10/06/2010
Berlusconi contro la Costituzione: "E' difficile governare"
Berlusconi contro la Costituzione: "E' difficile governare"All'assemblea annuale di Confartigianato, il premier propone la revisione dell'art. 41 della Carta: "E' molto datata, governare così è un inferno". Sulle intercettazioni: "Solo una piccola lobby di toghe e giornalisti è contraria".
"Se non avessi avuto il 'no' di Emma, avrei proposto anche a te di fare il ministro, ma ne parleremo in separata sede...". Con questa battuta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi si è rivolto al numero uno di Confartigianato Giorgio Guerrini durante l'assemblea annuale dell'associazione. "Non c'è un punto - ha aggiunto il premier - della tua relazione che non mi trovi d'accordo. Una relazione completa, concreta propositiva e piena di entusiasmo".
"GOVERNARE E' UN INFERNO" - Nel suo intervento, Berlusconi è poi tornato a puntare l'indice sull'eccesso di burocrazia e di pesantezza dello Stato: "governare e fare le leggi, visto da dentro è un inferno - ha detto - e non certo per mancanza di progetti ma a causa della nostra architettura istituzionale. Lo Stato si è sviluppato in maniera eccessiva".
"Fare leggi con la nostra architettura istituzionale - ha detto il presidente del Consiglio - è un inferno".
INTERCETTAZIONI - Berlusconi è poi tornato sul tema delle intercettazioni: "Questa legge non risolve tutti i problemi, è un primo passo, cercheremo di migliorarla più avanti". Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto che chi si oppone al provvedimento è solo "una piccola nomenclatura e lobby di magistrati e giornalisti. Bisogna andare avanti decisi in questa direzione perchè il diritto alla riservatezza e all'inviolabilità della comunicazione è in cima ai diritti dei cittadini. L'attuale ddl non risolve tutti i problemi ma è un primo paso improtante, cercheremo di migliorarlo più avanti. Su questa legge - ha proseguito il premier- c'è stata molta baraonda sui giornali. A favore delle intercettazioni c'è solo una piccola lobby di magistrati e giornalisti. La grandissima maggioranza è stanca di non poter usare il telefono per paura di essere spiata".
"COSTITUZIONE DATATA" - "La Costituzione è molto datata. Si parla molto di lavoratori e quasi mai di impresa e di mercato", ha detto Berlusconi sottolinenado nuovamente la necessità di aggiornarla anche attraverso la revisione dell'articolo 41 della Carta. "La Costituzione è nata in un momento in cui era forte la contrapposizione tra capitale e lavoro e democristiani e comunisti dovettero trovare dei compromessi su ogni articolo: mi chiedevo stanotte per quanto tempo un'impresa potrà vivere e crescere su compromessi di matrice cattocomunista". La risposta datela voi!".
"TERREMOTO, NESSUNA CRICCA" - "Io non ho partecipato ad alcun appalto, non ho raccomandato alcuna azienda - dice Silvio Berlusconi intervenendo all'Assemblea di Confartigianato - ma vi posso dire il modo in cui ho visto la gente lavorare e quale gente lavorava: professori universitari che venivano gratuitamente da tutta le università d'Italia. E in tutti gli appalti non c'è stata nessuna cricca, niente di meno che positivo. Se ci fosse stato qualcosa di meno che positivo gli esclusi da uno dei 390 appalti avrebbero protestato - sottolinea ancora il premier - e invece non c'è stata una sola azione di protesta da parte di un solo degli imprenditori che hanno partecipato agli appalti e hanno perso".
"BASTA CON LO STATO PADRONE" - "Vogliamo arrivare a un nuovo sistema in cui non si debbano chiedere più permessi, autorizzazioni, concessioni o licenze" ha detto il presidente del Consiglio durante il suo intervento. "Per me - ha prosdeguito - sono un linguaggio e una pratica da Stato totalitario, da Stato padrone che percepisce i cittadini come sudditi". Entro l'autunno, ha poi promesso il premier, lo Statuto degli imprenditori sarà legge. "Quello che va bene alle imprese va bene all'Italia".
LE REAZIONI - “Ho apprezzato l'impegno di Berlusconi per la semplificazione delle imprese, anche attraverso la modifica dell'articolo 41 della Costituzione". E’ questo il commento del presidente di Confindustria, Emma Marceglia, aggiungendo che ha "pienamente condiviso la relazione di Guerrini".
Diverso, il tenore delle dichiarazioni di Antonio Di Pietro: "Se Berlusconi davvero pensa che siano solo quattro gatti a essere contrari al ddl sulle intercettazioni si sbaglia di grosso", confermando l’idea di promuovere un referendum per abrogare la legge, quando sarà approvata: "Gli dimostreremo che non sono certo quattro gatti, ma milioni, i cittadini che hanno capito che questo provvedimento blocca le indagini, copre gli affari di mafiosi e truffatori, imbavaglia la stampa calpestando palesemente il diritto di informare ed essere informati.
"Il Ddl sulle intercettazioni è una legge da ventennio che il governo Berlusconi vuole approvare con metodi da ventennio" è invece il commento del presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. Per il segretario del Pd Bersani "se Berlusconi è contrario alla Costituzione se ne vada a casa".
07:31 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, berlusconi, attacco, costituzione, vecchia, obsoleta, intervento, assemblea, confartigianato, cambiare | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
27/05/2010
Berlusconi a Marcegaglia: “Vieni al posto di Scajola”
Berlusconi a Marcegaglia: “Vieni al posto di Scajola”Il premier agli industriali durante l'Assemblea Annuale: "Che ne direste?". Silenzio in platea. Il presidente del Consiglio: “Dite no? Allora non prendetevela con il governo”.
