14/07/2011

In stato vegetativo da un anno. Licenziata per le troppe assenze

In stato vegetativo da un anno. Licenziata per le troppe assenze

L'operaia era dipendente da 16 anni dalla ditta Nuova Termostampi di Lallio (Bergamo). La lettera: «La discontinuità della sua prestazione lavorativa crea intralci all'attività produttiva»

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12/09/2009

Maestri, voti, assenze controllate: la guida alla scuola che riapre

Maestri, voti, assenze controllate: la guida alla scuola che riapre

 

Suona la campanella per oltre sei milioni e mezzo di ragazzi. Molte novità, alcune ancora da realizzare: è il caso dell’asilo aperto ai piccoli di due anni e mezzo

 

Per le superiori bisognerà aspet­tare almeno l’anno prossimo. Per le materne il cambiamento è uno solo e rischia pure di rimanere sul­la carta. Ma tra elementari e medie l’anno scolastico che sta per comin­ciare è davvero ricco di novità. Per gli studenti innanzi tutto, ma an­che per gli insegnanti e per l’orga­nizzazione quotidiana delle fami­glie. Il ritorno al maestro unico che in realtà non è unico ma quasi e quindi «prevalente», il potenzia­mento del tempo pieno, il taglio dell’orario e degli insegnamenti fa­coltativi per le medie. Ecco una pic­cola guida ai cambiamenti che arri­vano sui banchi insieme agli stu­denti.

L'asilo a due anni e mezzo
È possibile iscrivere alla scuola dell’infanzia anche i bambini che hanno due anni e mezzo contro i tre previsti in precedenza. Sono le cosiddette sezioni primavera che già negli ultimi due anni sono sta­te inaugurate in alcune regioni ma che adesso, anche grazie ad uno stanziamento statale di 50 milioni di euro, dovrebbero essere estese a tutto il territorio nazionale. Una no­vità importante e attesa dalle fami­glie. Eppure, a poche ore dall’aper­tura delle classi, in realtà non ci so­no certezze. Manca ancora un pas­saggio burocratico necessario per procedere, il via libera della Confe­renza Stato Regioni. Ma questo or­ganismo non si riunisce da mesi, visto lo scontro in atto tra il gover­no centrale e le amministrazioni lo­cali sui tagli ai trasferimenti.

Elementari, torna il maestro
È la novità di cui si è più parlato negli ultimi mesi. E quella su cui ci sono state più polemiche. Nelle scuo­le elementari, a partire dal­la prima e gradualmente in tutte le altre classi, viene abolito il modello finora utilizzato delle compresen­ze di più docenti per passa­re al maestro unico preva­lente come figura di riferi­mento per i bambini. Il ma­estro unico prevalente sarà previsto per tutti i modelli orari possibili, ovvero per le 24, le 27, le 30 o le 40 ore settimanali. Aumenta il tempo pieno È stato uno degli argo­menti che più ha fatto di­scutere la politica e le fami­glie italiane, perché lascia­re i figli a scuola anche al pomeriggio spesso aiuta i genitori nel difficile compito di riu­scire a conciliare casa e lavoro. Le classi della scuola elementare che adotteranno il tempo pieno saran­no 36.508, il 27 per cento del tota­le, con un aumento dell’8 per cen­to rispetto all’anno scorso. Una cre­scita che — secondo il ministero dell’Istruzione — è stata possibile grazie a tre novità: il passaggio al maestro unico prevalente, l’elimi­nazione delle compresenze e il ridi­mensionamento della rete scolasti­ca, con 350 piccoli istituti con me­no di 500 studenti che sono stati ac­corpati per evitare di disperdere le risorse.

Medie, orario più corto
Sono stati eliminati gli insegna­menti opzionali e facoltativi che avevano allungato l’orario nelle scuole medie inferiori. Da quest’an­no le ore settimanali di insegna­mento per le scuole medie saranno trenta. Il tempo prolungato, ovve­ro le 36 o 40 ore, sarà possibile so­lo in presenza di requisiti struttura­li e se richiesto dalla maggioranza delle famiglie.

