10/04/2011
Il Madoff dei Parioli rivela: vendevo armi per pagare i dividendi agli investitori
Il Madoff dei Parioli rivela: vendevo armi per pagare i dividendi agli investitoriL'INCHIESTA SULLA TRUFFA AI VIP. Nell'interrogatorio con pm Tescaroli, il broker Lande spiega l'intreccio delle sue società: con la Vector incassai 84 milioni per la cessione di 14 caccia Eurofighter
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25/03/2011
Attori, politici e nobili. La grande truffa dei Parioli
Attori, politici e nobili. La grande truffa dei ParioliIn carcere i vertici della Egp. «Spariti 170 milioni». Tra i clienti anche Sabina Guzzanti e Massimo Ranieri
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07/09/2010
Gabriel Garko aggredito da un uomo
Gabriel Garko aggredito da un uomo"Da tempo mi minacciano" è lo sfogo dell'attore italiano ancora sotto choc. "Non pensavo - ha aggiunto - che qualcuno potesse farmi del male"
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08/05/2010
La storia italiana del ‘900 trionfa ai David di Donatello
La storia italiana del ‘900 trionfa ai David di Donatello"L'Uomo che verrà" di Giorgio Diritti, che racconta la strage nazista di Marzabotto, è il miglior film del 2010. Il premio per la Miglior regia è andato invece a Marco Bellocchio per “Vincere”, pellicola che ha conquistato 8 statuette
Alla serata di premiazione dei David di Donatello 2009-2010 oltre al film di Giorgio Diritti, 'L'uomo che verrà", e quello di Marco Bellocchio, “Vincere”, ha vinto su tutti la politica e la polemica. Hanno polemizzato un po' tutti anche perché l'incipit della serata, la lettura del documento dei Centoautori, da parte di Stefania Sandrelli, fatta con una platea in piedi, non poteva che non galvanizzare tutti.
Per quanto riguarda i premi, vince un film difficile come “L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti (aveva già vinto al Festival di Roma) e, in quanto a statuette (ben otto), “Vincere” di Marco Bellocchio, che ottiene il premio della miglior regia. Un po' di delusione invece per Paolo Virzì che partito superfavorito (18 candidature) si porta a casa con “La prima cosa bella” solo tre statuette (miglior attore e attrice protagonista a Valerio Mastandrea e Micaela Ramazzotti e la sceneggiatura). Ma va peggio forse a “Baaria” di Giuseppe Tornatore che ottiene solo il premio per il miglior musicista (Ennio Morricone) e il David Giovani e infine va un po' meglio invece a ”Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek (che ottiene due premi andati a Ilaria Occhini e Ennio Fantastichini come attori non protagonisti).
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24/08/2009
Gruppo anti-Aids denuncia studios porno in Usa: non impongono condom
Gruppo anti-Aids denuncia studios porno in Usa: non impongono condom
LOS ANGELES. L'Aids Healthcare Foundation: «Non vengono rispettati i diritti del lavoro»
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| La San Fernando Valley, mecca del porno in California |
LOS ANGELES - Un gruppo Usa per la lotta all'Aids ha denunciato 16 produttori di film pornografici, accusandoli di violare le leggi per la sicurezza sul lavoro perché non impongono ai loro attori di usare il preservativo. La denuncia dell'Aids Healthcare Foundation, alla quale sono stati allegati 60 dvd di film porno prodotti dagli studios, chiede formalmente alla Divisione della Salute e Sicurezza sul Lavoro di svolgere un'indagine. L'agenzia si è prontamente impegnata a verificare. «L'abbiamo presa sul serio, e ce ne occuperemo», ha detto il portavoce della divisione Dean Fryer. Il mese scorso, la fondazione aveva già fatto causa alla contea di Los Angeles, accusando i funzionari responsabili della sanità pubblica di non riuscire a far rispettare le leggi per fermare la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse all'interno dell'industria dell'intrattenimento per adulti.
