26/07/2011
I ragazzi norvegesi: ecco i volti
I ragazzi norvegesi: ecco i voltiNOMI E STORIE DELLE VITTIME. La Spoon River pubblicata dal tabloid Dagbladet
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18/06/2010
New York, incriminato l’attentatore di Times Square
New York, incriminato l’attentatore di Times SquareFaisal Shahzad, l’americano di origini pachistane sospettato di essere l’ideatore del fallito attentato del 1 maggio scorso nel centro della Grande Mela è stato formalmente incriminato. Apparirà di fronte al giudice lunedì prossimo
Faisal Shahzad, l'americano di origine pachistana sospettato di avere progettato il fallito attentato di Times Square a New York, l'1 maggio scorso, è stato formalmente incriminato ieri dalla giustizia americana, che ha anche accusato i talebani pachistani di avergli fornito il loro aiuto.
Shahzad, 30 anni, dovrà apparire lunedì prossimo a mezzogiorno davanti a un tribunale per dire se si ritiene colpevole o non colpevole di dieci capi di imputazione, tra cui "tentativo di utilizzare un'arma di distruzione di massa", "possesso di arma da fuoco", "tentativo di compiere un atto di terrorismo internazionale".
Shahzad aveva parcheggiato un'auto imbottita di esplosivo a Times Square, disinnescata dagli artificieri, dopo l'allarme lanciato da alcuni ambulanti che avevano notato una strana fuoriuscita di fumo dal mezzo. Il giovane uomo è stato arrestato due giorni dopo il suo tentativo di attentato, mentre si preparava a partire per Dubai.
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18/01/2010
Ali Agca, dall'attentato al Papa alla scarcerazione
Ali Agca, dall'attentato al Papa alla scarcerazione
Il 13 maggio del 1981 il terrorista turco sparò due colpi di pistola a Giovanni Paolo II. Arrestato e rinchiuso nel carcere di Rebibbia ottenne la grazia nel 2000. Ma in Turchia ha trascorso dieci anni di carcere per l'omicidio di un giornalista. Ora è tornato in libertà.

ANKARA (Turchia) - Mehmet Alì Agca, l'uomo che attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II, è libero. E' stato scarcerato lunedì mattina. E dopo tanti anni, 29, trascorsi in prigione, Agca non smentisce il proprio personaggio contraddittorio e in qualche modo misterioso. In una lettera consegnata agli avvocati e da questi diffusa ai giornalisti, si proclama «Gesù Cristo», annuncia rivelazioni sulla fine del mondo e proclama le sue verità mistiche teologiche su Dio e la Trinità (Leggi: ecco la lettera di Alì Agca).

IL RILASCIO - «La procedura per il rilascio è stata completata», ha annunciato l'avvocato Yilmaz Abosoglu all'esterno del carcere di massima sicurezza nei pressi di Ankara dove era rinchiuso il 52nne attentatore di Papa Wojtyla. Il legale ha spiegato che Agca è stato immediatamente portato in un centro di reclutamento dell'esercito dove le autorità hanno esaminando la sua posizione rispetto al servizio militare ed è stato dichiarato non idoneo al servizio di leva. Secondo l'emittente Ntv, Agca dovrebbe essere successivamente trasferito all'ospedale militare di Istanbul. In ogni caso, subito dopo il confronto con i medici dell'esercito, è stato accompagnato in una stanza dell'hotel Sheraton senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti che lo stavano aspettando. Già nelle settimane scorse si era però parlato di un'intervista già concessa in esclusiva ad un'emittente tv americana per un compenso di circa due milioni di euro. E questo potrebbe giustificare la riservatezza a cui lo hanno indotto i suoi legali.
«PROCLAMO LA FINE DEL MONDO» - La lettera aperta consegnata agli avvocati è destinata ai giornalisti perché divulghino il suo «messaggio» al mondo. Un messaggio che contiene una serie di affermazioni riferite alle basi teologiche del cristianesimo. Agca scrive: «Io proclamo la fine del mondo. Avverrà in questo secolo». Si definisce il «Cristo», «incarnato e reincarnato», e precisa: «Non sono figlio di Dio», ma «il supremo servitore di Dio in eterno». Afferma che «Dio è unico in eterno», «non esiste alcuna Trinità», «lo Spirito Santo è soltanto un angelo» affermando che «il Vangelo è pieno di errori». E alla fine annuncia: «Io riscriverò il vero Vangelo».
Redazione online
corriere.it
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02/01/2010
Obama: Al Qaeda dietro l'attentatore
Obama: Al Qaeda dietro l'attentatore
Venerdi' vertice con i responsabili delle agenzie per la sicurezza. Il presidente Usa in tv: «Il nigeriano del fallito attentato aveva aderito a una cellula yemenita dell'organizzazione»

WASHINGTON - Il presidente Usa Barack Obama ha attribuito a una cellula yemenita di Al Qaida la responsabilità di aver armato e addestrato il fallito attentatore del volo Amsterdam-Detroit.Obama ha parlato dalle Hawaii, dove si trova in vacanza, nel suo discorso radiotelevisivo settimanale. Riferendosi al giovane nigeriano arrestato, Umar Faruk Abdulmutallab, il presidente ha detto: «Noi sappiamo che veniva dallo Yemen, un paese in preda a una grande povertà e a insurrezioni sanguinose. Risulta che abbia aderito a una cellula affiliata ad Al Qaeda e che questo gruppo della penisola araba l'abbia addestrato, equipaggiato con gli esplosivi e diretto per l'attacco a questo aereo in rotta verso l'America». Tutte le persone coinvolte nel fallito attentato al volo Amsterdam-Detroit «saranno tenute a risponderne» ha aggiunto Obama.
CAMBI AL VERTICE - Anche se la pista yemenita era stata accreditata da varie fonti e dai media, finora le autorità americane non avevano parlato di un legame diretto con Al Qaeda da parte dell'attentatore e del gruppo yemenita, riferendo solo di generici «legami» con il gruppo terrorista. Ma il risvolto più significativo del discorso riguarda soprattutto l'azione di sicurezza e prevenzione, con gli interventi che Obama si prepara a fare tra i responsabili dell'intelligence Usa. E il vertice già fissato per venerdì con i responsabili delle agenzie governative si annuncia particolarmente teso.
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