Marcegaglia al posto di Scajola. La proposta arriva dal presidente del Consiglio Berlusconi, testimone la platea di Confindustria, riunita per l'Assemblea Annuale all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Appena Marcegaglia finisce la sua relazione, Berlusconi prende la parola, mostra il discorso scritto precisando che non lo leggerà, e dice: "Per la prima volta c'è al governo un imprenditore, che cerca di governare l'Italia come faceva con le sue imprese, con concretezza. Ma ho bisogno di essere aiutato. Quando ti ho proposto di venire ad assumere la responsabilità del ministero dello Sviluppo tu mi hai risposto: 'Come la prendono in Confindustria'? Ora ti ripropongo l'offerta, e agli industriali presenti chiedo: "Voi come la prendereste?". E propone una votazione per alzata di mano, ma non si alza alcuna mano in sala. "Dite di no? E allora poi non prendetevela con il governo...", conclude il premier.
ASSEMBLEA CONFINDUSTRIA
15:08 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, econoia, crisi, assemblea, industriali, intervento, berlusconi, risposta, marcegaglia, scabio, posti, scajola | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
30/04/2010
Grillo: «Telecom ha venduto tutto Celebro il funerale della società»
Grillo: «Telecom ha venduto tutto Celebro il funerale della società»Con una fascia a lutto Il comico è intervenuto all'assemblea degli azionisti. «Stimo Bernabè ma doveva denunciare le precedenti gestioni». L'ad: «Siamo un’azienda sana, viva e vivace»
| Beppe Grillo, davanti alla sede Telecom a Rozzano (Epa) |
ROZZANO (Milano) - «Se la Telecom in questi ultimi dieci anni ha venduto quasi tutto, le partecipazioni, gli immobili, addirittura le centrali telefoniche, il debito è rimasto di 34 mld, i ricavi sono scesi, la domanda da ragioniere è: dove sono finiti i soldi?». Alla domanda che pone Beppe Grillo intervenendo all'assemblea degli azionisti Telecom. «Semplice», risponde Grillo, «sono finiti in stock options milionarie, dividendi agli azionisti del salotto buono, che hanno spolpato viva la Telecom». Grillo suggerisce: «fate un'indagine nei confronti del management degli ultimi dieci anni e guardate il loro stato patrimoniale prima e dopo» l'ingresso in Telecom.
BERBABÈ - «Io stimo Bernabè», ha aggiunto il comico e blogger genovese, «ma non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare», ovvero «denunciare Colaninno, Buora, Ruggiero, ecc». Secondo Grillo bisognerebbe fare una legge che stabilisca che non si possono distribuire dividendi se il debito supera il 50% degli utili». Grillo si è presentato con una fascia nera al braccio». «Celebro il funerale della società - ha detto - la più grande società tecnologica del nostro paese ruba il futuro di mio, tuo figlio», quando decide di mettere in vendita gli asset tecnologici, esternalizzandoli in una una scatola (Ssc), che «sarà efficientata e venduta». Insomma, ha detto, «che futuro ha il paese quando Telecom efficienta gli ingegneri?». Secondo Grillo, «Telecom è morta ma si possono ancora espiantare gli organi ancora caldi». e in ogni caso, ha continuato, l'azienda dovrà «essere venduta a Telefonica, lo sappiamo tutti, o qualche gruppo internazionale».
D'ALEMA - Grillo ha quindi puntato l'indice sul «conflitto di interesse» del presidente Gabriele Galateri, che siede nel cda di 4 società. Il comico ha quindi rammentato che al tempo della Sip, quando i boiardi di Stato «rubavano» e quando «Pascale aveva acquistato per il proprio ufficio un Canaletto da un falsario e lo aveva messo in bilancio alla Telecom», l'azienda di tlc aveva un patrimonio immobiliare di 40mila miliardi: immobili, un parco auto e circa 300 partecipazioni in società nel mondo. Il suo debito era irrisorio, attorno a un miliardo di vecchie lire. Telecom è poi stata «disintegrata» dalla politica. «Bernabè non fa un nome - ha asserito Grillo - non menziona D'Alema, Draghi, Ciampi. D'Alema - ha detto Grillo - regalò a Colaninno, Gnutti e altri capitalisti la società, indebitandola con 45-46 miliardi di euro». Grillo ha infine criticato il fatto che l'azienda, pur essendo altamente indebitata, continui a distribuire dividendi. «È come se - ha spiegato - mentre la casa va a fuoco, si utilizzasse l'acqua per farsi la doccia».
«NON C’È NESSUN FUNERALE DA CELEBRARE» - «Non condivido assolutamente la scelta di presentarsi all’assemblea con una fascia per celebrare un funerale, qui non c’è nessun funerale da celebrare perché Telecom è un’azienda sana, viva e vivace e ha tutto il potenziale per tornare uno dei protagonisti».Questa la replica dell’amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè, alle ’accuse’ di Beppe Grillo. Anche Gabriele Galateri, presidente di Telecom Italia, nel prendere la parola dopo che si è conclusa la fase degli interventi dei piccoli azionisti, ha sconfessato Grillo: «Rifiuto categoricamente le affermazioni secondo cui l’azienda è in crisi. «Sentire che l’azienda è in crisi e la fascia funebre al braccio sono estremizzazioni fuori luogo», ha detto, riferendosi indirettamente al look di Beppe Grillo. «La ristrutturazione è necessaria per essere competitivi, per stare sul mercato e questo non vuol dire essere in crisi ma essere un’azienda viva», ha sottolineato Galateri.