LA REAZIONE: «CE NE ANDIAMO» - Sul piede di guerra l'industria del porno: «Se la contea di Los Angeles deciderà di rendere i preservativi obbligatori, le produzioni per adulti lasceranno la California», ha detto Steve Hirsch, fondatore di Vivid Entertainment, al Los Angeles Times. L'industria statunitense del porno, che genera un giro d'affari di 12 miliardi di dollari all'anno, si concentra prevalentemente nella San Fernando Valley. Per legge gli attori porno negli Stati Uniti devono provare di essere negativi al test per l'Hiv con un esame eseguito negli ultimi trenta giorni; una precauzione che non può garantire del tutto dall'assenza di contagio in tale lasso di tempo, ne' dalla presenza di altre malattie sessualmente trasmissibili .
01:05 Scritto in CINEHARD | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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10/05/2009
Boldi contro i David di Donatello «Ingiusto il premio dato solo a De Sica»
Boldi contro i David di Donatello «Ingiusto il premio dato solo a De Sica»
IL CASO.«Discriminato perché milanese»

MILANO—Neanche le uvette gli hanno lasciato. Neanche un candito. «Vent’anni di cinepanettoni fabbricati insieme tutti finiti nelle fauci di Christian... Ci sono rimasto male davvero», sospira Massimo Boldi. No, quel David Speciale assegnato a De Sica per l’insieme dei film di Natale dall'Accademia del Cinema su proposta del presidente Gian Luigi Rondi, a lui non va proprio giù. «Ma come — si indigna — quelle pellicole le abbiamo fatte insieme, una dopo l’altra. Nel 2000 ci hanno addirittura dato un David di coppia "per aver portato al cinema 50 milioni di spettatori". Insieme abbiamo vinto 17 Biglietti d’oro. Ma ora premiano solo lui, come se io non fossi mai esistito. Mi ignorano. Peggio che fossi morto».
E’ così arrabbiato Boldi che ha dato incarico al suo legale, l’avvocato Alberto Pojaghi, di procedere a tutela dei suoi diritti. «Certo, l’omissione è innegabile— conferma quest’ultimo —. Bisogna vedere se ci sono gli estremi per una denuncia ». «Non avrei mai creduto... » prosegue Boldi, in questi giorni impegnato tra Lodi e dintorni sul set di I fratelli Benvenuti, fiction di sei puntate per Canale 5. La motivazione del David a De Sica parla di 25 film di Natale, mentre insieme ne avete girati «solo» 20. «La nostra collaborazione si è interrotta con Natale a Miami, nel 2005. Dopo, ciascuno ha girato altri film natalizi per conto suo. Cinque Christian, cinque io. Siamo pari». Come la spiega allora? «Intanto perché sono milanese. Un corpo estraneo in un ambiente romanocentrico. Poi c’è la rottura con Christian e con Aurelio De Laurentiis, produttore potentissimo. Dopo la morte di mia moglie avevo bisogno di ricominciare da capo. Loro se la sono presa moltissimo ».
Ma con Christian come sono rimasti i rapporti? «Ci sentiamo, lui è venuto a vedere il mio La fidanzata di papà, io avevo pensato di proporgli un seguito del film che ci fece incontrare tanti anni fa, Yuppies... Ma in privato non ci siamo mai frequentati, non siamo mai stati amici veri. Troppo diversi. Lui è un De Sica, un abile salottiero, una Mara Venier del cinema... Io vengo da una famiglia comune, mi sono fatto le ossa nel cabaret, mi invento le battute. Sono stato io, quando lui era un ragazzo grassottello e sconosciuto, a dargli per primo una mano. E adesso... Lui ha preso il David per un successo per metà anche mio».
Ritirando la statuetta, De Sica ha detto: «La divido idealmente con registi e produttori». Nessun cenno a Boldi. «E pensare che l’anno scorso Rondi mi invitò ai David per consegnare il premio alla Buy. Stavolta neanche una telefonata». La facciamo noi. Presidente Rondi, perché il David solo a De Sica? «Perché ha partecipato a tutti e 25 i titoli di Natale ». Però 25 ne ha fatti anche Boldi... «Beh, ma Christian in questo momento è più famoso: oltre che attore è regista e fa anche il musical. Insomma una figura più completa dal punto di vista dello spettacolo. Però ho anche grande simpatia a di Boldi, così pulito e perbene. Con lui ho girato l’unico film in cui appaio, nei panni di me stesso: Festival di Pupi Avati. Se ci è rimasto male mi spiace davvero. Cercheremo di rimediare».
