02/01/2012
La pubblica amministrazione ora nasconde le auto blu
La pubblica amministrazione ora nasconde le auto bluINCHIESTA Solo il 40% degli enti ha risposto al censimento della Funzione Pubblica sulle vetture a disposizione
15:59 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, atletica, afghanistan, sprechi amministrazione, tagli pubblica amministrazione, autisti, auto blu | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
16/05/2011
Cade dal balcone e muore: la fine del maratoneta che trionfò a Pechino
Cade dal balcone e muore: la fine del maratoneta che trionfò a PechinoKENYA. Samuel Wanjiru, oro nella maratona all'Olimpiade 2008: incidente mortale dopo una lite con la moglie
11:58 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: sport, atletica, oro olimpico, olimpiadi, maratona, samuel kamau wanjiru | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
02/08/2010
Atletica: Italia, staffetta d'argento. Howe quinto nel lungo
Atletica: Italia, staffetta d'argento. Howe quinto nel lungoGrande prova degli azzurri nella 4x100 agli Europei di Barcellona. Donati, Collio, Di Gregorio e Checcucci hanno conquistato il secondo posto alle spalle della Francia battendo con 38"37 il primato nazionale. Nel salto in lungo Howe chiude con 8,12
Il quartetto azzurro della staffetta 4X100 ha vinto la medaglia d'argento nella gara degli Europei di atletica. Oro alla Francia. Il quartetto dell'Italia, composta da Roberto Donati, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Maurizio Checcucci (36 anni), ha corso in 38"17, stabilendo il nuovo primato italiano della staffetta 4X100. Viene così cancellato un record vecchio di ben 27 anni: infatti il 38"37 ottenuto da Tilli-Simionato-Pavoni-Mennea risaliva ai Mondiali di Helsinki 1983.
Il quartetto dell'Ucraina ha, invece, vinto la gara della staffetta 4X100 donne. Argento alla Francia, bronzo alla Polonia.
Il polacco Piotr Malachowski ha vinto il tilo nel lancio del disco con la misura di 68,87 m. L'argento è andato al tedesco Robert Harting (68,47 m), bronzo all'ungherese Robert Fazekas (66,43 m). Il francese Mahiedine Mekhissi ha vinto la gara dei 3000 siepi correndo in 8'07"87. L'argento è andato all'altro francese Bob Tahri, il bronzo allo spagnolo Josè Luis Blanco.
La turca Alemitu Bekele, transfuga dall'Etiopia, ha vinto l'oro sui 5000 m, precedendo la connazionale Elvan Abeylegesse e la portoghese Sara Moreira. Con il tempo di 14'52"20, Bekele, 32 anni, ha costruito la sua vittoria su un'accelerazione all'ultimo giro, piegando la resistenza di Abeylesse, anche lei di origine etiope. sesto posto per l'azzurra Romagnolo.
Nel salto in lungo Andrew Howe, reduce dall'operazione al tendine d'Achille, non riesce a conquistare il podio chiudendo la serie di finale al quinto posto con un 8,12 m. Vince il tedesco Reif, secondo Gomis, terzo Tomlinson.
Nella staffetta 4x400 donne l'Italia chiude giù dal podio con il quarto tempo ma record italiano dietro alla Russia,la Gran Bretagnae la Francia. La Russia ha vinto la medaglia d'oro nella staffetta 4x400 uomini. L'argento è andato alla Gran Bretagna, il bronzo al
Belgio. L'Italia ha concluso all'ottavo e ultimo posto.
La croata Blanka Vlasic ha vinto la medaglia d'oro nel salto in alto con 2,03 metri. Argento alla svedese Emma Green (2,01), bronzo alla tedesca Ariane Friedrich (2,01).
00:16 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: sport, atletica, barcellona, europei, medagliie, medagliere, campionati eurpei | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
31/07/2010
Europei d'Atletica, gioia Incerti nella maratona: è bronzo
Europei d'Atletica, gioia Incerti nella maratona: è bronzoA Barcellona la 30enne palermitana, terza, alle spalle della Balciunaite e della Yulamanova non sta nella pelle: "Non me l'aspettavo proprio, per me questo bronzo vale oro". Niente da fare invece per la Ottey che a 50 non trova la finale nella 4x100
L'italiana Anna Carmela Incerti ha conquistato la medaglia di bronzo nella maratona femminile dei campionati europei di Barcellona. L'oro è andato alla lituana Balciunaite, l'argento alla russa Yulamanova.La Incerti, palermitana di 30 anni, porta all'Italia la quarta medaglia di questi Europei di atletica. In precedenza erano arrivati gli argenti di Alex Schwazer nella marcia 20 km e di Nicola Vizzoni nel lancio del martello e il bronzo di Daniele Meucci nei 10 mila metri.