Redazione online
07:19 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, milano, telecom, cda, consiglio di amministrazine, intervento, beppe grillo, assemblea, azionisti, fascia, lutto, celebrare, funerale | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
29/04/2010
La Juventus cambia tutto: «Andrea Agnelli presidente»
La Juventus cambia tutto: «Andrea Agnelli presidente»La conferma della società. Giovedì l'assemblea di Exor, che detiene la maggioranza, lo indicherà quale successore di Blanc
![]() |
| Andrea Agnelli, classe ’76, figlio di Umberto, e John Elkann, coetaneo (LaPresse) |
TORINO - Prima l'indiscrezione poi la conferma: «Andrea Agnelli sarà presidente della Juventus». Lo annuncia, in una intervista che sarà pubblicata domani su La Stampa, il presidente di Exor e di Fiat, John Elkann.
L'ASSEMBLEA - Il nome di Andrea Agnelli, figlio di Umberto, verrà fatto all'assemblea di Exor, la società che detiene la maggioranza della Juventus. E in questo caso a indicarlo quale successore di Jean Claude Blanc sarà il cugino di Andrea, John Elkann, presidente di Exor e, da pochi giorni, della Fiat. L'insediamento di Andrea Agnelli come presidente della Juventus, si legge sul sito del club bianconero, avverrà al termine del campionato in corso.
IL CUGINO - «La Juve è molto importante per la mia famiglia e per me, c'è bisogno di una vicinanza costante», dice Elkann spiegando il valore del ruolo che verrà ricoperto dal cugino. «Con il fatto di aver aumentato il mio livello di responsabilità - spiega il neo presidente della Fiat - ho chiesto ad Andrea se fosse stato disponibile a fare il presidente». Agnelli andrà ad affiancare Jean-Claude Blanc, attuale presidente, che sposterà le sue competenze sulle questioni amministrative e di marketing. «C'è un percorso che condividiamo - sottolinea ancora Elkann - procederemo insieme. Andrea lavorerà fianco a fianco con Blanc, che uscirà rafforzato da una presidenza familiare con cui instaurerà un legame molto stretto». «Andrea non è solo un rappresentante della nostra famiglia - conferma Elkann - ma è anche una persona che ama la Juventus in modo genuino. Non è solo per questo che diventerà presidente». «Andrea ha una reale esperienza nel mondo dello sport, ha lavorato in Juventus, Ferrari, con la Philip Morris per la parte sportiva. Oggi è molto impegnato nel golf con un progetto di rilancio del Royal Park I Roveri, dove tra l'altro la settimana prossima si svolgerà l'Open d'Italia, ed è Consigliere Federale».
10:57 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: sport, calcio, juventus, rivoluzione, cambi, andrea agnelli, presidente, conferma, società, successore, blanc, annuncio, assemblea | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
25/09/2009
Consiglio di Sicurezza, sì a risoluzione su disarmo e non proliferazione
Consiglio di Sicurezza, sì a risoluzione su disarmo e non proliferazione
Approvato all'unanimità il testo presentato dagli Usa. La riunione presieduta da Barack Obama
| Obama, Brown e Hatoyama (Reuters) |
NEW YORK - Via libera del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite alla risoluzione sul disarmo e la non proliferazione nucleare. Il testo, proposto dagli Stati Uniti, è stato approvato all'unanimità. Ad annunciarlo è stato il presidente Usa, Barack Obama.
STORICO - Si è trattato di un vertice storico. È la prima volta, infatti, che un vertice del Consiglio di sicurezza viene guidato da un presidente degli Stati Uniti da quando è stato costituito, nel 1946. E si è trattato inoltre del quinto meeting del Consiglio di sicurezza riunito a livello di capi di Stato, ed il primo a concentrarsi esclusivamente sulla proliferazione e il disarmo nucleare. «Ho convocato questo (vertice) per poter affrontare al più alto livello una minaccia fondamentale alla sicurezza di tutte le nazioni: la diffusione e l'utilizzo delle armi nucleari», ha detto Obama. «Questa importante istituzione è stata fondata agli albori dell'era nucleare, in parte perché la capacità umana di uccidere deve essere limitata, e nonostante abbiamo evitato un incubo nucleare nel periodo della Guerra Fredda, oggi affrontiamo una proliferazione di una complessità che richiede nuove strategie e nuovi approcci». Obama ha sottolineato che l'anno prossimo sarà «assolutamente critico» per determinare l'efficacia degli sforzi per fermare la diffusione e l'uso delle armi nucleari.
IL TESTO - La risoluzione presentata dagli Usa chiede «ulteriori sforzi nell'ambito del disarmo nucleare» ed esorta tutti i paesi che non hanno ancora firmato il trattato di non proliferazione nucleare del 1970 (Npt) a sottoscriverlo al più presto. La risoluzione chiede inoltre di porre fine alla proliferazione di armi nucleari, e ricorda ai membri dell'Npt di rispettare la promessa di non sviluppare armi atomiche. I cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza -- Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia -- sono tutti dotati di bombe atomiche. La risoluzione non menziona Paesi specifici, ma l'esortazione agli Stati che non hanno firmato il Tnp a partecipare allo sforzo per giungere al disarmo è un riferimento a India e Pakistan (mentre Israele non ha mai ammesso ufficialmente di avere ordigni atomici). La risoluzione, senza nominare direttamente Iran e Corea del Nord, menziona anche le «grandi sfide esistenti al regime di non proliferazione nucleare».