Giuseppina Manin
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14/01/2009
«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»
«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»Intervista a Tinto Brass: Il regista più scandaloso d'Italia. Giovedì legge De Sade al Teatro di Ringhiera di Milano per il festival sull'erotismo «Appunti in Rosso»
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| Tinto Brass |
«L'ipocrisia. In Italia i poteri culturali e religiosi hanno appesantito tutto. Davanti all'eros annacquato difendo la pornografia conturbante».
E il valore artistico?
«Picasso diceva che l'arte non è mai casta e quando è casta vuol dire che non è arte. «L'origine del mondo» di Courbet è un quadro pornografico di grande valore artistico».
A che punto siamo nella rivoluzione sessuale?
«Di notte facciamo sesso di gruppo, di giorno siamo benpensanti. Ho appena finito di girare "Impotenti esistenziali" di Cirillo: stavolta faccio l'attore e interpreto un editore puritano che sogna la segretaria sotto la scrivania».
I giovani?
«Le ragazze di oggi mi piacciono, sanno quello che vogliono e come ottenerlo. Amo le donne che spezzano gli schemi, come era mia moglie (Carla "Tinta" Cipriani, scomparsa due anni fa, ndr): ci teneva a dire che era stata lei a prendere l'iniziativa con me».
Come è andata?
«Mi invitò al cinema a vedere Chaplin. Il film era così bello che mi scordai di baciarla. Ci tornammo una seconda volta, pomiciando tutto il tempo ».
Cosa le manca di lei?
«Era il fiammifero della mia lussuria. Bellissima, con un graffio nero sotto le palpebre».
Le occhiaie?
«Una donna con le occhiaie permette di fantasticare».
L'attrice più sexy?
«Stefania Sandrelli. Mentre sul set de "La chiave" le spiegavo come farsi baciare da Branciaroli, lei si sciolse tra le mie braccia: aveva una sensualità epidermica e incontrollabile».
Serena Grandi?
«Un piatto di polenta e osei: gratificante e carnale. I giornali l'hanno inchiodata, senza capire che per una bella donna invecchiare è feroce».
Francesca Dellera?
«Frivola e scottante, ma pigrissima. Ho fatto da Cupido tra lei e Silvio Berlusconi: lui si invaghì vedendo una sua foto sul set di "Capriccio"».
La conversione della Koll?
«Aveva sempre il sorriso a fior di labbra. Ma nel suo culo avevo intuito qualcosa di mistico. Il sedere è lo specchio dell'anima: sono un ass-man, ce l'ho scritto nel cognome. Nomen omen».
Il ministro Carfagna ha detto che non reciterebbe mai in suo film.
«Ma io alla Carfagna non proporrei nulla: a Venezia quelle come lei le chiamiamo "cassafatti": so tutto io, faccio tutto io... l'antisesso, come gli uomini onniscienti. Meglio la Gelmini, ha lo sguardo sempre attraversato dal turbamento».
Chi vorrebbe sul set?
«Federica Pellegrini, ci spero tanto. In passato ero pazzo della Lewinsky. Le "maitresse à penser" l'hanno massacrata, ma tutte avrebbero voluto essere al suo posto».
Vladimir Luxuria?
«Mi piacerebbe: ha un'intelligenza sensuale».
Moana Pozzi diceva che ciò che accadeva nella sua vagina non la riguardava.
«Infatti era la migliore. La presenza-assenza rende grande un attore. Bisogna essere un po' schizofrenici, scindersi da se stessi. Per questo non condanno la prostituzione».
Si spieghi meglio...
«Una professione come un'altra, come il calciatore che vende la sua gamba. Peggio chi vende il suo cervello».
Sesso e potere?
«Si intrecciano, ma sono agli antipodi: uno è la gioia del vivere, l'altro la tristezza. C'è un'espressione siciliana che spiega bene la divisione: "Cummanari è megghiu ca futtiri"».
Le donne milanesi?
«Mi piacciono. Hanno in bocca il sorriso della Gioconda, il ghigno di chi è sessualmente soddisfatto».
A Milano non si lavora troppo per pensare al sesso?
«Ma no, eppoi c'è sempre il sesso in ufficio, che ha i suoi perché».
