02/01/2011
Un'eclissi di sole nel cielo dell'Italia Sette parti su dieci coperte dalla Luna
Un'eclissi di sole nel cielo dell'Italia Sette parti su dieci coperte dalla LunaIl massimo della visibilità a Milano. Lo spettacolo sarà doppio: martedì anche le stelle cadenti d'inverno
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15/10/2010
Scontro tra asteroidi, mistero spaziale
Scontro tra asteroidi, mistero spazialeASTRONOMI PERPLESSI. Dopo la collisione si è formata un'insolita cosa a X
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08/09/2010
Due asteroidi «sfiorano» la Terra
Due asteroidi «sfiorano» la TerraNessun pericolo di collisione con il nostro pianeta. Due oggetti di diametro tra i 15 e i 20 metri: il più vicino passa a 77 mila chilometri, l'altro a 231 mila
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30/04/2009
Scoperte le stelle che mangiano pianeti
Scoperte le stelle che mangiano pianeti
Alcuni astri «cannibalizzano» ciò che orbita loro intorno, oppure lo «consumano» poco a poco
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A forza di indagare, talvolta si trovano anche delle sorprese sgradevoli. Questo stato d’animo deve aver attanagliato alcuni cacciatori di pianeti extrasolari, verificando con i calcoli e poi trovando riscontro diretto, che alcune stelle dopo essersi formate ed aver generato, in un certo senso, con il materiale circostante dei pianeti , se li sono pure mangiati.
PIANETA «DIVORATO» - Un gruppo di astrofisici dell’Università dell’Arizona (Brian Jackson, in particolare) a parte la constatazione di un influsso reciproco sulla velocità di rotazione e di un trasferimento da orbite lontane ad orbite vicine dei pianeti medesimi, sono arrivati alla conclusione che il pianeta Corot-7b finirà presto, in termini astronomici, (circa 25 milioni di anni) per essere inghiottito dal vicino astro dal quale dista appena 0,017 unità astronomiche (1 unità equivale a 150 milioni di chilometri). Insomma c’è un’attrazione fatale che porta all’annientamento.
PIANETA «CONSUMATO» - Ma non solo. Un'altra ricerca condotta da Helmut Lammer dell’Accademia delle scienze austriaca a Graz, ha dimostrato che c’è un’altra attività non meno divoratrice effettuata dalle stelle-madri. Scrutando il pianeta extrasolare WASP-12b che compie un giro intorno all’astro in un giorno si è reso conto che il corpo planetario era notevolmente dimagrito perdendo il 25 per cento della sua massa nell’arco degli ultimi dei due miliardi di anni di vita presunta. Per fortuna è abbastanza corpulento (è 1,4 volte il nostro Giove, il più massiccio dei pianeti del nostro sistema solare) e quindi anche se l’astro gli strappa continuamente materia con la sua possente forza di gravità ha ancora un’attesa di vita non trascurabile. Insomma, il cannibalismo non c’è solo tra gli animali: si era già visto anche tra le galassie ed ora tra stella e pianeta. La natura, dunque, non fa differenze.
Giovanni Caprara
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11/04/2009
A caccia dell'origine della Luna
A caccia dell'origine della Luna
Due sonde della Nasa sulle tracce degli asteroidi THEIA. Una coppia di questi piccoli pianeti potrebbe aver formato l'oggetto cosmico che, scontratosi con la Terra, diede origine al nostro satellite naturale
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| Una sonda Stereo della Nasa |
Lo chiamano “Pianeta Theia” e la coppia delle sonde Stereo della Nasa sta puntando i suoi obiettivi per cercarlo. «E’ solo un’ipotesi - precisano Edward Belbruno e Richard Gott, teorici dell’Università americana di Princeton – ma da verificare». E’ un’interessante idea, infatti, e se fosse vera, e presto lo sapremo, completerebbe l’intrigante questione del come si è formata la Luna. Ora la spiegazione più accreditata è che sia nata come conseguenza dello scontro di un corpo della taglia di Marte schiantatosi sulla superficie terrestre sollevando un’imponente nuvola di materia poi coagulatasi formando la Luna che vediamo. Le indagini sulla sua natura, infatti, dimostrerebbero il miscuglio di materia dei due corpi. Ma da dove è arrivato l’imponente bolide cosmico che ci è caduto addosso?