00:20 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: nazioni unite, presidente, usa, barak obama, assemblea, onu, nuova era, rispetto, proclami, disarmo, nucleare, clima, terrore | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
24/09/2009
Nazioni Unite, l'esordio di Obama: «Una nuova era basata sul rispetto»
Nazioni Unite, l'esordio di Obama: «Una nuova era basata sul rispetto»
Il leader usa: «Non possiamo fare da soli, serve l'impegno di tutti». Il presidente americano all'Assemblea generale dell'Onu: «La democrazia non sia imposta dall'esterno»
| Barack Obama durante il suo intervento (Reuters) |
NEW YORK - Esordisce rispolverando il tema vincente della sua esaltante campagna elettorale: «La speranza e il cambiamento sono possibili». Lancia i «quattro pilastri» della politica americana: «Disarmo, pace, clima ed economia». E chiede a tutti i Paesi «una nuova era di impegno». Barack Obama interviene per la prima volta da presidente Usa davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite ed elenca le sfide che il mondo si trova a dover affrontare: «Estremisti che stanno cercando di seminare il terrore, conflitti che si protraggono all'infinito, genocidi e atrocità di massa, sempre più nazioni con armi nucleari, calotte polari che si sciolgono, persistente povertà e malattie pandemiche». «Dico tutto questo - afferma il leader Usa - non per seminare la paura ma per affermare un fatto: le nostre azioni non sono state ancora alla altezza della vastità delle sfide esistenti».
DIREZIONE NUOVA - Per questo, secondo Obama, «è giunto il momento che il mondo si muova in una direzione nuova. Dobbiamo impegnarci per il reciproco rispetto e dobbiamo farlo da subito. Sono consapevole dell'aspettativa che circonda il mio incarico, ma so che non ha radici in quello che io rappresento, ma nel fatto che il mondo è scontento dello stato e vuole cambiare. L'America è pronta a guidare questo cambiamento». Il leader Usa ribadisce che il suo Paese non può fare da solo: «Tutti devono cooperare contro il terrorismo e per il clima. I nostri destini sono condivisi. Chi ha criticato l'America in passato per avere agito da sola non può adesso aspettare che sia l'America da sola a risolvere i problemi del mondo». Obama rilancia dunque il multilateralismo: «È il momento di condividere le responsabilità nella risposta globale alle sfide globali».
DISARMO - A proposito del disarmo, Obama afferma che bisogna «fermare la diffusione di armi nucleari». Il presidente americano tende la mano a Iran e Corea del Nord perché accettino la via negoziale e rinuncino alla proliferazione nucleare. Nel suo appello rivolto dalla tribunetta dell'Assemblea generale, Obama dice che «il futuro non appartiene alla paura» e riconosce il diritto di Pyongyang e Teheran di garantire «il benessere e la ricchezza dei loro popoli», ma senza che questo rappresenti «una minaccia alla sicurezza internazionale». E sulla questione mediorientale il leader americano lancia una provocazione. «Non sono ingenuo, so che questo è un obiettivo difficile, ma dobbiamo chiederci se vogliamo seriamente la pace, o se invece la vogliamo solo a parole. È il momento di rilanciare il negoziato senza precondizioni, nell’ottica di una soluzione permanente delle questioni in gioco: la sicurezza di israeliani e palestinesi, i confini, i profughi e Gerusalemme».
ECONOMIA - Non manca l'impegno sulla crisi economica. Al vertice del G20 di Pittsburgh dei prossimi giorni, assicura, «lavoreremo insieme con le più grandi economie per disegnare una struttura per la crescita che sia equilibrata e sostenibile».
PACE - Obama cita poi Roosevelt: «La pace non è il lavoro di un uomo solo - dice - di un partito, di una Nazione. Non c’è una pace delle nazioni grandi o piccole, la pace è il frutto della cooperazione di tutto il mondo». «L'Onu - continua Obama - è fatta di Stati sovrani e purtroppo questo organismo troppo spesso diventa un forum di discordia, piuttosto che di consenso, è un teatro per giochi politici e per fare sfogo a tensioni piuttosto che risolvere problemi. Dopo tutto, è facile salire su questo podio e puntare il dito contro gli altri, alimentare divisioni. Quello sono capaci tutti a farlo». E poi aggiunge: «La democrazia non può essere imposta dall'esterno. Ogni società deve trovare la sua strada e nessuna strada è perfetta. Gli Stati Uniti - osserva - sono stati troppo spesso selettivi nella loro promozione della democrazia«. Secondo Obama, però, «ci sono alcuni principi di base che sono universali» e l'America «non vacillerà mai negli sforzi di far rispettare il diritto dei popoli in ogni angolo del mondo di determinare il loro destino».
GHEDDAFI - Subito dopo l'intervento di Obama, è toccato al leader libico, Muhammar Gheddafi, che si è congratulato con il presidente Usa (che però non è rimasto in sala ad ascoltarlo ed è uscito insieme al segretario di Stato, Hillary Clinton): «È un raggio di luce nel buio - ha dichiarato Gheddafi - Nessuno potrà dire cosa sarà l'America dopo Obama, saremmo contenti se fosse presidente per tutta la vita», ha aggiunto il colonnello. Gheddafi, vestito con una tunica marrone, con un berretto scuro sulla testa, si è poi scagliato contro la Carta dell'Onu, contro il Consiglio di sicurezza («dovrebbe essere chiamato Consiglio del terrore») e si è detto contrario a nuovi seggi permanenti. Il colonnello ha poi detto che nessuna nazione ha il diritto di interferire negli affari di altri Paesi, neanche in caso di dittature. E a proposito del virus dell'influenza A ha affermato che «potrebbe essere stato prodotto in un laboratorio militare ed essere uscito fuori controllo». Gheddafi, al suo primo intervento davanti all'Assemblea generale, ha parlato per un'ora e 35 minuti, ben oltre il quarto d'ora previsto per i leader della Terra.
