30/12/2011

La grande ambizione di Pechino. Mandare astronauta cinese sulla luna

La grande ambizione di Pechino. Mandare astronauta cinese sulla luna

Entro il 2016 passi decisivi in vista di una prossima missione. La Cina condurrà degli studi per la pianificazione preliminare di una missione

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06/11/2010

Usa: la Nasa per esplorare lo spazio progetta astronavi senza ritorno

Usa: la Nasa per esplorare lo spazio progetta astronavi senza ritorno

Il progetto 100 year Starship prevede che gli astronauti si trasformino poi in coloni. Con la Darpa studia una nave spaziale guidata da una nuovo tipo di motore per arrivare su Marte e oltre.

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16/02/2010

Installata la cupola, finestra sullo spazio

Installata la cupola, finestra sullo spazio

 

DIARIO DI BORDO VIII. Gli astronauti della Iss e la «camera con vista» sull'universo, costruita in Italia

 

 

Lo Shuttle Endeavour, il nodo del Tranquility e la «Cupola» (Epa/Nasa)

Martedì per gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale sarà il giorno dello spettacolo. Le sette finestre della cupola installata su un lato del modulo abitato Tranquillity saranno aperte per la prima volta. E l’occhio potrà liberamente spaziare per 360 gradi cogliendo il magnifico scorrere del globo azzurro e il brillare delle stelle nel cielo nero. Finora gli uomini dello spazio dovevano accontentarsi, sullo shuttle o la stazione, di finestrelle ed oblò che non accendevano di certo la fantasia. D’ora in poi sarà diverso. Quest’ultima struttura è uno straordinario suggello finale che celebra il completamento della grande architettura. Seguendo la scorsa settimana la partenza dello shuttle Endeavour a Cape Canaveral non si sentiva che parlare della cupola: era il lancio della cupola, elemento insolito e prezioso per il lavoro degli astronauti. Da qui si governa il braccio robotizzato in azione lungo la base orbitale e si controllano gli astronauti durante le passeggiate. Ma da queste finestre si effettueranno anche osservazioni scientifiche rivolte all’universo e all’ambiente terrestre.

Sito dedicato

 

OLTRE IL 2020 - Il presidente americano Obama ha scelto di sostenere la stazione spaziale «almeno», ha sottolineato, fino al 2020. Tutti si impegneranno per andare oltre, al fine di sfruttare le opportunità offerte dalla nuova scienza in condizioni di assenza di gravità. È il «quarto ambiente» (come lo chiamava il professor Luigi Gerardo Napolitano, maestro della microgravità) utile per la vita sulla Terra. Nei comunicati della Nasa si sottolinea il valore di Tranquillity e della cupola «costruiti in Italia». Ciò è motivo d’orgoglio per l’ingegneria italiana. Entrambi gli elementi sono usciti infatti dalla camera bianca di Thales Alenia Space di Torino dove hanno preso forma su richiesta dell’agenzia spaziale europea Esa che poi li forniva alla Nasa. Ma sulla base orbitale vi sono vari altri moduli italiani tanto che il 50 per cento della parte occidentale della base è frutto di una nostra tecnologia d’avanguardia da preservare per il futuro.

CARATTERISTICHE - L’installazione della cupola era iniziata con qualche apprensione perché gli astronauti non riuscivano a sbloccare due bulloni che la tenevano stretta al Nodo 3 Tranquillity. Ma riprovando con maggior forza, alla fine ci sono riusciti e la cupola aggrappata all’estremità del braccio robotico volava nello spazio vuoto mentre lentamente era portata verso la destinazione finale. La colpa era tuttavia del computer il quale era programmato per esercitare una certa forza non rivelatasi sufficiente. È bastato quindi aumentare il valore e tutto si è risolto. La struttura della cupola ha un diametro massimo di quasi tre metri (2,955 per l’esattezza) ed un’altezza di 1,5 metri. Il suo peso in orbita è di 1880 chilogrammi. Delle sette finestre di cui è dotata, la maggiore è quella circolare centrale larga 80 centimetri. I vetri di silicio fabbricati negli Stati Uniti sono a quattro strati per complessivi 70 millimetri: i due più esterni (di 10 millimetri) di spessore servono a proteggere, quello interno, dagli urti degli astronauti e quelli esterni dall’impatto di micro meteoriti o spazzatura spaziale. Naturalmente è prevista la loro sostituzione in caso di danno.  Le finestre saranno aperte quando servono, altrimenti rimarranno chiuse per precauzione. All’interno della cupola costata 25 milioni di euro possono lavorare contemporaneamente due astronauti. «Da questo punto di osservazione si effettueranno indagini della Terra» ha sottolineato Simona Di Pippo direttore dei voli umani all’ESA di Parigi.

Giovanni Caprara

 

Ancora il braccio robotico e la «Cupola» (Afp)

Due astronauti durante la fase di installazione (Afp)

Il braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale con la Cupola alla sua estremità

Il braccio sta per inserire la Cupola (Epa/Nasa)

Un braccio di robot gestisce il nodo del Tranquility e la «Cupola», che offrirà una vista spettacolare della Terra all'equipaggio della stazione spaziale (Afp/Nasa)

 

 

 


25/10/2009

Scoperto un buco sulla Luna

Scoperto un buco sulla Luna

 

L'ha individuato una sonda giapponese. Sarà la futura abitazione per gli astronauti? potrebbe scorrere in profondità per centinaia di metri creando una cavità molto stabile

 

MILANO - Hanno trovato un buco sulla Luna e lo hanno fotografato. È il primo ad essere scoperto dopo anni di ipotesi e ricerche sulle fotografie raccolte in quasi mezzo secolo di esplorazioni spaziali. A riuscirci è stata la sonda giapponese Kaguya che per due anni, e sino al giugno scorso, ha ripreso in continuazione mari e valli seleniche. Un apposito team di planetologi della Jaxa, l’agenzia spaziale nipponica, era al lavoro proprio con questo fine: trovare buchi lunari. E ci sono riusciti aprendo un interessante panorama di possibilità per quanto riguarda i piani della colonizzazione di cui si parla sempre più insistentemente.

