08/07/2010

Addio al maestro Lelio Luttazzi, re dello swing italiano

Addio al maestro Lelio Luttazzi, re dello swing italiano

Aveva 87 anni ed era malato da tempo. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nelle ultime settimane. Fu tra i primi a inserire nella canzone italiana le strutture del jazz. Il ricordo di Linus e Maurizio Costanzo

 

 

Il maestro e compositore Lelio Luttazzi è morto la scorsa notte nella sua casa, a Trieste. Aveva 87 anni e soffriva da tempo di una neuropatia. Lelio Luttazzi è morto alle 2:45, assistito dalla moglie Rossana. Da circa due anni si era trasferito a Trieste, sua città natale, dove viveva a ridosso della storica piazza dell'Unità d'Italia. Le sue condizioni di salute sono diventate precarie circa tre mesi fa a causa di una neuropatia periferica, peggiorata nelle ultime settimane. La città di Trieste - ha reso noto il sindaco, Roberto Dipiazza – lo onorerà allestendo la camera ardente nella sala del Consiglio Comunale. "E' morto un grande artista, un grande triestino", ha commentato Dipiazza.

Tra i primi ad inserire nella canzone italiana le strutture del jazz, un modo di comporre "swingato" che ha il suo primo esempio in "Muleta mia", una canzone scritta per Teddy Reno. Ma, rimanendo nell'ambito musicale, i titoli delle composizioni di Luttazzi comprendono "Una zebra a pois", cantata da Mina, "Il giovanotto matto", il classico di Ernesto Bonino, "Il favoloso Gershwin", "Promesse di marinaio" fino a quella che rimane la sua interpretazione più famosa e nostalgica, "El can de Trieste".


Luttazzi apparteneva a quella figura tipica della televisione, del musicista con capacità comiche ed intrattenitore, un ruolo che lo ha portato a condurre programmi come "Ieri e Oggi", "Studio Uno", "Il Paroliere". Probabilmente l'apice della popolarità lo ha toccato grazie ad "Hit Parade" uno dei più longevi programmi radiofonici, uno dei primi esempi italiani di trasmissione dedicata alle classifiche trattate con lo spirito del varietà.


"Voglio che la sua musica resti patrimonio di tutti": sono le prime parole di Rossana Moretti, moglie di Lelio Luttazzi, morto la scorsa notte a Trieste. "Non c'è più un uomo meraviglioso, un compagno straordinario con il quale ho condiviso una vita", ha detto Rossana Moretti, che Luttazzi aveva conosciuto nel 1976 e sposato nel 1979.


"Lo porterò sempre con me - ha aggiunto - Voglio che la sua musica resti patrimonio di tutti, che la sua storia di uomo e di artista prosegua, con me". Rossana Moretti ha ringraziato "la città di Trieste per l'amore - ha spiegato - che gli ha sempre dimostrato, lo stesso che Lelio ha sempre avuto per la sua città, alla quale era legato in modo indissolubile. Ringrazio - ha aggiunto - quanti ci hanno accolti al nostro ritorno nel novembre 2008 e quanti ci sono stati vicini in questo ultimo doloroso periodo".


21/03/2009

Rimosso il crocifisso con profilattico

Rimosso il crocifisso con profilattico

 

Eseguito il provvedimento voluto dal sindaco Iervolino: «pessimo gusto». L'opera dell'artista Sebastiano Deva era esposta alla mostra al Pan di Napoli

 

Il crocifisso avvolto con il profilattico (Press Photo)
Il crocifisso avvolto con il profilattico (Press Photo)

 

 

 

 

 

 

 

NAPOLI - E' stato rimosso dagli organizzatori della mostra al Pan di Napoli il crocifisso avvolto in in priofilattico, che venerdì aveva creato polemiche e malumori nella giunta comunale (l'artico in fondo uscito venerdi). Il sindaco Rosa Russo Iervolino aveva ordinato di toglierlo ma non era mai arrivato il diktat ne' alla curatrice della mostra, Iulia Draganovic, ne' all'artista, Sebastiano Deva.