L'ORIGINE DELLA CORSA CONTO LA TERRA - L’ipotesi di Belbruno e Gott è che provenga da
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| Lo schema dei luoghi dove avviene la ricerca (punti di Lagrange) |
qualcuno dei cinque punti di Lagrange nello spazio circostante la Terra, la Luna e il Sole, dove le forze di gravità creano delle zone neutre nelle quali un veicolo spaziale o un pianetino possono sostare indisturbati. Gli scienziati pensano che i piccoli corpi presenti in almeno due di questi punti (L4-L5) si siano fusi creando un pianeta più consistente analogo appunto a Marte. E poi per interferenze cosmiche avrebbe iniziato la sua corsa scontrandosi con il nostro pianeta. Ora la coppia delle sonde Stereo guarderà appunto in L4 e L5 cercando quelli che sono stati battezzati “Theiasteroid”. Se li troveranno l’ipotesi dei due studiosi sarà rafforzata. Se non sarà così dovranno inventarsi un’altra soluzione.
Giovanni Caprara
14/03/2009
Danimarca, trovato un meteorite di 4 miliardi di anni fa
Danimarca, trovato un meteorite di 4 miliardi di anni fa
I frammenti recuperati da un appassionato sull'isola di Lolland: la loro composizione è inusuale
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| Un meteorite (foto generica) |
COPENHAGEN - Alcuni frammenti del meteorite caduto nel Mar Blatico al largo di Rostock a metà gennaio
sono stati trovati ora nei pressi dell'isola Lolland, in Danimarca, da un "cacciatore amatoriale" di meteoriti. La loro composizione è inusuale e gli esperti parlano di scoperta «sensazionale». FRAMMENTI - Thomas Grau di Rostock, un cacciatore di meteoriti per hobby, sbalordisce gli specialisti danesi con il suo fiuto: in un campo sull'isola danese di Lolland ha ritrovato alcuni frammenti del meteorite caduto il 17 gennaio a largo di Rostock e che ha illuminato a giorno le coste tedesche del Baltico e parti della Scandinavia. E' stato identificato come coda di un meteorite.
RARO - Gli esperti del Museo geologico di Copenhagen hanno spiegato al quotidiano «Politiken» che si tratta di uno dei rari meteoriti a disposizione della scienza. Secondo le prime analisi su alcuni frammenti messi a disposizione da Grau, si tratta di roccia primitiva dell'universo di almeno 4,5 miliardi anni. Resti di meteorite sono stati trovati in Danimarca l'ultima volta nel 1951. Secondo il geofisico Henning Haack questo tipo di meteorite è molto raro, finora ne sono stati trovati solo dieci nel mondo. Gli esperti del Museo geologico della capitale sperano ora che anche altri appassionati di meteoriti si mettano alla ricerca di resti caduti sull'isola di Lolland e che li consegnino alle autorità, come prevede per altro la legge danese.
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19/01/2009
Un meteorite nel Mar Baltico
Un meteorite nel Mar Baltico
Sarebbe caduto in mare davanti alle coste di Rostock. Allarme tra la popolazione
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| La caduta del meteorite catturata da una telecamera di sicurezza |
FULMINE E POI IL BOATO - Poco dopo le 20 dozzine di testimoni hanno intasato le linee telefoniche di centralini di polizia, allarmati da una misteriosa scia luminosa di colore blu e verde sopra le loro teste, seguita da un enorme boato. Lo spettacolo è stato osservato in almeno tre Länder della Germania, ma anche tra Rostock, Bad Doberan e Teterow, nel Circondario di Güstrow nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Alcuni fotogrammi, ripresi da una telecamera di sicurezza, documentano la caduta del meteorite a sud della Svezia. «Ero assieme a degli amici, quando improvvisamente la stanza si è illuminata», ha detto Roger Svenssons, uno dei testimoni che hanno filmato la scena. Un esperto del "Centro tedesco di ricerche spaziali" (Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt, DLR), ha confermato che «probabilmente si è trattato di un meteorite: solo questa può essere la spiegazione del boato e dell'onda di pressione». Finora non è ancora chiaro se si sia effettivamente trattato di un meteroite. Anche la polizia sta indagando. Non sono però stati segnalati danni. Una donna di Rostock ha spiegato alla polizia di avere «avvertito un profondo boato», riferisce il portale online del settimanale Spiegel.
