportate nell’aggressione. Ma quelle nell’animo sono vive. E lo resteranno. «Mia nipote è sempre stata una ragazza allegra, solare, amante della musica — racconta ancora la zia —; una brava ragazza, insomma, che ha anche lavorato tantissimo. Si è sempre data da fare. Adesso è a terra. Abbattuta, delusa. Speriamo che il sindaco Alemanno mantenga la sua promessa e le dia presto un nuovo lavoro». Ma tutto il paese è con lei.

Non c’è bar, negozio, luogo di ritrovo di Genzano dove la notizia dei domiciliari a Franceschini non sia arrivata. Sui muretti delle comitive come attorno ai tavolini, i sentimenti sono gli stessi: indignazione, incredulità. «È una vergogna, solo una vergogna — attacca un abitante del centro, al tavolino di un bar —; quella ragazza deve essere tutelata in qualche modo. Non è possibile che per uno stupratore sia sufficiente mostrarsi pentito per quello che ha fatto, dare la colpa all’alcol e alla droga che ha preso, per poter tornare a casa poche ore dopo aver confessato. Ma che sta succedendo in Italia?».