27/01/2012
Asteroide in arrivo: «sfiorerà» la Terra
Asteroide in arrivo: «sfiorerà» la TerraRECORD SPAZIALI. Passerà a 60 mila chilometri: più vicino della Luna. L'esperto: «Tra gli incontri più ravvicinati di sempre»
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27/06/2011
Un asteroide grande come un bus sfiorerà la terra
Un asteroide grande come un bus sfiorerà la terraIl passaggio del corpo celeste, che ha il diametro tra i 9 e i 30 metri, è previsto alle 19,14 ora italiana e avverrà in corrispondenza delle coste antartiche bagnate dall'Atlantico meridionale
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13/10/2010
Ore 13: un altro asteroide sfiora la Terra
Ore 13: un altro asteroide sfiora la TerraIncontri ravvicinati. È passato oggi a 45.500 chilometri: un fenomeno in aumento negli ultimi mesi nel sistema solare
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11/07/2010
La sonda Rosetta sfiora l’asteroide
La sonda Rosetta sfiora l’asteroideIl robot dell’Esa europea a 450 milioni di chilometri dalla terra
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| L'asteroide Lutetia |
Rosetta ha incontrato Lutetia, il più grande asteroide che un robot cosmico abbia finora avvicinato. Alla velocità di 15 chilometri al secondo la sonda dell’Esa europea è passata a 3.126 chilometri dalla superficie grigia del corpo celeste con il diametro presunto di circa cento chilometri e simile ad una patata. Presunto perché le ricognizioni da Terra con i radar e i telescopi ottici lasciano un margine di incertezza data la lontananza a cui orbita 21-Lutetia, questo il suo nome completo dato dagli astronomi. E stabilire la sua taglia è proprio uno dei motivi per cui si è scelta la distanza dell’incontro: a tre chilometri si riesce bene a coglierne l’insieme e a valutarne le caratteristiche naturali che la superficie mostra.
L'AVVICINAMENTO - Il momento del maggiore avvicinamento è avvenuto alle 18.10 ma la conferma che tutto è andato per il meglio è avvenuta alle 18.45 quando la sonda ha ripreso a trasmettere con l’antenna ad alto guadagno, la parabola orientata verso la Terra. Alle 18.05 queste comunicazioni erano state interrotte perché la sonda doveva iniziare una manovra di rotazione continua per inseguire con i suoi strumenti l’asteroide. Dalle 15.10, tra l’altro Rosetta aveva iniziato una navigazione completamente autonoma governata dai computer di bordo. Tutte le operazioni sono state governate dal centro Esoc di Darmstadt, in Germania, che è il centro di controllo delle missioni spaziali dell’agenzia spaziale europea. A gestire l’incontro ci ha pensato Paolo Ferri, responsabile di tutte le missioni interplanetarie. Lutetia pur essendo il più grande asteroide incontrato da una sonda spaziale è considerato il più piccolo della fascia di asteroidi presente tra Marte e Giove. Lo scoprì il 15 novembre 1852 Hermann Goldschmidt dall’Osservatorio di Parigi e il suo nome è il termine latino della capitale francese scelto da Francois Arago direttore dell’Osservatorio. Da allora è rimasto un corpo tutto sommato misterioso ma ora sono gli strumenti di Rosetta a rivelarcelo nei dettagli. Per arrivare a Darmstadt i segnali impiegano 25 minuti perché il meeting cosmico è avvenuto ad una distanza di 450 milioni di chilometri dalla Terra. Nella notte la sonda trasmetterà le foto e i dati scientifici raccolti e dunque Lutetia avrà finalmente un volto. Uno degli strumenti, il sistema di imaging Osiris, è stato progettato e costruito con il contributo dei ricercatori dell'Università di Padova nei vari dipartimenti (Astronomia, Dim, Dei, Fisica, Geoscienze) e dell'Osservatorio Astronomico riuniti nel Cisas Per questo l’incontro è stato seguito anche dall’università patavina dall’Aula Rosino del Dipartimento di astronomia. I dati inviati saranno analizzati anche dal gruppo di scienziati veneti diretti dal professor Cesare Barbieri. Ora Rosetta continuerà il suo viaggio verso l’obiettivo per cui è stata costruita. Nel 2014 infatti dovrà incontrare la cometa 67P/Churyomov-Gersimenko lasciando cadere sulla sua superficie un lander dal quale uscirà una trivella costruita sotto la supervisione di Amalia Ercole Finzi del Politecnico di Milano e capace di analizzare per la prima volta direttamente un nucleo cometario. L’avventura, dunque, continua.