Terza media, l’esame pesa di più
Il voto finale dell’esame di terza media sarà la media aritmetica di tre prove: voto di ammissione, ora­le e infine lo scritto, compresi i test dell’Invalsi, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educati­vo di istruzione e di formazione. Fi­nora erano i singoli istituti a deci­dere quanto pesava quest’ultimo elemento. Adesso ci sarà omoge­neità in tutto il territorio nazionale e per gli studenti che sono andati bene tutto l’anno il voto alto non sarà più scontato. Il punteggio massimo, il dieci con lode, sarà molto difficile da raggiungere.

Superiori, si discute la riforma
Per le scuole superiori non ci so­no novità immediate. L’anno 2009-2010 sarà utilizzato per apri­re al confronto con famiglie e pro­fessori la riforma preparata dal go­verno che si basa su un orario ri­dotto ed un minor numero di indi­rizzi rispetto a quelli che ci sono ora. Tra settembre e dicembre, an­che attraverso l’utilizzo delle nuo­ve tecnologie (comunicazione on li­ne) ci sarà un confronto per acqui­sire pareri e proposte sul riordino della secondaria superiore, metten­do a disposizione i testi di legge ap­provati e quelli proposti. Da genna­io fino alla fine dell’anno scolasti­co si svolgerà una fase di orienta­mento rivolta alle famiglie e agli studenti affinché possano sceglie­re con consapevolezza l’indirizzo di studi più adeguato. Almeno per ora non è previsto uno slittamento delle iscrizioni che, come sempre, andranno fatte entro febbraio.

Maturità, servono tutti 6
Per essere ammessi al prossimo esame di maturità servirà la suffi­cienza in tutte le materie, mentre fino all’anno scorso bastava la me­dia del sei. È evidente che questa novità rappresenta per gli studenti un «giro di vite» non indifferente. La media del sei, infatti, si può otte­nere facilmente: i voti alti compen­sano quelli più bassi. Basti pensare agli effetti di un 8 o 9 in condotta. Ottenere, invece, la sufficienza in tutte le discipline è un'altra cosa, molto più impegnativa. Anche se il giudizio collegiale del consiglio di classe continua ad essere il mo­mento decisivo della valutazione, i docenti non potranno ignorare il nuovo regolamento che al comma

In palestra
L’ora di ginnastica non potrà più essere considerata di serie B Infatti il voto del prof di educazione fisica vale per la media come quello del prof di storia o matematica uno dell’articolo 6 impone uno stop deciso a certi «miracoli» che talvolta si verificano durante que­ste riunioni. Nessuna imposizione all’autonomia del docenti, viene precisato nell’interpretazione del regolamento, ma un pressante invi­to a tenere conto che l’era dei sei politici è definitivamente tramon­tata.

Tetto per i libri di testo
I libri che in questi giorni stanno acquistando genitori e studenti non potranno essere cambiati per i prossimi cinque anni, nelle scuole elementari, e per sei anni nelle scuole medie e superiori. Un modo per contenere la spesa delle fami­glie che spesso viene fatta lievitare dalle continue riedizioni dei volu­mi. Nel testo originario la circolare del ministero dell’Istruzione non prevedeva alcuna deroga in caso di nomina di un nuovo docente. Ma su questo punto è intervenuto il Tar trovando di fatto un compro­messo: se un professore trasferito all’inizio dell’anno scolastico non è soddisfatto del volume adottato qualche mese prima dal collega che lo ha preceduto, potrà cambia­re il libro di testo ma non subito e solo a partire dall’anno successivo.

Ginnastica, fa media
Spesso considerata, a torto, un momento di puro svago, l’ora di ginnastica non potrà più essere presa sotto gamba. Dopo l’emana­zione di una serie di circolari fra lo­ro contrastanti il ministero ha fat­to chiarezza: il voto del prof di gin­nastica vale ai fini della media pro­prio quello di storia o di matemati­ca. Già dall’anno scorso a fare me­dia è anche il voto in condotta.

Sms segnala assenze
In alcune scuole il servizio è già attivo. Ma, secondo le indicazioni del ministero della Pubblica istru­zione, il 2009—2010 potrebbe esse­re il primo anno scolastico in cui tutte le scuole italiane potranno or­ganizzare sistemi per avvertire via Sms i genitori quando i ragazzi so­no assenti.

