23/01/2011
Marcegaglia: «Da sei mesi a questa parte l'azione del governo non è sufficiente»
Marcegaglia: «Da sei mesi a questa parte l'azione del governo non è sufficiente»La presidente di Confindustria: «TREMONTI PREMIER? OK SE VOTO DA PARLAMENTO E ELETTORI». «Occorre verificare se questo governo è in grado di fare le riforme, altrimenti bisogna fare altre scelte»
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10/09/2010
Leone attacca addestratore a Las Vegas: le immagini-choc
Leone attacca addestratore a Las Vegas: le immagini-chocLAS VEGAS - L'esibizione permanente di leoni dentro l’hotel MGM stava per finire in tragedia: all’improvviso un leone si avventa sul proprio istruttore che alla fine riesce a scappare. Un momento di terrore ripreso da due coniugi in viaggio di nozze.
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28/10/2009
L'Anm replica al premier, che in tv ha parlato di "pm comunisti"
L'Anm replica al premier, che in tv ha parlato di "pm comunisti"
«I tribunali non sono sezioni di partito»,«Nessun ufficio giudiziario merita ridicole definizioni». E sul pd diventato pci bersani chiosa: «diceva che eravamo comunisti già prima»
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| Un momento della trasmissione di Ballarò di martedì scorso (Ansa) |
MILANO - «Ogni occasione sembra buona per denigrare l'ordine giudiziario e descrivere i palazzi di giustizia come sezioni di partito, frequentate da magistrati militanti. Nessun ufficio giudiziario merita queste infondate e ridicole definizioni, tanto meno quello di Milano». È duro il commento dell'Associazione nazionale dei magistrati che in una nota replica indirettamente alle accuse mosse alle toghe di Milano dal premier Silvio Berlusconi.
ROBLEDO - «Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino». Così il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, titolare in passato di inchieste che riguardavano proprio Berlusconi, risponde alle affermazioni pronunciate dal premier, che aveva accusato la magistratura di avere al suo interno dei pm comunisti. «Definire comunisti i colleghi delle procure che lavorano seriamente è inammissibile: il lavoro dei magistrati del pubblico ministero, per altro, trova poi conferma nelle pronunce dei giudici. E, allora, o siamo tutti comunisti o non possono esserlo solamente le procure» gli fa eco dalla Sicilia il procuratore capo della Repubblica di Siracusa Ugo Rossi.
IDV - Ma sulle accuse ai pm ci sono interventi anche di natura più strettamente politica. «Silvio Berlusconi anche ieri sera a Ballarò ha rasentato il ridicolo accusando i giudici di Milano di essere comunisti. Come ricorda qualche quotidiano il giudice Lapertosa, che martedì ha condannato Mills, è lo stesso giudice comunista che lo aveva assolto in appello nel processo Sme» ha detto invece il presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario. «Come mai allora Berlusconi ha dimenticato di ricordare di essere stato assolto da un giudice comunista? La verità è che il premier ha l'ossessione dei giudici e della magistratura e vede complotti ovunque. Oppure ha paura di essere giudicato. Vada in tribunale - conclude Belisario - e vedrà che i magistrati non hanno colore politico, ma si limitano semplicemente ad applicare la legge».
BERSANI - Non si sono fatte attendere le repliche anche da parte del Pd sul fatto che il Partito democratico sia diventato un nuovo Pci. «Noi il nuovo Pci? Ma diceva che eravamo comunisti già prima che diventassi segretario io, lo diceva con Veltroni, con Franceschini... Ce lo fornisca il premier il segretario buono...» replica il neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani . Poi più seriamente spiega: «Tre milioni di persone non sono un dettaglio, c'è stata una spinta enorme da tanta gente normale che si è riavvicinata al Pd e di tanta gente nuova che arriva. Questo ci fa sentire la responsabilità di essere coerenti con quel messaggio di fiducia, saremo un partito nuovo, unitario, fatto nella chiarezza e nella semplicità. Gli elettori delle primarie ci hanno dato un messaggio chiaro».
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Berlusconi a Ballarò: «L'opposizione in Italia sono i giudici comunisti »
Berlusconi a Ballarò: «L'opposizione in Italia sono i giudici comunisti »
SUL CASO MARRAZZO: «HO LASCIATO A LUI LA LIBERTA' DI DENUNCIARE». Telefonata nel programma di Rai3: «La tv pubblica fa processi al premier senza contraddittorio»
MILANO - In un intervento telefonico in tarda serata a «Ballarò» il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare i giudici (nel giorno della sentenza Mills) e la tv pubblica. E ha poi parlato anche della sua telefonata a Marrazzo a proposito del video che lo riguardava.
