08/01/2010
Rinforzi in Calabria: agenti e magistrati La bomba, il giallo della donna nel video
Rinforzi in Calabria: agenti e magistrati La bomba, il giallo della donna nel video
L'ATTENTATO A REGGIO. Le nuove misure del governo: l’Agenzia sui beni confiscati e più controlli sull’Expo
REGGIO CALABRIA - Per rispondere alla bomba che ha divelto un portone ma conteneva messaggi che andavano ben oltre i danni provocati, lo Stato si presenta a Reggio ai suoi massimi livelli: i ministri dell’Interno e della Giustizia, Maroni e Alfano, i capi e comandanti di polizia, carabinieri e guardia di finanza, i vertici degli uffici investigativi. Dopo la riunione del comitato nazionale per la sicurezza Maroni e Alfano annunciano rinforzi e programmi per sostenere l’azione contro la ’ndrangheta: 121 unità investigative in più, sei nuovi magistrati per rendere più incisiva e spedita l’azione degli uffici giudiziari, una strategia di contrasto alle attività economiche del crimine organizzato che parta dalla Calabria ma si estenda altrove (anche perché gli affari della ’ndrangheta non sono certo confinati a questa regione): Maroni conferma l’idea di insediare a Reggio l’Agenzia nazionale per i beni confiscati, pianifica nuove iniziative per impedire le infiltrazioni mafiose sugli appalti e spiega che a giorni riunirà a Milano la commissione per sorvegliare sui lavori dell’Expo 2015.
Tutto questo è conseguenza — per ora come annunci, occasione per ribadire che i beni sequestrati alle varie organizzazioni mafiose ammontano a circa 7 miliardi di euro — dell’attentato alla sede della Procura generale di Reggio Calabria, l’ufficio che gestisce la pubblica accusa nei processi d’appello; un passaggio importante dei procedimenti contro la ’ndrangheta (ma non solo). Le indagini per risalire a esecutori e mandanti passano anche per l’esame dei fascicoli pendenti o appena chiusi presso la Procura del secondo grado, per cercare di capire chi poteva avere interesse amandare l'avvertimento al «nuovo corso» inaugurato dal neoprocuratore generale Salvatore Di Landro. I carabinieri studiano le carte, mentre gli specialisti del Ris e del Racis provano a trarre ogni elemento utile dal filmato che ha ripreso i due attentatori giunti sul luogo dell’esplosione con uno scooter alle 4.49 della notte tra domenica e lunedì. I volti sono protetti dai caschi, ma è possibile che a guidare la moto fosse una donna, ipotesi basata sul dettaglio di una scarpa che sembra di tipo femminile. Sarebbe una novità per il modus operandi della ’ndrangheta, che aprirebbe nuovi scenari, e anche per questo gli investigatori sono cauti. È certo, invece, che l’uomo che deposita l’ordigno (confezionato con polvere pirica e non tritolo, come riferito all’inizio dell’indagine) prima accende la miccia e poi lo sistema davanti al portone: «Solo una persona molto esperta può assumersi un simile rischio» è stato spiegato nella riunione di ieri. La miccia ha bruciato per un minuto e quattro secondi, quando la bomba è esplosa lo scooter (sul quale l’attentatore è risalito quasi in corsa) era già lontano.
Gio. Bia.
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07/01/2010
Ciampino, fatto brillare bagaglio incustodito, cessato l'allarme
Ciampino, fatto brillare bagaglio incustodito, cessato l'allarme
SICUREZZA. Era stato trovato incustodito al terminal partenze, che è stato sgombrato. Ripresa operatività dello scalo
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| Passeggeri a Ciampino (Proto) |
ROMA - Il terminal delle partenze dell’aeroporto romano di Ciampino è stato sgomberato intorno alle 8 di giovedì mattina per motivi di sicurezza dopo la scoperta di un bagaglio lasciato incustodito al terminal partenze. L'allarme, che aveva costretto le autorità locali a bloccare le operazioni di check-in, è cessato dopo che il bagaglio è stato fatto brillare dagli artificieri. All'interno non c'era nessun ordigno.