Pagelle on-line
Alla tradizionale pagella su carta le scuole potranno affiancare quel­la on-line, consultabile sul sito in­ternet della scuola. Siamo ancora nella fase della sperimentazione e quindi la pagella on-line non esclu­de quella su carta. Ma nel giro di cinque anni si dovrebbe arrivare al­la sostituzione completa.

La protesta dei precari
Quest’anno sono stati assunti 8 mila docenti e 8 mila amministrati­vi. I sindacati parlano di tagli senza precedenti negli organici e sono molti quelli che restano ancora in graduatoria in attesa di una siste­mazione. A chi l’anno scorso ha avuto una supplenza annuale sarà garantita un’indennità di disoccu­pazione.

Lorenzo Salvia

Fonte: Corriere della Sera


16/06/2009

Ecco il sito che fa i raggi x ai parlamentari

Ecco il sito che fa i raggi x ai parlamentari

 

Furio Colombo è il ribelle della Camera: una volta su sei ha votato diversamente dal Pd. Debutta OpenParlamento. Presenze, assenze, attività in Aula, leggi presentate: tutte le statistiche con un click

 

ROMA - Il più ribelle, tra i deputati, è Furio Colombo. Da quando è iniziata la legislatura, dicono i numeri, ha votato il 16,5 per cento delle volte (circa un voto su sei) in contrasto con il suo gruppo, il Pd. Il senatore più presente, invece, è Cristiano De Eccher (Pdl) che divide la prima piazza con il leghista Mandell Valli: entrambi hanno preso parte a 2114 sedute, tutte tranne una. Alla Camera, invece, si distingue per assiduità Gaetano Nastri (Pdl) che si è seduto in aula 3674 volte (su un totale di 3682) per una percentuale del 99,78 per cento. A offrire questi dettagli sull’attività dei nostri rappresentanti a chiunque sia interessato e a rendere più trasparente l’attività legislativa è un sito lanciato oggi: OpenParlamento.

I PIÙ E I MENO - Non c’è più bisogno di essere dei cronisti politici o di imbarcarsi in esplorazioni (sempre un po’ faticose) dei siti istituzionali per sapere cosa accade nelle aule legislative del Belpaese. Basta un clic e, in modo affidabile e chiaro, l’attività degli eletti diventa meno arcana e assume nuove forme. Ecco materializzarsi i ribelli, gli assenteisti, gli assidui ma anche gli stakanovisti, identificati sulla base di un indice dell’attività parlamentare che non tiene conto solo dei voti espressi ma anche degli atti presentati. Per la cronaca, nella contesa della solerzia, l’esito è bipartisan. Angela Napoli del Pdl primeggia tra i deputati più attivi mentre Donatella Poretti del Pd si afferma tra i senatori. Dai singoli ai gruppi, per quanto riguarda le presenze in aula a farla da padrona è la maggioranza. Alla Camera i primi 20 posti sono tutti appannaggio di Pdl e Lega. Mentre al Senato, i rappresentanti dei partiti di governo occupano 18 delle prime 20 posizioni. Un’assiduità, non mancheranno di far notare gli esperti, merito anche dei tanti voti di fiducia che costringono i parlamentari filogovernativi alla presenza.

NON SOLO CLASSIFICHE – Ma il gioco del confronto, per quanto divertente, è solo uno degli aspetti di OpenParlamento, e forse non il più importante. Il sito offre, organizzati modo semplice, tutti gli atti realizzati dalle camere e divisi per tipologia, con tanto di aggiornamento sull’iter. Non manca poi la lista delle votazioni fino al più minuto emendamento, comprensiva di esito, risultato numerico e statistiche accessorie. I dati, come spiega Vittorio Alvino, presidente di OpenPolis, associazione che gestisce il sito, sono recuperati automaticamente e in tempo quasi reale dai siti di Camera, Senato e Governo. «Solo che su quei siti non sono sempre agevoli da reperire e sono organizzati secondo una logica istituzionale. Mentre noi li strutturiamo partendo dall’ottica del cittadino. E soprattutto stimoliamo la partecipazione». Sì perché, registrandosi su OpenParlamento, è possibile intervenire commentando, segnalando, emendando i testi in una logica partecipativa. «L’idea – spiega Alvino – è quella di un social networking adattato alla politica». Sono previsti anche servizi a pagamento, come la possibilità di monitorare alcuni argomenti specifici e di essere aggiornati sui provvedimenti in materia. «È rivolto soprattutto a professionisti o soggetti del terzo settore che non possono permettersi un ufficio in parlamento».