Giovanni Caprara
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18/06/2010
Giove e l'impatto misterioso. Sulla Terra sarebbe stata una catastrofe
Giove e l'impatto misterioso. Sulla Terra sarebbe stata una catastrofeIl telescopio spaziale Hubble comincia a fornire qualche ragionevole risposta. Una cometa o un asteroide della dimensione di alcuni chilometri è caduto nell’atmosfera
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| Il punto dell'impatto |
Il mistero del corpo caduto su Giove si infittisce nonostante il telescopio spaziale Hubble della Nasa cominci a fornire qualche ragionevole risposta. La storia inizia per caso il 3 giugno scorso quando l’astrofilo australiano Anthony Wesley scrutando il più grande pianeta del sistema solare vede per caso un bagliore, riprendendolo. Nello stesso momento nelle Filippine un altro astrofilo, Chris Go, registra la stessa cosa. L’immagine fa il giro degli osservatori amatoriali e professionali per cercare di dare una risposta alla causa del fenomeno. I bagliori osservati si rivelano intanto due esaminando i video, complicando ancora di più le cose.
HUBBLE - Il 7 giugno la Nasa puntava su Giove persino il suo più potente occhio orbitale, l’Hubble, per investigare eventuali cambiamenti nella zona della caduta. E in effetti analizzando il luogo con varie lunghezza d’onda (visibile, infrarosso e ultravioletto) si vede traccia dell’accaduto. Così si cominciano a tirare le file dell’intrigante vicenda che per fortuna ha riguardato Giove e non la Terra. La spiegazione è questa. Il corpo di una cometa o di un asteroide della dimensione di alcuni chilometri è caduto nell’atmosfera di Giove esplodendo nell’impatto con gli strati più elevati. Il primo bagliore è derivato dalla scia generata nell’attraversamento come accade con l’impatto delle meteoriti nell’atmosfera terrestre nella notte agostana di San Lorenzo, il secondo lampo è generato dall’esplosione stessa.
ESPLOSIONE - Il corpo deve essersi prima sbriciolato e il frammento maggiore dovrebbe aver avuto la dimensione di un paio di chilometri. Le riprese di Hubble che hanno fotografato le tracce aiutano la possibile ricostruzione dei fatti. Tutti hanno ricordato la grande caduta dei frammenti della cometa Shoemaker-Levy 9 nel 1994, ma anche l’anno scorso Giove era stato lo scenario di un evento analogo. Ma sul gigante del sistema solare – dicono gli astronomi – le cadute di corpi celesti sono sicuramente più frequenti di quanto si immagini e di quanto si registri sempre casualmente. Questo perché essendo un grande pianeta la sua forza di gravità attira i piccoli corpi in transito. Ma anche l’occhio del satellite Soho dell’Esa europea registra in continuazione comete che precipitano sul Sole. Insomma il tutto dimostra come il rischio asteroidi o comete non sia così remoto come si continua a credere. Se il corpo caduto su Giove fosse precipitato sulla Terra sarebbe stata una catastrofe. E la colpa allora sarebbe stata degli astronomi? Privi degli strumenti adeguati anche loro sono impotenti. Non ci resta che aspettare.
Giovanni Caprara
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19/05/2010
I russi pronti a lanciare l'operazione per evitare lo scontro Apophis -Terra
I russi pronti a lanciare l'operazione per evitare lo scontro Apophis -TerraAnnunciato al convegno su esplorazione cosmica il progetto dell’Accademia delle scienze. Coinvolta la Lavochkin per la costruzione della sonda che dovrà deviare la rotta dell'asteroide
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| L’asteoride Apophis |
I russi sono sempre più intenzionati a organizzare unaspedizione per evitare che l’asteoride Apophis entri in collisione con la Terra nel 2036. Lo scorso dicembre Anatoly Perminov, presidente dell’agenzia spaziale federale russa Roscosmos aveva stupito tutti dicendo che la sua agenzia stava studiando il progetto per affrontare il corpo celeste. Ora Lev Zelioni, direttore dell’IKI, l’Istituto di fisica cosmica dell’Accademia delle scienze, in un convegno a Mosca sull’esplorazione cosmica ha precisato che anche il suo Istituto, tradizionalmente impegnato sulle missioni interplanetarie, è coinvolto dal progetto avviato da Roscomos con cui lavora in stretta collaborazione.
