10/06/2011

Torna Feltri al "Giornale". L'imbroglio referendum: è solo un voto politico

Torna Feltri al "Giornale". L'imbroglio referendum: è solo un voto politico

La sinistra ha dissotterrato quest'ascia arrugginita nella speranza di dare una spallata al premier. Ma su acqua e nucleare c’è puzza di fregatura. Il consiglio ai lettori del Giornale? Restate a casa

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09/06/2011

L' Economist: «Berlusconi, l'uomo che ha fregato un intero Paese»

L' Economist: «Berlusconi, l'uomo che ha fregato un intero Paese»

IL NUOVO RAPPORTO SULL'ITALIA. Per il settimanale britannico «serve un cambio di governo per tornare a crescere». Otto anni fa definì il Cavaliere «inadatto a governare»

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27/01/2011

Lettera di un giornalista vero

Lettera di un giornalista vero

Pubblico questo articolo che ha scritto Marcello Veneziani, autorevole giornalista del quotidiano "Il Giornale", proprietario della famiglia Berlusconi. Mi ha colpito molto il fatto che Veneziani sia stato contattato e invogliato a lasciare la testata per la sua libertà di pensiero, ma che nessuno gli abbia detto dove poter scrivere liberamente così come fa nella sua stessa redazione. Poi ognuno ne tragga le sue opinioni e i suoi pensieri

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19/01/2011

Bambine -modelle, bufera su Vogue

Bambine -modelle, bufera su Vogue

Vestite da donne fatali. E i lettori si indignano. Rimossa la caporedattrice del mensile

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15/10/2010

Nessuna offerta pay di Sky sul digitale terrestre

Nessuna offerta pay di Sky sul digitale terrestre

Lo conferma Ugo La Talpa: "Ma come, ho appena deciso di uscire dal buco e mi ci vogliono far tornare?"

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06/09/2010

Rooney se la spassava con la escort mentre la moglie era incinta

Rooney se la spassava con la escort mentre la moglie era incinta

L'attaccante del manchester united la voleva portare anche a casa. La professionista: prendevo 1200 sterline a volta, l'abbiamo fatto anche in tre con una mia amica

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18/08/2010

Non prendete nessun impegno Sabato 21 agosto è l'Apocalisse

Non prendete nessun impegno Sabato 21 agosto è l'Apocalisse

Repubblica spara in prima pagina un articolo catastrofista che spiega come "fra tre giorni" le risorse naturali della Terra saranno tutte esaurite: "Niente più acqua, frutti e pascoli". Premio ecobufala del secolo

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27/07/2010

Il solare costa meno del nucleare

Il solare costa meno del nucleare

Un articolo del New York Times su uno studio americano. Il sorpasso al prezzo di 0,16 dollari a chilowattora. L'energia atomica costerà sempre di più

 

I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org)
I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org)

NEW YORK - Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», afferma Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs - The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» (12,3 centesimi di euro/kWh). Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.

COSTI FOTOVOLTAICO IN DISCESA - Secondo lo studio di Blackburn negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 3 miliardi di dollari nel 2002 a dieci nel 2010. In un precedente studio Blackburn aveva dimostrato che se solare e eolico lavorano in tandem possono tranquillamente far fronte alle esigenze energetiche di uno Stato come il Nord Carolina senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità di queste fonti. I costi dell'energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurrà ulteriormente nei prossimi dieci anni.

COSTI NUCLEARE IN CRESCITA - Mentre, al contrario, i nuovi problemi sorti e l'aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90% delle centrali nucleari negli Stati Uniti, spiega Mark Cooper, analista economico dell'Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell'Università del Vermont. I costi di produzione di una centrale nucleare sono regolarmente aumentati e le stime sono costantemente in crescita.

Redazione online


02/07/2010

Party con 6 ballerine per Berlusconi. Palazzo Chigi: "Falso"

Party con 6 ballerine per Berlusconi. Palazzo Chigi: "Falso"

Una nota ufficiale smentisce la notizia pubblicata su un giornale online brasiliano: "Breve spettacolo di folclore tipico con la partecipazione di alcuni artisti brasiliani"

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Ancora un giallo anima le trasferte internazionali del premier Berlusconi. Se a Toronto aveva fatto discutere la presenza della misteriosa "Dama bianca" nella delegazione al fianco del premier, in Brasile invece - dopo la barzelletta hard sulla cameriera - si parla di ballerine. Sei per la precisione. Ma Palazzo Chigi smentisce la notizia pubblicata dal quotidiano brasiliano online "Estadao" per cui il presidente del Consiglio avrebbe partecipato a un party privato a San Paolo con sei ballerine. "Lunedì 28 giugno - si legge nella nota - il presidente Berlusconi, accompagnato da persone del suo staff e da numerosi agenti della sua sicurezza, ha partecipato, su invito di un imprenditore, ad uno dei molti ricevimenti tenutisi in occasione della sua visita in Brasile. In tale circostanza è stato organizzato un breve spettacolo di folclore tipico con la partecipazione di alcuni artisti brasiliani".

