08/05/2012

Soldi pubblici ai partiti: taglio del 50%. Ma spunta il «cofinanziamento»

Soldi pubblici ai partiti: taglio del 50%. Ma spunta il «cofinanziamento»

L'ultima parte dei rimborsi che devono ancora essere erogati ridotta del 33%. I movimenti politici riceveranno comunque 91 milioni di euro all'anno. Nessun finanziamento alle fondazioni

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19/08/2010

L'ultima battaglia di Enzo Maiorca «Basta cemento sul mio mare»

L'ultima battaglia di Enzo Maiorca «Basta cemento sul mio mare»

Penisola della Maddalena, sulla costa di Siracusa. Il sindaco: «Allarme ingiustificato». Quaranta associazioni a fianco dell'ex campione di apnea: «No a nuovi villaggi turistici e villette a schiera»

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09/06/2010

Bocelli su Youtube: ringrazio mia madre che non volle abortire

Bocelli su Youtube: ringrazio mia madre che non volle abortire


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19/12/2009

Pasta troppo cara: produttori convocati di nuovo da Mr Prezzi

Pasta troppo cara: produttori convocati di nuovo da Mr Prezzi

 

Cibo Il procedimento avviato dal Garante. Aumentata dieci volte più del grano

 

La rivolta con­tro il caro pasta continua. Questa volta i dati parlano da soli. Nell’ottobre 2006 un chi­lo di frumento duro (la mate­ria prima) costava 0,15 euro, un chilo di semola (il semila­vorato) costava 0,27 euro, un chilo di pasta era venduta a 1,18 euro al consumatore. A fi­ne novembre di quest’anno al­l’origine il prezzo era salito a 0,18 euro (+4,2%), quello al­l’ingrosso a 0,31 euro (+7,1%), quello al consumo a 1,65 euro (+39,7%).

Ma anche la dinamica dei tre andamenti, come mostra l’elaborazione del Garante sui Prezzi su dati Istat ed Ismea, è significativa. A un certo punto, tra marzo e maggio 2008, dopo un perio­do di impennata, i prezzi del­la materia prima e quelli al­l’ingrosso cominciano a scendere, i prezzi al detta­glio invece continuano a sali­re e poi si stabilizzano. «In genere se i prezzi all’ingros­so scendono per un periodo di tempo congruo, in un mercato concorrenziale qual­cuno si differenzia e al detta­glio diminuisce i prezzi. In­vece con la pasta non acca­de: gli attori si muovono tut­ti insieme, nonostante la frammentazione del merca­to. Vuol dire che c’è qualco­sa che non va», afferma Mr Prezzi Roberto Sambuco.

Nell’ultimo anno è succes­so qualcosa di ancora più evi­dente. I dati dicono che a no­vembre il prezzo della pasta sugli scaffali dei negozi è di­minuito del 4,7% sull’ottobre 2008, ma nel frattempo la ma­teria prima è crollata del 30,5% e la semola del 26,6%. Come dire: la fiammata dei prezzi dei cereali si è spenta, ma i prezzi della pasta non so­no diminuiti o non sono dimi­nuiti abbastanza. E questo do­po la prima indagine del Ga­rante dei prezzi, seguita da una serie di tavoli con i pro­duttori, dopo l’indagine del­l’Antitrust, culminata con una multa per 12,5 milioni di euro a 24 pastifici e due asso­ciazione del settore, poi con­fermata a fine ottobre anche dal Tar, che ha respinto il ri­corso dei pastifici. Ecco perché il Garante dei prezzi, dopo aver completato la nuova indagine sull’anda­mento dei prezzi degli ultimi 12 mesi, si prepara a una nuo­va offensiva contro i produtto­ri di pasta. «A gennaio convo­cheremo di nuovo i pastai e tutte le parti interessate della filiera a un tavolo. Nel frattem­po ci attiviamo, perché la dina­mica sui prezzi è opaca e sicu­ramente non virtuosa. Sembra prefigurarsi un comportamen­to dannoso nei confronti dei consumatori». In pratica? «Speriamo che si ripeta quan­to accaduto con gli Sms. Il prezzo massimo era fuori mi­sura, perciò abbiamo chiesto agli operatori di intervenire, al­trimenti lo avremmo fatto noi. E alla fine si sono adeguati».

Là c’era una direttiva Ue da rispettare, qui no. Però Mr Prezzi sembra pronto a inter­venire comunque. Anche a co­sto di ricorrere all’uso della Guardia di Finanza, dopo l’in­tervento nei giorni scorsi con incursioni nelle maggiori aziende, su incarico della Pro­cura della Repubblica, che ipo­tizza il reato di manovre spe­culative. E intenzionato, se i pastai non cederanno, perfino a presentare una riforma del mercato, come ha già fatto con i carburanti, riforma ades­so allo studio del governo.

Giuliana Ferraino


12/04/2009

SCHIFANI AI SENATORI: PIU' SOLDI, UOVA AI BIMBI

SCHIFANI AI SENATORI: PIU' SOLDI, UOVA AI BIMBI

 

ROMA - Uova di cioccolato (di cui 500 inviate direttamente da Papa Benedetto XVI) e giochi per i bambini, agnelli cucinati da prestigiosi chef. In vista della Pasqua la solidarietà nei confronti della popolazione abruzzese colpita dal terremoto si concretizza in fondi, ma soprattutto in ciò che, seppure per un giorno, possa rendere meno insostenibile il dramma. Mentre il bilancio delle vittime continua a salire con il ritrovamento di altri corpi senza vita, la macchina degli aiuti non si arresta.

E, come rileva anche la Protezione Civile che in cinque giorni ha ricevuto 2.250 e-mail, ci sono migliaia di modi per aiutare: c'é chi offre alloggio, chi farmaci e beni di prima necessità, e chi chiede di partire tra i volontari nelle zone terremotate. Una offerta in denaro è stata inviata oggi dal Papa all'Arcivescovo dell'Aquila, mons. Giuseppe Molinari, accompagnata da 500 uova per i bambini abruzzesi e da paramenti liturgici per la messa di domani. Il presidente del Senato, Renato Schifani, in visita all'Aquila, si è reso conto di persona che la raccolta di fondi è in questo momento fondamentale, tanto che la seconda carica dello Stato ha redarguito i 'suoi' senatori: "devono dare molto di più dei mille euro a persona su cui si erano impegnati. Bisogna fare ancora di piu".

Il ministero dell'Istruzione ha attivato due conti correnti per raccogliere fondi mirati alla ricostruzione delle scuole e dell'università distrutte E in questa gara di solidarietà, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha definito una "buona proposta" quella lanciata da Giuliano Amato di istituire una 'una tantum' per il terremoto. Allo stadio Olimpico, in occasione del derby Roma-Lazio, le due squadre si sfidate anche su un campo diverso: la società biancoceleste, assieme alla Croce Rossa italiana, ha organizzato alcuni punti di raccolta fondi, mentre i tifosi giallorossi hanno riempito una decina di furgoni carichi di acqua, viveri e generi di prima necessità.

Ma il principale pensiero, alla vigilia pasquale, è per quei bambini la cui infanzia è stata squassata dal terremoto. Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, d'intesa con l'associazione Happy family e con la Croce Rossa italiana, ha lanciato l' "Operazione sorriso": non solo uova di cioccolata e dolci pasquali, ma anche pupazzi, giochi per la prima infanzia, elettronici e di società per i più grandi.

BERLUSCONI TORNA A L'AQUILA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi passera' a Pasqua in Abruzzo tra la popolazione terremotata. Il premier parteciperà a L'Aquila alla messa pasquale celebrata dal vescovo e poi si dovrebbe fermare a pranzo con i terremotati.


06/04/2009

Dove rivolgersi per offrire aiuto, sangue o cibo

Dove rivolgersi per offrire aiuto, sangue o cibo

 

Per chi volesse dare aiuto o ricevere informazioni per offrire aiuti

 

ROMA - Appello dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) di Pescara a tutti i volontari di Pescara e provincia, a contribuire nei limiti delle loro possibilità ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l'emergenza terremoto che ha colpito l'Abruzzo possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, sul sito stesso oppure telefonando allo 085 2057631.

Chiunque fosse invece interessato a donare sangue, può farlo recandosi o presso il Centro Trasfusionale dell'ospedale Santo Spirito di Pescara, via Fonte Romana n. 8 (ingresso pronto soccorso), o presso il centro raccolta sangue Avis Pescara, corso Vittorio Emanuele II n.10.

Chiunque voglia donare del cibo per le popolazioni colpite, infine, può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell'Abruzzo, in via Celestino V: il Banco Alimentare, mediante la sua rete di enti e associazioni convenzionati nell'Aquilano, ha già iniziato ad inviare i prodotti nelle zone colpite dal terremoto.


