19/01/2012
Ostia, rissa in diretta tv al XIII municipio per il bando su spiagge libere
Ostia, rissa in diretta tv al XIII municipio per il bando su spiagge libereIL CASO. Si stava discutendola questione dell'affidamento di tratti dell'arenile ai privati. Consigliere Pd colpito da calci davanti alle telecamere di una rete locale
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12/05/2011
Truffa ai comuni di Messina, Giardini e Taormina: sequestro di 17 milioni alla Bnl. Favori al clan in cambio di voti, in arresto sindaco e assessore sanniti
Truffa ai comuni di Messina, Giardini e Taormina: sequestro di 17 milioni alla Bnl. Favori al clan in cambio di voti, in arresto sindaco e assessore sannitiOperazione della gdf e procura di messina. Nel mirino gli strumenti rischiosi della finanza derivata venduti dalla banca alle amministrazioni locali. Nel beneventano il primo cittadino Antonio Izzo e il delegato ai Lavori Pubblici, Silvio Paradisi anche altre 17 persone tratte in arresto.
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03/05/2011
Voto di scambio e mafia, sindaco arrestato
Voto di scambio e mafia, sindaco arrestatoOrdinanze di custodia per 40 persone in un blitz contro i Mazzaferro. Il primo cittadino di Marina di Gioiosa Ionica fermato con tre suoi assessori: davano appalti alle cosche
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09/10/2009
Fondi (LATINA), il governo commissaria ma non per infiltrazioni mafiose
Fondi (LATINA), il governo commissaria ma non per infiltrazioni mafiose
POLITICA & 'NDRANGHETA. Il prefetto aveva chiesto lo scioglimento del Comune. Di Pietro: «Maroni si dimetta e Napolitano non firmi»
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| Manifestaione dell'Idv davanti Palazzo Chigi nello scorso settembre (Fotogramma) |
FONDI - Ci si aspettava un pronunciamento definitivo da parte del consiglio dei ministri in merito alla richiesta di scioglimento per infiltrazioni mafiose nel comune di Fondi. Ma la decisione dell'esecutivo si è limitata a ratificare il commissariamento - già in atto da lunedì- a seguito delle dimissioni di sindaco e consiglieri avvenute sabato scorso. Il ministro dell'Interno ha reiterato la proposta di un commissariamento per infiltrazioni mafiose, ma la relazione è stata bocciata da alcuni membri dell'esecutivo.
ELEZIONI A MARZO - Il Consiglio dei Ministri, ha spiegato il ministro per l'Attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi, ha scelto «la via ordinaria» del commissariamento per il comune di Fondi e il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha dichiarato che per il comune di Fondi si voterà a marzo, persumibilmente in contemporanea alle regionali. Maroni su Fondi afferma: «Abbiamo scelto di ridare la parola al popolo sovrano piuttosto che imporre un commissariamento di 18 mesi».
«COLLUSIONE MAFIA E POLITICA» - «Chiediamo le dimissioni del ministro Maroni. È vergognoso che questo governo non abbia sciolto il comune di Fondi. È un atto gravissimo che conferma la collusione fra la politica e la mafia». Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando la decisione del Consiglio dei ministri di commissariare e non di sciogliere il comune di Fondi. «La legalità, la trasparenza e il rispetto delle istituzioni sono un optional per questo esecutivo- aggiunge Di Pietro- che continua a calpestare le più elementari regole di civiltà. L'Italia dei Valori che sin dal primo giorno ha denunciato le connivenze pericolose dell'amministrazione di Fondi, certificate anche dal Prefetto, sta dalla parte dei cittadini onesti e continuerà a battersi, senza se e senza ma, a difesa della legalità». L'ex pm conclude: «Non ci si nasconda dietro una foglia di fico: con la decisione presa oggi il governo Berlusconi dà il via libera alla candidatura, per le prossime elezioni, al sindaco e ai consiglieri dimissionari». Il senatore dipietrista Pedica che ha potuto assistere alla riunione dell'esecutivo su invito del segretario generale Manlio Strano aggiunge: «Il Prefetto Frattasi e il ministro Maroni hanno perso, ha vinto la camorra. A questo tutti i comuni prenderanno questo caso ad esempio: si dimetteranno un giorno prima dello scioglimento». L'iter dello scioglimento per infiltrazioni mafiosi sarebbe dunque decaduto, il senatore invita il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «a non firmare il provvedimento di commissariamento».
