06/04/2012

Gratta e sosta, truffa dei parcheggiatori Atm

Gratta e sosta, truffa dei parcheggiatori Atm

L'inchiesta. Dipendenti di cooperative che hanno l'appalto dall'azienda dei trasporti. Filmati dai vigili durante i raggiri. Tagliandi «taroccati» venduti come validi. Decine le denunce, due indagati

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29/07/2011

Pisapia revoca il cda di Atm «Segnale contro sprechi e privilegi»

Pisapia revoca il cda di Atm «Segnale contro sprechi e privilegi»

Nelle scorse settimane era stato già azzerato il cda di Milano Ristorazione. Il sindaco: scelta strategica, maggiore attenzione al servizio. Biglietto a 1,50 euro, abbonamenti invariati

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22/07/2011

Trasporti: un'altra giornata calda

Trasporti: un'altra giornata calda

Mezzi pubblici. Oggi fermi bus e metro nelle principali città. Sei ore di servizio garantito. Treni fermi fino alle 21 di questa sera

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18/06/2009

Ricorso immigrato contro Atm respinto dal giudice del lavoro

Ricorso immigrato contro Atm respinto dal giudice del lavoro

 

Soddisfatta L'azienda dei trasporti: «tutto come previsto». La motivazione: «Ci dispiace, ma non ha presentato la domanda». Il legale: «Ora la presenteremo»

 

Moha­med Hailowa, 18 anni, elettricista
Moha­med Hailowa, 18 anni, elettricista

MILANO - Il giudice del Tribunale del lavoro di Milano, Maria Gabriella Mennuni, ha respinto il ricorso presentato da Mohamed Hailowa, marocchino di 18 anni, contro l'Atm (Azienda di trasporti milanesi), nel quale lamentava di non potere essere assunto in base a un decreto regio del 1931 che prevede la cittadinanza italiana o europea per lavorare nelle concessionarie del trasporto pubblico. La motivazione: il ragazzo non ha mai presentato la domanda di assunzione.

ATM SODDIFATTA, L'AVVOCATO RECLAMA - L'Atm esprime «soddisfazione» per l'ordinanza del giudice. «Siamo soddisfatti del risultato - spiega l'azienda in una nota -. Come ampiamente previsto è stato rigettato il ricorso». «A questo punto presentiamo la domanda di assunzione, e vediamo che succede», annuncia invece il legale di Hailowa, l'avvocato Alberto Guariso. Il legale ha aggiunto che lunedì presenterà reclamo contro la decisione del giudice che «contrasta con alcune sentenza della Corte di giustizia europea». «Una volta che l’Atm dichiara in giudizio che non vuole nè può assumerlo - ha chiarito l’avvocato - il giudice deve decidere nel merito, non può tirarsi indietro come ha fatto».

«NON HA FATTO DOMANDA» - Nelle motivazioni dell'ordinanza il giudice spiega che manca l'interesse ad agire da parte del giovane marocchino «difettando il requisito della concretezza che sarebbe stato raggiunto attraverso la presentazione alla convenuta (l'Atm, ndr) della domanda di assunzione». Il giovane, infatti, che voleva lavorare nell'azienda come operaio elettricista, non ha mai presentato la domanda, ma ha letto sul sito dell'azienda il bando di concorso vedendo che potevano essere assunti solo cittadini italiani o europei. Per questo ha deciso di presentare il ricorso. Il giudice nelle motivazioni però chiarisce che «il contenuto di un bando di concorso non sembra rappresentare un serio ostacolo alla semplice presentazione di una domanda di ammissione».

IL REGIO DECRETO - I legali del giovane (regolare in Italia), gli avvocati Alberto Guariso e Lidio Neri, avevano chiesto al giudice nel loro ricorso di dichiarare implicitamente abrogata la norma del regio decreto e quindi di far rimuovere il requisito di cittadinanza e, in subordine, di sollevare la questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta. Avevano parlato anche di «comportamento discriminatorio» da parte dell'azienda. Il giudice, nelle motivazioni dell'ordinanza, spiega che «solo una volta che sia stata presentata la domanda di partecipazione o ammissione diventa possibile per il giudice l'esame di quell'atto amministrativo presupposto di cui si deduce l'effetto discriminatorio». Nulla esclude infatti che, secondo il giudice, «il ricorrente possa avere accesso ad altro posto di lavoro e non avere più interesse a coltivare l'intenzione di lavorare» per l'azienda. Dunque, a parere del giudice, «sembra abnorme ordinare alla convenuta così come richiesto di accettare e valutare una domanda del ricorrente non ancora presentata», ricorrente che «si è limitato a sottoporre al giudice un astratto quesito giuridico».

LA DISCRIMINAZIONE: «VA APPROFONDITA» - Secondo il magistrato, tuttavia, «la questione per i suoi risvolti giuridici e sociali» merita «certamente un maggiore approfondimento nel merito», ma in questo caso «con profondo rincrescimento, deve fermarsi all'accertamento negativo della sussistenza delle condizioni» per il ricorso.