MONOLOGO - L'intervento di Berlusconi è all'inizio un lungo monologo che il conduttore, Floris, non riesce a interrompere. La trasmissione, che vedeva da una parte Rosi Bindi e Pier Ferdinando Casini, dall'altra i ministri La Russa e Alfano, è quasi al termine e prima ha toccato temi di attualità, in particolare il taglio dell'Irap e la crisi. All'inizio ha fatto riferimento in un servizio alla trasferta russa di Berlusconi e alla nevicata che lo aveva fatto ritardare. Nevicata che su San Pietroburgo non c'era stata ma in realtà il premier, ha spiegato La Russa, era stato bloccato dalla nebbia in un a località a 400 chilometri da San Pietroburgo. In ogni caso l'affondo iniziale di Berlusconi è sui giudici: «L'anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, ma sono i pm e i giudici comunisti di Milano che da quando Berlusconi è sceso in politica lo hanno aggredito in tutti i modi. I pm sono la vera opposizione nel nostro Paese». Poi accusa Floris per i contenuti del programma e ripete l'attacco già fatto altre volte alla tv pubblica: «Lei fa dei processi pubblici nei miei confronti e senza contraddittorio nella tv pagata da tutti i cittadini. Ho assistito agli interventi degli esponenti della sinistra, ho assistito al festival delle falsità e della calunnia. La tv pubblica italiana ha una prevalenza assoluta di giornalisti di sinistra e di programmi di sinistra e attacca il governo». Una situazione «unica in tutto il mondo occidentale». Poi ancora: «L'ultimo sondaggio che ho qui davanti a me dice che il governo è al 54%, il presidente del Consiglio è al 68% e il Pd, che è tornato Pci con l'elezione di Bersani, è al 25%».
LE DOMANDE E LA BATTUTA - Dopo lo sfogo Floris riesce ad avviare una sorta di «contraddittorio» e i toni si calmano un po'. Berlusconi risponde ad alcune domande, in particolare sulla questione-Tremonti («Abbiamo chiarito ogni equivoco con alcuni esponenti del governo e si prosegue con la politica di rigore»), sulla riduzione dell'Irap («Si farà entro i tempi possibili e questo dipende da come si evolverà la crisi») e a una di Concita De Gregorio, direttore de l'Unità, sul caso Marrazzo. «Mia figlia - dice Berlusconi - mi ha detto del video di Marrazzo come parla una figlia al padre. Mondadori l'aveva già rifiutato perché Mondadori non è né Repubblica né l'Espresso. Ho chiamato Marrazzo gli ho dato il numero di telefono dell'agenzia lasciando a lui la libertà di denunciare o meno quello che era successo». In chiusura una battuta con Floris. «Presidente, come va con la scarlattina?» gli domanda il conduttore. «Se viene a casa mia sono felice di attaccargliela» replica il premier.
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28/05/2009
«Non ho mai avuto rapporti piccanti con Noemi. Lo giuro sui miei figli»
«Non ho mai avuto rapporti piccanti con Noemi. Lo giuro sui miei figli»
Il premier: «altrimenti mi sarei dimesso un minuto dopo». Berlusconi e il caso della diciottenne di Portici: «Ho da subito risposto alla domanda. E ho detto no»
| Il premier Silvio Berlusconi (Ansa) |
ROMA - E ora il presidente del Consiglio smentisce le ricostruzioni della stampa. «Io non ho mai più detto niente di niente. Ho risposto da subito alla sola domanda se avessi mai avuto rapporti piccanti. E ho risposto: assolutamente no. Ci ho messo anche il carico del giuramento sui miei figli. Non ho mai più detto assolutamente niente. E invece guardate che cosa tocca leggere su certi giornali...».
INCALZATO DALLA STAMPA - Il premier Silvio Berlusconi, davanti alle telecamere ammesse a palazzo Chigi alla firma di un protocollo per l’Abruzzo, commenta sorridente l’incalzare della stampa sulla "vicenda Noemi". «C’è qualcuno che ha domande da farmi?» è stata la domanda retorica usata dal Premier per introdurre la sua dichiarazione in cui ha poi smentito ogni «rapporto piccante» con Noemi. Il Cavaliere ha tra l'altro chiarito che nel caso in cui fosse accaduta una cosa del genere si sarebbe dimesso «immediatamente».
NUCLEI DI VELINE - Successivamente il premier durante l'assemblea nazionale di Confesercenti ha ironizzato anche sulle accuse della stampa straniera (in particolare il Financial Times): «Mussolini aveva nuclei di camicie nere mentre io, secondo i giornali che sono sotto il tappeto della sinistra, ho nuclei di veline...almeno è un po' meglio».