GOVERNO APERTO – Iniziative come OpenParlamento si inseriscono in un filone che interessa, in modo crescente, tutto il mondo. In Gran Bretagna è attivo dal 2004 They work for you che monitora l'attività dei politici di Sua Maestà. Su scala europea è disponibile, fresco di lancio, EPVote, che osserva i rappresentanti nazionali in missione a Strasburgo. Dall'altra parte dell'oceano, inarrivabile per quantità di informazioni aggregate, si staglia Watchdog.net. Di Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti, ci dice per esempio, che ha presentato 1.929 disegni di legge, orientato il 52 per cento dei suoi voti a sinistra, parlato in aula 13 volte con una media di 866 parole a discorso.

IL RIBELLE – Tornando a casa nostra, il sito e le sue classifiche non mancheranno di far discutere. Per adesso, il titolo di «più ribelle» della Camera non sembra dispiacere a Furio Colombo. «E’ un segno di vitalità - ci dice -. In America i più ribelli sono quelli che hanno lasciato una traccia. Penso a Ted Kennedy che nel periodo di Bush si è spinto fino a votare da solo contro la guerra. E poi, è un aiuto al proprio partito. Io respingo l’idea che fare opposizione significhi collaborare con l’avversario». Un atteggiamento che trova riscontro in un’altra funzionalità del sito, quella che permette di visualizzare graficamente , attraverso delle mappe, la posizione di un parlamentare rispetto agli altri sulla base dei voti espressi. Colombo, in questa rappresentazione, sembra più vicino all’Idv che al Pd. Cambio di casacca in programma? L’interessato smentisce. «Questa – conclude – è una lettura superficiale. Su molti temi, soprattutto su quelli cari alla Lega, sono assai distante dal partito di Di Pietro». Ribelle sì, ma entro certi limiti.

Raffaele Mastrolonardo


14/02/2009

Licenziati: troppe assenze per i figli malati

Licenziati: troppe assenze per i figli malati

 

Un genitore su 15 perde il lavoro per seguire un bimbo con tumore. Affrontare la malattia significa anche superare disinformazione, burocrazia, leggi complicate

 

Il manifesto della VII giornata mondiale dei tumori infantili
MILANO - Un genitore ogni quindici di bambini malati di tumore perde il lavoro a causa delle prolungate assenze fatte per assistere il figlio. Un dato sconcertante che emerge dall’indagine su 52 famiglie con un piccolo paziente oncologico realizzata dall’associazione Peter Pan in occasione della VII Giornata Mondiale contro il cancro infantile che si celebra il 15 febbraio. Il dramma, così, non è solo affettivo, psicologico, familiare (spesso i genitori devono separarsi: uno in ospedale, l’altro a casa fra lavoro, altri figli e «ordinaria amministrazione»), ma anche economico. E la famiglia colpita si ritrova ad affrontare spese di viaggio e di trasferta, o persino il licenziamento.

LE LEGGI DI RIFERIMENTO - Conteggi alla mano, considerando le varie fasi della malattia (diagnosi e, a seconda del tipo di tumore, chemioterapia, chirurgia, radioterapia, seguite dai controlli del follow up), le giornate dedicate all’assistenza di un piccolo paziente sono circa 150 all’anno. Per le persone affette da patologie onco-ematologiche esiste un realtà un ben preciso riferimento normativo in materia di assistenza, integrazione sociale e diritti delle persone handicappate: la Legge 104/1992 e le sue successive integrazioni e modificazioni, introdotte dalla Legge 53/2000 e dal Decreto Legislativo 151/2001. Il problema però, come purtroppo spesso accade nel nostro Paese, è duplice. Primo, essere informati dei propri diritti (e doveri). Secondo, districarsi nella burocrazia.