00:10 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: nazioni unite, presidente, usa, barak obama, assemblea, onu, nuova era, rispetto, proclami, disarmo, nucleare, clima, terrore | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
14/06/2009
«Minorenni, veline, Mills e voli di Stato: c'è stato un piano eversivo contro di me»
«Minorenni, veline, Mills e voli di Stato: c'è stato un piano eversivo contro di me»
Sul leader libico: «intelligentissimo, se è stato al potere per 40 anni è perché ci sa fare». Berlusconi, intervento-fiume all'assemblea dei giovani industriali. «Non date pubblicità a media disfattisti»
![]() |
| Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante l'intervento all'assemblea dei giovani industriali (Imagoeconomica) |
MILANO - La maggioranza «potrà governare tranquillamente per altri 4 anni», perché i risultati delle elezioni europee e amministrative «hanno dato risultati straordinari» e rafforzato «la posizione della nostra parte politica». E questo nonostante un «progetto eversivo» contro il presidente del Consiglio. Lo ha sostenuto Silvio Berlusconi intervenendo a Santa Margherita Ligure all'assemblea dei Giovani imprenditori di Confindustria. Un intervento fiume nel corso del quale il premier ha elencato puntigliosamente quelli che rivendica come i meriti del proprio governo e nel corso del quale ha più volte citato la parola «miracolo» in relazione alle cose realizzate.
NO PUBBLICITA' A MEDIA DISFATTISTI, «MI RIFERIVO A FRANCESCHINI» - Non tralasciando di sferrare un duro attacco alla stampa, proprio negli stessi minuti in cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlava da Napoli della libertà di informazione come di un cardine dell'Europa unita: «Se c'è un momento in cui bisogna prendere con le molle quello che dicono i giornali - ha detto Berlusconi -, è proprio questo: continuo a trovare virgolettati di frasi che non ho mai detto. La stampa italiana dipinge un'Italia che non è quella reale». Poi il suggerimento agli imprenditori: «La situazione della crisi è quella che conoscete, bisognerebbe non avere una opposizione e dei media che tutti i giorni cantano la canzone del pessimismo, del disfattismo, del catastrofismo. Penso che anche voi dovreste operare di più in questa direzione, per esempio non date pubblicità a chi si comporta così. Credo che sia una difesa logica e assolutamente fondata sulla realtà dei fatti». Poco dopo la precisazione: «Mi riferivo al leader dell'opposizione». Così Silvio Berlusconi è tornato sul delicato passaggio del suo intervento al convegno dei giovani di Confindustria, ossia quando ha chiesto alla platea degli imprenditori di non dare pubblicità «ai media e alla sinistra» che «ogni giorno cantano la canzone del disfattismo». Il presidente del Consiglio, spiegano ancora i collaboratori del premier, intendeva dire di «non amplificare, di non dare retta» a chi alimenta il pessimismo come il leader del Pd.
IL «PIANO EVERSIVO» - Senza citare un mandante preciso, Berlusconi ha spiegato che quelle su caso Noemi, veline, Mills e voli di Stato sono state «soltanto calunnie», parte appunto di un progetto eversivo finalizzato a far decadere un presidente del consiglio legittimato dal voto ppolare «per mettere al suo posto un'altra persona non eletta dagli italiani. se questa non è eversione ditemi cosa è?». Il capo del Pdl non ha fatto nomi, ma ha parlato di ricadute negative di queste campagne per l'immagine dell'Italia.
«LA POLITICA DEL CUCU'» - Immagine che, dal canto suo, Berlusconi ha detto di voler contribuire a rilanciare. Rafforzando il peso dell'Italia in sede europea (ha sottolineato che il Pdl è uno dei partiti maggiori all'interno del Ppe e che quindi potrà pesare nelle scelte, in primis facendo nominare un italiano, Mario Mauro, alla presidenza dell'Europarlamento). E esercitando sempre di più quella diplomazia dei rapporti umani - «potremmo anche definirla la politica del cucù» - che lo ha fin qui contraddistinto, pur se questo ha fatto storcere il naso a molti in passato. Il capo del governo ha detto di avere «corteggiato» il leader spagnolo Zapatero, per convincerlo a farsi carico della ricostruzione del forte spagnolo danneggiato dal terremoto in abruzzo e ha spiegato come sia fondamentale instaurare rapporti personali con tutti in politica estera. «E' il saper vivere, il sapersi rendere gradevoli agli altri. Questo si può trasformare in amicizia o in affetto, come è successo con Erdogan, Bush, Blair, Aznar. Tutte perosne che posso annoverare in categoria "amici". Nella politica estera questo serve, non ci sono alternative».
«GHEDDAFI? INTELLIGENTISSIMO» - Agli under 40 di Confindustria («siete tutti forti, giovani, belli, qualcuno anche abbronzato») ha di intendere il proprio ruolo di primo ministro come quello di un imprenditore impegnato a vendere il proprio prodotto a clienti molto diversi tra loro. E tra questi ci può stare anche un cliente «originale», come il leader libico Muammar Gheddafi, «una persona intelligentissima, se è riuscito a stare al potere per 40 anni è perché sa il fatto suo». «Se hai un cliente come lui - ha detto - lo devi prendere per il verso giusto». «Oggi l'Italia è vicino alla Libia e la Libia è amica dell'Italia» ha detto Berlusconi. Che ha poi riferito di avere ottenuto dal leader libico l'allungamento di 30 anni di un contratto con l'Eni e che molte infrastrutture che la Libia si appresta a costruire «saranno offerte prioritariamente a nostre imprese».