FRANCESCHINI - Intanto il leader del Pd Dario Franceschini ha ribadito di non avercela con i figli di Berlusconi. «Vorrei dire che mi dispiace davvero se i figli del presidente del Consiglio si sono sentiti offesi. Loro non c'entrano» ha detto Franceschini spiegando che ieri «non ho mai parlato dei figli di Berlusconi, non lo farei mai perchè è lontano mille miglia dal mio modo di fare politica l'idea di coinvolgerli nello scontro politico». «Io - ha sottolineato il leader Pd - ho parlato dei nostri figli e dei valori che un uomo pubblico, con i suoi comportamenti e le sua parole, trasmette alle giovani generazioni».
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27/05/2009
Franceschini: «Fareste educare i figli da Berlusconi?». L'ira della famiglia
Franceschini: «Fareste educare i figli da Berlusconi?». L'ira della famiglia
Il Pdl va all'attacco. Il Pd replica. Pier Silvio: «Ma come si permette?». Marina: «Dovrebbe vergognarsi». Luigi: «Orgoglioso dei valori familiari»
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| Franceschini (Lapresse) |
ROMA - Prima l'intervento di Franceschini: «Fareste educare i vostri figli a un uomo come Silvio Berlusconi?». Poi la replica dei figli del premier:
«Ma Franceschini come si permette? Forse sbaglio a prendere sul serio una battuta di così pessimo gusto. Ma anche alla campagna elettorale c'è un limite» ha detto Pier Silvio Berlusconi. Infine ancora Franceschini: «Ho visto la reazione indignata di Pier Silvio Berlusconi e mi dispiace che abbia male interpretato le mie parole. Se le riascolta vedrà che non ho mai espresso, nè lo farò, alcun giudizio su di lui e la sua famiglia. Ho parlato di valori che un uomo pubblico deve trasmettere al paese».
MARINA: «IO ORGOGLIOSA» - L'intervento di Franceschini, pronunciato a margine di un appuntamento elettorale in Liguria, ha scatenato la reazione degli esponenti politici del centrodestra, che a più voci hanno chiesto che il leader del Pd si scusasse con il Cavaliere. Ma sono state soprattutto le dichiarazioni dei figli del premier a tenere banco dopo le parole del leader del centrosinistra. Perché non è stato solo Pier Silvio a parlare. Anche la sorella Marina, presidente di Fininvest e Mondadori, ha diramato una dichiarazione tramite le agenzie di stampa: «Franceschini dovrebbe vergognarsi. Chi gli dà il diritto di giudicare Silvio Berlusconi come padre? Con le sue parole offende anche me come figlia. Una figlia profondamente orgogliosa del padre che ha e dei valori che mi ha trasmesso. Sarei felice per i figli di Franceschini se avessero un padre come il mio».
I FIGLI DI VERONICA - E successivamente è arrivata anche la replica di Luigi Berlusconi, l'ultimogenito del Cavaliere, nato dal matrimonio con Veronica Lario: «Sono contento e orgoglioso dell'educazione che ho ricevuto e dei valori che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia. Non vedo perchè la politica si permetta di giudicare Silvio Berlusconi come padre. Si tratta di piani diversi che non dovrebbero essere mai sovrapposti». Luigi, in tarda serata, ha anche rilasciato una dichiarazione congiunta con Barbara, Eleonora, le altre due figlie del premier e di Veronica Lario. «Non tutto - sottolinea la nota- si può sottoporre ad un sondaggio. Alla domanda se un padre sia capace ad educare un figlio gli unici in grado di rispondere sono i figli stessi. La politica non dovrebbe sconfinare in giudizi relativi al ruolo di padre, che con la politica nulla hanno a che vedere. Riteniamo di essere stati cresciuti ed educati in un ambiente famigliare equilibrato e ricco di valori».
FRANCESCHINI - In mattinata il leader Pd, durante un tour elettorale in Liguria, sì era espresso con queste parole: «Non c'è dubbio che Berlusconi sia un imprenditore e un politico di successo, ricco, furbo e potente. Ma alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest'uomo? Chi guida un Paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi».
LA REPLICA - «Io, proprio io - continua Pier Silvio -, sono stato educato da Silvio Berlusconi.
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| PierSilvio e Marina Berlusconi (Eidon) |
E i miei valori sono i suoi. Amore per il lavoro, generosità, tenacia e rispetto per gli altri. Quel rispetto che Franceschini dimostra di non conoscere». In precedenza, Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, aveva parlato di calunnie come modello educativo del Pd mentre Capezzone aveva ravvisato nelle parole di Franceschini «odio e violenza». Bonaiuti, portavoce del premier, parla di «battuta pesante. Il segretario del Pd chieda scusa al premier e ai figli».
