25/03/2010

Usa, brutto scherzo per Obama La legge sulla sanità sarà rivotata

Usa, brutto scherzo per Obama La legge sulla sanità sarà rivotata

 

La riforma È stata approvata due giorni fa dal congresso. Harry Reid, portavoce democratico del Senato, ha spiegato che ci sono state irregolarità di procedura

 

Obama firma la riforma della sanità (Fotogramma)
Obama firma la riforma della sanità (Fotogramma)

WASHINGTON - La legge sulla riforma della sanità, approvata due giorni fa dal Congresso americano, dovrà essere sottoposta a una nuova votazione per irregolarità di procedura. Lo ha detto Harry Reid, portavoce democratico del Senato. Il pacchetto finale di modifiche alla legge dovrà essere nuovamente approvato dalla Camera dei rappresentanti.

CLAUSOLE SECONDARIE - «Dopo ore di tentativi per trovare un modo di bloccare il testo, i repubblicani hanno scovato due clausole relativamente secondarie che sono violazioni della procedura del Senato, il che significa che dobbiamo rimandare il provvedimento alla Camera» ha detto Jim Manley, portavoce di Reid. I due emendamenti riguardano la concessione delle borse di studio agli studenti con basso reddito. Dunque c'è un nuovo ostacolo per i democratici, che domenica scorsa sono finalmente riusciti a far approvare il testo della storica riforma voluta dal presidente Obama con 219 voti favorevoli e 212 contrari, dopo lunghissimi e difficili negoziati.

MARGINE RISTRETTO - I due emendamenti infatti non possono essere approvati con il procedimento della reconciliation adottato dall'amministrazione per evitare ostruzionismi parlamentari in Senato. Secondo fonti del partito democratico il nuovo testo dovrebbe essere approvato dalla Camera in tempi molto brevi: tuttavia il testo precedente è passato con un margine molto ristretto e solo dopo che la Casa Bianca ha varato un executive order che conserva lo status quo relativo al divieto di impiegare fondi federali per le interruzioni di gravidanza. Rimane dunque in teoria possibile che qualche deputato democratico - specie nel fronte antiabortista - possa, se non cambiare idea, cercare di ottenere qualcosa di più dalla Casa Bianca, specie perché l’atmosfera è tesa a causa dell’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. Il testo originale del Senato, approvato della Camera prima del blocco di emendamenti, è stato convertito in legge e dunque rimarrà comunque in vigore.

Redazione online


22/03/2010

Sanità Usa, la riforma storica di Obama «Siamo ancora capaci di grandi cose»

Sanità Usa, la riforma storica di Obama «Siamo ancora capaci di grandi cose»

 

 

Raggiunto un accordo con gli anti-abortisti. Approvato alla Camera il provvedimento che estende l'assistenza medica a 32 milioni di cittadini

 


WASHINGTON - Una svolta storica, per gli Stati Uniti. Barack Obama è riuscito nell'impresa mancata per oltre un secolo dai suoi predecessori. La riforma del sistema sanitario nazionale è adesso una realtà. La Camera dei Rappresentanti Usa ha adottato il testo, nella versione approvata dal Senato il 24 dicembre, con una maggioranza di 219 voti contro 212, tre più dei 216 necessari. I repubblicani hanno votato compatti per il no. Dopo un anno di scontri politici, colpi di scena e intense mediazioni, per il presidente americano si tratta di una straordinaria vittoria politica: ampliare la copertura sanitaria degli americani era la sfida più ambiziosa del suo programma politico e di fatto risulta la più ampia iniziativa di riforma sociale degli ultimi 50 anni negli Stati Uniti.