06:53 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: berlusconi, premier, intervento, confindustria, assemblea, caso mills, anm, attacco, poteri, stato, parlamento, esecutivo, giudici | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
12/06/2009
L’enigma del prezzo della benzina
L’enigma del prezzo della benzina
All’assemblea annuale dell’Unione petrolifera, due giorni fa, Scajola ha chiesto spiegazioni. Il barile di petrolio è sceso da 144 a 66 dollari in un anno Ma al distributore gli italiani risparmiano solo 25 centesimi
Petrolio e profitti. Benzina ed extraprofitti. Sospetti legittimi o luoghi comuni? Il dubbio è forte. Difficile però da contrastare, soprattutto quando tra le società che l’anno scorso hanno guadagnato più utili in assoluto a livello mondiale figurano al primo e al secondo posto, nella classifica di Forbes, proprio due major petrolifere: ExxonMobil, con 45,2 miliardi di dollari, e Chevron, con 23,9 miliardi.
C’è l’eterna questione della doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti con i corsi del petrolio. E le domande che si rincorrono sono sempre le solite: perché i rincari del greggio scattano quasi in simultanea sui listini di benzina e gasolio, mentre i ribassi sono più lenti a manifestarsi. Di più: come è possibile pagare un litro di benzina 1,27 euro con il barile di greggio a 66 dollari (al 1˚ giugno), quando, nel luglio dell’anno scorso con il valore del barile più che doppio a quota 144 dollari, per un litro della stessa benzina si pagava poco più di un euro e mezzo (1,53)?
Non sono solo le associazioni dei consumatori a lanciare accuse di speculazione nei confronti dei petrolieri. Anche un ministro della Repubblica adesso vuole vederci chiaro. Due giorni fa, nel sancta sanctorum delle compagnie riunite dall’Unione petrolifera per l’assemblea annuale, Claudio Scajola, responsabile dello Sviluppo economico, ha detto chiaro e tondo che intende «chiedere conto all’industria petrolifera dell’andamento dei prezzi della benzina alla pompa».
Ma i petrolieri si sentono la coscienza a posto. «Noi abbiamo la forza dei numeri. Sui prezzi della benzina e sulla comunicazione al pubblico serve più prudenza, in particolare da parte di alcune associazioni dei consumatori, che privilegiano informazioni non corrette e ingenerano false aspettative nei consumatori », è stata la replica del numero uno dell’associazione di categoria, Pasquale De Vita. E la differenza con il resto d’Europa, che penalizza l’automobilista italiano? «Da noi il prezzo della benzina è superiore di 3-4 centesimi rispetto ad altri Paesi europei», ha risposto lo stesso De Vita nel corso dell’audizione alla commissione Controllo dei prezzi del Senato. Spiegando poi che questa differenza è comunque alimentata «dall’abitudine del consumatore italiano a farsi servire (60%) mentre in Europa il 90% si serve da solo. E poi in Italia abbiamo un numero più alto di impianti, con una vendita più bassa e costi più elevati ».
Per meglio capire chi può avere più o meno ragione, sono necessarie alcune considerazioni di fondo. A cominciare dall’analisi della struttura del prezzo di un litro di carburante, che è determinata per il 40% dal costo industriale, e per il restante 60% dalle componenti fiscali (accise e Iva). Il costo industriale, che come si è visto pesa per meno della metà sul prezzo finale alla pompa, è a sua volta la somma di costi come la materia prima (benzina o gasolio in base alle quotazioni Platts), trasporto, stoccaggio, raffinazione e margini per il benzinaio. A questo punto risulta più facile comprendere un altro aspetto non secondario: quando si verificano aumenti o diminuzioni delle quotazioni del petrolio, si intendono variazioni che incidono solo su circa il 30% del prezzo finale al consumo. E, per essere più precisi, più che del petrolio andrebbero analizzate puntualmente le quotazioni Platts (un’agenzia indipendente basata a Londra) relative al greggio raffinato, benzina o gasolio, espresse in dollari per tonnellata, che vengono elaborate sulla base del rapporto domanda-offerta.
Se margini di guadagno o di speculazione (a seconda dei punti di vista) ci possono essere, vanno dunque ricercati all’interno di queste voci che compongono il costo industriale. In particolare nelle quotazioni Platts. Fermo restando che la domanda è determinata dal mercato di consumo, l’offerta, che poi nasce dall’attività delle raffinerie, è condizionata dalla capacità di produzione o anche dalla temporanea chiusura di uno o più impianti di raffinazione. Secondo gli analisti di CnnMoney, i rincari dei prezzi dei carburanti hanno un indiziato particolare: le raffinerie, che starebbero cercando di recuperare le perdite subite lo scorso anno, quando sono state costrette a comperare petrolio al massimo delle quotazioni, per poi rivendere i raffinati in un mercato depresso.
Nella situazione attuale, secondo gli stessi analisti, gli impianti di raffinazione avrebbero ridotto la produzione, in modo da far salire i prezzi, dopo aver stoccato, nei mesi passati, barili di petrolio a basso prezzo (a dicembre è stato raggiunto il minimo di 34 dollari al barile e fino ad aprile il greggio si è mantenuto sotto i 50 dollari). Un ulteriore approfondimento, che sicuramente farebbe emergere curiose scoperte, potrebbe essere fatto anche a proposito del fattore cambio, dal momento che le compagnie europee comprano il petrolio in dollari, e rivendono in euro i prodotti raffinati, benzina o gasolio.
«I prezzi dei carburanti seguono i mercati internazionali e sono probabilmente le commodity di cui al mondo si segue con maggiore attenzione l’andamento », commenta Antonello Minciaroni, esperto prezzi Mercato petrolifero del giornale online quotidianoenergia.