«DECISIONE VERGOGNOSA» - «Decisione vergognosa nel metodo e nel merito», la definisce Luisa Laurelli del Pd, presidente della commissione di sicurezza della Ragione Lazio. «Una manovra - dice Laurelli - che consentirà, di fatto, agli amministratori uscenti, alcuni dei quali indagati, di potersi ricandidare alla guida del Comune alle prossime elezioni senza che, nel frattempo, il commissario designato abbia ricevuto il mandato di agire in profondità per liberare l'amministrazione comunale dalle infiltrazioni che la infestano. Commissariare il Comune per motivi di mafia avrebbe significato, infatti, il riconoscimento da parte del Governo della gravità della situazione in tutto il sud pontino, dove la criminalità organizzata è ormai una presenza stanziale.
MAFIA, L'ITER DECADE POSSIBILITA' DI CANDIDARSI - A questo punto gli amministratori che hanno presentato le dimissioni pochi giorni fa, potranno ricandidarsi alle amministrative di marzo.
Michele Marangon
Fonte: Corriere.it
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03/10/2009
Fondi, sindaco e consiglieri dimissionari: «Siamo logorati, non reggiamo il peso»
Fondi, sindaco e consiglieri dimissionari: «Siamo logorati, non reggiamo il peso»
INFILTRAZIONI MAFIOSE. Si va verso il commissariamento. Il Consiglio dei ministri ieri aveva rinviato la decisione sullo scioglimento
| L'allontamento del senatore dell'Idv Stefano Pedica, da Palazzo Chigi il 2 settembre. Il senatore ha presidiato per settimane le riunioni del Consiglio dei ministri per protestare contro il mancato scioglimento del comune di Fondi (Ansa) |
FONDI - Sedici consiglieri comunali di maggioranza ed il sindaco Luigi Parisella hanno presentato in blocco le dimissioni nelle mani del segretario generale dell'amministrazione fondana che le ha comunicate alla prefettura di Latina. «Abbiamo concordato la nostra condotta in una riunione che ha raccolto tutta la maggioranza del Comune di Fondi. Il consiglio comunale ora è formalmente decaduto, da lunedì ci sarà un commissario». Il sindaco Parisella (Pdl) ha spiegato così le dimissioni, ma non ha chiarito se la decisione della maggioranza servirà a bloccare la decisione del governo sulla richiesta di scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose inviata oltre un anno fa dal prefetto di Latina Bruno Frattasi. «Non ci interessa - ha detto Parisella - Per noi le dimissioni rappresentano solo la liberazione da una vicenda che ci ha logorato».
L'EPILOGO - E' l'epilogo di una vicenda lunga tredici mesi, cioè da quando il prefetto di Latina Bruno Frattasi ha inoltrato al ministro dell'Interno la richiesta di scioglimento dell'amministrazione per infiltrazioni mafiose, sulla base di un lungo dossier stilato dalla commissione d'accesso che ha passato al setaccio la macchina amministrativa. In questi mesi - costellati dal rinvio della decisione da parte del consiglio dei ministri - diverse operazioni della Dda si sono concentrate sui funzionari pubblici e su un ex assessore fondano, oltre ad aver portato agli arresti di due esponenti della 'ndrangheta – Carmelo e Venanzio Tripodo. E' stata anche necessaria una seconda relazione del Prefetto, maggiormente dettagliata rispetto alla prima, sulla scorta del nuovo pacchetto sicurezza.
VERSO LO SCIOGLIMENTO - Proprio venerdì il consiglio dei ministri, ha aggiornato la discussione sullo scioglimento per approfondire la notizie delle possibili dimissioni di Sindaco e maggioranza, divenute oggi irrevocabili. Ma questa mossa, suggerita a Parisella ed ai suoi uomini dai vertici del Pdl locale, secondo fonti prefettizie non fermerà l'eventuale decisione sullo scioglimento per mafia all'ordine del giorno nella prossima riunione dell'esecutivo. Qualsiasi possa essere il pronunciamento finale del consiglio dei ministri, il Comune verrà comunque commissariato.