FASE A - In aggiunta ha precisato che è stata coinvolta pure la società che dovrebbe costruire la sonda. Si tratta della Lavochkin Association specializzata nella fabbricazione di veicoli spaziali scientifici. Dunque il piano sta assumendo contorni sempre più precisi e concreti avvicinandolo al momento del via politico e quindi all’approvazione della spesa se si troveranno i rubli necessari. Finora si tratta solo di indagini di “fase A”, come la chiamano gli spaziali, per dire che si esamina la fattibilità dell’operazione. Se il responso è positivo allora si passa ad approfondire il progetto (fase B). Entrambe costano poco e se anche questa è buona si possono avviare le fasi di sviluppo e costruzione (C e D) dopo il reperimento delle risorse economiche adeguate. Il via definitivo, dunque, arriva dopo la fase B.
PREVISIONE CATASTROFICA - L’asteroide Apophis venne scoperto nel 2004 dall’osservatorio Kitt Peak in Arizona (Usa) ed allora veniva espressa una previsione catastrofica: nel 2029 poteva scontrarsi con la Terra. Le successive valutazioni compiute al Jpl della Nasa e all’Università di Pisa dimostravano che le cose potevano per fortuna andare meglio. Nel 2029, 13 aprile, sarebbe passato vicinissimo alla Terra ad una distanza di 36.350 chilometri (circa dove ruotano i satelliti per telecomunicazioni in orbita geostazionaria intorno all’Equatore) mentre una certa probabilità di collisione era riportata nel successivo passaggio del 2036.
ARMAGEDDON - Le probabilità restano comunque poche (una su 250 mila) ma il nostro pianeta non è ancora considerato del tutto fuori pericolo anche perché le orbite degli asteroidi subiscono della variazioni soggette come sono agli influssi gravitazionali dei pianeti. Quindi la comunità spaziale internazionale si è data da fare per affrontare il problema ricordando la fantascientifica storia di Armageddon. Progetti sono stati studiati negli Stati Uniti e in Europa ma erano i russi a emergere come intenzionati più seriamente a procedere. E la nuova notizia lo dimostra.
IL DISTRUTTORE - I russi hanno nella loro memoria la caduta di una cometa o di un asteroide a Tunguska in Siberia nel 1908 che ha distrutto un’ampia regione non abitata. Apophis (dio dell’Antico Egitto che voleva dire Distruttore) che ha un diametro stimato di 350 metri e viaggia alla velocità di circa 30 chilometri al secondo se ci cade addosso svilupperebbe una potenza di 870 megatoni, cioè una potenza 65 mila volte più grande di quella di Hiroshima. Nel dubbio è meglio agire. E il progetto russo prevede una sonda che si avvicina all’asteroide e devia la sua rotta mettendo in salvo in pianeta. «È in gioco la vita delle persone – dice Anatoly Perminov - . Non possiamo sederci ad aspettare con le mani in mano, dobbiamo costruire un sistema che ci permetta di evitare la collisione, anche se costerà milioni di dollari». L’idea dei russi è quella di coinvolgere anche altre nazioni nel loro progetto proprio per trovare risorse finora poco disponibili.
Giovanni Caprara
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11/03/2010
Un asteroide al centro dell'Africa Équipe italiana scopre super cratere
Un asteroide al centro dell'Africa Équipe italiana scopre super cratere
Congo, è tra i più grandi al mondo. Risale al periodo giurassico. Ricercatori dell'Università di Padova individuano i contorni della voragine creata da un impatto cosmico
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| Una veduta satellitare del nuovo cratere scoperto in Congo da un'equipe italiana |
Nel centro dell’Africa è stata trovata l’impronta di un grande cratere provocato dalla caduta di un asteroide o una cometa del diametro di circa due chilometri. Il grande anello con un diametro variabile da 36 a 46 chilometri, è stato individuato in Congo grazie, si fa per dire, alla deforestazione selvaggia che distrugge l’ambiente ma che in questo caso ha fatto gioire i ricercatori dell’Università di Padova guidati da Giovanni Monegato autori della scoperta.
