27/04/2012

La Rai chiude New York, 38 licenziati

La Rai chiude New York, 38 licenziati

SI MUOVONO ANCHE I SINDACATI AMERICANI. I dipendenti: «Buttati in mezzo alla strada con le nostre famiglie». Beni della società all'asta ai primi di maggio

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26/03/2012

Mediaset non rinnova il suo dominio.com che diventa di proprietà di un americano

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DIRITTO DEL WEB. L'azienda di Cologno Monzese tenta il ricorso per cattiva fede. Ma il giudice rigetta la pratica

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27/01/2012

Bot a 6 mesi, rendimenti scesi all'1,96%. Lo spread scende sotto quota 400.

Bot a 6 mesi, rendimenti scesi all'1,96%. Lo spread scende sotto quota 400.

Collocati tutti e 11 miliardi dell'offerta. Il rendimento dell'ultima asta del 28 dicembre era stato del 3,25%

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04/12/2011

Il contratto che fece nascere la Apple e la storia del socio rovinato dalla sua paura

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CARTE STORICHE. All'asta da Sotheby's la copia dell'accordo costitutivo della società. Le carte sono di Ronald Wayne, che lasciò subito l'azienda

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28/11/2011

Moody's: «Non è da escludere default multiplo»

Moody's: «Non è da escludere default multiplo»

Obama incontrerà van rompuy e barroso. Crisi, l'agenzia: «Subito misure o rating dell'Europa a rischio». Fmi: Non c'è trattativa in corso con l'Italia per un fondo

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21/07/2011

Marilyn girò un film porno. All'asta per 500mila dollari

Marilyn girò un film porno. All'asta per 500mila dollari

Cinema. Sei minuti in tutto, girati in bianco e nero nel '46 quando l'attrice aveva 20 anni. Offerte da tutto il mondo

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20/07/2010

Sky sul digitale terrestre: l'Ue dice sì

Sky sul digitale terrestre: l'Ue dice sì

Via libera della Commissione europea all'ingresso di Sky nel digitale terrestre. Obiettivo: garantire "un mercato competitivo" e "un aumento della concorrenza sulla Tv digitale italiana". Mockridge: ne beneficiano cittadini e investitori pubblicitari

 

 

 

La Commissione Ue ha dato il via libera all'ingresso di Sky nel digitale terrestre in Italia. Una decisione che la pay-TV satellitare di News Corporation accoglie favorevolmente. Bruxelles ha infatti deciso di permettere a Sky di partecipare alla prossima gara per l'assegnazione delle frequenze del digitale terrestre.

Ciò è stato fatto, ha spiegato il portavoce della Commissione, Jonathan Todd, alla luce delle ''mutate condizioni di mercato'' e a condizione che ''le frequenze eventualmente ottenute da Sky siano utilizzate per trasmettere in chiaro'', cioé senza offrire servizi a pagamento fino alle fine del 2015.

L'obiettivo? Garantire un mercato competitivo in Italia e permettere "un aumento della concorrenza sul mercato della Tv digitale italiana", ha spiegato il portavoce.
Al di là delle condizioni fissate per aprire a Sky il digitale terrestre, la Commissione nel suo comunicato sottolinea e specifica quanto l'assetto del mercato sia cambiato rispetto al 2003, quando Bruxelles fissò i paletti per il via libera alla fusione tra Telepiù e Stream, tra cui il divieto a entrare nel Dtt fino a fine 2011.
La Commissione rileva poi che la prossima gara per l'assegnazione dei multiplex è "un'occasione unica" per operatori come Sky Italia per entrare nel Dtt in concorrenza con le principali emittenti che oggi controllano la maggior parte delle frequenze: su 21 multiplex del Dtt, ricorda Bruxelles, 16 sono già stati assegnati o stanno per esserlo e di questi sono 11 quelle in possesso dell'insieme di Mediaset, Rai e Telecom Italia.

La portavoce dell'esecutivo Ue, Pia Ahrenkilde, ha dichiarato che la decisione della Commissione europea di permettere a Sky l'ingresso sul mercato della tv digitale "è stata presa all'unanimità" ribadendo che è stata una scelta "collegiale e unanime".


Tom Mockridge, Amministratore Delegato di Sky Italia, ha commentato: "Siamo estremamente soddisfatti della decisione odierna. La Commissione europea ha confermato oggi che il mercato televisivo italiano ha vissuto grandi cambiamenti negli ultimi anni, cambiamenti avvenuti anche grazie al costante impegno di Sky Italia nell’introdurre più concorrenza, più innovazione e più scelta in un mercato storicamente dominato da due incumbent. Qualora Sky Italia avesse successo nella gara di assegnazione delle frequenze digitali, saranno ancora una volta i consumatori italiani a trarne benefici, così come i potenziali inserzionisti pubblicitari."