IL COMMENTO DI PEDICA - «Le dimissioni del sindaco e della giunta del Comune di Fondi rappresentano solo l'ennesimo atto mafioso. Sulla indubbia moralità di certi personaggi basta leggere le relazioni del prefetto Frattasi. Sanno di mentire e continuano a farlo, sanno che questa mossa, mafiosa, serve a loro per non sciogliere ma per commissariare un comune mafioso, con un prefetto in pensione già contattato dai Fazzone-Parisella per potersi ricandidare ancora una volta, cosa che non potrebbero fare se fosse sciolta dal governo in base all'ultima legge del luglio 2009», dichiarail senatore Idv Stefano Pedica, che ha presidiato per settimane le riunioni del Consiglio dei ministri per protestare contro il mancato scioglimento del comune di Fondi. «Tutto ciò, fa supporre che è in atto un'azione camorristica criminale nei confronti dello Stato e contro un prefetto che con le sue relazioni, ha smascherato e colpito la politica locale e nazionale del sud pontino. Chiederò al mio partito di farmi aderire alla commissione antimafia per vederci chiaro».
Michele Marangon
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29/09/2009
Priebke, Pacciani, Fioravanti, Franzoni, manifesti choc sui muri di Roma
Priebke, Pacciani, Fioravanti, Franzoni, manifesti choc sui muri di Roma
Sotto le fotografie, scritte con i nomi di assessorati al Comune e lo slogan: «Al lavoro per la città, ogni giorno»
| I manifesti (Proto) |
ROMA - Numerosi manifesti, solo apparentemente del Comune di Roma, che potrebbero ingannare i cittadini perchè realizzati con il logo e i colori istituzionali del Campidoglio, sono comparsi martedì mattina in diverse zone della città. Non portano in calce alcuna firma.
Sui manifesti compaiono quattro fotografie: quella di Erich Priebke (capitano delle SS che partecipò alla pianificazione e alla realizzazione delle Fosse Ardeatine), indicato come assessore alle politiche culturali; quella di Anna Maria Franzoni (condannata per l'omicidio di suo figlio) indicata quale assessore alla scuola, famiglia e infanzia; quella di Valerio Fioravanti (ex terrorista di destra, fondatore dei Nar, pluriergastolano, condannato anche per la strage di Bologna), assessore ai trasporti e alla mobilità e quella di Piero Pacciani (ritenuto uno dei responsabili dei delitti attribuiti al cosiddetto mostro di Firenze) indicato come assessore alle politiche sociali. I manifesti «provocazione» si chiudono con lo slogan: «Al lavoro per Roma. Ogni giorno» e «Il sindaco da Bari Gianni Alemanno» con riferimento alla città natale del sindaco.
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05/08/2009
Autovelox con il trucco, 200 indagati
Autovelox con il trucco, 200 indagati
Sotto accusa sindaci, assessori e comandanti delle polizie municipali: truccavano multe e sistemi di rilevamento nel casertano

CASERTA - Autovelox col trucco: più di 200 persone, tra cui molti sindaci, assessori e comandanti delle Polizie municipali, sono indagate nel Casertano nell’ambito di un’operazione condotta dal comando della compagnia dei carabinieri di Capua e della Stradale di Caserta in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
INGENTI PROFITTI - Comuni e ditte, secondo l'accusa, avevano creato un modo «facile» per fare soldi, «ritoccando» le immagini inviate agli automobilisti. Le indagini, poi sfociate nell’emissione del decreto, hanno avuto infatti per oggetto il rilevamento delle infrazioni attraverso autovelox, photored o altri macchinari simili. Destinatari dei provvedimenti numerosi Comuni della provincia di Caserta e di società. L’indagine ha evidenziato un sistema «creato dai Comuni e dalle società che, in violazione di legge, rappresentava un modo di facile, ingiusto e rilevante profitto».
INFRAZIONI ILLECITE - Le condotte contestate riguardano le modalità di affidamento del servizio da parte dei Comuni alle ditte private, la non corretta indicazione in bilancio delle somme provento delle sanzioni, le illecite modalità di rilevazione delle infrazioni. Ed ancora, l’omessa comunicazione alle competenti autorità delle infrazioni per il decurtamento dei punti e illeciti nel trattamento dei dati personali. I reati contestati riguardano la truffa, l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti, la falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, il rifiuto e l’omissione di atti d’ufficio. E poi, la soppressione, la distruzione e l’occultamento di atti veri, la violazione del codice della privacy per il trattamento dei dati personali.
I SEQUESTRI - Le somme incassate dai Comuni attraverso gli autovelox col trucco sono state sequestrate come quelle ricevute dalle società coinvolte e corrisposte dai Comuni per il noleggio e i servizi relativi al rilievo delle infrazioni mediante autovelox o strumentazioni simili. Analogo provvedimento riguarda le apparecchiature stesse e la documentazione cartacea e informatica relativa al rilievo delle infrazioni.