L RUOLO DELLA PELOSI - Le ultime ore prima e durante la seduta della Camera sono state decisive per trovare i numeri necessari all'approvazione. E determinante è stato soprattutto il ruolo della speaker del Congresso, Nancy Pelosi. Arrivata in aula con il martello di legno con il quale nel 1965, presidente Lyndon Johnson, fu introdotto Medicare, la prima storica riforma in tema di Sanità in America. Sue le trattative con gli ultimi indecisi nelle file democratiche, sue le dichiarazioni che hanno fatto capire che finalmente c'era la certezza dei numeri. La svolta arriva nel pomeriggio, intorno alle 21 in Italia, dopo un paio d'ore di scontri verbali in aula e contestazioni fuori da Capitol Hill. E poco dopo, quando Bart Stupak, il deputato cattolico leader degli anti-abortisti della Camera, comunica ufficialmente il suo sì, si capisce la riforma passerà. Decisivo un comunicato ufficiale della Casa Bianca con il quale Obama conferma che mai i fondi pubblici saranno indirizzati a favorire l'interruzione di gravidanza.

Nancy Pelosi con il «martello» storico
Nancy Pelosi con il «martello» storico

IL PRESIDENTE - La misura, un obiettivo rincorso da numerose amministrazioni da quasi un secolo (se ne discuteva dalla presidenza di Thedore Roosevelt, 1901-1909), richiede adesso solo la firma di Obama per trasformarsi in legge (il che dovrebbe accadere non prima di martedì). «Abbiamo dimostrato che siamo ancora un popolo capace di fare grandi cose», ha commentato il presidente dalla Casa Bianca. La riforma estenderà i servizi sanitari a 32 milioni di statunitensi grazie all'allargamento del raggio di azione dei programmi di salute pubblica (Medicare, finora limitato ai cittadini con reddito al di sotto della soglia dell'indigenza) e grazie ai sussidi alle famiglie che non possono acquistare polizze assicurative private; vieterà anche alle compagnie assicurative di rifiutare le polizze a bambini o adulti con malattie congenite e impedirà di revocare le polizze ai già assicurati. Una riforma con la quale il 95% dei quasi 300 milioni di cittadini americani disporrà di una copertura sanitaria. Il costo per il bilancio statale di tutto ciò è naturalmente oneroso e verrebbe finanziato in parte con i tagli a Medicaid e in parte con nuove tasse ad hoc.


La deputata democratica Sheila Jackson Lee con una copia autografata della legge (Ansa)
La deputata democratica Sheila Jackson Lee con una copia autografata della legge (Ansa)

IL PROVVEDIMENTO - Da notare che il testo che approderà sulla scrivania di Obama è quello approvato dal Senato: con la perdita del seggio di Ted Kennedy nel Massachussets si è persa infatti la maggioranza qualificata che metteva i Democratici al riparo da qualsiasi ostruzionismo parlamentare, rendendo impossibile un'armonizzazione dei due provvedimenti già adottati dalla due Camere per una seconda lettura. «Questa sera abbiamo superato il peso della politica, mentre tutti gli specialisti affermavano che questo non sarebbe stato più possibile», ha commentato Obama pochi minuti dopo l'approvazione del progetto di legge alla Camera. «Non ci siamo arresi al cinismo, alla sfiducia, alla paura. Abbiamo provato che restiamo un popolo capace di grandi cose», ha aggiunto il presidente. Obama è intervenuto alla televisione dalla "East Room" della Casa Bianca. Il presidente, che ha dovuto utilizzare tutta la sua influenza politica per convincere la sua maggioranza a firmare un testo molto impopolare, ha comparato la propria vittoria con le sfide storiche degli americani. «Questa sera abbiamo risposto all'appello della storia come tanti americani hanno fatto prima di noi - ha dichiarato. - Non siamo sfuggiti alle nostre responsabilità, le abbiamo affrontate. Non abbiamo avuto timore del nostro futuro».

Fonte : Corriere della sera


Sanità Usa, la riforma storica di Obama

Sanità Usa, la riforma storica di Obama

 

Raggiunto un accordo con gli antiabortisti, ormai certo il voto favorevole. Alla Camera il voto cruciale sulla riforma che estende l'assistenza medica a 32 milioni di cittadini. I democratici, sicuri, esultano: «E' fatta, abbiamo i voti»

 

 

Barack Obama (Ap)
Barack Obama (Ap)