CRATERE RECORD - Il risultato è stato presentato in Texas (Usa) nei giorni scorsi durante la Lunar and Planetary Science Conference. Si tratta di un cratere da record fra i circa 150 conosciuti sulla superficie della Terra perché è tra i 25 noti di maggiori dimensioni e uno dei più grandi trovati nell’ultimo decennio. I ricercatori hanno immaginato diverse origini della formazione geologica circondata da un fiume (Unia River) che la esalta, ma alla fine hanno concluso che ogni spiegazione era inadeguata e che l’unica più accettabile era appunto quella dell’impatto cosmico. Al centro dell’anello il terreno è più elevato di una sessantina di metri rispetto al corso d’acqua periferico ma questo rientrerebbe in un effetto conseguente alla caduta stimata in un’epoca successiva al periodo giurassico (iniziato 200 milioni di anni fa). Oggi la più grande e più conosciuta traccia di una cratere è quella di 300 chilometri nella penisola dello Yucatan risalente a 65 milioni di anni fa. Quell’impatto provocò conseguenze talmente catastrofiche nell’atmosfera da essere all’origine della scomparsa dei dinosauri.
ALLA RICERCA DEL QUARZO - Per il cratere in Congo ora gli studiosi padovani andranno alla ricerca di prove definitive per convalidare la loro scoperta e tra queste cercheranno la presenza di quarzi che dovrebbero essere stati generati proprio dallo scontro con il suolo (oppure da un’ improbabile esplosione nucleare).
Giovanni Caprara
12:06 Scritto in RICERCA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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15/01/2010
Era un vero asteroide di 15 metri quello che ha sfiorato la terra
Era un vero asteroide di 15 metri quello che ha sfiorato la terra
«2010 AL30»,La Nasa ha sciolto ogni dubbio:«corpo naturale e non artificiale». Si era ipotizzato che potesse essere anche lo stadio spento di un razzo
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Era proprio un asteroide e non un gigantesco rottame spaziale il bolide cosmico cheil 13 gennaio ha sfiorato la Terra alle 12.46 pm, ora di Greenwich. La Nasa ha sciolto ogni dubbio giudicandolo un «corpo naturale e non artificiale»: si era immaginato che fosse lo stadio spento di un razzo. Così «2010 AL30», appena apparso in cielo, va ad allungare la lista degli asteroidi che si avvicinano pericolosamente alla Terra. Sono ormai circa un migliaio e l’ultimo arrivato è transitato a 130 mila chilometri dal nostro pianeta, quindi ben più vicino della Luna lontana 384 mila chilometri. Scoperto dal Linear Survey dei Lincoln Laboratories del MIT il 10 gennaio scorso, aveva una taglia stimata di 10-15 metri di diametro.
NESSUN PERICOLO - Quindi anche se fosse caduto nell’atmosfera come è accaduto nell’ottobre scorso non avrebbe causato guai perché si sarebbe disintegrato. Però quello di ottobre oltre lo spettacolo in cielo generò un’onda d’urto che fece tremare la terra facendo immaginare un terremoto tanto che la gente scappava in strada. Ma al di sotto dei 25 metri non si corrono seri rischi, dicono per tranquillizzare gli astronomi della Nasa, i quali hanno precisato di aver verificato tutte le orbite di satelliti, razzi e rottami vari presenti intorno alla Terra e che l’orbita di AL30 non coincideva con nessuno di questi. Nell’occasione gli stessi esperti hanno aggiunto un dato interessante. Gli asteroidi del diametro di 10-15 metri potenzialmente presenti nel circondario terrestre sono circa un milione per cui si aspettano che quasi uno ogni settimana transiti fra la Terra e la Luna. E se ci cade addosso può soltanto provocare pochissimi danni con qualche frammento se riesce a sopravvivere, oppure nulla. Un messaggio ottimista, sperando che non superino i 15 metri. Ma forse sarebbe meglio saperlo in anticipo.