LE DENUNCE DEGLI AUTOMOBILISTI - L'inchiesta è stata avviata nel 2005 dai carabinieri di Capua, dopo le denunce presentate da automobilisti. Ai sindaci di 33 comuni, ad altri amministratori ed ai comandanti delle polizie municipali, viene contestato, tra l’altro, di avere installato autovelox e photored senza uno studio sulla pericolosità e sull’intensità del traffico, spesso con il trucco, ovvero senza idonea segnalazione, nascosti tra gli alberi o posizionati dopo una curva e con una improvvisa variazione del limite di velocità previsto sulla stessa strada. La constatazione delle infrazioni attraverso i riscontri fotografici non veniva effettuata dai vigili urbani e, dunque, da un pubblico ufficiale ma da dipendenti delle stesse società che provvedevano anche a redigere i verbali ai quali, poi, apponevano la firma digitale di un vigile urbano.
SENZA APPALTO- A sindaci ed altri amministratori comunali di quasi tutti i 33 comuni del casertano vengono anche contestati accordi diretti con le ditte per l’installazione ed il funzionamento delle apparecchiature e non attraverso regolari bandi di gare. Al centro dell’indagine compensi alle ditte non fissi ma proporzionali all’entità della sanzione comminata all’automobilista. Poi, l’iscrizione nel bilancio comunale di somme di denaro non corrispondenti all’effettiva entità degli introiti derivanti alle sanzioni per infrazioni al codice della strada. Non era stato, poi impiegato, come prescrive la legge, il 50 per cento delle somme riscosse per il miglioramento delle strade e le opere destinate alla sicurezza stradale nei singoli comuni.
LA DENUNCIA UGL - Il segretario regionale della Campania dell’Ugl Polizia, Giuseppe Raimondi, ricorda di aver già denunciato in passato la vicenda degli autovelox col trucco scoperti in provincia di Caserta. Nel 2004 il sindacalista intraprese uno sciopero della fame per protestare contro gli «autovelox selvaggi», ottenendo così l’intervento del prefetto di Caserta. «Se si vuole fronteggiare seriamente il problema della velocità, che ogni anno provoca centinaia di morti sulle strade - dichiara Raimondi - bisogna promuovere iniziative che veramente riducano il numero delle vittime rafforzando i parametri di sicurezza delle strade. L’uso degli autovelox lungo le strade a maggior rischio di incidenti è sicuramente valido, ma non deve, nel modo più assoluto, avere finalità redditizie per i comuni o per le società private, tra l’altro non previste dal codice della strada. Installare gli autovelox nei viottoli, nei cassonetti dell’immondizia, tra le siepi che costeggiano la carreggiata confondendoli con colori scuri, dietro i pali dell’illuminazione pubblica, nelle cabine simili a quelle dell’Enel, o altro, non aiuta a prevenire gli incidenti ma ad arricchire le casse comunali e quelle delle società private».
L'ELENCO DEI COMUNI - I Comuni di Terra di Lavoro dove sono stati effettuati i sequestri: Caserta, Tora e Piccilli, Pastorano, Villa di Briano, San Felice a Cancello, Marzano Appio, Francolise, Piana di Monteverna, Pontelatorne, Pratella, Orta di Atella. Nell'elenco anche Castel Morrone, Rocca d'Evandro, Grazzanise, Villa Literno, Cancello Arnone, Ruviano, Teverola, Vairano Patenora, Valle di Maddaloni, San Cipriano d'Aversa, Capua, Ciorlano, Pietravairano, Calvi Risorta, Bellona, Alvignano, Vitulazio e Pignataro Maggiore.
LE DITTE SOTTO INCHIESTA - Le 13 ditte messe sotto inchiesta dalla magistratura di Santa Maria Capua Vetere sono invece la Sercom (di Bellona), la Romatek e Roma Service (di Santa Maria Capua Vetere) e poi: Seos, Citiesse, Consorzio Gives, Idea Luce srl, Garda Segnale, Gruppo Trade, Ditta All Service srl, Electra Service, Società Lta Partners srl, Dealers Group srl e Tec Service che hanno sede in altre città di altre province italiane.