GLI SCIENZIATI - Una meteorologa dell'Istituto nazionale "Meteomedia", situato sull'isola baltica di Hiddensee, è invece sicura che lo strano fenomeno luminoso sia «di origine extraterrestre». «Non si è trattato con assoluta certezza di un fenomeno meteorologico, ma di qualcosa di natura astronomica», ha spiegato la studiosa, secondo la quale il corpo celeste sarebbe caduto in mare davanti alle coste di Rostock. Anche il "Centro di ricerca dei fenomeni extraterrestri" (Cenap) di Mannheim, attribuisce alla caduta di un meteorite l'apparizione luminosa nel cielo del Baltico ed il conseguente boato. Werner Walter, portavoce del "Cenap", ha spiegato che «dopo l'apparizione luminosa di questo oggetto si è percepito un boato, segno caratteristico dell'ingresso nell'atmosfera di qualcosa di origine spaziale». L'Agenzia tedesca per la sicurezza del volo ha confermato che non si è verificata nessuna caduta d'aereo ed ha precisato che, secondo le descrizioni fatte dai testimoni oculari, il fenomeno acustico-luminoso deve essere stato provocato con ogni probabilità dalla caduta di un meteorite.
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29/11/2008
Sulla Terra cadono più asteroidi di quanto si pensasse
Sulla Terra cadono più asteroidi di quanto si pensasseSUL NOSTRO PIANETA PRECIPITANO 220 MILA TONNELLATE ALL'ANNO DI MATERIA SIDERALE. Secondo scienziati canadesi un nuovo metodo di analisi costringerà a rivedere le stime per il futuro
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| Un nuovo mtodo di analisi della supefricie terrestre rivela una quantità di crateri provocati da meteoriti maggioe del previsto |
MILANO - La Terra è bersagliata da meteoriti e asteroidi molto più intensamente del previsto. La notizia non è confortante ma certo rimette in discussione altre valutazioni «più tranquille» riguardanti in particolare gli asteroidi. Premettiamo che ogni anno sulla Terra piove una grande quantità di materiale siderale valutata intorno alle 220 mila tonnellate. E’ un numero gigantesco ma che non fa paura perché si tratta perlopiù di materiale di piccole se non piccolissime dimensioni, che non crea problemi. Ma ora i conti sono contestati dai ricercatori dell’Università canadese di Alberta dopo le nuove osservazioni vicino a Whitecourt ad ovest di Edmonton (Alberta) di un cratere meteoritico di duecento chilometri di diametro. Il risultato è frutto di un analisi delle fotografie aeree esistenti compiuta con un particolare software scritto per identificare proprio gli impatti cosmici. Il programma, in parole povere, riesce a distinguere tutte le anomalie superficiali che dall’alto emergono portando a ricostruire l’esistenza di eventuali crateri nascosti e alterati dall’evoluzione del territorio.
NUOVE STIME - «Applicando la nuova tecnologia – nota Chris Herd che ne ha guidato la realizzazione – dimostreremo che gli impatti sul Pianeta sono stati ben più numerosi nel passato e di conseguenza dovremo rivedere anche le stime per il futuro». Ogni tanto il cielo è percorso da qualche meteora molto luminosa come è accaduto il 20 novembre scorso: la taglia dell’oggetto in quel caso era analoga ad una scrivania. «Le chances che oggi abbiamo di essere colpiti da un meteorite sono quasi incalcolabili», precisa Herd. Tra i nuovi mezzi da impiegare nello studio del territorio c’è un radar Lidar. Conoscere il numero di crateri esistenti è essenziale secondo lo scienziato. Finora dalle indagini compiute dal 1950 sino ad oggi, i crateri conosciuti censiti dal Geological Survey of Canada sono 160 in tutta la Terra ed il loro diametro massimo arriva a 297 chilometri. «Ad esempio – dice Herd – un asteroide con dimensioni in grado scavare un cratere di 200 chilometri come quello che abbiamo analizzato ad Whitecourt dovrebbe cadere ogni dieci anni . Ma questo è un calcolo riferito agli impatti noti per gli ultimi 10 mila anni senza contare quelli caduti in oceano dei quali non sappiamo nulla. E mari e oceani ricoprono il 70 per cento del pianeta». Dunque non resta che indagare meglio e rifare conti più precisi, sperando nella fortuna.
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