PRIMA LO SPOSTAMENTO, POI LA RIMOZIONE - Venerdì era stato solo spostato in una sala ed era stata spenta la telecamera che lo proiettava su una parete del museo. Sabato pomeriggio invece è scattata la decisione «per rispetto degli altri artisti che partecipano al format». La conferma di questo provvedimento è stata data dallo stesso Deva ad Agr.

L'articolo di venerdi

Il sindaco prende posizione. Iervolino: l'opera di Deva è di pessimo gusto. Oddati elimini questo sconcio. Il primo cittadino tuona contro il Cristo «velato» dal condom esposto al Pan: quello che manca è l'arte. Rosa Russo Iervolino spara a palle incatenate contro l'opera di Sebastiano Deva, esposta al Pan che rappresenta un crocefisso coperto da un condom. «È chiaro che, quando manca l'ispirazione artistica - dice il sindaco di Napoli riferendosi chiaramente alla contesta opera dell'artista napoletano - si tenta di far parlare di sé anche con operazioni artistiche di pessimo gusto e che non rispettano - come si dovrebbe - il sentimento religioso dei cittadini. Naturalmente, quando chiedo il rispetto del sacro, mi riferisco a tutte le religioni e non intendo comprimere la libertà dell'arte. Ma, lo ripeto, in questo caso, quello che manca è proprio l'arte, mentre regna sovrano il pessimo gusto. Sono sicura - conclude la prima cittadina lanciando così un chiaro messaggio al suo assessore - che la saggezza dell'assessore Oddati eliminerà questo sconcio, senza naturalmente che il Pan e l'arte abbiano a soffrire».

 

 

 

 

 

 

 


05/02/2009

Kibera, i volti della baraccapoli che si vedono dallo spazio

Kibera, i volti della baraccapoli che si vedono dallo spazio

 

In kenya il progetto del fotografo parigino JR. Tuguri «vestiti» con immensi poster che ritraggono gli sguardi delle donne africane

 

 

 Il nuovo progetto del fotografi parigino JR: scatti dalla baraccopoli di Kibera, in Kenya. Visibili anche da Google Earth e «persino dallo spazio» - dice l'artista - i poster sui tetti dei tuguri che ritraggono i volti e i sorrisi delle donne di Kibera (foto di JR dal sito jr-art.net)

Il suo volto è sconosciuto, misterioso. Forse perché la missione del fotografo parigino JR è quella di rivelare i volti degli altri, delle persone che incontra nei luoghi più diversi del mondo. Proprio come la baraccopoli di Kibera, in Kenya, "sede" del suo ultimo progetto – talmente grande da essere visibile perfino da Google Earth. Meglio, «persino dallo spazio», spiega l’artista sul suo sito. 

 (foto di JR dal sito jr-art.net)

 

BARACCOPOLI «VESTITA» - Due giorni fa, dopo un anno di pianificazione, JR è riuscito a «vestire» duemila metri quadrati della più grande baraccopoli africana (oltre un milione di abitanti) con immensi poster dei volti e dei sorrisi delle donne di Kibera. Il materiale utilizzato, spiega l’artista, è resistente all’acqua: saranno dunque le fotografie stesse a proteggere le fragili case su cui sono montate, specialmente durante la stagione delle piogge. JR ha anche montato dei poster sul treno che passa, due volte al giorno, dalla baraccopoli, e sulla massicciata che separa la ferrovia dalle case: ogni volta che i convogli passeranno, completeranno i volti, rendendoli perfettamente visibili.

 

 (foto di JR dal sito jr-art.net)

 (foto di JR dal sito jr-art.net)

 (foto di JR dal sito jr-art.net)

IMPRESE SPERICOLATE - JR non è nuovo a imprese spericolate: in passato (oltre a conquistare la prima pagina del New York Times), ha "pubblicato" foto sui muri di baraccopoli in Brasile, sull’Hotel de Ville a Parigi, sul muro di separazione tra Israele e Territori Palestinesi. Questa nuova tappa del suo progetto l’ha portato in Africa, in zone poverissime o devastate dalla Guerra, dove s’è concentrato sul volto delle donne, «testimoni della voglia di vivere». E ora, prima di spostarsi in India e in Asia, ha deciso di far testimoniare i volti e gli occhi "invisibili" delle donne di Kibera.

 

 


11:52 Scritto in ARTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: kibera, artista, volti, africa, baraccopoli, spazio, kenya | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook