16/02/2011

Addio «Malafemmina»: si è tolta la vita l'attrice Dorian Gray

Addio «Malafemmina»: si è tolta la vita l'attrice Dorian Gray

Il tragico gesto a Torcegno, in trentino. Maria Luisa Mangini aveva recitato al fianco di Totò, Tognazzi, Bramieri, Wanda Osiris e Alberto Sordi. Fellini la volle con Nazzari ne «Le notti di Cabiria»

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01/02/2011

Giovane attrice muore schiacciata dal semaforo abbattuto da un'auto

Giovane attrice muore schiacciata dal semaforo abbattuto da un'auto

Viale Monte Ceneri - La ragazza stava appendendo le locandine del suo spettacolo. Sonia Bonacina, 28 anni, era con il compagno attore e regista. «Ubriaco il guidatore»

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28/09/2010

«Mai più paracadutismo, lo devo a Sophie Ma quando è morto Pietro era felice»

«Mai più paracadutismo, lo devo a Sophie Ma quando è morto Pietro era felice»

Parla la compagna di Taricone: non so come vivrò ma non ho rimpianti. Era stato il cielo a farci ritrovare

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22/09/2010

Sandra Mondaini, oggi la camera ardente

Sandra Mondaini, oggi la camera ardente

Come per Raimondo Vianello, gli studi televisivi di Cologno monzese ospiteranno la salma dell'attrice. I funerali si terranno giovedì 23 in mattinata nella parrocchia di Milano 2

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13/07/2010

Pippi-Nilsson torna in tv 40 anni dopo: «La nuova Calzelunghe? È Madonna»

Pippi-Nilsson torna in tv 40 anni dopo: «La nuova Calzelunghe? È Madonna»

L'attrice che la interpretava negli anni 70 si racconta ai bambini italiani. Su DeaKids uno speciale dedicato all'eroina dai capelli arancioni, che ha stregato intere generazioni di ragazzini

 

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Una scena del telefilm: Pippi è insieme a Tommy e Annika su una mongolfiera
Una scena del telefilm: Pippi è insieme a Tommy e Annika su una mongolfiera

Capelli rosso fuoco lunghi e ribelli, raccolti in due trecce perennemente piegate all'insù. Un volto sbarazzino costellato di lentiggini e caratterizzato da un sorriso di quelli che non si dimenticano e da due occhi azzurri come il cielo di montagna. Ecco Pippi Calzelunghe come tutti ce la ricordiamo, nella trasposizione cinematografica del libro di Astrid Lindgren che aveva inchiodato al teleschermo un paio di generazioni di bambini degli anni Settanta, quando ancora la tv commerciale non esisteva e nelle case degli italiani arrivavano solo i primi due canali della Rai, che per la maggior parte delle famiglie erano ancora in bianco e nero. Sono passati quarant'anni (o giù di lì), ma Pippi Calzelunghe continua ad affascinare anche i bambini del nuovo millennio, che seguono le sue avventure su DeaKids, sul canale 601 del decoder Sky. Quello con Pippi è un appuntamento quotidiano: il telefilm va in onda tutte le sere alle 20 - e in qualche è diventato un'alternativa forzata al tg istituzionale - e in replica in altri momenti della giornata. Ed è uno dei programmi cult nel palinsesto dell'emittente del gruppo De Agostini dedicata all'intrattenimento dei più giovani.

AVVENTURE E SCORRIBANDE - Sono passati quarant'anni, insomma, ma non si è ancora esaurito il piacere di scoprire in quali nuove avventure sarà impegnata quella piccola ragazzina dotata di forza sovrumana, per niente timida e anzi anche un po' impertinente, pazza e coraggiosa al tempo stesso, che vive sola nell'immensa e un po' sgarruppata Villa Villacolle assieme al cavallo Zietto e al Signor Nilsson, la scimmietta che si è portata appresso da uno dei viaggi in mare con il padre, il capitano Efrem Calzelunghe, capo dei pirati e re di un'isola sperduta in qualche parte in qualche non precisato oceano. Di fatto orfana («la mia mamma vive in cielo e il mio papà è il terrore dei sette mari»), Pippi passa le giornate in compagnia dei suoi due amichetti, Tommy e Annika, e si mantiene grazie ad una valigia colma di monete d'oro frutto delle scorribande del padre. Il personaggio ha conquistato subito il pubblico di tutto il mondo. E parte del successo, al di là della sceneggiatura che ricalca fedelmente il libro della Lindgren pubblicato nel 1954, lo si deve probabilmente a Inger Nilsson, la ragazzina che interpretava Pippi davanti alla macchina da presa.