IL FESTIVAL
| Lo show delle Nina's Drag Queens |
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08/01/2009
«Per far sesso con me Willy Smith ha chiesto aiuto a Tom Cruise»
«Per far sesso con me Willy Smith ha chiesto aiuto a Tom Cruise»La dichiarazione dell'attrice Rosario Dawson a Roma alla vigilia dell'anteprima del film di Muccino, la presentazione di "sette anime"
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| Rosario Dawson |
LA PRIMA VOLTA - Per la sua 'prima volta' sullo schermo (in realtà c'è stato già un episodio in «Alì», ma allora la partner cinematografica era la moglie), Will Smith ha chiesto aiuto al suo amico fraterno Tom Cruise, sul set per assistere al debutto del figlio Connor
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| Muccino, Rosario e Will Smith |
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05/11/2008
Craig: «Ora possibile un Bond di colore»
Craig: «Ora possibile un Bond di colore»Il protagonista di «Quantum of solace» a Roma per l'uscita del film: «Fleming si rivolterebbe nella tomba». «È come se avessero mandato di nuovo un uomo sulla luna»
Sopra Daniel Craig e Olga Kurylenko protagonisti di << Quantum of place>> nuovo episodio della saga bond
ROMA - «È come se avessero mandato di nuovo un uomo sulla luna. L'effetto è più che positivo perché sveglierà l'intero mondo». Probabilmente non c'è persona al mondo che non abbia commentato l'elezione di Barack Omaba a nuovo presidente americano. E non si tira indietro l'attore inglese Daniel Craig, a Roma per presentare l'ultima avventura di James Bond, «Quantum of solace», nelle sale italiane da venerdì. «Sono un vero fan di Obama da sempre perché le idee politiche che escono dai suoi discorsi mi sembrano autentiche» ha detto l'attore.
«BOND DI COLORE» - Una ventata di novità che potrebbe investire anche il cinema. «Penso che potrebbe essere giunto il momento per un agente 007 di colore» ha detto Craig, spiegando che «il personaggio creato da Ian Fleming negli anni '50 ha subìto molte evoluzioni nel tempo e continui aggiornamenti». Una eventualità, puntualizza, «che però farebbe rigirare nella tomba Fleming».
PELLICOLA DA RECORD - L'ultimo film di James Bond, diretto da Marc Forster, arriva in Italia venerdì 7 (una settimana prima rispetto agli Usa), in 500 copie distribuito dalla Sony. Nel Regno Unito ha segnato un record: in un giorno ha incassato 4,9 milioni di sterline e nel weekend d'apertura più di 12 milioni (quasi 19 milioni e mezzo di euro), battendo i numeri da capogiro di «Harry Potter». Il film precedente, «Casino Royale», che segnò il debutto per Craig nei panni di Bond, incassò il primo giorno circa la metà: 2,9 milioni di sterline. Ma il film si guadagnò ben presto il favore di pubblico e critica, diventando il più visto del 2006 in Gran Bretagna. Parzialmente girato in Italia, è il secondo che vede protagonista Daniel Craig e il 22esimo della serie dell'agente segreto. È anche il primo film della serie che non deriva dalla penna di Ian Fleming ma da una sceneggiatura a cui hanno partecipato Paul Haggis, Neal Purvis e Robert Wade. Nel cast anche Giancarlo Gianni
IL CASO BOND-GIRL - Attorno al film è nato anche un piccolo giallo. La Bond-girl Olga Kurylenko, avvenente attrice ucraina 28enne, è stata bollata come «traditrice» in Russia. I comunisti l'hanno accusata di aver voltato le spalle alla madrepatria corteggiando il famoso agente 007. Kurylenko è stata accusata di aver aiutato «l’assassino di centinaia di persone sovietiche e di loro alleati», ovvero Bond. Il quotidiano inglese Daily Star ha citato il leader del partito comunista a San Pietroburgo, Sergei Malinkovich: «Lo sanno tutti che la Cia e l’Mi6 (Military Intelligence sezione 6 o Secret Intelligence Service, l'agenzia di spionaggio britannica per l'estero, ndr) finanziano i film di Bond come operazione speciale di guerra contro di noi. La ragazza ucraina va a letto con Bond e ciò stata a significare che l’Ucraina va a letto con l’Occidente». Per quanto riguarda l'agente 007, negli ultimi film c'è meno sesso e più azione, tanto che lo stesso Craig si è premunito in un'intervista al quotidiano tedesco Die Welt dicendo che non interpreterà mai un James Bond gay. Il nuovo agente segreto è biondo, non fuma più, beve appena e - a parte una piccola eccezione - nell'ultimo film non fa sesso.