Giovanni Caprara
12:35 Scritto in ASTRONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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12/01/2010
AL30, l'asteroide che sfiorerà la Terra
AL30, l'asteroide che sfiorerà la Terra
Ma gli scienziati hanno un dubbio: potrebbe non essere un corpo celeste. Mercoledì passerà a non più di 130 mila chilometri. E' simile a quello che precipitò in Indonesia a ottobre
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| L'asteroide in un'immagine ripresa da un osservatorio australiano |
MILANO - Il 13 gennaio un curioso oggetto celeste giudicato a prima vista un asteroide passerà molto vicino alla Terra ad una distanza di un terzo dalla Luna, circa 130 mila chilometri. Lo hanno appena scoperto e porta la sigla «2010 AL30». La sua orbita intorno al Sole è di un anno, cioè impiega 12 mesi a compiere un giro completo avvicinandosi, strada facendo, al nostro pianeta.
IL PRECEDENTE - Nella sua catalogazione è valutato come un asteroide della taglia di dieci metri (probabilmente 18) analogo a quello precipitato e disintegrato nel cielo dell’Indonesia sulla città di Bone il 10 ottobre scorso. Allora la sua distruzione nell’aria seminò il panico perché scatenò un’onda d’urto che fece tremare la terra e la gente fuggì terrorizzata in strada temendo un brutto terremoto.
IL DUBBIO - Ma c’è un dubbio che gli astronomi non hanno per il momento risolto e sperano forse di sciogliere nelle prossime ore. Il dubbio è che possa trattarsi di un oggetto non naturale e che possa essere invece un robusto rottame spaziale, ad esempio lo stadio di un razzo vuoto che vaga nel cosmo. Il momento migliore per chiare l’enigma si presenterà però mercoledì 13 gennaio quando ci sfiorerà (in termini astronomici) transitando tra le costellazioni di Orione, del Toro e dei Pesci con una luminosità pari ad una stella di 14ma magnitudine. Gli astrofili sono allertati: possono puntare i loro telescopi e aiutare a trovare una risposta precisa. Buon lavoro.
Giovanni Caprara
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31/12/2009
La Terra rischia lo scontro con un asteroide nel 2036, pronta missione russa
La Terra rischia lo scontro con un asteroide nel 2036, pronta missione russa
I russi organizzeranno un vertice internazionale per valutare se mandare una navetta. Ne è convinto il capo dell'agenzia spaziale di Mosca: il gigantesco «Apophis» rischia di causare un disastro
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| Una ricostruzione di «Apophis» (Archivio Corsera) |
MILANO - Proprio come in «Armageddon», il celebre film interpretato da Bruce Willis: la terra è minacciata da un gigantesco asteroide, che va distrutto prima del fatale impatto. A sostenerlo, secondo quanto riferisce Fox News, è il capo dell'Agenzia spaziale russa Anatoly Perminov, secondo cui la collisione tra l'asteroide e il pianeta potrebbe avvenire la domenica di Pasqua del 2036.
LA MINACCIA - La minaccia spaziale ha un nome, Apophis, dal dio dell'antico Egito Apofì, soprannominato «il distruttore». E la sua esistenza è già nota agli studiosi: nel 2004 gli astronomi avevano stimato la probabilità dell'impatto con la Terra pari a 1 a 37 poi ridotta a 1 su 45 mila. E in ottobre la Nasa l'ha persino ridotta a uno su 250 mila. Per Anatoly Perminov, però, nessuna ipotesi va scartata: neanche quella secondo cui nel 2029 l'asteroide potrebbe essere così vicino alla Terra da raggiungere una magnitudine pari a 3,3, tanto da poter essere individuato a occhio nudo. Prima di schiantarsi 7 anni dopo.
VERTICE INTERNAZIONALE - Per questo, i russi «presto organizzeranno un vertice internazionale tra le maggiori agenzie spaziali mondiale per valutare se inviare una navetta spaziale e distruggere Apophis», si legge sul sito della Fox. Proprio come nel celebre kolossal di 11 anni fa. «La vita della gente è in gioco. Noi dovremmo investire centinaia di milioni di dollari e costruire un sistema teso a prevenire l'impatto, piuttosto che sederci e attendere che ciò accadrà, uccidendo centinaia di migliaia di persone», in Europa, Africa e Asia occidentale, ha spiegato Perminov. Il mondo è avvisato.
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