25/01/2012
Bimba di 10 mesi muore al nido per rigurgito La madre: «Ditemi solo se dormiva»
Bimba di 10 mesi muore al nido per rigurgito La madre: «Ditemi solo se dormiva»VIA GIULIO CESARE VIOLA A PARCO DE' MEDICI. A chiamare i soccorsi il personale. Quando sono arrivati non c'era nulla da fare: le vie aeree erano piene di latte
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12/07/2011
Bambino disabile picchiato
Bambino disabile picchiatoI maltrattamenti in un istituto in calabria. Arrestate quattro maestre: inchiodate grazie alle videoriprese delle violenze subite dal piccolo
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19/03/2011
«Botte al nido», maestre arrestate
«Botte al nido», maestre arrestatePavia - Ai domiciliari la direttrice della struttura privata di Casarile e una sua assistente. La prova dalle telecamere. Il pm: bimbi minacciati e tenuti in soggezione
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11/11/2010
«Maltrattavano i bambini» Sequestrato asilo nido a Pinerolo
«Maltrattavano i bambini» Sequestrato asilo nido a PineroloI piccoli sarebbero stati picchiati e rinchiusi al buio. Emessi tre avvisi di garanzia
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01/07/2010
Pistoia, nuove querele in arrivo all'asilo "Cip Ciop"
Pistoia, nuove querele in arrivo all'asilo "Cip Ciop"I genitori dei bambini vittime degli abusi: "Abbiamo deciso di agire giudiziariamente contro tutti coloro che riteniamo potessero sapere e non hanno fatto niente"
Nuove querele dei genitori dei bambini dell'asilo "Cip Ciop" di Pistoia.
A comunicarlo alcuni dei genitori dei piccoli dell' "asilo degli orrori", così com'è stato definito, in una conferenza stampa che si è tenuta a Firenze.
Scaduti i termini di custodia cautelare per le indagate, i genitori lanciano un appello: "non aiutatele a farle diventare delle martiri. Loro non sono le vittime ma le carnefici".
A parlare per conto di questo gruppo di genitori è stata Ilaria Maggi, mamma di un piccolo di tre anni che in quell'asilo ci andava da 25 mesi.
Bimbi, picchiati, costretti a stare legati per ore a mangiare alle 10 del mattino cibi caldissimi . Raccontano ancora di piccoli che non parlano e piangono se passano dalla strada dell'asilo. I genitori chiedono giustizia. "Se da un lato - si legge in una nota - è vero che abbiamo avuto svariate manifestazioni di solidarietà e comprensione al nostro dolore per questi eventi drammatici, dall'altro, con il passare del tempo abbiamo avuto anche riscontri a dir poco sconcertanti, discriminanti e poco civili".
"Questo ci induce a ribadire - prosegue il testo - che i nostri bambini, creature indifese dai 6 mesi di età, hanno dovuto subire non potendosi esprimere e difendere, chi per mesi, chi per anni, le crudeltà gratuite e le torture fisiche e psicologiche, di una realtà posticcia e meschina. In quell'asilo gli insegnavano che le umiliazioni, le punizioni, le ore legati al buio che quotidianamente gli venivano riservate erano cose che meritavano.
I caratteri dei nostri bambini sono stati traviati in modo indelebile da tutte le persone presenti sotto quelle telecamere che hanno picchiato o lasciato picchiare. Adesso la nostra priorità è trovare il modo, con il nostro amore e l'aiuto di professionisti a cui molti di noi si sono rivolti, di lenire e attenuare quanto e se possibile i brutti ricordi dei nostri piccoli".
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12/02/2010
Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati Genitori in lacrime: «E' un primo passo»
Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati Genitori in lacrime: «E' un primo passo»
La decisione è stata presa oggi dal Gup del tribunale di Tivoli. Sono accusati di violenze e abusi su 21 bambini che frequentavano l'asilo nido del paese
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| Nella foto di archivio del 2007 un carabiniere con una bimba nella scuola materna dell'istituto comprensivo 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio (Ansa) |
ROMA - Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nella vicenda delle violenze e degli abusi sui 21 bambini di un asilo nido a Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Lo ha stabilito oggi il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Tivoli. E' stata accolta, dunque, la richiesta del pm Marco Mansi.