Continua la nota: "Il presidente Berlusconi non ha partecipato alla successiva cena e, dopo una breve permanenza di cortesia, si è allontanato per ulteriori impegni di lavoro". Pertanto, conclude Palazzo Chigi, "le notizie apparse su alcuni siti online sono destituite di fondamento e sono frutto evidente della volontà di qualcuno di procurarsi della pubblicità".


06/06/2010

Di Pietro: mai fatto uso privato dei soldi del partito

Di Pietro: mai fatto uso privato dei soldi del partito

La lettera - «Per vedere riaffermata la realtà dei fatti non mi è rimasto che ricorrere alla giustizia». «Dalla laurea agli appartamenti In queste carte la mia verità»

 

Caro Direttore, il Corriere della Sera di ieri, con un articolo in prima pagina a firma Marco Imarisio, ha adombrato il sospetto di miei «silenzi ed ambiguità» riguardo la mia storia personale. Vorrei rispondere ai rilievi mossi, documentando punto per punto. Mi scuso, innanzitutto e preliminarmente, per la pignoleria e per la montagna di carte processuali a cui faccio riferimento e che le invio.

Ma — mi creda — ad un persona come me — invisa a molti e con pochi strumenti di informazione a disposizione — non rimaneva e non rimane altra scelta che ricorrere alla Giustizia per vedere riaffermata, nero su bianco, la verità rispetto alle mille menzogne che sono state scritte sul mio conto in tutti questi anni. E veniamo al merito dell’articolo:

1. Non sono stato affatto convocato dai magistrati di Firenze con «tanto di apposito decreto di notifica».

2. Non è affatto vero che io mi sia laureato in modo anomalo. Mi sono iscritto all’Università di Milano nell’anno 1974 e mi sono laureato nel 1978, rispettando appieno il piano di studio all’epoca previsto da quell’Università per la laurea in legge. Sono certo che anche Lei e il dottor Imarisio avete rispettato il piano di studio e vi siete laureati senza andare fuori corso. E’ semmai anomalo il comportamento di quegli studenti che sforano il piano di studio e vanno «fuori corso», non di chi lo rispetta e si laurea nei tempi previsti. Lo stesso giornalista, peraltro, riferisce che «l’istituto di presidenza della facoltà confermò a suo tempo che tutto era in regola». Il mio certificato di laurea e il mio libretto degli esami sono già stati pubblicati una miriade di volte e, comunque, invio anche a lei un’ulteriore copia. Le invio anche copia della causa per danni da me notificata al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per aver sostenuto nella trasmissione "Porta a Porta" del 10 aprile 2008 che la mia laurea fosse falsa. Causa, ad oggi, ferma alla Camera dei Deputati, a seguito della sua ric h i e s t a d i insindacabilità ex art. 68 Cost.

3. Le accuse del Gico di Firenze circa miei presunti favori ricevuti da Pacini Battaglia, da Antonio D’Adamo e da Giancarlo Gorrini sono state tutte smontate dai giudici di Brescia che, dopo due accurate e meticolose inchieste, hanno sentenziato che «i fatti non sussistono ». Al riguardo, Le invio copia della sentenza numero 3940/96 del 18 febbraio 1999 (riguardante la vicenda D’Adamo-Pacini) e della sentenza n.ro 189/96 del 29 marzo 1996 (riguardante la vicenda Gorrini);