Prima in lacrime, poi sorridente e felice: così Anna Carmela Incerti dopo la sorprendente medaglia di bronzo nella maratona degli Europei. "Non me l'aspettavo proprio, è stata una sorpresa - ha detto l'azzurra -. Il mio allenatore ci ha sempre creduto e me lo diceva, io invece speravo di arrivare nelle prime cinque. Per me questo bronzo vale oro: ci ho creduto dall'inizio alla fine e forse alla fine mi sono anche un po' accontentata".
"Speravo fosse il giorno della mia vita - ha detto ancora Incerti - e oggi è andato tutto perfetto". Molti i ringraziamenti e le dediche della maratoneta italiana, all'allenatore, al marito, al collega in azzurro Stefano Baldini (in gara domani), ma una particolare: "Ringrazio una pasticceria di Bagheria, sono davvero miei grandissimi tifosi". Lì vicino, i sostenitori di Anna Carmela venuti dalla Sicilia, ma anche dal Friuli, agitano uno striscione con la sua foto e festeggiano.
La slovena Merlene Ottey, 50 anni, non disputerà la finale della staffetta 4x100: la sua squadra ha infatti ottenuto il settimo tempo della batteria, insufficiente per qualificarsi. La campionessa un tempo giamaicana, che ha preso la nazionalità slovena nel 2002, ha vinto nella sua lunghissima carriera nove medaglie olimpiche nella velocità - nessuna d'oro - e 20 mondiali (anche indoor). La Ottey ha disputato la sua prima Olimpiade nel 1980 a Mosca; in tutto ha partecipato a sette edizioni dei Giochi.
16:37 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: sport, barcellona, spagna, europri, atletica, incerti, medaglia di bronzo, terzo posto, gioia, inaspettata, maratona | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
24/08/2009
Semenya: il suo livello di testosterone è il triplo di quello medio femminile
Semenya: il suo livello di testosterone è il triplo di quello medio femminile
Krieger, la pesista divenuta uomO: «Arbeit mi diede gli ormoni». Il capo allenatore sudafricano, Ekkart Arbeit, è un noto ex Ddr implicato in casi di doping ormonale
![]() |
| Caster Semenya sul podio con la medaglia d'oro (Ap) |
LONDRA - Il livello di testosterone (ormone tipico degli uomini adulti) riscontrato nelle prime analisi sui campioni biologici di Caster Semenya sarebbe di tre volte maggiore di quello medio delle donne. Lo riporta il quotidiano britannico Telegraph, citando fonti vicine alle indagini che la Federazione internazionale dell'atletica leggera ha avviato dopo le insistenti voci sorte dopo la medaglia d'oro vinta dall'atleta sudafricana ai mondiali di Berlino negli 800 metri. Cioè che Caster Semenya non è una donna, ma un uomo o almeno un ermafrodito.
ARBEIT - Il capo allenatore della squadra sudafricana di atletica leggera è il tedesco Ekkart Arbeit, ex Ddr già accusato di essere implicato nel doping di Stato della Germania Est negli anni Ottanta. Arbeit è stato citato dal principale imputato nell'indagine parlamentare tedesca sul doping, il professor Werner Franke. Inoltre Heidi Krieger, campionessa europea di lancio del peso nel 1986 divenuta poi uomo nel 1997 con un'operazione di cambio di sesso, ha dichiarato che fu proprio Arbeit a darle dosi tali di ormoni maschili da farle «uccidere» la sua femminilità e trasformarla in uomo. Arbeit si è sempre difeso affermando che, dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la dissoluzione della Ddr, non è stato più coinvolto in casi di doping. Nel 2003 il capo della federazione atletica britannica David Moorcroft dichiarò alla Bbc che non avrebbe mai accettato di farsi allenare da Arbeit come la campionessa olimpica di Sydney 2000 Denise Lewis, che intendeva difendere il proprio titolo ad Atene 2004. La decisione venne criticata anche dal fuoriclasse americano Michael Johnson, campione olimpico e detentore dei record del mondo dei 200 metri (prima di Usain Bolt) e dei 400. Ekkart, come citato dal sito della Federatletica italiana (Fidal), ha allenato anche Alessandro Andrei, campione olimpico nel 1984 del lancio del peso e detentore del record mondiale con 22,91 m.