GENITORI IN LACRIME - Alcuni genitori, presenti in aula, sono scoppiati a piangere quando il giudice Balestrieri ha letto il provvedimento. In primis Antonio Cardamone e Franco Merlino secondo cui «con buona pace di chi si è stracciato le vesti per ridicolizzare questa indagine, oggi un ulteriore vaglio giudiziario ha dimostrato che le accuse hanno un valido fondamento. Affronteremo questo processo - hanno spiegato - certi della sussistenza degli abusi visto che ancora oggi i bambini stanno male e che il dibattimento è un passaggio fondamentale per impedire che queste cose si ripetano». E un'altra mamma: «Oggi è solo il primo passo per l’accertamento della verità». Dello stesso tenore l'analisi dell'avvocato Pietro Nicotera: «I familiari aspettavano con ansia questo giudizio. Per il momento sono soddisfatti di questa soluzione e confidano che il tribunale possa approfondire le responsabilità degli imputati».
GLI IMPUTATI - Il processo si celebrerà il 27 maggio a Tivoli. Le ipotesi di reato a carico degli indagati sono atti osceni, maltrattamenti, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni, violenza di gruppo e atti contrari alla pubblica decenza. Alla sbarra finiranno dunque le maestre Silvana Magalotti, Patrizia del Meglio e Marisa Pucci, Gianfranco Scancarello - marito della Del Meglio - e la bidella Cristina Lunerti. Erano già state archiviate, invece, le posizioni di un'altra maestra, Assunta Pisani, e del benzinaio Kelum Weramuni Da Silva. Gli indagati respingono le accuse e lamentano che mancano riscontri a cominciare dalla mancanza di tracce del loro Dna e delle loro impronte digitali su peluche e altri oggetti sequestrati.
LE TAPPE DELLA VICENDA - La vicende fece scalpore: secondo il mandato d’arresto, i bimbi tra il 2005 e il 2006, tutti alunni della scuola materna ’Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, sarebbero stati prima narcotizzati e in seguito abusati sessualmente in una villa alla presenza di un uomo che filmava questi abusi.Dopo il carcere, che era stato disposto il 24 aprile del 2007, passati appena pochi giorni dai fatti, il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame annullò gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolì le ipotesi dell’accusa. «Indizi insufficienti e anche contraddittori», scrissero i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema corte aggiunse che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dai propri genitori. «Interrogati con domande inducenti» osservarono gli ermellini, i piccoli «tendono a conformarsi alle aspettative dell’interlocutore». Dopo le scarcerazioni la Procura inizia a cercare nuovi indizi attraverso l’incidente probatorio disposto dal gip Elvira Tamburelli.
I RACCONTI DEI BAMBINI - Nelle udienze, che si protraggono per mesi, oltre venti bimbi, tra i 4 e i 6 anni, raccontano del «gioco della patatina»; della «bua ai bambini», delle «cose brutte» che avvenivano in un «castello cattivissimo». Insomma «c’era una strega che si chiamava Patrizia, stava in un castello. Il castello era nero e ci andavamo con la macchina. La macchina era di Marisa, un’altra strega». Un maschietto: «Le bidelle Cristina e Patrizia facevano i giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia». Le accuse sono di fatto basate sugli elementi emersi da questi racconti. Gli unici su cui gli inquirenti possono contare, perché le analisi del dna effettuate sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno dato esito negativo. La individuazione di un casale e la descrizione di una stanza dove si sarebbero svolti alcuni incontri, sono un ulteriore tassello del quadro.
LE ACCUSE - Le accuse, per gli indagati, vanno dagli atti osceni, ai maltrattamenti, alla violenza sessuale, al sequestro, alla corruzione, allo stupro di gruppo, agli atti contrari alla pubblica decenza. Il 30 ottobre del 2009 il Gup di Tivoli nell’udienza preliminare ha accolto la costituzione di parte civile di 19 famiglie di Rignano Flaminio.