12/05/2010

Asta da record per la collezione di Mr Jurassic Park

Asta da record per la collezione di Mr Jurassic Park

Da Christie’s a New York. Venduta per 28,6 milioni di dollari la "Flag" di Jasper Johns appartenuta allo scrittore Michael Crichton

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Chi non ha visto Jurassic Park con i suoi fantastici e terribili dinosauri volanti? Un famosissimo film -del 1993- ispirato dal romanzo che lo scrittore americano Michael Crichton scrisse nel 1990 all’età di 48 anni. Laureatosi alla Harvard Medical School nel 1969 in medicina e chirurgia, Crichton tra il ’69 e il ’70 cominciò a scrivere bellissime storie di fantascienza iniziando una carriera straordinaria, terminata con la sua prematura scomparsa a Los Angeles il 4 novembre 2008. Oggi, dopo averlo celebrato come scrittore, si scopre l’altro lato della sua vita riservata. Un amore sfrenato per l’arte che lo dipinge come una persona dallo spirito vivace e sensibilissimo. «È persino banale affermare che alcuni uomini o donne sono persone del Rinascimento. Ma per quanto possa essere banale dirlo questo è il caso di Michael Crichton» ha scritto Michael Ovitz, talent agent di Hollywood.

 

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Il medico-scrittore iniziò giovanissimo e in solitudine ad amare e collezionare grandi artisti. A Los Angeles conobbe la gallerista Margo Leavin, e rimase letteralmente incantato dalla Pop Art. Nel 1971, la critica d’arte Barbara Rose racconta d’averlo incontrato negli studi della Gemini G.E.L. un rivoluzionario laboratorio-stamperia frequentato dai maggiori artisti ed epicentro della comunità creativa di L.A. Qui fece amicizia con Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Frank Stella, Claes Oldenburg e David Hockney. Legami che proseguirono per tutta la vita. Tanto che la sua ultima apparizione pubblica coincide con un intervento nell’aprile 2008 al MoMa di New York in occasione di una mostra di Jasper Johns.

Ieri sera alcuni capolavori della sua collezione sono andati in asta da Christie’s a New York. La forbice di stime complessive era tra i 40 e i 70 milioni di dollari. Ma la vendita ha avuto un successo clamoroso. Fuori da tutte le aspettative. Insomma la collezione di Mr Jurassic Park ha fatto Bingo. I 31 capolavori hanno attirato un folto pubblico di appassionati e collezionisti da tutto il mondo. E hanno fatto l’en-plein. Cento per cento di venduto. Per un incasso complessivo pari a 93,323,500 dollari (diritti d’asta inclusi). Il quadro più pagato è arrivato al lotto numero 7 del catalogo. Una piccola "Flag", una bandiera degli States, eseguita da Jasper Johns tra il 1960 e il 1966. Le bandiere di questo grande artista appartengono ormai alla raccolta delle grandi icone dell’arte moderna del Novecento. Un po’ come la "Guernica" di Pablo Picasso o le "Marilyn" di Andy Warhol. Questa versione, grande appena 45 per 68 centimetri, era stimata tra i 10 e i 15 milioni di dollari. In asta se la sono contesa quattro persone, di cui due ai telefoni e due in sala. Alla fine è stata aggiudicata a 25,5 milioni. Vale a dire 28,642,300 dollari, diritti d’asta compresi. Anche la piccola carta in bianco e nero di Roy Lichtenstein ("Girl in Water", del 1968) ha fatto centro. Partita da 500 mila dollari si è fermata a 1,874,500 dollari. Una versione dei “Mao” di Warhol, del 1973, stimata 700-900 mila dollari ha raggiunto 2,378,500. "Vase of Flowers", uno specchio inciso del 1988 di Jeff Koons, valutato 700 mila, è stato venduto a 2,322,500 dollari. Mentre il grande Robert Rauschenberg del 1960-61 “Studio Painting”, stimato 6-9 milioni, si è fermato all’ultima battuta di 11,058,500 dollari. Sempre ieri sera (alle ore 2 circa italiane), dopo i lotti della collezione Crichton, l’asta Christie’s proseguiva con altri 48 capolavori. Tra cui un enorme Lichtenstein del 1978, stimato 4,5-6,5 milioni, ma venduto per 10,162,500 dollari. Uno straordinario Yves Klein (del 1960) che ha raggiunto 12,4 milioni di dollari.

Un grande e raro Sam Francis del 1957, stimato 3-5 ma venduto a 6,354,500 dollari. Un "Achrome" del 1958 del nostro Piero Manzoni, che ha centrato la battuta finale di 4,338,500 dollari. Mentre una "Silver Liz" del 1963 di Warhol partita da 10 milioni è stata aggiudicata a 18,338,500 dollari. Il totale della serata ha fatto incassare a Christie’s in tre ore qualcosa come 231,9 milioni di bigliettoni verdi. Con una percentuale di venduto pari a circa il 94%. Sarà che l’arte ha sempre più il glamour del bene rifugio o per via dell’ampliarsi planetario del suo appeal, di fatto -almeno a New York- la crisi sui capolavori sembra essere sempre più alle spalle. E questa sera toccherà all’asta di Sotheby’s. Che tra l’altro presenta un iconico "Self Portrait" dell’eterno e magico re della Pop Art, Andy Warhol. Staremo a vedere che succede.