17:17 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: sport, atletica, caso, doping, semenya, analisi, tstosterone, atletica leggera | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
21/08/2009
Bolt da leggenda, record anche nei 200
Bolt da leggenda, record anche nei 200
Mondiali di atletica. Lo sprinter giamaicano vince con 19"19, tempo che ritocca di 11 centesimi il suo limite come aveva fatto nei 100. Straordinaria doppietta-primato come a Pechino
| Usain Bolt durante la finale dei 200 m (Ap) |
BERLINO - L'uomo più veloce della storia corre da solo, nella leggenda. Stabilisce limiti per poi infrangerli. Batte l'unico avversario in grado di tenergli testa: se stesso. Usain Bolt scrive un altro capitolo della sua carriera già mitica. Lo scenario è la pista di Berlino, la gara è la finale dei 200 metri. L'oro è appeso al collo del giamaicano già prima della partenza: gli avversari non esistono. Ma ci si aspetta un'altra impresa, dopo lo strepitoso record nei 100 metri (9"58). Prima dello sparo Bolt offre il suo show, come da copione. Ma dai primi passi dopo lo scatto dai blocchi si capisce che potrebbe essere un'altra serata indimenticabile. Gli altri scivolano indietro già ai sessanta metri, Bolt spinge sulle lunghe leve, fende l'aria sfavorevole (vento contrario di 0,3 metri al secondo) e taglia il traguardo in perfetta solitudine. Il tempo del cronometro è accompagnato da un boato: 19"20. No, ancora meglio: la successiva correzione indica 19"19. È il suo nuovo record del mondo. È un altro muro che viene giù.
DOPPIETTA - Per il giamaicano una doppietta sensazionale, come a Pechino: oro e record mondiale nei 100, oro e record mondiale nei 200 (alle Olimpiadi corse in 19''30). Ma per Usain «il marziano» appare quasi una formalità: «Ho solo fatto quello per cui ero venuto qui a Berlino. Mi riesce tutto? Sì, mi sento davvero bene». Assieme a lui salgono sul podio il panamense Alonso Edward (secondo posto in 19"81 e medaglia d'argento) e lo statunitense Wallace Spearmon (terzo posto in 19"85 e bronzo): per loro, il privilegio di essere immortalati in un'istantanea che finirà di diritto nel Grande Album dell'Atletica.
20/08/2009
Berlino, Semenya oro negli 800 E la Cusma: «Per me non è una donna»
Berlino, Semenya oro negli 800 E la Cusma: «Per me non è una donna»
AI MONDIALI DI ATLETICA. L'AZZURA: «LA SUDAFRICANA? PER ME NON E' UNA DONNA». Controlli della Iaaf su sesso della sudafricana dai tratti maschili. Nella finale l'azzurra solo sesta
BERLINO - Un oro che non placa le polemiche. È quello conquistato nella finale degli 800 donne dalla sudafricana Caster Semenya, atleta dal fisico mascolino e sul cui sesso la Iaaf nutre più di un sospetto, tanto da averla sottoposta a dei controlli. La 18enne ha stravinto correndo in 1'55"45. Argento alla keniota Janet Jepkosgei Busienei con 1'57"90, bronzo alla britannica Jennifer Meadows con 1'57"93. Niente da fare per Elisa Cusma, solo sesta con il tempo di 1'58"81. Proprio l'azzurra è entrata nel vivo delle polemiche (e del mistero) sulla sessualità della Semenya, diventate un vero e proprio caso, alla luce soprattutto del fatto che la Iaaf, pur avendo eseguito sulla sudafricana controlli il cui esito non è stato reso noto prima della finale, le ha comunque dato l'ok per correre per la medaglia. «Io quella che ha vinto, la sudafricana Semenya, nemmeno la considero, per me non è una donna, e mi dispiace anche per le altre» ha detto la Cusma al termine della finale. «Test della femminilità? - chiede l'atleta azzurra - Era già successo con la Jelimo, ma intanto a questa gente fanno vincere medaglie. È inutile giocare con queste cose, e non è giusto».
CUSMA SOLO SESTA - Il sesto posto di Elisa Cusma delude. Sin dall'inizio della gara l'azzurra è rimasta dietro e non è più riuscita a rientrare nel gruppetto delle migliori, regolate dalla Semenya. «Ci speravo nel podio» ha ammesso a fine gara senza nascondere l'amaro in bocca. «Peccato - ha proseguito l'atleta bolognese -. Sono comunque soddisfatta di aver centrato la finale. In fondo sono la sesta al mondo e ho fatto il mio personale stagionale con 1'58"81. Di certo - ha concluso - ci riproverò, perché sono una che non si accontenta».