SCOPRIRE I PROPRI DIRITTI - «I problemi sono stati tanti – racconta Giuseppe, ex caporeparto in una fabbrica di Benevento, che ha perso il posto di lavoro per seguire il figlio con un tumore e che oggi tira faticosamente avanti con impieghi saltuari nell’edilizia -. L’Inps di zona non sapeva dei due anni di aspettativa retribuita. Si è incaricato un commercialista di scaricare la legge da Internet e dimostrare all’Inps che ne avevo diritto. Poi, però, nascevano questioni se chiedevo i giorni frazionati. Volevano sempre che prendessi i mesi interi perché altrimenti dovevano riempire un mucchio di carte e facevano tante storie. I due problemi fondamentali sono il tempo che passa dalla richiesta al riconoscimento e la durata dei permessi…». La legge 104/1992 concede congedi parentali e un assegno di accompagnamento, ma si tratta di un provvedimento «insufficiente e inadeguato» secondo Maria Teresa Barracano Fasannelli, presidente onorario di Peter Pan «perché garantisce tutele solo ai lavoratori dipendenti, lasciando fuori artigiani, lavoratori autonomi e i lavoratori precari».

PASSAPAROLA IN REPARTO - Secondo l’indagine promossa dall’associazione romana (con il contributo progettuale e realizzativo offerto da SGS Italia – Ricerche di Mercato), due genitori su tre dichiarano di venire a conoscenza della legge dopo la diagnosi e quando le terapie sono già iniziate e ben uno su cinque lo scopre al termine delle cure. Altro nodo cruciale: il 60 per cento degli interessati dichiara di esserne informato da altri genitori (in reparto) e sostiene che la legge è poco o per nulla chiara. Ma i medici non vi hanno informato? «Dopo la notizia della diagnosi, vedevo il medico che parlava ma non capivo più cosa mi dicesse» è la risposta pressoché univoca dei genitori. Forse sarebbe utile – come suggeriscono dalla Federazione Nazionale delle Associazioni di Genitori dei bambini/adolescenti con tumore – fornire in prima istanza un supporto psicologico e un sostegno pratico per affrontare lo shock emotivo iniziale. E, subito dopo, dare ai genitori le informazioni necessarie a gestire la malattia nel concreto, sia dal punto di vista terapeutico sia per il mondo esterno all’ospedale.

SOLI FRA LE SCARTOFFIE – La strada burocratica, poi, è tutta in salita: l’80 per cento dei genitori racconta di essersi occupato personalmente della pratica, ma se il 35 per cento riesce a ottenere il riconoscimento dopo sei mesi, otto intervistati su 38 dichiarano di aver dovuto attendere oltre un anno. Fra code negli appositi uffici e l’assistenza in ospedale, un genitore su cinque perde il lavoro. Bisogna anche ricordare che i centri specializzati in oncologia pediatrica sono relativamente pochi in Italia (del resto sono solo 1600 all’anno i nuovi casi di tumore infantile), per cui spesso la famiglia si trasferisce o si divide: solitamente la mamma vive in clinica, papà a casa fra lavoro ed eventuali altri figli.

MOLTI I DISAGI - Fortunatamente, un intervistato su otto riceve aiuto da colleghi o datori di lavoro comprensivi, ma in ogni caso l’80 per cento consuma tutto ciò che può (ferie, permessi e persino «malattia»). E quasi tutti i genitori hanno evidenziato motivi di disagio: disinformazione, burocrazia e tempi lunghi, trattamenti difformi fra le varie regioni, mancanza di comunicazione fra Inps e Asl (che spesso ignorano del tutto le norme di riferimento per questi casi), disagi psicologici ed economici. Così c’è chi, in attesa di delibera, non ha avuto l’esenzione per i farmaci, chi ha dovuto chiedere un prestito, chi - dopo due anni – si è ritrovato con un debito da 3600 euro perchè non aveva inoltrato la pratica all’Inps.

«NON PENSAVO CHE SUO FIGLIO VIVESSE UN ALTRO ANNO» - «Noi siamo alla quarta recidiva ed abbiamo già usufruito dei due anni che ci spettano per legge – continua Giuseppe -. Alla seconda recidiva sono stato licenziato dalla fabbrica, ero un caporeparto, e ora ho trovato, ma con grande difficoltà, un’occupazione in una ditta edile. La prima volta mi hanno riconosciuto i benefici per un solo anno. La visita per la revisione, dodici mesi dopo, l’ho chiesta domiciliare perché mio figlio stava male e ho domandato perché mi costringessero a tutta quella trafila ogni anno. La risposta? “Non pensavo che suo figlio sopravvivesse, molti se ne approfittano e continuano a usufruirne anche se il bambino è morto”. Da quel momento però mi hanno concesso il riconoscimento per tre anni. Pochi giorni fa, all’ultima visita di revisione, subito dopo la quarta recidiva, ho chiesto di poter portare solo i certificati perché il bimbo sta di nuovo male e fatica a uscire. All’Inps mi hanno detto che devono vedere il bambino per verificare personalmente che non sia morto…»