Redazione online
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23/01/2009
Belgio, massacro in un asilo nido Uccisi a coltellate due bimbi e un adulto
Belgio, massacro in un asilo nido Uccisi a coltellate due bimbi e un adulto
Un uomo armato irrompe in una scuola materna a Dendermonde, alle porte di Bruxelles: arrestato. Secondo i media l'uomo era ricoverato in una clinica psichiatrica
| La polizia all'esterno dell'asilo nido di Dendermonde |
LE VITTIME - Il bilancio di questa folle spedizione omicida è di due morti - un adulto e due bambini - e di tredici feriti, alcuni dei quali sono tuttora in pericolo di vita. In un primo tempo si era parlato di un numero di vittime maggiore, almeno cinque, ma la notizia è poi stata smentita dalle autorità. Uno dei due bambini rimasti vittime dell'azione omicida non è morto sul colpo, ma circa un'ora dopo il ricovero in ospedale, a causa delle profonde ferite riportate. E ora c'è preoccupazione per le sorti di altri bimbi raggiunti dai fendenti.
L'AGGRESSIONE - La vicenda ha avuto come teatro un centro per l'infanzia nel quartiere Sint-Gillis di Dendermonde, una cittadina nella zona fiamminga del Belgio, a una trentina di chilometri da Bruxelles. Al momento dell'irruzione all'interno si trovavano 18 bambini di eta non superiore ai 3 anni e sei donne, che lavorano nella struttura. I media locali hanno parlato della possibilità che si tratti del padre di uno dei bambini che frequentano l'asilo. Secondo il sito internet del quotidiano bruxellese Le Soir, che ha citato alcune fonti locali, l'uomo sarebbe arrivato al «Paese delle favole» in bicicletta, proveniente dalla clinica psichiatrica di cui era ospite.
LA FUGA IN BICI - L'arresto dell'assassino è stato confermato dal ministro dell'Interno, Guido de Padt , che è andato personalmente sul luogo del delitto per rendersi conto della situazione. L'uomo è stato descritto come magro, con i capelli rossi e, appunto, con il volto dipinto con strisce verticali bianche e nere. Dopo l'aggressione a bambini e maestre avrebbe tentato la fuga con la stessa bicicletta con cui aveva raggiunto l'asilo, prima di essere bloccato presso il supermercato Aldi nella vicina cittadina di Lebbeke e sottoposto a interrogatorio.
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| Dendermonde (clicca per ingrandire la mappa) |
IN STATO DI CHOC - «Le persone e i bambini che non sono stati feriti sono state trasferite in un centro di accoglienza allestito sul posto - ha spiegato il sindaco di Dendermonde, Piet Buys, sul giornale fiammingo Het Laatste Nieuws -. Molti di loro sono in stato di choc e stanno ricevendo sostegno psicologico. Anche noi siamo all'oscuro dell'identità dell'autore di questo crimine». Il vicesindaco e assessore agli Affari sociali, Theo Janssens, ha avuto modo di entrare nei locali e ha poi parlato ai media di una scena raccapricciante: «C'era sangue dappertutto, davvero da non crederci. E' stata una vera carneficina».
LA RICOSTRUZIONE - Ancora più drammatico il racconto del procuratore Christian Du Four, che ha tenuto una breve conferenza stampa sul posto per spiegare ai media quanto accaduto. L'uomo, secondo quanto riferito dal magistrato, si era presentato all'asilo attorno alle 10 del mattino «con il pretesto di dover chiedere delle informazioni a qualcuno». Una volta all'interno, senza badare al personale di servizio che gli intimava di fermarsi, è salito al primo piano e si è diretto nel locale dove alcuni bambini stavano dormendo. «E' lì - ha spiegato Du Four - che ha estratto il coltello e cominciato ad usarlo contro i bambini. Ha poi fatto lo stesso nella stanza accanto, accanendosi anche contro il personale che cercava di frapporsi tra lui e i piccoli». Poi è uscito come se nulla fosse e ha cercato di allontanarsi. Ma la sua fuga, per fortuna, è durata solo lo spazio di pochi chilometri.
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