CONTROLLI SUL SESSO - Quanto al caso Semenya, il portavoce della Federazione internazionale, Nick Davies, riferendosi ai controlli sul sesso, aveva spiegato nel pomeriggio che «si tratta di un test estremamente difficile e complesso. Non possiamo avere subito i risultati. Al momento siamo in una situazione tale da non avere prove sufficienti per non consentirle di correre» aveva precisato. La Semenya, sia per la muscolatura che per il viso, mostra caratteristiche maschili e qualche dubbio era sorto già quando quest'anno aveva migliorato il suo personale di ben sette secondi, facendo segnare la miglior prestazione mondiale stagionale con 1'56"72. «Capiamo che la gente possa farsi delle domande perché sembra un uomo, la curiosità è umana» ammette il suo allenatore, Semè, che ha anche raccontato di come una volta, mentre si trovavano in una stazione di servizio a Città del Capo, l'atleta venne fermata da un impiegato del posto quando si stava dirigendo verso la toilette riservata alle donne. «Forse vuoi che ti mostri il mio sesso?» fu allora la replica della Semenya. «Posso darvi il telefono delle sue compagne di stanza a Berlino - ha aggiunto Semè -. L'hanno vista sotto la doccia e non ha niente da nascondere». Lineamenti, voce, fattezze e muscolatura dell'atleta sudafrica sono in effetti da uomo. D'altra parte la federazione sudafricana ha fatto sapere che non avrebbe mai mandato al Mondiale un’atleta senza essere sicura del sesso. Anzi, il responsabile per i rapporti con la stampa Ethel Manyaka ha ricordato ai giornalisti che a Berlino esistono altri casi di sesso sospetto, come per la mozambicana Maria Mutola, la kenyana Pamela Jelimo, la tedesca Ariane Friedrich e altre russe e ucraine. Bah, ad ognuno il suo giudizio.
00:51 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: atletica, mondiali, berlino, germania, controlli, sesso, sudafrica, semenya, iaff, mascolinitàperplessità, parere | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
17/08/2009
Bolt, oro e nuovo record a Berlino
Bolt, oro e nuovo record a Berlino
Mondiali di atletica. Il giamaicano ha corso in 9"58. Ha preceduto lo statunitense Gay e il connazionale Asafa Powell
BERLINO - Usain Bolt si conferma l'uomo più veloce del pianeta: il giamaicano ha dominato la finale dei 100 metri ai Mondiali di atletica di Berlino, infilando un nuovo, pazzesco, record del mondo. L'olimpionico ha abbassato il suo stesso primato di ben 11 centesimi, portandolo dal 9"69 di Pechino al 9"58 di Berlino. Nettamente distanziati tutti gli altri rivali, primi fra tutti lo statunitense Tyson Gay, che pure ha fatto segnare uno straordinario 9"71 (nuovo record Usa), e l'altro giamaicano Asafa Powell, bronzo in 9"84.
«QUI SOLO PER UNA MEDAGLIA» - La nuova impresa messa a segno a Berlino sembra avere un’importanza relativa per Bolt. «Non sono venuto qui per fare il record del mondo, sono venuto per vincere una medaglia. È stata una gara fatta bene e sono felice per questo. Volevo gareggiare e mi volevo divertire ed è andata proprio così. Pronto per le altre due medaglie (200 e 4x100)? Sicuramente», ha detto il giamaicano alla Rai.
| Olga Kaniskina (Reuters) |
MARCIA DONNE - Nella 20 km di marcia la regina resta Olga Kaniskina. Oro ai Mondiali di Osaka e ai Giochi di Pechino, la russa ha ottenuto il titolo iridato anche a Berlino dove ha conquistato il gradino più alto del podio chiudendo in 1h28'10". Alle sue spalle l'irlandese Olive Loughnane, argento, e la cinese Hong Liu, bronzo. L'azzurra Elisa Rigaudo, terza lo scorso anno a Pechino, si è dovuta accontentare del nono posto.
AZZURRE - Per quanto riguarda gli altri azzurri in gara, Elisa Cusma Piccione ha passato il primo turno delle batterie nella gara dei 800 metri femminili. L'azzurra è arrivata prima nella propria batteria, con un tempo di 2'02"32 e si è qualificata per le semifinali. Fuori invece Daniela Reina che si è classificata quinta. Per quel che riguarda il lancio del peso Chiara Rosa non ha superato le qualificazioni chiudendo ottava nel gruppo A (17.89).