IL PD - Il centrodestra attacca Franceschini perché il segretario del Pd è «efficace». Così interpreta la reazione del Pdl il presidente della fondazione Italianieuropei Massimo D’Alema: «Questi attacchi contro il segretario del Pd promossi dalla destra sono la risposta ad una campagna elettorale nella quale, in modo assai efficace, Franceschini ha ridato slancio all’azione del Partito democratico».
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26/05/2012
Brunetta attacca Tremonti «Basta veti, ci ha commissariati»
Brunetta attacca Tremonti «Basta veti, ci ha commissariati»
L'Intervista al Corriere della Sera, ribadita in radio: «Tutti soffrono per il suo potere di veto. Ora bisogna cambiare passo». Bonaiuti: linea ispirata da Berlusconi
| Renato Brunetta (Eidon) |
MILANO - Dopo 1 anno e mezzo di crisi, con i primi segnali positivi dall'economia «siamo in un altra fase: quella della ripresa, del rilancio. Bisogna guidare questa seconda fase. Da più parti nel Governo, a partire dal presidente del Consiglio, si è evidenziata questa esigenza di cominciare a fare respirare l'economia. Abbiamo però visto la continuità dei no e non può essere: si rischia di far morire sul nascere la ripresa». Così - dai microfoni di Rtl - il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ritorna sui "no" del titolare dell'Economia Giulio Tremonti, al centro della sua intervista concessa ad Aldo Cazzullo sulle colonne del "Corriere della Sera".
BONAIUTI: LINEA TREMONTI ISPIRATA DA BERLUSCONI - Ma «la linea di politica economica fondata sul criterio della disciplina di bilancio e seguita dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti è ispirata dal presidente del Consiglio e condivisa dall'intero governo». È quanto afferma il sottosegretario Paolo Bonaiuti, portavoce del premier, dopo le critiche sollevate dal ministro Renato Brunetta. Quindi in sintesi, Tremonti ha l'appoggio di Berlusconi.
SACCONI E BONDI - Alle parole di Bonaiuti si aggiungono quelle del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: «L'Esecutivo è solidissimo perché all'interno non ci sono politiche diverse e questo conta al di là dei rapporti personali». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Sandro Bondi Coordinatore nazionale del Pdl e Ministro della Cultura: «Mai come in questi giorni e in queste ore - afferma - è così lampante e visibile il contrasto tra due concezioni della politica: da un lato, quella rappresentata dal presidente del Consiglio, che prosegue un quotidiano e faticoso impegno per promuovere la diplomazia commerciale a vantaggio delle imprese italiane e dello sviluppo economico dell'Italia, mettendo a frutto l'autorevolezza e la credibilità conquistate dal nostro Paese nel mondo, e, dall'altro lato, quella che emerge dal solito rodeo delle dichiarazioni, una sorta di solipsismo politico che si felicita di disfare ciò che gli altri faticosamente costruiscono».
FASE 2 - Tornando all'intervista di Brunetta, «il tema vero - ha spiegato ancora il ministro Pubblica Amministrazione - è la fase 2. Abbiamo attraversato una tempesta, una burrasca, un anno e mezzo di crisi. La politica economica è stata portata avanti con serietà e determinazione» ed è stata «praticamente basata solo sui no». «No - ha continuato - che volevano dire rigore, no perchè non si poteva spendere, no per blindare la finanza pubblica. Lo abbiamo fatto tutti, consapevolmente. E il merito di tutto questo va al ministro Tremonti». Ora però - ha concluso Brunetta - «il rigore deve essere declinato all'interno dello sviluppo economico: investimenti, riforme, modernizzazione del Paese. Se no il Paese va in declino, perchè non riesce a cogliere il cambiamento».
L'INTERVISTA - Sul Corriere Brunetta ha spiegato che tutti i ministri la pensano come lui. «Tutti soffrono per il potere di veto di Tremonti», afferma. «Il Tesoro - aggiunge - esercita un egemonismo leonino, opaco, autoreferenziale. Una iattura. E lo dico convinto di interpretare lo spirito dell'intero governo». Secondo Brunetta, il titolare dell'Economia «non può sostituirsi al Consiglio e al premier Berlusconi: non è questo che vogliono gli italiani». Il responsabile della Pubblica Amministrazione riconosce tuttavia a Tremonti «il merito di aver tenuto la barra» mentre, da parte sua, respinge l'ipotesi di voler prendere il suo posto. «Non ho ambizioni personali. Io sto bene qui - assicura - dove combatto una battaglia epocale per la modernizzazione dello stato».
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