«Al di là delle tensioni degli ultimi giorni, analizzando lo specifico del mercato italiano si possono scoprire novità interessanti. Tanto per cominciare, i consumi dei carburanti per autotrazione sono in caduta verticale e nei primi quattro mesi il deficit, rispetto allo stesso periodo del 2008, è di oltre 770 mila tonnellate. Questo costringe un po’ tutte le compagnie a proporre campagne con sconti significativi e in modalità differenziate. Esistono viceversa realtà che in questo mercato in grande affanno raccolgono sempre più i favori dei consumatori: sono le reti indipendenti, quelle cioè che innalzano sulla stazione di servizio le proprie insegne e non quelle delle note compagnie petrolifere, oppure quelle della grande distribuzione organizzata, presenti soprattutto nelle regioni del Centro-Nord Italia».
Sul mercato esistono dunque già, per il consumatore che le vuole o le può cogliere, opportunità di risparmio. Fra i prezzi più convenienti e quelli più cari (come in Campania e Puglia) ci sono oggi differenze, per la benzina, di 14-15 centesimi al litro. «In pratica — aggiunge Minciaroni — l’automobilista avveduto e attento ai prezzi, potremmo dire quello che 'acquista' e non 'fa' benzina, paga mediamente meno di quello europeo, mentre viceversa quello distratto, che 'fa' benzina, non guarda il prezzo e se ne rimane comodamente seduto a farsi servire, paga il conto per tutti».
Gabriele Dossena
11:14 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: benzina, scajola, assemblea, petrolieri, petrolio, ribassi, spiegazioni, distribuzione, risparmi, minimi, costi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
21/05/2009
Berlusconi: giudici estremisti di sinistra
Berlusconi: giudici estremisti di sinistra
Il premier all'assemblea di Confindustria torna a parlare del caso Mills. L'Anm: «Distrugge il confronto democratico», «Servono più poteri per l'esecutivo». fini: «parlamento interlocutore ineludibile»
![]() |
| Silvio Berlusconi durante l'intervento all'assemblea di Confindustria |
MILANO - La sentenza sul caso Mills è «una cosa scandalosa» perché «la realtà è esattamente il contrario di quello che questi giudici hanno scritto, perché si tratta di giudici che sono degli estremisti di sinistra». Doveva essere solo un intervento di saluto, quello di Silvio Berlusconi all'assemblea annuale di Confindustria. Invece si è trasformato in un'arringa contro i magistrati e in un lungo elenco di cose fatte e da fare, con un pizzico di propaganda elettorale in vista delle Europee sul perché sia importante «avere un Pdl forte che sia la prima forza all'interno del Ppe».
GIUSTIZIA E CASO MILLS - In un passaggio del suo intervento a braccio, il premier ha parlato delle sue vicende personali e ha spiegato che il suo governo porterà avanti comunque la riforma della giustizia, con la separazione tra le funzioni tra chi giudica e chi rappresenta l'accusa. Perché «Berlusconi ha le spalle larghe e più lo attaccano più ne esce rafforzato», ma qualunque altro cittadino potrebbe non potersi difendere adeguatamente con l'attuale sistema. Dal palco del Parco della Musica, il leader del centrodestra ha dato la propria ricostruzione della vicenda per cui è imputato di corruzione: «Il signor avvocato Mills che io non ho mai conosciuto riceve per le prestazioni da un armatore italiano una parcella da 600mila dollari, così per non pagare tasse dice che è una donazione. E quando viene messo sotto pressione e gli si chiede da dove arrivi quel denaro, decide di chiamare in causa un dirigente Fininvest morto... Poi si accorge di quello che ha fatto e finalmente dice la verità». Per Berlusconi a quella sentenza non si doveva neppure arrivare, perché si riferiva tra l'altro a fatti che avrebbero dovuto essere già prescritti». E quanto alle critiche ai giudici, ha sottolineato, «sarebbe assurdo non poter esprimere un'opinione». Soprattutto se queste riguardano la loro non obiettività legata a motivi politici (uno dei motivi per cui era stata chiesta dai suoi avvocati la ricusazione di Valentina Gandus). E per spiegarlo nulla di meglio di un paragone calcistico: «Sarebbe come se fosse chiamato Mourinho ad arbitrare una partita Milan-Inter».
ANM: «DISTRUGGE CONFRONTO DEMOCRATICO» - Il nuovo attacco rinfocola lo scontro con l'Anm, che ha già definito «inaccettabili le invettive contro i giudici». «Tutti coloro che hanno a cuore le regole della convivenza democratica e il principio di separazione dei poteri dovrebbero intervenire per fermare questo metodo distruttivo del confronto democratico - commenta duramente il segretario dell'Associazione nazionale magistrati Giuseppe Cascini -. Abbiamo detto che questo tipo di aggressioni nei confronti dell'autorità giudiziaria e delle sue decisioni contrasta con i principi fondamentali dello Stato democratico e di diritto. Purtroppo registriamo un crescendo di toni e di invettive che non vorremmo mai ascoltare da chi ha responsabilità di governo. Questo non è un problema dei magistrati, è un problema dei cittadini e del Paese». Il presidente dell'Anm Luca Palamara chiede «rispetto» per i singoli magistrati e l'intera istituzione giudiziaria, «nel corretto e reciproco equilibrio tra i poteri dello Stato», e avverte: «La magistratura non vuole essere trascinata su un terreno di contrapposizione che non le appartiene, il clima di scontro fa male al Paese, ai cittadini e mina la fiducia nell'intera istituzione giudiziaria».