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09/01/2009
Iervolino: «Distruggerò i nastri, sui giornali ricostruzioni fantasiose»
Iervolino: «Distruggerò i nastri, sui giornali ricostruzioni fantasiose»Il sindaco di Napoli accoglie l'invito del commissario Morando: «La registrazione è nel mio cassetto»
| Rosa Russo Iervolino |
I NASTRI - Una vicenda, quella dei nastri, che ha provocato un vero e proprio vespaio all'interno del Partito democratico. Tutto è nato dalla decisione della Iervolino di registrare clandestinamente l'incontro avvenuto domenica 4 gennaio con Nicolais (allora segretario provinciale del Pd, poi dimessosi) e Iannuzzi (segretario regionale del partito) prima della presentazione della nuova giunta che ha sostituito quella travolta dalle inchieste napoletane. Un modo, ha spiegato il primo cittadino, per verificare la loro buona fede. Molti esponenti del partito non hanno però gradito l'iniziativa, criticando aspramente il «metodo» utilizzato dal sindaco. Tanto che lo stesso Enrico Morando, designato dal segretario Walter Veltroni come commissario provinciale del partito, ha rivolto l'invito a distruggere quei nastri. Invito che, a quanto pare, la Iervolino è pronta ad accogliere.
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03/01/2009
Iervolino:«Elezioni a primavera» Confermati gli arresti per Romeo
Iervolino:«Elezioni a primavera» Confermati gli arresti per RomeoScarcerati Gambale e Mautone per un vizio di forma e Cardillo per carenza di esigenze cautelari, annullate alcune ordinanze di custodia nell'inchiesta sugli appalti pilotati a Napoli
| Il palazzo di Giustizia di Napoli |
LA TELEFONATA DI VELTRONI - Il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni ha telefonato al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, come annunciato nel pomeriggio di sabato dallo stesso primo cittadino, per affrontare il rimpasto della giunta. «Un cordiale scambio di vedute con l'intenzione di risentirsi presto», ha commentato il sindaco all'Ansa, riferendo della telefonata.
L'INCHIESTA - Intanto si registrano nuovi sviluppi nell'inchiesta che ruota intorno all'imprenditore Alfredo Romeo, finito in carcere il mese scorso. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato gli arresti in carcere per l'imprenditore. Invece, per un vizio di forma lo stesso Tribunale sabato pomeriggio ha annullato le ordinanze di custodia agli arresti domiciliari emesse nei giorni scorsi nei confronti dell'ex assessore Giuseppe Gambale e dell'ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone. Secondo indiscrezioni, i magistrati della procura intenderebbero emettere nelle prossime ore un provvedimento di fermo nei confronti dei due indagati. Successivamente la dodicesima sezione del tribunale di Napoli ha annullato per carenza di esigenze cautelari il provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari emesso dal gip Paola Russo nei confronti dell'ex assessore alle risorse strategiche al Comune di Napoli, Enrico Cardillo. Cardillo si è dimesso a fine novembre mettendosi così nella condizione di non poter reiterare il reato. Probabilmente si sarà anche fatta una valutazione positiva sull'inesistenza del pericolo di fuga.
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21/12/2008
Il Campidoglio è la mia fidanzata
Il Campidoglio è la mia fidanzataLe intercettazioni sugli affari. Veleni sul procuratore Lepore. Un indagato: chiese un'assunzione
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| Alfredo Romeo |
Piscitelli: «Pronto?».
Romeo: «Ingegnere buonasera... ».
Piscitelli: «Avvocato, buonasera a voi, però io voglio capire chi o cosa vi trattiene, io penso forse chi, o no?...».
Romeo: «No, no, figuratevi che mia moglie, figuratevi che mia moglie si è insospettita e mi raggiunge domani mattina e sta con me a Roma perché ha detto voglio sapere chi è questa fidanzata...».
Piscitelli: «Sì, però ha fatto l'errore di avvisarvi, perché se veniva improvvisamente, chi lo sapeva...».
Romeo: «Ho detto guarda magari ci stesse una fidanzata, la fidanzata mia adesso in questo momento è il Comune di Roma...».
Piscitelli: «È il Comune di Roma adesso la fidanzata vostra e va bene con 20 mila figli che devono nascere...».
Nonostante una sentenza del Tar avesse sospeso l'aggiudicazione dell'appalto per la manutenzione delle strade, Romeo riteneva che le procedure utilizzate in Campidoglio fossero più efficienti. Lo ha confermato durante il suo interrogatorio di due giorni fa Vincenzo Salzano, il responsabile del progetto Global Service di Napoli finito agli arresti domiciliari. Ha parlato di «pressioni» ricevute da Giorgio Nugnes, l'assessore «fedelissimo» di Romeo che si è suicidato forse per evitare le conseguenze di questa inchiesta: «Per andare a Roma voleva fare un torpedone e invece partimmo ognuno con la propria macchina». Adesso si dovrà scoprire con chi entrarono in contatto.
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