09/06/2009

Atm, no all'assunzione di immigrati «C'è pericolo di attentati sulla metro»

Atm, no all'assunzione di immigrati «C'è pericolo di attentati sulla metro»

 

Elio Catania aveva definito il regio decreto del '31 «superato e antistorico». L'azienda si oppone al ricorso di un elettricista marocchino: «No discriminazione, ma rischi sicurezza: magrebini progettarono attacchi nel 2006»

 

Un autista della metro (Fotogramma)
Un autista della metro (Fotogramma)

MILANO - L'Atm si difende: nessuna discriminazione verso gli extracomunitari, ma una comprensibile limitazione per motivi di sicurezza. Questo in sintesi, come riferisce l'agenzia Omnimilano, il contenuto della memoria stilata dai legali dell'azienda, gli avvocati Alberto Rho e Claudia Muro, in vista dell'udienza di mercoledì davanti al Tribunale del lavoro. Si discute del ricorso presentato da un marocchino 18enne, elettricista diplomato, che vorrebbe presentare il proprio curriculum all'azienda ma sa che è inutile perché il Regio decreto 148 del 1931, articolo 10, limita le assunzioni a chi ha la cittadinanza italiana o di altro paese dell'Unione europea. Un decreto contro il quale a fine marzo si era espresso con chiarezza lo stesso presidente e ad di Atm, Elio Catania: «Potrebbe valer la pena di rivederlo, visto che ha più di settant'anni. È superato, antistorico e totalmente inadatto a gestire aziende moderne orientate all'efficienza per erogare servizi ai cittadini».

«RISCHIO ATTENTATI» - Marcia indietro, invece, nella corposa memoria stilata dai legali di Atm, che argomentano: «Non v'è chi non veda che il servizio di pubblico trasporto involga delicati aspetti di sicurezza pubblica, ed è particolarmente esposto, ad esempio, a rischi di attentati. E' proprio di questi giorni (del 5 giugno 2009) la notizia, apparsa sulle maggiori testate giornalistiche, che cinque terroristi maghrebini avrebbero organizzato un attentato nella metropolitana milanese che avrebbe dovuto realizzarsi prima delle elezioni del 2006». Secondo loro, «si può comprendere, dunque, se il Legislatore italiano ha ritenuto di limitare l'accesso all'impiego nel settore dettando determinati requisiti, tra i quali quello della cittadinanza, ritenendo - forse - che il legame personale del cittadino allo Stato dia maggiori garanzie in relazione alla sicurezza e incolumità pubblica».

LE ASSOCIAZIONI - Il giovane marocchino, nel suo ricorso, chiede che venga dichiarato il carattere discriminatorio del comportamento della società e che venga ordinato all'Atm di esaminare le domande di assunzione presentate da extracomunitari legalmente residenti in Italia. Accanto all'operaio si sono schierate l'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) e Avvocati per niente onlus (Apn), che parlano di «comportamento illegittimo e discriminatorio ai sensi del Testo unico sull'immigrazione». I legali di Atm ribattono che l'azienda non ha negato l’assunzione al lavoratore, il quale non ha mai neanche presentato la domanda, e chiedono quindi al giudice di rigettare tutte le richieste e di imporre la pubblicazione della notizia di smentita del carattere discriminatorio del comportamento di Atm.

SPATARO: NESSUN RISCHIO NEL 2006 - Il procuratore aggiunto Armando Spataro, interpellato da Omnimilano, commenta: «Non intendo entrare nel merito delle argomentazioni oggetto della controversia, anche se personalmente trovo discriminatorio che una legge neghi possibilità di lavoro a chicchessia solo in ragione della sua cittadinanza, ma intendo comunque ricordare che la metropolitana milanese non ha corso alcun rischio nel 2006 poiché, più che un piano per un attentato, l'inchiesta della Procura di Milano ha posto in luce solo l'esistenza di un vago progetto, mai entrato neppure nella fase preparatoria».

ATM: FAVOREVOLI A REVISIONE COSTRUTTIVA - Atm in una nota precisa che la sua posizione «rimane sempre la stessa: disponibili ad una revisione costruttiva del Regio Decreto che possa aprire il mercato del lavoro anche a soggetti extracomunitari per dare la possibilità, ad esempio, ad un cittadino giapponese di lavorare in un Atm Point per dare supporto madrelingua agli ospiti nel periodo dell'Expo. Atm ribadisce il pieno e totale rispetto di tutte le leggi vigenti. Il ricorso e l'anticipazione sono solo strumentalizzazioni ad uso mediatico che producono pericolose distorsioni della realtà». A proposito della memoria preparata dai legali, Atm precisa: «E' un documento tecnico che ha come obiettivo quello di dimostrare l'azione temeraria contro l'azienda, rea secondo l'accusa di non aver assunto una persona senza che questa ne abbia mai fatto domanda. La memoria contiene alcuni riferimenti alla sicurezza del servizio di trasporto e cita esempi giurisprudenziali (...). Non a caso il Regio Decreto prevede che i dipendenti possano svolgere funzioni di pubblico ufficiale, strettamente legate alla cittadinanza. È il caso limite degli operatori delle sale operative delle metropolitane, chiamati a funzioni delicatissime e in siti ad alto rischio terrorismo, per i quali Atm applica criteri di selezione e controllo severissimi. A supporto della citazione giurisprudenziale, la memoria legale ha richiamato alcuni articoli di quotidiani nei quali si faceva riferimento alle metropolitane come obiettivi di attacchi».