LA «CANZONE DEL PESSIMISMO» - Berlusconi ha parlato anche della situazione economica italiana e internazionale, evidenziando come sia «certamente importante la componente psicologica di questa crisi e ho fatto bene a cercare di infondere sempre ottimismo» perché «la fiducia è un fattore cruciale per uscire dalla crisi». Il premier ha citato il caso dei dipendenti pubblici, che non sono assolutamente toccati dalla crisi perché non rischiano licenziamenti e non hanno avuto riduzioni di stipendio. Eppure anche loro, ha raccontato, in un recente sondaggio si sono mostrati senza alcun motivo meno propensi rispetto al passato ad effettuare acquisti, ad esempio il cambio di un'auto. La colpa? La percezione negativa che verrebbe fornita, a suo dire, dai media e dai suoi oppositori. «Bisogna cercare di allontanare questa paura - ha detto Berlusconi - e sono addolorato quando giornali, tv e opposizione cantano la canzone del pessimismo e del catastrofismo». Anche perché l'Italia, è tornato a ribadire, è messa molto meglio rispetto ad altri Paesi: «Chi perde da noi è assolutamente assistito, a differenza degli Stati Uniti dove non ci sono strumenti come la cassa integrazione».
«INVESTIRE SU TURISMO E SANITÀ» - Quanto al rilancio dell'economia, il premier ha parlato della necessità di investire nei mercati emergenti e nell'offerta turistica, ricordando che la recente promozione di Michela Vittoria Brambilla da sottosegretario a ministro va proprio in questa direzione, e nel campo della sanità, un settore dove vi sarà una richiesta di servizi sempre maggiore. Il capo del governo ha poi spiegato che sarà avviata un'opera di digitalizzazione dell'intero apparato della pubblica amministrazione e ha sottolineato che l'esecutivo da lui varato è fortemente impegnato nella realizzazione di infrastrutture e grandi opere. Nel corso del suo intervento, Emma Marcegaglia aveva invece sottolineato che c'è bisogno di fare avanzare i cantieri e che al di là di molti annunci non c'è stato nei documenti ufficiali del governo un incremento degli investimenti in questo settore. Berlusconi ha poi detto che dal 2010 saranno avviati i progetti per le «new town» nei capoluoghi di provincia, uno degli interventi previsti per il rilancio dell'edilizia.
«IL PREMIER NON HA POTERI» - La presidente di Confindustria lo aveva anche esortato a sfruttare il proprio consenso per effettuare le riforme urgenti dell'assetto istituzionale. Berlusconi si è detto d'accordo, anche perché - ha spiegato - oggi il presidente del Consiglio conta poco, «comprensibilmente dopo il fascismo hanno privilegiato il Parlamento» e sarebbe pure opportuno ridurre il numero dei parlamentari, «ne basterebbero un centinaio, come nel Congresso americano». Ma su quest'ultimo aspetto, il premier non ha preso un impegno in prima persona: «Bisognerà passare per forza per una legge di iniziativa popolare, altrimenti sarebbe come chiedere ai capponi (nella fattispecie i parlamentari che perderebbero il posto, ndr) di votare per anticipare il Natale». Un tema su cui è intervenuto il presidente della Camera Gianfranco Fini, aprendo a Montecitorio i lavori di un seminario sul ruolo del Parlamento nella transizione verso il federalismo fiscale. «L'iter della legge sul federalismo fiscale smentisce la tesi dell'inevitabile tramonto del ruolo del Parlamento come legislatore, della sua presunta marginalizzazione nella definizione delle leggi - ha detto Fini -. Quando riesce a operare attraverso procedure aperte, è e viene percepito dalla società come un interlocutore ineludibile, qualificato e impegnato».
IL SALVATAGGIO DELLE BANCHE - Il capo del governo ha anche rivendicato la primogenitura dell'idea di un intervento dello Stato per il salvataggio delle banche: «Non era così scontato, perché all'inizio, a ottobre, altri Paesi erano scettici e hanno assistito inermi alla caduta di alcuni grandi gruppi bancari».
LA BATTUTA SULLA «VELINA» - All'inizio del suo intervento, Berlusconi non aveva rinunciato anche ad una battuta all'indirizzo di Emma Marcegaglia: «Ieri sera la presidente di Confindustria è venuta a trovarmi a Palazzo Chigi e un commesso mi ha detto: "C'è di là una velina". Era la presidente, era in gran forma, elegante, tutta vaporosa perchè aveva una cena: sembrava volasse sui tappeti di Palazzo Chigi».
15:51 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: berlusconi, premier, intervento, confindustria, assemblea, caso mills, anm, attacco, poteri, stato, parlamento, esecutivo, giudici | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
30/04/2009
Calcio, nasce la nuova lega di serie A
Calcio, nasce la nuova lega di serie A
Lo ha detto il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, alla fine dell'assemblea. Scatta la separazione, votata da 19 società della massima divisione eccetto il Lecce
![]() |
| Maurizio Zamparini (Ansa) |
MILANO - Il calcio italiano cambia tutto, o quasi. Diciannove società di serie A su 20 hanno deciso di avviare un processo di separazione dalla serie B e di creare una lega autonoma. «Abbiamo fatto la nuova lega di Serie A» ha detto, lasciando per primo i locali della Lega calcio di via Rosellini, il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, annunciando di fatto la separazione in due della Lega. È stata votata da 19 società della massima divisione eccetto il Lecce.
SEPARAZIONE INEVITABILE - La separazione tra serie A e serie B a questo punto appare inevitabile. «Questa volta per davvero», ha aggiunto Zamparini riferendosi a una decisione in questo senso che era già stata presa e ufficialmente comunicata il 14 ottobre del 2005. «Soddisfatto? No, ma era necessario».
16:55 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: calcio, rivoluzione, serie a, nuova lega, sport, assemblea, società, presidente, zamparini, separazione, massima divisione, calcio italiano | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook









