05/02/2010
Gli spagnoli contro il «bidone Kakà» «È rotto». Galliani: «Un'assurdità»
Gli spagnoli contro il «bidone Kakà» «È rotto». Galliani: «Un'assurdità»
La polemica. L'attacco di "Marca": «Ha la pubalgia cronica. E il Milan conosceva le condizioni del giocatore»
| Kakà (LaPresse) |
MILANO - «Kakà? Un bidone da 70 milioni di euro». I quotidiani sportivi spagnoli prendono di mira il giocatore del Real Madrid a causa dei suoi malanni fisici. Secondo "Marca", il fuoriclasse sarebbe afflitto da pubalgia cronica. Non solo: il giornale sembra insinuare che il Milan fosse a conoscenza delle condizioni del brasiliano al momento della trattativa. E, dunque, che abbia consapevolmente rifilato il "bidone" al Real.
LA REPLICA - Ma Adriano Galliani non accetta queste insinuazioni. L'amministratore delegato rossonero, arrivando in Lega per l'assemblea, definisce la diagnosi del malanno al giocatore «una grande assurdità». «L'anno scorso - sottolinea Galliani - Kakà ha giocato 31 partite di campionato e continuativamente quelle degli ultimi tre mesi. Kakà non ha alcun pubalgia cronica». Ma c'è qualche genere di garanzia? gli domandano. «Non mi va bene che qualcuno pensi che noi abbiamo dato al Real un giocatore infortunato», conclude Galliani.
Redazione online
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28/02/2009
«Non paga tasse». Ma è morto da 38 anni
«Non paga tasse». Ma è morto da 38 anni
L'esattoria comunale di Milano chiede di versare la Tarsu e l'Ici. I parenti: è assurdo. Gli uffici: anche nati del 1800, è scomparso due anni prima dell'introduzione del codice alfanumerico di 16 caratteri
MILANO - L'esattoria comunale con tono perentorio lo convoca agli uffici del Catasto in via Catone, perché da anni risulta non versare né Tarsu né Ici. Ma l'evasore è morto da trentotto anni. I parenti s'interrogano: un errore? Così non pare, perché l'amministrazione, puntigliosa, si è premurata anche di attribuirgli un codice fiscale che il morto non aveva: L.F., infatti, è scomparso due anni prima dell'introduzione del codice alfanumerico di 16 caratteri, utile per l'identificazione ai fini fiscali dei cittadini. I parenti dell'evasore si rivolgono telefonicamente agli uffici e qui lo stupore per l'eventuale errore diventa ilarità.
«Si sono giustificati sostenendo di aver chiesto le tasse anche a milanesi nati nel 1800». Il compito di chiarire il qui pro quo è stato allora affidato al commercialista di fiducia, che è tornato alla carica: «La persona che cercate è deceduta dal 1971». E gli uffici: «A noi non risulta». Facendo poi seguire l'invito perentorio all'evasore a presentarsi martedì prossimo, 3 marzo, per discutere la questione. Alla presenza di un funzionario comunale e di un responsabile di Equitalia, concessionaria della riscossione tributi, al Servizio Polo Catastale di via Catone 24. «Insistono nel convocare un morto? Bene. Lo attendano — dice il genero del defunto —. Questa vicenda ha del paradossale, per chiarirla era sufficiente una telefonata e una verifica al terminale. Quando ho aperto la lettera indirizzata al suocero che non ho mai conosciuto e oggi avrebbe 83 anni, e che è morto quando mia moglie ne aveva 16, ho veramente pensato a uno scherzo».
Il mancato versamento della tassa per la spazzatura e dell'imposta comunale sugli immobili sarebbe relativo al 2003-2008. Una dirigente del settore Servizi civici azzarda: «Può essersi trattato di un caso di omonimia». Curioso che, però, nell'era della telematica non sia stato possibile «incrociare i dati e verificare che in quell'abitazione, dove fino al 1971 ha abitato mio suocero — spiega il genero —, è rimasta a vivere la figlia che ha sempre regolarmente pagato le tasse, Tarsu inclusa». E se a indurre in errore fosse stata «la situazione catastale, che forse non è stata modificata come chissà quante altre, dopo che mia moglie ha ereditato l'appartamento, a disturbare è il fatto che danno per scontato che sei un evasore ma non spiegano perché».
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