MEGLIO A CASA CHE IN OSPEDALE - Il luogo di cura per i bambini malati di tumore non deve essere solo l’ospedale, ma anche le strutture day hospital e la propria casa. Questo è l'obiettivo da raggiungere nel prossimo futuro secondo l’Aieop (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica ). «Oggi, grazie ai progressi nella diagnosi e nelle terapie, due bambini malati di tumore su tre guariscono – sottolinea Giorgio Dini, presidente Aieop e direttore del Dipartimento di oncologia pediatrica all’Ospedale Gaslini di Genova. Ora è importante migliorare la qualità dell’assistenza, sia in reparto, con personale medico e infermieristico disponibile e preparato, sia a casa». Un’adeguata assistenza domiciliare, diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, risolverebbe infatti molti problemi. Prima di tutto, com’è ovvio, i bambini vivono meglio in famiglia e, più in generale, la qualità di vita dell’interno nucleo familiare sarebbe migliore. Minori, invece, sarebbero le spese e i costi anche per il Servizio sanitario nazionale.

 

 


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26/01/2009

Scuola, entro un anno la pagella online E sms ai genitori se i figli sono assenti

Scuola, entro un anno la pagella online E sms ai genitori se i figli sono assenti

 

La Rete degli studenti: «Dove trovano i soldi per gli sms?». Le novità annunciate dai ministri Brunetta e Gelmini. «Così la scuola è più vicina alle famiglie»

 

I ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta (Liverani)
I ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta
ROMA - «Entro un anno la stragrande maggioranza delle famiglie italiane potrà ricevere a casa e vedere online la pagella scolastica dei propri figli». Scuola e Internet sempre più vicine. Dopo il video a sorpresa di Mariastella Gelmini su YouTube, che ha annunciato le materie della seconda prova della Maturità attraverso un filmato postato sul Web, il ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta annuncia l'introduzione della pagella online. «Il programma e-government del governo parla del 2012 ma la pagella elettronica arriverà prima - ha fatto sapere il ministro -. Ciò non toglie che bisognerà comunque continuare ad avere rapporti diretti con la scuola e gli insegnanti per conoscere l'andamento scolastico dei ragazzi. Non si deve fare l'errore - avverte Brunetta - di pensare che Internet possa sostituire l'umanità dei rapporti interpersonali genitori-figli o genitori-professori. Certamente la Rete aiuta». Inoltre, sottolinea il ministro, «per genitori che lo vogliono presto la scuola potrà mandare un sms alle famiglie quando i loro figli non vanno a scuola. È un'iniziativa che ai figli potrà non piacere ma che certamente potrà rassicurare i genitori».

«ESTENDERE LE ESPERIENZE FRUTTUOSE» - Placet alle iniziative di Brunetta da parte del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Le scuole - dichiara la Gelmini - hanno il dovere di comunicare alle famiglie l'andamento scolastico dei loro figli, oltre che negli incontri scuola famiglia, anche attraverso un contatto quotidiano affidato sempre più spesso alle nuove tecnologie. In molte scuole italiane - fa notare - le pagelle, le assenze, il profitto scolastico, la valutazione del comportamento degli alunni vengono comunicate ai genitori via sms o via e-mail. Si tratta di esperienze fruttuose che avvicinano la scuola alla famiglia e che, proprio per i risultati eccellenti ottenuti, insieme al ministro Brunetta - conclude - abbiamo intenzione di estendere a tutte le scuole italiane».

LA PROVOCAZIONE - Perplessità sulle novità annunciate dai ministri Brunetta e Gelmini vengono manifestate dalla Rete degli Studenti «Mandare un sms ai genitori quando i figli sono assenti da scuola? E dove li trovano i soldi per farlo?» chiede provocatoriamente il leader della Rete Luca De Zolt.

 


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