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27/09/2008
Addio a Newman, il bello di Hollywood
Addio a Newman, il bello di Hollywood
La notizia del cancro ai polmoni era stata diffusa il 31 luglio. L'attore aveva detto: «Voglio morire a casa», l'ultimo film che ha interpretato È «era mio padre», del 2002
LOS ANGELES - È morto Paul Newman, uno dei più noti attori di Hollywood, indimenticabile protagonista di film come «La stangata», «Lo spaccone» e l'ultimo, «Era mio padre», diretto nel 2002 da Sam Mendes. Lo ha detto Vincenzo Manes, presidente della fondazione Dynamo Camp di Limestre (Pistoia), che fa parte dell'organizzazione internazionale di solidarietà fondata dall'attore americano. Al momento però la notizia non ha altre conferme. «Stamani alle 7.30 ho ricevuto una mail dall'America che mi ha fatto sapere che Paul Newman non è più tra noi» ha detto Manes alla festa annuale della fondazione. I presenti hanno risposta alla notizia con un applauso durato alcuni minuti.
CANCRO AI POLMONI - La notizia del cancro ai polmoni che lo stava devastando è stata diffusa ufficialmente il 31 luglio di quest'anno dallo Sloan-Kettering Cancer Center di New York. Allora i media avevano scritto che Newman, sottoposto a pesanti cicli di chemioterapia, avrebbe avuto solo poche settimane di vita. Ad agosto aveva lasciato l'ospedale, confidando: «Voglio morire a casa». A maggio del 2007, a 82 anni, aveva annunciato di voler lasciare il cinema per dedicarsi solo a iniziative umanitarie e imprenditoriali.
LA VITA - Nato e cresciuto nell'Ohio, vicino a Cleveland, Paul era figlio del proprietario di un negozio di articoli sportivi, a sua volta figlio di emigranti europei, e di una donna ungherese. Giovanissimo si è arruolato nella Naval Air Corp sperando di diventare pilota, ma non ci è riuscito per un problema alla vista. Nel 1949 ha sposato Jackie Witte ed è stato allora che ha deciso di intraprendere la carriera di attore; dal matrimonio sono nato tre figli, ma l'unico maschio, Scott, è morto nel 1978 per overdose. Dopo aver frequentato per meno di un anno la scuola d'arte drammatica della Yale University, Paul si è iscritto all'Actor's Studio di New York e ha debuttato nel 1953 in un teatro a Broadway in «Picnic», opera resa famosa dall'omonimo film. L'esordio cinematografico nel 1954 in «Il calice d'argento». Allora il The New Yorker scrisse: «Recita la sua parte con il fervore emotivo di un autista di autobus che annuncia le fermate locali».
I GRANDI SUCCESSI - Due anni più tardi è andata meglio con la sua interpretazione del pugile Rocky Graziano in «Lassù qualcuno mi ama». Nel 1958 a Las Vegas Newman si è risposato con l'attrice Joanne Woodward, sua compagna fino all'ultimo e da cui ha avuto tre figlie. A cavallo degli anni '60 Paul è stato protagonista di alcuni fra i più grandi successi della storia di Hollywood: «La gatta sul tetto che scotta», «Lo spaccone», «Hud il selvaggio», «Intrigo a Stoccolma», «Il sipario strappato», «Nick mano fredda», «Butch Cassidy», «La stangata». Con la moglie ha recitato poi in «Paris Blues» (1961), «Il mio amore con Samantha» (1963) e «Indianapolis, sfida infernale» (1969). Newman l'ha anche diretta come regista ne «La prima volta di Jennifer» (1968), «The Effect of Gamma Rays on Man-in-the-Moon Marigolds» (1972), «The Shadow Box» (1980) e «Lo zoo di vetr»o (1987). Ha vinto l'Oscar come migliore attore nel 1986 per «Il colore dei soldi», sequel dello «Spaccone».
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