LE IPOTESI - Il buco è stato identificato in un’area vulcanica vicino alle colline «Marius Hills» e ha un diametro di 65 metri. Junichi Haruyama, il leader del gruppo di ricercatori, ha spiegato che potrebbe scorrere in profondità per centinaia di metri creando una cavità molto stabile. Come si sia formato non è ben chiaro. Potrebbe essere stato generato in seguito a un’eruzione vulcanica nelle prime epoche della formazione del corpo celeste. Nei processi di raffreddamento della lava si generano situazioni del genere. Oppure si ipotizza che possa essere un buco che dalle profondità lunari permetteva la fuoriuscita della lava miliardi di anni fa. Comunque sia l’origine, il buco c’è ed ora si vuol capire bene le sue caratteristiche. Per questa ragione la sonda americana Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, da poco arrivata in orbita, punterà i suoi obiettivi per tracciarne con maggior dettaglio (dieci volte superiore) un identikit. Ma nel frattempo si metterà alla ricerca anche di altri possibili buchi esistenti in regioni diverse della superficie.

FUTURA RESISDENZA? - Questo interesse, oltre ad essere legato alla decifrazione della geologia lunare e alle caratteristiche del sottosuolo, mira già ad un’importante applicazione. Quella di trasformare questi buchi in residenze per gli astronauti nella colonia lunare a cui si sta pensando. Sulla Luna c’è il problema delle radiazioni dalle quali gli esploratori dovranno difendersi. Per risolvere questo problema che condiziona i futuri sviluppi dell’esplorazione ci sono tre possibilità. Una è quella di costruire unità di abitazione con materiali e sistemi in grado di schermare la pioggia di radiazioni cosmiche che costituiscono un grave pericolo alla salute umana. La seconda ipotesi è quella di ricoprire le unità di abitazione di uno strato di regolite, che è il materiale della superficie, il quale funziona da schermo. La terza è di scovare caverne lunari nelle quali abitare. In questo caso il basalto della struttura geologica lunare è efficacissimo nella protezione. Ecco perché si cercano i buchi come quello finalmente trovato. Le successive indagini ci diranno se la via delle caverne è davvero la soluzione vincente. Intanto le abbiamo trovate e questo è un punto di partenza concreto importante che materializza una possibilità in passato soltanto teorizzata.

Giovanni Caprara

corriere.it


12/03/2009

Detriti spaziali, paura sulla Iss

Detriti spaziali, paura sulla Iss

 

La Stazione spaziale internazionale evacuata per 11 minuti a scopo «precauzionale», cessato l'allarme, il rientro dei 3 astronauti: si erano rifugiati in una capsula d'emergenza

 

(Ap/Nasa)

 

 

 

WASHINGTON - Un detrito spaziale vicino alla base orbitante alla Stazione spaziale internazionale: tanto è bastato a far scattare come «misura precauzionale» la procedura di emergenza. La Stazione spaziale internazionale è stata evacuata e ai tre astronauti a bordo della Stazione è stato ordinato il trasferimento nella capsula di emergenza Soyouz (sempre pronta come "scialuppa di salvataggio"). Il tutto è durato pochi minuti, dieci in tutto, giusto il tempo, ha spiegato la Nasa, che il detrito spaziale del motore di un vecchio satellite passasse senza far danni.

DETRITO - Il detrito, frammento del motore di un satellite, era grande poco più di un centimetro, ma se avesse perforato la struttura della stazione avrebbe potuto provocare una catastrofe, ha detto il portavoce della Nasa Josh Byerly. L’emergenza è durata in tutto dieci minuti, fra le 17,35 e le 17,45 italiane. Anche il portavoce del centro di controllo russo, Valery Lyndin, ha riferito la manovra d’emergenza, confermando che i tre astronauti sono tornati al loro posto, passato il pericolo.


29/09/2008

Ecco il primo hotel dello spazio Stanze già prenotate al Galactic Suite

Ecco il primo hotel dello spazio Stanze già prenotate al Galactic Suite

 

Il viaggio costerà ben 3 milioni di euro e comprende, oltre a una stanza al 'Galactic Suite', 18 settimane su un'isola caraibica per formare e preparare il turista ad affrontare l'esperienza unica nello spazio

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Fino ad esso sono 38 le persone che hanno già prenotato una stanza al Galactic Suite, il primo hotel dello spazio, che nel 2012 aprirà le sue porte a 450 chilometri dalla Terra. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El Mundo, Xavier Claramunt, l'ideatore di questo progetto spaziale, ha svelato la nazionalità dei primi turisti. Delle 38 prenotazioni effettuate dal gennaio 2008 attraverso il sito web della società, quattro sono spagnoli, otto provengono dagli Stati Uniti, sette dagli Emirati Arabi, sei dalla Cina, cinque dalla Russia, altri cinque dall'Australia e tre dal Sud America. Il viaggio costerà ben 3 milioni di euro e comprende, oltre a una stanza al 'Galactic Suite', 18 settimane su un'isola caraibica per formare e preparare il turista ad affrontare l'esperienza unica nello spazio.

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