Inger Nilsson oggi (foto Mirta Lispi)
Inger Nilsson oggi (foto Mirta Lispi)

RICORDI DI UN EX BAMBINA - Anche per lei sono passati qualcosa come quarant'anni: oggi Inger è una bella signora che pur essendo decisamente cambiata rispetto a come il grande pubblico l'ha conosciuta, non ha perso lo sguardo e le espressioni che l'hanno resa famosa da bambina. E se le si chiede chi potrebbe essere oggi, nella vita reale, una possibile Pippi Calzelunghe, risponde senza esitazioni: «Madonna, perché fa e dice ciò che vuole proprio come Pippi». La Nilsson, in un'intervista esclusiva che andrà in onda su DeaKids martedì sera alle 21,30, ha parlato anche della sua esperienza sul set - dopo il personaggio che l'ha resa celebre ha avuto altre piccole parti nel corso degli anni, ma non si è dedicata al cinema a tempo pieno -, spiegando che sul set era davvero diventata amica dei bambini che hanno interpretato Tommy e Annika, con cui era solita giocare nelle pause di lavorazione. E sempre sul set ha incontrato più volte la stessa Lindgren, che in Svezia è un vero mito, tanto che a Stoccolma esiste un museo-parco giochi al coperto, lo Junibacken, interamente ispirato alle sue fiabe che fa il paio con l'Astrid Lindgren World di Vimmerby, città natale della scrittrice: «Siamo rimaste in contatto anche in questi anni, fino alla sua morte. Ricordo quando veniva a trovarci sul set: non avevo timore, nonostante lei fosse più grande e già affermata. Si era instaurato un bellissimo rapporto».

PIPPI E I SUOI SEGRETI - L'intervista all'attrice, preceduta dalle domade che diversi bambini italiani hanno rivolto attraverso le telecamere alla loro Pippi (tipo: «Come fai a tenere le trecce in aria?» «Come riesci a vivere senza i genitori?») è inserita nello speciale «Ecco sono qui - Alla scoperta di Pippi Calzelunghe» che l'emittente ha voluto dedicare al suo personaggio di punta. L'intramontabile eroina dai capelli arancioni continua a stupire e ad affascinare oggi come allora. «Pippi ci ha insegnato ad essere indipendenti - sostiene Inger Nilsson -. Questa è la sua caratteristica più forte».

Alessandro Sala


04/06/2010

Laura Antonelli: dimenticatevi di me

Laura Antonelli: dimenticatevi di me

Il ministro aveva promesso l'avvio della procedura per la «legge Bacchelli». L'attrice dopo l'appello di Banfi e il sì di Bondi agli aiuti: «Grazie, ma la vita terrena non mi interessa più»

 

Laura Antonelli (Ansa)
Laura Antonelli (Ansa)

MILANO - Lino Banfi ha deciso di chiedere pubblicamente un intervento in suo favore. E il ministro Sandro Bondi questo appello lo ha raccolto promettendo un intervento da parte dello Stato. Ma lei, Laura Antonelli, attrice cult degli anni Ottanta caduta in disgrazia e oggi costretta a vivere con una pensione di circa 600 euro al mese, non vuole che i riflettori tornino ad accendersi su di lei. «Ringrazio Lino Banfi e tutti coloro che si stanno preoccupando di me - ha detto tramite il suo avvocato, Lorenzo Contrada -. Mi farebbe piacere vivere in modo più sereno e dignitoso anche se a me la vita terrena non interessa più. Vorrei essere dimenticata».

Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi
Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi

IL SI' DI BONDI - Laura Antonelli vive a Ladispoli, non vede la televisione, ascolta solo Radio Maria e vive la propria esistenza solo ed esclusivamente in senso spirituale. «Non posso che essere soddisfatto - ha dichiarato l'avvocato Contrada - se Laura riesce ad avere un aiuto che le consenta di vivere meglio. Fa piacere che ci siano delle persone che si occupino di lei, perchè è sola». Il ministro Bondi aveva fatto sapere, dopo la pubblicazione della lettera di Banfi, di essere pronto a far partire al più presto il riconoscimento della legge Bacchelli per l'ex protagonista di Malizia. La legge Bacchelli prevede l’assegnazione di un assegno straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza: fu già concessa a alla poetessa Alda Merini, ai cantanti Umberto Bindi, Ernesto Bonino e Joe Sentieri, alle attrici Alida Valli e Tina Lattanzi, all’eroe di guerra Giorgio Perlasca.

SONO MORTA DA ANNI - Banfi e la Antonelli si sono rivisti pochi giorni fa dopo 22 anni di lontananza: «Io sono morta da anni», gli ha detto la Antonelli mostrandogli la dispensa, con del cibo regalato da qualche benefattore e dalla parrocchia. «Tanti hanno abusato della mia bontà - gli ha raccontato - forse anche della mia fragilità e dicono che non sono capace di intendere e volere. Ti prego Lino parla con qualcuno, tu sicuramente, amato da tutti, sarai ascoltato. Io non credo di avere ancora molto da vivere, però vorrei vivere dignitosamente». Da qui un appello di Banfi anche al presidente del Consiglio: «Caro Silvio, per quel poco che credo di conoscerti sono certo che farai qualcosa». La Antonelli, attrice diventata una icona sexy del cinema italiano da Malizia in poi, fu coinvolta in una storia di droga nel 1991, e fu prosciolta dalle accuse, poi tentò il ritorno sulle scene con Malizia 2000 ma, sottoposta a una operazione di chirurgia plastica, le fu quasi sfigurato il viso e sparì dalle scene.

Redazione online


03/06/2010

L'appello di Lino Banfi: aiutiamo Laura Antonelli oggi dimenticata da tutti

L'appello di Lino Banfi: aiutiamo Laura Antonelli oggi dimenticata da tutti

LETTERA APERTA

«L'ho incontrata, dice che le resta poco da vivere. Ci ha fatto sognare, ora ha solo la pensione di 510 euro»

 

Laura Antonelli (Ansa)
Laura Antonelli (Ansa)

«Tutto passa, tutto si cancella, tutto si lascia», dicono i francesi. «Ogni cosa se ne va quando finisce il ciclo dell’età» dice invece una bella canzone di Califano. «La vita si intristisce, la bellezza sfiorisce», dicono i poeti. Va bene… tutto questo dovrebbe essere lapalissianamente logico, ma non è giusto, non riesco a convincermene… e anche se sono in Argentina a girare una fiction, ne ho parlato a Lucia (mia moglie) prima di partire e lei stessa mi ha consigliato di scrivere a un importante quotidiano. La persona di cui voglio parlarvi è Laura Antonelli, l’oggetto del desiderio e delle fantasie erotiche di giovani e meno giovani da Malizia in poi. Bellissima e anche brava attrice. Vi ricordate le sue tristi vicissitudini, negativamente esasperate da un punto di vista mediatico? Io avevo lavorato con lei prima nel film Peccato veniale di Salvatore Samperi, dove c’erano anche la giovane Monica Guerritore e Alessandro Momo, prematuramente scomparso a soli 19 anni; le musiche erano di Fred Bongusto e l’aiuto regista era Neri Parenti. Poi nel 1987 girammo Roba da ricchi (film che incassò bene) con la regia del grande Sergio Corbucci. Laura faceva mia moglie e io le insegnai la cadenza pugliese. E chi faceva nostra figlia? Una giovanissima bella e brava Claudia Gerini.

Perché vi racconto tutto questo? Perché quello fu l’ultimo film di Laura con la sua prorompente bellezza. Fotografata da tutti i giornali europei perché era il periodo del suo grande amore con Jean Paul Belmondo. Poi successe quel che successe… Laura cercò di tornare al cinema con Malizia 2000, poi quasi le sfigurarono il viso con una specie di chirurgia plastica e infine è sparita: non si è più vista. In tutti questi anni, in qualunque trasmissione televisiva o radiofonica mi capitasse di parlare di tutte le belle attrici con le quali ho avuto la fortuna di lavorare, nominavo e salutavo sempre Laura Antonelli. Qualche anno fa, per farla breve, riesco a parlare al telefono con lei. Provai chiederle - in quella occasione e poi altre volte dopo di allora - se ci saremmo potuti vedere: per salutarci, riabbracciarci. Ma lei mi ha sempre risposto: «No... Lino, non sono pronta, non sono più quella del mondo dello spettacolo, ho cancellato tutto. Se un giorno deciderò di farlo, tu sarai il primo amico attore che rivedrò». Giorni fa, finalmente, mi ha chiamato e mi ha detto: «Vuoi venire a trovarmi? So che parti per l’Argentina, ma mi farebbe piacere riabbracciarti». E poi ha pianto… Le ho risposto: «Entro un’ora sono da te». Sono andato a Ladispoli e purtroppo mi sono rattristato molto: ci siamo riabbracciati dopo 22 anni; ci siamo commossi tutti e due. Ma poi Laura ha fatto un gesto rassegnato allargando le braccia, come per dire «Hai visto come sono ridotta…».