Paolo Manazza


05/05/2010

Aste: record assoluto per un Picasso

Aste: record assoluto per un Picasso

Nella top ten mondiale delle opere d'arte l'artista spagnolo occupa ben 3 posizioni. «Nude, Green Leaves and Bust» ceduto a New York da Christie's per oltre 106 milioni di dollari

 

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NEW YORK (USA) - Picasso torna imperatore. Sono bastati tre mesi al grande pittore di Malaga per riconquistare a piene mani lo scettro d’artista più pagato al mondo. Questa notte, all’1 e 32 italiane, la sala d’aste Christie’s a New York ha materializzato la sua straordinaria rivincita grazie alla vendita di «Nude, Green Leaves and Bust». Un’opera piena di simbolismi, del 1932, aggiudicata a 95 milionidi dollari. Chi se l’è comprata ha dovuto sborsare - diritti d’asta compresi - qualcosa come 106.482.500 dollari, vale a dire circa 81 milioni di euro.

GRANDE EMOZIONE - In una sala stracolma l’emozione era tangibile. Il pubblico, al termine della gara per questo dipinto (presentato al numero 6 del catalogo) è scoppiato in un piccolo applauso liberatorio. Mentre in Europa la crisi finanziaria greca sta influendo pesantemente sui mercati finanziari, sul palcoscenico internazionale dell’arte i fantasmi della crisi si stanno, forse, davvero sciogliendo. Il 3 febbraio scorso, a Londra da Sotheby’s, una scultura di Alberto Giacometti «L'Homme qui marche» - un grande bronzo del 1960-61, secondo di sei esemplari - aveva soffiato il ruolo di principe assoluto al matador spagnolo. Partita da 12 milioni di sterline di stima, in pochi minuti era arrivata alla battuta finale di 65 milioni di sterline. Pari - quel giorno - a 104.327.006 di dollari. Un soffio oltre il precedente world-record picassiano (104.168.000 di dollari) stabilito nel maggio 2004 a New York da Sotheby’s con «Garcon à la Pipe», un capolavoro del 1905. Ora tutto torna come prima. Quello di stanotte è stato un top-price tutto sommato prevedibile. Un record annunciato contro uno inaspettato. Nella top-ten mondiale delle opere vendute all’asta Picasso occupa da oggi tre posizioni: la prima, la terza e la quarta. Mentre ha cinque capolavori venduti oltre 50 milioni di dollari nell’elenco di diciassette con undici autori (solo van Gogh è presente con due opere). Un dominio totale. Incontrastato.

L'ASTA - L’asta di Christie’s ha presentato 72 lotti, 28 dei quali provenienti dalla straordinaria collezione californiana dei coniugi Brody (cui apparteneva anche il super Picasso). Si è capito fin da subito l’aria che tirava nella serata. Il primo lotto del catalogo, un «Autoritratto» del 1890 di Edouard Vuillard - stimato 1,2-1,8 milionidi dollari - è stato battuto a 2,658,500di dollari. Il secondo, un Georges Braque del 1953-54 da 3 milioni di dollari è arrivato a 10,162,500di dollari. Il quarto, una scultura del 1955 («Le Chat») di Giacometti, partito da 12 milioni è arrivato a 20,802,500di dollari. Poi un «Piccolo cavaliere» del nostro Marino Marini, del 1952, venduto a 2,322,500di dollari. Subito dopo è arrivato il mega Picasso. Partito da 58 milioni di dollari è stato combattuto da quattro contendenti, quattro in sala e quattro ai telefoni, per almeno cinque minuti. Sino alla battuta finale di oltre 106 milioni di dollari. Il nuovo record mondiale assoluto.


20/11/2009

Skype venduto per 1,3 miliardi

Skype venduto per 1,3 miliardi

 

Ma conserva la proprietà del software. Acquistato da un gruppo d'investimento privato di cui fanno parte anche i due fondatori del servizio di telefonia

 

Il logo di Skype
Il logo di Skype

Skype è stato venduto all'asta per 1,3 miliardi di euro. Ad assicurarsi il servizio di telefonia online di eBay un gruppo d'investimento privato di cui fanno parte anche i due fondatori. Prezzo: due miliardi di dollari (1,34 miliardi di euro). Il via libera alla vendita è arrivato dopo che eBay ha risolto il conflitto giuridico con i co-fondatori Niklas Zennstrom e Janus Friis.

SOFTWARE - L'accordo prevede che Skype conservi la proprietà del software attraverso l’azienda di diritti d’autore Joltid Ltd. eBay ha venduto il 70% delle sue quote per 1,9 miliardi di dollari (1,27 miliardi di euro, oltre a 125 milioni di dollari (83,8 milioni di euro) che saranno versati in data successiva: dunque eBay conserva il 30% di Skype. Ai due fondatori del programma di telefonia online va il 14%. Il restante 56% è ora di proprietà del gruppo di investimento, di cui fanno parte i private equity Silver Lake, Joltid Limited, la società Andreessen Horowitz e il Canada Pension Plan Investment.