01/07/2010
Pistoia, nuove querele in arrivo all'asilo "Cip Ciop"
Pistoia, nuove querele in arrivo all'asilo "Cip Ciop"I genitori dei bambini vittime degli abusi: "Abbiamo deciso di agire giudiziariamente contro tutti coloro che riteniamo potessero sapere e non hanno fatto niente"
Nuove querele dei genitori dei bambini dell'asilo "Cip Ciop" di Pistoia.
A comunicarlo alcuni dei genitori dei piccoli dell' "asilo degli orrori", così com'è stato definito, in una conferenza stampa che si è tenuta a Firenze.
Scaduti i termini di custodia cautelare per le indagate, i genitori lanciano un appello: "non aiutatele a farle diventare delle martiri. Loro non sono le vittime ma le carnefici".
A parlare per conto di questo gruppo di genitori è stata Ilaria Maggi, mamma di un piccolo di tre anni che in quell'asilo ci andava da 25 mesi.
Bimbi, picchiati, costretti a stare legati per ore a mangiare alle 10 del mattino cibi caldissimi . Raccontano ancora di piccoli che non parlano e piangono se passano dalla strada dell'asilo. I genitori chiedono giustizia. "Se da un lato - si legge in una nota - è vero che abbiamo avuto svariate manifestazioni di solidarietà e comprensione al nostro dolore per questi eventi drammatici, dall'altro, con il passare del tempo abbiamo avuto anche riscontri a dir poco sconcertanti, discriminanti e poco civili".
"Questo ci induce a ribadire - prosegue il testo - che i nostri bambini, creature indifese dai 6 mesi di età, hanno dovuto subire non potendosi esprimere e difendere, chi per mesi, chi per anni, le crudeltà gratuite e le torture fisiche e psicologiche, di una realtà posticcia e meschina. In quell'asilo gli insegnavano che le umiliazioni, le punizioni, le ore legati al buio che quotidianamente gli venivano riservate erano cose che meritavano.
I caratteri dei nostri bambini sono stati traviati in modo indelebile da tutte le persone presenti sotto quelle telecamere che hanno picchiato o lasciato picchiare. Adesso la nostra priorità è trovare il modo, con il nostro amore e l'aiuto di professionisti a cui molti di noi si sono rivolti, di lenire e attenuare quanto e se possibile i brutti ricordi dei nostri piccoli".
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06/05/2010
Brescia, asilo degli orrori: assolte maestre
Brescia, asilo degli orrori: assolte maestreLa Cassazione rigetta i ricorsi del procuratore generale e delle parti civili. Otto persone indagate per pedofilia: un sacerdote, sei maestre, un bidello. Maestre recluse per un anno
MILANO - La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi del procuratore generale e delle parti civili contro le assoluzioni di otto imputati che erano stati indagati per presunti abusi sessuali nei confronti di bambini della scuola materna comunale di Brescia Sorelli. La vicenda aveva destato notevole clamore: due maestre avevano subito un anno di carcerazione. Sono quindi stati assolti definitivamente un sacerdote, sei maestre e un bidello.
IL PROCESSO - I fatti risalgono al novembre 2003: secondo l'accusa, che aveva chiesto condanne per 125 anni, nell'asilo comunale di Brescia 23 bambini erano stati oggetto di abusi dentro e fuori la scuola al fine di produrre foto e video di natura pedopornografica. Dodici gli indagati, tra cui tre preti. Due maestre finiscono in carcere. Per 2 preti e 2 bidelli le accuse furono archiviate. Gli altri 8 andarono a processo. La difesa ha sempre sostenuto che si trattasse di una «colossale montatura», figlia della «psicosi collettiva». Nel 2007, a quattro anni di distanza dallo scandalo, l'assoluzione «perché il fatto non sussiste. Imputati tutti assolti». Oggi, la pronuncia della Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda.
LA VICENDA ALL'EPOCA DEI FATTI - Portati fuori dall' asilo per raggiungere un luogo sconosciuto, venire molestati, fotografati, premiati con caramelle e poi riportati a scuola per essere riconsegnati agli ignari genitori. E' lo sconcertante scenario che emerge da un' inchiesta per pedofilia aperta dalla Procura di Brescia. E' capitato in città: non una, ma più volte. In almeno due asili diversi. E mentre da un anno e mezzo si indaga sulla rete di connivenze per i «rapimenti» subiti da dodici bambini di una scuola materna comunale della periferia della città, prende corpo una seconda raffica di denunce, stavolta da una scuola del centro. Sempre per pedofilia. Sempre con bambine prelevate dall' asilo per un paio d' ore. E i sospetti, che un anno fa avevano portato in carcere un bidello, stavolta si focalizzano su due insegnanti (messe in ferie una settimana fa in attesa di sviluppi) e che, all' epoca del primo episodio, vennero solo sfiorate dallo scandalo e chiesero (e ottennero) il trasferimento in altra sede. Vecchie e nuove denunce sono così confluite in un' unica inchiesta (titolare il magistrato Alessandra Chiavegatti) che conta per il momento una decina di indagati e un solo arrestato: B.M., 53 anni, bidello della prima scuola finita al centro dell' indagine: la polizia ha individuato anche l' appartamento dove l' uomo portava le bambine (nel caso più recente, invece, la località resta sconosciuta). «Stiamo lavorando con rigore - dice il capo dei pm Giancarlo Tarquini -: ci prefiggiamo tempi rapidi, ma dobbiamo evitare che restino ombre su una vicenda da chiarire per intero». Nunzia Vallini
Redazione online
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