Io ho vigliaccamente cercato di cavarmela con una battuta: «Anch’io mi sono ingrassato...». Ma lei ha replicato con amarezza: «Sì, ma non come me, io sono morta da anni». Sguardi, silenzio… C’era una donna con lei che va due o tre volte a settimana a farle compagnia. Si sentiva una musichetta dall’altra stanza e io per rompere l’imbarazzo le ho chiesto che cos’era, se guardava la tv. Risposta: «Sono più di vent’anni che non vedo la televisione. Ascolto sempre Radio Maria e prego». In quella specie di camera da letto c’era solo un lettino, piccolo... Lei si è riscossa un attimo: «Lino vieni a vedere la dispensa, guarda quanta pasta, pomodori, olio... Sai, la parrocchia, qualche benefattore…». Mi si è stretto il cuore. Quanto prendi di pensione?, le ho chiesto. «510 euro al mese». E tutto quello che avevi: case, gioielli…? «È troppo lunga, caro Lino, la storia… Tanti hanno abusato della mia bontà, forse anche della mia fragilità e dicono che non sono capace di intendere e volere. Ti prego Lino parla con qualcuno, tu sicuramente, amato da tutti, sarai ascoltato. Io non credo di avere ancora molto da vivere, però vorrei vivere dignitosamente». Ecco perché io, cittadino italiano, Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi, mi rivolgo al ministro Bondi: «È giusto tutto questo? So che esiste una legge già esecutiva, dopo il caso Salvo Randone. Mi hanno detto anche che Isabella Biagini è nelle stesse condizioni. Queste persone hanno rappresentato una parte della storia del cinema e della televisione che tutti abbiamo gradito. Hanno lavorato in questa nazione, hanno guadagnato, hanno pagato le tasse… è giusto finire così?». Mi rivolgo anche al presidente del Consiglio, a Berlusconi, che è anche mio amico da più di trent’anni: «Caro Silvio, per quel poco che credo di conoscerti sono certo che farai qualcosa».

P.S. Sono sicurissimo che molte persone, costrette a vivere in uno stato di indigenza, leggendo questo mio appello penseranno: «Caro Banfi, anche noi stiamo così… ma allora?». Lo capisco perfettamente. Però la storia di Laura Antonelli mi tocca davvero da vicino e io spero che, smuovendo le acque - che molte volte anzi troppo spesso sono ferme e stagnanti - le cose possano cambiare anche per altri.

LINO BANFI

Corriere della sera


28/04/2010

Pamela (s)vestirà ancora i panni hard in un video sexy?

Pamela (s)vestirà ancora i panni hard in un video sexy?

Mormorii dalla rete lo danno per certo, ma l’agente della Anderson smentisce: l’attrice non girerà un film erotico ispirato alla famosa sex tape che la ritraeva assieme all’ex marito Tommy Lee

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In risposta alle voci che stavano circolando negli ultimi giorni su un presunto progetto cinematografico ardito nonché hard di Pamela Anderson, scende in campo l’agente della bagnina più famosa del mondo, che dichiara al sito americano di gossip www.aceshowbiz.com che l’attrice non sta girando alcun video sexy.

I rumors dal web volevano l’amatissima C.J. Parker della celebre serie televisiva
Baywatch impegnata nuovamente in un film dall’alto contenuto sessuale, ispirato al famoso video casalingo che ritraeva l’attrice in intimità con l’ex marito Tommy Lee, batterista dei Mötley Crüe.

La sex tape degli allora coniugi Lee, sottratta dalla loro casa da ignoti e diffusa su internet, è diventata in poco tempo il video osè più scaricato della rete e mormorii riferiti da una fonte vicina alla
Anderson avevano parlato di uno script prossimo alla produzione in cui Pamela avrebbe mostrato al pubblico come un video sessuale possa diventare così famoso se i protagonisti sono celebrities.

Nonostante la smentita dell’agente, sul web le voci non si placano e i recenti problemi fiscali dell’attrice, che avrebbe evaso le tasse per quasi 500 mila dollari, potrebbero far pensare a un nuovo filmino hard di successo come a un… ennesimo salvagente per l’ex bagnina!