4. Non è vero che io abbia mai avuto a che fare con i Servizi segreti, né italiani, né stranieri. Sul punto si sono espressi, già diverse volte, i magistrati (ai quali mi sono rivolto per tutelare la mia onorabilità) che hanno riconosciuto che io non ho mai avuto alcun rapporto con strutture di tal tipo. Allego al riguardo, e in via esemplificativa, la sentenza del 17 marzo 1997 del Tribunale di Milano con cui è stato condannato in primo grado l’allora senatore Erminio Boso per aver sostenuto una panzana del genere. Allego anche la richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica di Torino n.ro 5981/98 del 26 ottobre 1999 che ha rinviato a giudizio Bettino Craxi sempre per aver falsamente sostenuto che io fossi un agente dei Servizi segreti (il processo poi non si è svolto perché Craxi nel frattempo è deceduto). Se si ha l’onestà intellettuale di valutare le cose in buona fede, (come sono certo farà Il Corriere della Sera) tali sospetti non possono essere alimentati strumentalizzando la mia relazione all’Autorità giudiziaria circa la presenza del latitante Francesco Pazienza alle Seychelles, né la mia partecipazione alla cena natalizia del 1992, svoltasi presso il Reparto dei Carabinieri di Roma, su invito del Comandante col. Vitaliano, cena a cui partecipò anche il questore Bruno Contrada, allora dirigente del Sisde. Comunque, e proprio al fine di non essere accusato di reticenza, le allego l’atto di citazione (con annessi 18 documenti allegati) che ho proposto nei confronti di Mario Di Domenico per le false dichiarazioni dallo stesso rilasciate circa l’asserito mio coinvolgimento nella vicenda Contrada e di cui proprio "Il Corriere della Sera", tempo addietro, ha dato notizia con grande risalto (atto di citazione che, come potrà constatare, non ha riguardato né "Il Corriere della Sera", né il giornalista Cavallaro, proprio perché ho ritenuto e ritengo legittimo e doveroso il vostro mestiere). Allego anche l’atto di citazione che ho proposto nei confronti di Francesco Pazienza ed altri, in relazione alle elucubrazioni montate in ordine alla mia segnalazione all’Autorità giudiziaria sulla sua permanenza da latitante nello stesso posto in cui io e la mia futura moglie ci trovavamo in vacanza. Anche in questo caso, sarebbe stato anomalo il mio silenzio su quanto avevo visto e sentito circa il rifugio di Pazienza e non la pronta relazione al mio Capo Ufficio, una volta rientrato in Italia. Peraltro faccio presente che la legge impone a tutti i pubblici ufficiali di segnalare all’Autorità giudiziaria fatti e circostanze penalmente rilevanti ed io ero all’epoca magistrato!

5. Non è vero che io abbia fatto un uso privato dei soldi del partito. Su questa questione, sono già intervenuti ben tre provvedimenti del giudice penale che ha archiviato tutte e tre le volte altrettanti esposti del denunciante Di Domenico per assoluta infondatezza dell’accusa. Allego al riguardo il decreto di archiviazione n.ro 4620/07 - GIP Imperiali di Roma del 14 marzo 2008, il decreto di archiviazione n.ro 15233/09 - GIP Silvestri di Roma del 26 maggio 2009 ed il decreto di archiviazione n.ro 860/09 - GIP Marzagalli di Busto Arsizio del 12 ottobre 2009.

6. Non è vero che io abbia mai fatto—con riferimento alle proprietà immobiliari di mia proprietà— una commistione tra patrimonio mio personale e patrimonio del partito Italia dei Valori. Allego, al riguardo, la sentenza del Tribunale di Monza n.ro 760/10 del 2 marzo 2010 che condanna il quotidiano Il Giornale, il direttore dell’epoca Mario Giordano e il giornalista Chiocci a risarcirmi, con 60.000 euro, il danno per le falsità e le diffamazioni pubblicate il giorno 4 agosto 2008 con un dossier intitolato: "Di Pietro ha investito 4 milioni di euro in case, ecco il suo patrimonio".

7. Non è vero che io abbia fatto un "uso non associativo" dei soldi del partito, come pure da taluni sostenuto. Allego, al riguardo, la memoria esplicativa (con annessi 65 documenti allegati) che ho consegnato alla Procura della Repubblica di Milano (PM dottor Fusco). Dalla disamina dei documenti in questione si evince in modo evidente — sempre se si ragiona in buona fede — che i soldi del partito sono sempre finiti nelle casse del partito.

8. Non è vero che io abbia acquistato case tramite "prestanome", nel senso dispregiativo del termine, o che abbia acquistato "immobili proibiti per legge ai parlamentari in carica", come pure si afferma nell’articolo (credo in buona fede a seguito di una martellante campagna denigratoria, svolta da altre testate giornalistiche). Allego, al riguardo, l’atto di citazione promosso nei confronti del quotidiano "Il Giornale" che, per primo, ha sostenuto tale falsità, con annessi 18 documenti allegati, dai quali si evince in maniera incontrovertibile che non è affatto vero che io abbia acquistato un immobile "proibito per legge", né che io abbia intestato ad altri l’immobile acquistato.

Spero, caro Direttore, che la documentazione inviata e le spiegazioni fornite possano essere sufficienti per rivedere «i dubbi e le ambiguità» che "Il Corriere della Sera" ha nei miei confronti. Nel caso dovessero permanere ulteriori perplessità, non si faccia scrupolo, me li chieda o me li faccia chiedere.

Antonio Di Pietro
(Leader di Italia dei valori)