WASHINGTON - La certezza viene espressa dal premio Nobel Paul Krugman alla speaker della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi. «È fatta» ha titolato il suo blog. E alla Pelosi deve andare l'elogio di tutti quelli che hanno creduto in questa svolta storica, a partire dal presidente Obama, che ha voluto la riforma che allarga l'accesso alle cure mediche per 32 milioni di cittadini americani. La speaker del Congresso è stata la tessitrice di una tela difficile: contatti, colloqui, concessioni per convincere i deputati più riottosi ad accettare la riforma sanitaria. «Siamo molto contenti di avere più voti per l'approvazione della riforma» ha commentato la Pelosi mentre era in corso la seduta del Congresso per il voto sulla riforma. E' stato infatti raggiunto un accordo con i democratici antiabortisti guidati da Bart Stupak. Questo dovrebbe permettere all'amministrazione statunitense di avere alla Camera i 216 voti di cui ha bisogno per ottenere il varo della riforma. Una svolta giunta dopo che la Casa Bianca ha reso noto che il presidente provvederà a riaffermare il bando all'uso di fondi federali per le iniziative a sostegno dell'aborto come richiesto dagli uomini di Stupak e questo ha permesso al deputato di annunciare pubblicamente che voterà sì alla riforma.

 


 

Nancy Pelosi, speaker del Congresso, con il martello «storico» portato al Congresso (Ansa)
Nancy Pelosi, speaker del Congresso, con il martello «storico» portato al Congresso (Ansa)

«I VOTI CI SONO» - Nancy Pelosi ha portato in aula il martello di legno con il quale, nel 1965 collega Charles Dingell sancì l'approvazione di Medicare, la mutua degli anziani, pronta a usarlo al momento del voto. «Il presidente Roosevelt ha varato la Social Security; Lyndon Johnson, Medicare. Oggi Obama farà approvare la riforma della Sanità» ha spiegato con orgoglio il capogruppo democratico John Larson. Stupak, dal canto suo, ha detto di essere «sempre stato a favore della riforma sanitaria». «Siamo ben oltre i 216 voti» ha aggiunto dopo aver avuto assicurazioni dalla Casa Bianca che «le restrizioni contro il finanziamento pubblico degli aborti non saranno aggirate» e che sarà protetta «la santità della vita». Il piano di Obama, un compromesso tra la versione voluta dalla Camera e quella approvata dal Senato, porterà gli Stati Uniti a un sistema sanitario a copertura garantita quasi universale grazie a un mix di programmi sanitari federali e sussidi a milioni di persone per sottoscrivere polizze assicurative. I repubblicani sono comunque determinati a dare battaglia fino alla fine e a dar loro manforte sono arrivati centinaia di sostenitori che hanno manifestato davanti al Congresso, esaltati da una sortita di tre parlamentari che hanno mostrato cartelli con la scritta «Kill The Bill» (boccia la legge). Rappresentavano la manifestazione politica del fronte del no, visibile anche all'esterno di Capitol Hill, dove c'erano molti manifestanti con cartelli e striscioni contro la riforma, ma anche manifestanti a favore della svolta epocale per l'assistenza sanitaria Usa.

 

Stupak annuncia il suo sì (Ansa)
Stupak annuncia il suo sì (Ansa)

L'ACCORDO DELL'ULTIM'ORA - L'intesa dell'ultimo minuto sui limiti da imporre ai finanziamenti pubblici in tema di aborto, che spiana la strada alla riforma sanitaria, stabilisce un potenziamento dei controlli sui fondi federali, per evitare che questi possano essere impiegati in casi di aborto. E' previsto in tema di aborto un rafforzamento dei limiti imposti ai finanziamenti pubblici: il testo di riforma già li contempla, ma i parlamentari antiabortisti li volevano comunque più esplicitati, per evitare che potesse ripresentarsi la versione «blanda» contenuta nel testo del Senato. Obama con il suo impegno a firmare un ordine esecutivo ha accolto e rafforzato le loro ragioni. Il testo della legge non cambia, ma con il suo ordine esecutivo il presidente Obama è come se sottolineasse che, in tema di aborto, non ci potranno essere ulteriori modifiche. Stupak e colleghi hanno ottenuto che nessuna assicurazione possa ottenere fondi federali per fornire coperture assicurative in tema di aborto. Se un privato cittadino ritiene di voler abortire, e un'assicurazione intende coprire le spese al riguardo, lo potrà fare a titolo squisitamente privato, ma quella assicurazione non avrà accesso, per legge, ad alcun fondo pubblico.