Camilla Sernagiotto


23/04/2010

Investe la Pandolfi, fermato paparazzo

Investe la Pandolfi, fermato paparazzo

A roma. l'artista, operata, non è grave. L'attrice ha riportato un trauma toracico. Sarebbe rimasta impigliata nella vettura del fotografo

 

Claudia Pandolfi
Claudia Pandolfi

ROMA - È in stato di fermo Mauro Terranova, il paparazzo che giovedì ha investito l'attrice Claudia Pandolfi a Roma, in piazza Vescovio, dandosi poi alla fuga. Le accuse a carico del fotografo sono di lesioni aggravate e porto abusivo d'armi (oltre all'attrezzatura fotografica l'uomo aveva con sé una pistola elettrica). Il paparazzo, denunciato anche per omissione di soccorso, si trova ora nel carcere di Regina Coeli. L'attrice, che nell'incidente ha riportato un «importante» trauma toracico, è stata sottoposta giovedì ad un intervento chirurgico all'Umberto I: le sue condizioni post-operatorie sono stazionarie e non destano preoccupazioni.

LA RICOSTRUZIONE - Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, che hanno ascoltato il ospedale anche il racconto dell'attrice 35enne, giovedì pomeriggio il paparazzo, che aveva già in passato "invaso" il domicilio della Pandolfi entrando nella strada privata che conduce alla sua abitazione, stava "rubando" delle foto alla protagonista di tante fiction di successo. L'attrice, accortasi della presenza del fotoreporter, si sarebbe avvicinata all'uomo, dicendogli ironicamente: «Intendi seguirmi tutto il pomeriggio?». Ad una risposta scontrosa dell'uomo, la Pandolfi avrebbe replicato spiegando di voler chiamare la polizia e scatenando così una reazione improvvisa dell'interlocutore. Il paparazzo a quel punto le avrebbe spruzzato in viso uno spray urticante e la Pandolfi, rimasta con un braccio incastrato nel finestrino dell'auto dell'uomo, sarebbe stata trascinata per circa cento metri. Nel cadere, la 35enne ha riportato un forte trauma toracico, con la frattura di un paio di costole, che avrebbe richiesto un intervento chirurgico di riduzione. Agli investigatori la Pandolfi ha subito indicato il nome del fotografo, già noto alle cronache per essere stato, con un collega, al centro di un tentativo di aggressione da parte del cantante Gigi D'Alessio. Ma più tardi è stato lo stesso Terranova, quando le ricerche erano già scattate, a telefonare al 113 e a raccontare in lacrime di aver «fatto male alla Pandolfi».

Redazione online


02/04/2010

Sabrina Ferilli: «Mi spoglio di nuovo se la Roma vince lo scudetto»

Sabrina Ferilli: «Mi spoglio di nuovo se la Roma vince lo scudetto»

 

CALCIO E SOCIETA'. La promessa alla Ventura dell'attrice tifosa giallorossa. E il sindaco della Capitale: si può credere al miracolo

 

 

 

La Ferilli al Circo Massimo nel 2001
La Ferilli al Circo Massimo nel 2001

ROMA - «Se la Roma vince lo scudetto rifarò lo spogliarello, ma insieme a te Simona, a mo’ di sorelle Kessler». Lo ha detto Sabrina Ferilli, romanista doc, a Simona Ventura durante una registrazione ai microfoni di «Ventura Football club», il programma radiofonico in onda sabato dalle 12.30 su Radio 1. La romanissima attrice potrebbe dunque bissare lo show del giugno 2001, quando sfilò in bikini al Circo Massimo per festeggiare la squadra del cuore.
Enzo Iacchetti, interista sfegatato - attualmente impegnato in tournee con lo spettacolo «Chiedo Scusa al Signor Gaber» - ha replicato ironicamente dalla tifoseria opposta: «Se invece vince l'Inter vengo a "Quelli che il calcio" per mostrare a te e al tuo pubblico il mio cinto d'ernia».

IPOTESI DA STADIO - Da altri microfoni, quelli di «Radio radio», interviene il sindaco della Capitale: «Sono stupefatto e ammirato dalla Roma, è una squadra fantastica - dice Gianni Alemanno -. Di fronte a un miracolo di questo genere perchè non credere a un miracolo più grande?».
Sabato, in occasione del big match Roma-Inter, il sindaco è stato «tentato di andare allo stadio, ma era il giorno prima delle elezioni», e dunque ha cambiato idea. Tuttavia ha seguito la partita alla tv ed è rimasto «ammirato e stupefatto» dalla prestazione dei giallorossi. Dunque «di fronte a un miracolo del genere», perché non credere all'ipotesi dei giallorossi che conquistano un altro scudetto? (fonte Omniroma)