PASSEGGERI - Passeggeri e loro accompagnatori sono stati tenuti all’esterno della struttura aeroportuale, mentre sono arrivati anche i vigili del fuoco e le ambulanze. Il terminal degli arrivi è sempre rimasto operativo. Da Ciampino partono molti voli low cost, in particolare quelli della compagnia irlandese Ryanair. «Succede un paio di volte a settimana che ci siano situazioni del genere», ha detto il portavoce dell'Adr, la società di gestione aeroportuale., spiegando che per il momento l'episodio non dovrebbe provocare gravi ritardi ai voli: «Siamo ancora nei limiti della tollerabilità».
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Reggio Calabria, petardi all'ingresso dell'aula bunker
Reggio Calabria, petardi all'ingresso dell'aula bunker
Gli artificieri: «Non avevano capacità offensiva». Si tratta solo di residui dei botti di Capodanno. Nel pomeriggio vertice in prefettura
REGGIO CALABRIA - Allarme rientrato per presunti ordigni posizionati all’ingresso degli automezzi davanti all'aula bunker di Reggio Calabria. Sono soltanto petardi, hanno accertato gli artificieri, collegati a una miccia spenta. Si tratta di tre piccoli petardi inesplosi mimetizzati tra i residui di altri fuochi pirotecnici utilizzati per salutare l'arrivo del nuovo anno. Gli artificieri hanno sottolineato che i petardi non avevano alcuna capacità offensiva. Dopo l'allarme del custode, sul posto sono giunti gli artificieri di carabinieri e polizia che hanno li hanno disinnescati. Nel periodo delle festività natalizie l'aula bunker è rimasta chiusa, per cui non è possibile stabilire con esattezza quando sono stati posizionati.
VERTICE - Nel pomeriggio a Reggio Calabria, in Prefettura, avrà luogo il vertice investigativo sull'attentato di domenica scorsa contro la Procura generale di Reggio Calabria presieduto dai ministri dell'Interno e della Giustizia, Maroni e Alfano.
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04/01/2010
Veneto, falso allarme bomba in Regione: erano regali
Veneto, falso allarme bomba in Regione: erano regali
Attimi di paura a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, per quattro pacchi sospetti. Un'ala del palazzo è stata evacuata e sono intervenuti gli artificieri per controllare il contenuto. Poi la scoperta: erano regali per gli assessori

Paura per fortuna infondata quella vissuta stamane a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, per un allarme bomba risultato falso. Gli addetti alla sicurezza avevano intercettato quattro
pacchi che - all'esame dello scanner - risultavano contenere fili elettrici: tre grandi buste di plastica uguali e una scatola di cartone, consegnati tutti dallo stesso vettore. Un'ala del palazzo è stata evacuata e sono intervenuti gli artificieri per controllare il contenuto. Uno dei tre pacchi uguali è stato fatto brillare ed è risultato non contenere esplosivo. A quel punto sono stati aperti gli altri due pacchi uguali, che contenevano caricabatterie universali (multi charger) inviati dall'Enel, e quello nella scatola di cartone, che conteneva una lampada. Sul posto sono intervenuti polizia, vigili del fuoco, e idroambulanze. Le operazioni, coordinate dal dirigente del commissariato di San Marco, Mario Argenio, sono durate circa una mezz'ora, tra le 12 e le 12.30.
L'allarme pacchi bomba in Italia è salito il 16 dicembre, con due episodi rivendicati dagli anarchici della Fai (Federazione anarchica informale) all'università Bocconi di Milano ed al Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d'Isonzo (Gorizia). C'è stato poi un falso allarme il 29 dicembre all'aeroporto di Malpensa, seguito da quello di oggi per i pacchi sospetti recapitati alla sede della Regione Veneto. E ad alzare la tensione ha contribuito anche l'ordigno fatto esplodere ieri davanti alla procura di Reggio Calabria. Così come la minaccia di al Qaida dopo il fallito attentato di Detroit.
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