 

Manifestanti contro la riforma (Reuters)
Manifestanti contro la riforma (Reuters)

L'INTERVENTO DI OBAMA - «So che sarà un voto duro, ma sono fiducioso perché sono convinto che sia la cosa giusta da fare» aveva detto Obama ai deputati nel suo ultimo intervento a Capitol Hill. In un lungo colloquio, a tratti commovente, il presidente degli Stati Uniti, ha insistito più volte su un punto: «Se ognuno di voi crede che questa legge non sia un miglioramento dello status quo, in cui persone sono costrette a morire senza cure, o a vendere la propria casa perché non hanno i soldi per pagare il medico. Se credete onestamente dal profondo del cuore che è così, allora votate no. Se invece credete che il sistema attuale non funziona, che le assicurazioni non fanno sempre gli interessi dei cittadini, allora vota questa riforma. Non ti chiedo di farlo per me, o per il partito democratico, ma per il popolo americano, per quelle persone che non ce la fanno e hanno bisogno d'aiuto».


 

 

 

Manifestanti a favore della riforma (Ap)
Manifestanti a favore della riforma (Ap)

 

 

LE LETTERE - Quindi, emozionato, Obama si è messo a leggere le lettere che riceve quotidianamente. Raccontano storie drammatiche di persone in carne ed ossa che non hanno nessuna copertura medica. «So che questa legge non è perfetta. Non ci sono delle parti che ognuno di voi avrebbe voluto che ci fossero. Questo vale anche per me. Però è il più grande intervento legislativo per migliorare la vita degli americani. Per questo sono convinto che passerà. In fondo è per questo che sono entrato in politica, che mi sono sacrificato. È che credo nel mio paese e credo - ha concluso Obama - nella nostra democrazia».


 

Redazione online


21/03/2010

Sanità, Obama si gioca tutto

Sanità, Obama si gioca tutto

 

L'ultimo appello ai deputati del suo partito: «FATELO PER L'AMERICA». Oggi alla Camera il voto cruciale sulla riforma che estende l'assistenza medica a 32 milioni di cittadini

 

Barack Obama (Ap)
Barack Obama (Ap)

WASHINGTON - «So che sarà un voto duro, ma sono fiducioso perché sono convinto che sia la cosa giusta da fare». Barack Obama cerca di toccare le corde emotive più profonde dei deputati che lo ascoltano a Capitol Hill, pur di convincerli a votare a favore della riforma sanitaria che approda stasera alla Camera. In un lungo colloquio, a tratti commovente, il presidente degli Stati Uniti, insiste più volte su un punto e presenta così il provvedimento che dovrebbe estendere l'assistenza medica a 32 milioni di americani: «Se ognuno di voi crede che questa legge non sia un miglioramento dello status quo, in cui persone sono costrette a morire senza cure, o a vendere la propria casa perché non hanno i soldi per pagare il medico. Se credete onestamente dal profondo del cuore che è così, allora votate no. Se invece credete che il sistema attuale non funziona, che le assicurazioni non fanno sempre gli interessi dei cittadini, allora vota questa riforma. Non ti chiedo di farlo per me, o per il partito democratico, ma per il popolo americano, per quelle persone che non ce la fanno e hanno bisogno d'aiuto».

Quindi, emozionato, Obama si è messo a leggere le lettere che riceve quotidianamente. Raccontano storie drammatiche di persone in carne ed ossa che non hanno nessuna copertura medica. «So che questa legge non è perfetta. Non ci sono delle parti che ognuno di voi avrebbe voluto che ci fossero. Questo vale anche per me. Però è il più grande intervento legislativo per migliorare la vita degli americani. Per questo sono convinto che passerà. In fondo è per questo che sono entrato in politica, che mi sono sacrificato. È che credo nel mio paese e credo - ha concluso Obama - nella nostra democrazia».