14/03/2009

Joe da Avellino, lo sceriffo più duro Fa sfilare i clandestini in slip rosa

Joe da Avellino, lo sceriffo più duro Fa sfilare i clandestini in slip rosa

 

Sotto accusa dopo 16 mila arresti in 18 mesi. Tendopoli nel deserto come carcere. Democratici e associazioni contro l'italoamericano. Lui: «Non mi piegherò, continuerò a far rispettare la legge

 

 Lo sceriffo Joe Arpaio
Lo sceriffo Joe Arpaio

WASHINGTON — Tempi duri per «lo sceriffo più duro del West». Forse perché in città — intesa come Washington — è arrivato un nuovo presidente che non è proprio un patito dei metodi spicci. O forse perché Joe con le sue mosse ha superato il limite. Ma quello che conta è che Joseph «Joe» Arpaio, 77 anni, sceriffo della Contea di Maricopa, stato dell'Arizona, è finito sotto tiro. Il Dipartimento della Giustizia ha deciso di aprire un'indagine dopo una serie di denuncie contro l'uomo della legge. L'ultima, sostenuta da parlamentari democratici e associazioni per i diritti civili, accusa lo sceriffo di aver fatto marciare 200 detenuti incatenati nel deserto. In più non piacciono i suoi pattuglioni «indiscriminati». Da tipo tosto quale è Arpaio ha reagito sfoderando fermezza: «Non mi piegherò. Sto solo facendo il mio dovere. Nessuno mi costringerà a voltare le spalle al giuramento che ho fatto quando ho assunto il mio incarico ».

Un giuramento alla stella scintillante che porta sul petto prestato per la prima volta nel 1992 e poi ripetuto nel 1996, nel 2000, nel 2004 e nel 2008. La Contea lo ha, infatti, confermato nell'incarico con una buona dose di voti. Segno che ai confini dell'Arizona i suoi sistemi non disturbano. Anzi. Sono visti come rimedi estremi a mali estremi. E ieri la stampa locale è insorta in sua difesa sostenendo che è «vittima di una caccia alla streghe». Di origini italiane — il padre era di Avellino —, dopo una breve parentesi passata a fare il garzone nella drogheria di famiglia, Joe ha trascorso una vita da piedipiatti. Prima nella polizia militare, quindi con i Dipartimenti di Washington e Las Vegas, infine è arrivato in Arizona. E non ci ha messo troppo a farsi notare in una terra selvaggia, affascinante e pericolosa. C'è il problema dell'immigrazione clandestina dal Messico — anche se oggi è in ribasso a causa della crisi economica —, i cartelli della coca compiono scorrerie come ai tempi di Pancho Villa, esiste un fiorente traffico che alimenta le bande messicane. Invece degli Apaches, là fuori ci sono i coyetoros — mercanti di uomini senza scrupoli — e i Los Zetas, sicari pronti a riempirti di piombo. Allora, «in nome dell'ordine», Joe-io-sono-la-legge ha imposto le sue regole ferree. A cominciare da quelle nei riguardi dei detenuti. Invece delle tute arancioni o blu, ne indossano un tipo strisce bianco- nere che li fa somigliare ai celebri fratelli Dalton. Poi li ha costretti a portare biancheria di colore rosa: un'idea che si è trasformata in iniziativa commerciale. Un comune mortale può acquistare i capi con il logo dello sceriffo. Quindi ha bandito dalle prigioni qualsiasi rivista «porno », a partire da «Playboy». Per distrarre gli ospiti della galera ha aperto un canale radio che trasmette musica classica, canti patriottici e qualche canzone di Frank Sinatra. Infine, non contento, ha creato una sezione speciale della sua prigione nel deserto.

Un campo di tende, molto spartano, dove d'estate si arrostisce. Quando picchia il Sole la temperatura può superare tranquillamente i 45 gradi. L'ultima trovata è stata quella di lanciare un reality tv dove mostra la cattura di criminali latitanti. Una specie di «scherzi a parte». Infatti, i banditi sono attirati in trappole architettate dallo Sceriffo. Ma c'è poco da ridere. L'estremo rigore adottato nella Contea di Maricopa hanno provocato nel tempo commenti indignati. Soprattutto tra quanti ritengono che Arpaio si accanisca sui criminali incalliti e sui disperati che cercano fortuna oltre il Rio Grande — basti dire che dall'aprile del 2007 su 106 mila interrogatori condotti sui detenutisi è scoperto che 16 mila erano immigrati clandestini — ed è così arrivata l'inchiesta. Lo Sceriffo però non si mostra intimorito. E scommette su quanto sta accadendo lungo tutto il confine. A Washington c'è una preoccupazione costante per la minaccia dei narcos messicani e in queste ore non è stato escluso lo schieramento della Guardia Nazionale. Una militarizzazione della frontiera che non dispiacerà allo «sceriffo più duro del West».

Guido Olimpio