29/04/2009
Il campione e l'epilessia: corro senza nascondermi
Il campione e l'epilessia: corro senza nascondermi
La campagna Dal pacemaker alla radiochirurgia: le nuove cure. Antibo: le scariche durano un minuto, non ricordo niente
ROMA — «Ho battuto gli etiopi. Ho battuto gli africani. E dovrei smettere di correre per colpa di un piccolo male? Mai, non smetterò mai», giura Salvatore Antibo, al telefono da Altofonte, in provincia di Palermo, il suo paese, in sottofondo i rumori di una casa animata dalle voci di moglie e figli. Ha 47 anni, «un pensionato», aggiunge amaramente. Ne sono passati 17 anni da quando abbandonò le piste colpito da un attacco. Mondiali di Tokyo, finale dei cinque mila metri. Lui grande favorito, l'oro virtualmente al collo. Si era allenato con tenacia. Comincia bene. All'improvviso rallenta, sembra perdersi, scivola ultimo. Ed è la fine davvero. Epilessia.
![]() |
| Antibo (al centro) esulta insieme ad Alberto Cova agli Europei del 1986, bronzo nei 10.000 metri (Olycom) |
Annunciata nei mesi precedenti da passeggere fasi di assenza. Ma nessuno capiva o voleva ammettere che si trattasse di qualcosa di grave. Soffre maledettamente nel ricordare quel giorno il grande Totò: «E sa come mai ne parlo con lei, perché accetto di pugnalarmi ancora, cara signora, io che neanche pagato, dopo quello che mi è successo, accenderei la tivù durante i Mondiali? Per tutti quei bambini che vivono chiusi in casa. I genitori si vergognano o hanno paura delle convulsioni. E invece no, supplico le famiglie, lasciateli uscire, liberateli. Devono fare come me. Eccomi, sono Antibo, ho l'epilessia, l'epilessia canaglia, e non mi nascondo. Ogni domenica vado in chiesa. Sono affezionato al Signore. Non prego per me. Prego per loro». Tre volte a settimana l'ex argento olimpico più veloce e resistente di un etiope degli altopiani «corricchia» per le strade del paese. Un accompagnatore lo protegge dalle crisi che gli fanno dimenticare sé stesso. Quaranta minuti, non di più, sette chilometri. Meno di una passeggiata per lui che ne macinava 180 a settimana: «La corsa è la mia vita, non la lascerei neppure se rischiassi di morire. Mi hanno tolto tutto, lavoro, indipendenza, patente. Ma lei no. Non lei. E pensare che neanche mi piaceva a me l'atletica. Giocavo a calcio, alle elementari. Gaspare Polizzi, l'insegnante di educazione fisica al liceo e poi mio allenatore, quasi mi costrinse. "Dai Totò andiamo a fare un provino". Poi mi raccontò che ad occhi chiusi mi aveva già immaginato campione del mondo».
Antibo oggi prende qualcosa come 1.200 grammi di farmaci al giorno, mattina e sera. È seguito a Roma dal professor Oriano Mecarelli, università La Sapienza. La terapia ha stroncato le crisi. Da 15 al giorno si sono ridotte a circa 4 al mese: «Magari mi arriva una scarica da tre, quattro. Mica so cosa succede in quei momenti. Durano un minuto ciascuna. Mia moglie mi racconta che muovo labbra, mani e occhi in modo strano, tremo e sono tutto scombussolato. Per fortuna non cado per terra. E non mi viene la bava alla bocca. Poi per tre settimane sto in pace». Antibo è il testimonial della Giornata nazionale dell'epilessia che verrà celebrata il 3 maggio. Parteciperà anche a tre gare, Roma, Bari e Trieste, in nome dei circa 500 mila malati italiani rappresentati dalla Lice, la Lega italiana presieduta da Ettore Beghi. Oggi le cure sono più efficaci, la chirurgia con impianto di pacemaker al cervello o di stimolatori per ripristinare l'elettricità cerebrale con l'impianto di un elettrodo è un'alternativa consolidata per i pazienti refrattari ai farmaci, un terzo circa dei casi. Sono in sperimentazione soluzioni promettenti, ad esempio la radiochirurgia, secondo un recente articolo pubblicato su Lancet Neurology a firma di Leo Romanelli, istituto Neuromed. Ma il piccolo male, di origine neurologica, causato da una sorta di corto circuito, è ancora oscurato da pregiudizi e falsa percezione. Per il 40% degli italiani intervistati da Doxa è un problema psichiatrico.
Margherita De Bac
11:47 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: sport, atletica, antibo, epilessia, malattia, ritiro, attività agonistica, agonismo, vincitore, mondiale | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook









