01/01/2011

Gli auguri via sms per le feste? Un'abitudine tutta italiana

Gli auguri via sms per le feste? Un'abitudine tutta italiana

Secondo Contribuenti.it sono quasi 500 milioni i testi inviati col cellulare in occasione del Natale. Il sociologo Finzi: "Anche con le nuove tecnologie, restiamo un paese mediterraneo e chiaccherone. Ma il vero rischio è il messaggio circolare"

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18/12/2010

Ministeri sparsi e Italia sottosopra Il biglietto di auguri di Calderoli

Ministeri sparsi e Italia sottosopra Il biglietto di auguri di Calderoli

NATALE FEDERALE. Il «Buone feste» del ministro. E parte la polemica

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23/01/2010

Doppio sì per la Gelmini Matrimonio in notturna, poi il bis

Doppio sì per la Gelmini Matrimonio in notturna, poi il bis

 

IL RINFRESCO A VILLA ANSALDI. Sirmione, nozze a mezzanotte in Comune. In mattinata un'altra cerimonia a Villa Ansaldi. Presente il premier

 

 

 

 

Il ministro Mariastella Gelmini e il neosposo Giorgio Patelli - guarda la foto
Il ministro Mariastella Gelmini e il neosposo Giorgio Patelli

MILANO - Un doppio sì per Mariastella Gelmini. Il ministro dell'Istruzione, poco dopo la mezzanotte, è diventata la signora Patelli, sposando con rito civile nel comune di Sirmione il compagno Giorgio, immobiliarista bergamasco dal quale attende una figlia (la bambina nascerà in aprile e si chiamerà Emma). Testimoni della sposa, il fratello Giuseppe e la sorella Cinzia. Per lo sposo i testimoni sono stati la sorella e un amico. Il matrimonio civile è stato celebrato dal sindaco di Sirmione, Alessandro Mattinzoli. Pochissimi gli invitati alla cerimonia in notturna. Come anche selezionatissimi sono gli amici e i parenti che hanno partecipato sabato mattina alla ripetizione dello scambio delle fedi a Villa Ansaldi. Il rito vero e proprio è stato celebrato in Municipio perché, per farlo in un altro posto, sarebbe stata necessaria una particolare dispensa. Tra gli ospiti della cerimonia bis, il premier Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Bonaiuti e il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi.

L'ABITO DELLA SPOSA E IL MENU - Il ministro ha indossato un abito corto al ginocchio in stile Anni Cinquanta, in mikado di seta colore crema, con grosso fiocco al punto vita, confezionato da Antonio Riva. Sopra l'abito, un cappotto in stile Impero, con rifiniture dorate. Addobbata con rose bianche, la sala dove si è svolta la cerimonia. Per l'occasione il ministro dell'Istruzione ha rinunciato agli occhiali. Al termine della cerimonia c'è stato il tradizionale bacio degli sposi. Quindi il rinfresco, in una Villa Ansaldi blindata, vista anche la presenza del Cavaliere. Nel menu del ricevimento due antipasti, granchio con tortino di finocchi agli agrumi e capesante scottate. Poi un risotto mantecato all'astice e carciofi e come secondo, branzino pescato all'amo, frutti di mare e filetto di manzo al fegato grasso d'oca. Per concludere, la torta nuziale millefoglie.

Silvio Berlusconi arriva a Villa Ansaldi (Ansa)
Silvio Berlusconi arriva a Villa Ansaldi (Ansa)

«UNA CERIMONIA BELLISSIMA» - «È stata una cerimonia bellissima e molto semplice» ha detto il premier al termine delle nozze del ministro. La cerimonia di sabato mattina è stata introdotta dal sindaco di Sirmione, Alessandro Mattinsoli, che ha rivolto gli auguri agli sposi elogiando in particolare il ministro Gelmini, sua amica d lunga data. Poi ha passato la parola al presidente del Consiglio che rivolgendosi al sindaco ha affermato: «Se parli così bene del ministro perché non te la sei sposata tu?». Berlusconi ha fatto quindi a sua volta dei complimenti al ministro Gelmini spiegando che «è seria, preparata e determinata. Sono felice di averla nella mia squadra». Il capo del governo si è intrattenuto a parlare con gli invitati, in tutto 45 persone, e molti di loro hanno chiesto una foto con il presidente del Consiglio. Berlusconi ha manifestato anche l'intenzione di intrattenersi a Sirmione al termine del pranzo nuziale per fare una passeggiata. Gli inviati sono tutti amici e parenti della coppia. Presente anche la figlia dello sposo, Rachele, di 12 anni.

Redazione online


11/07/2009

Obama in Ghana: «L'Africa non è sola»

Obama in Ghana: «L'Africa non è sola»

 

FOLLA IN FESTA NELLE STRADE DI ACCRA. Ovunque la scritta «Akwaaba», benvenuto. Discorso al Parlamento: «Il futuro del continente appartiene agli africani, basta corruzione e tirannie»

 

ACCRA - Il futuro dell'Africa appartiene dagli africani, bisogna dire basta a tirannie e corruzione e adottare le regole del buon governo: così il ventunesimo secolo vedrà protagoniste non solo le capitali occidentali, ma anche il continente nero. Barack Obama ha parlato al Parlamento di Accra, capitale del Ghana, nella sua prima visita ufficiale in un Paese dell'Africa subsahariana. «Conosco bene il tragico passato che a volte ha ossessionato questa parte del mondo. Nelle mie vene scorre il sangue dell'Africa e la storia della mia famiglia comprende sia le tragedie sia i più grandi successi della storia africana» ha ricordato il presidente americano. Il Ghana è stato indicato come «esempio di democrazia» e Obama ha detto che in tutto il continente «occorre mettere fine alle pratiche antidemocratiche e alla corruzione, adottando le regole del buon governo, da cui dipende lo sviluppo, un ingrediente che è mancato per troppo tempo». Il supporto degli Usa, ha aggiunto, sarà legato al rispetto delle regole democratiche: «Aumenteremo il nostro sostegno agli individui e le istituzioni responsabili».

ISTITUZIONI FORTI - Obama ha sottolineato che l'Africa ha bisogno di istituzioni forti, capaci di garantire stabilità, prosperità e successo, non di uomini forti. «La storia è dalla parte degli africani coraggiosi, non di quelli che usano i colpi di Stato o cambiano la Costituzione per restare al potere. Per troppo tempo, per troppi africani, i conflitti sono stati un elemento della vita, costanti come il sole». Il presidente americano ha sfidato i giovani africani ad aspirare a una vita migliore, invitandoli ad assumersi la responsabilità di «gettare le fondamenta della libertà». «Voi avete il potere di chiedere conto ai vostri leader di quanto fatto e di esigere che siano create istituzioni al servizio della gente». Obama ha poi citato due casi drammatici del continente africano, invocando un intervento della comunità internazionale: la Somalia e il Darfur. «Quando c’è un genocidio in Darfur o ci sono terroristi in Somalia, questi non sono solo problemi africani, sono sfide per la sicurezza mondiale che richiedono una risposta mondiale».

MALATTIE - In un altro passaggio dell'intervento, Obama ha affrontato la piaga delle malattie promettendo che gli Stati Uniti continueranno a sostenere i partner africani nella lotta all'Aids, alla malaria e alla tubercolosi. L'amministrazione americana ha stanziato 63 miliardi di dollari per far fronte a tali sfide - ha detto Obama -. Quando un bambino muore ad Accra per una malattia che può essere evitata questo ci umilia ovunque noi siamo. Rafforzando il forte impegno del presidente Bush porteremo avanti la lotta contro l'Hiv/Aids. Ci impegneremo per porre fine ai decessi per malaria e tubercolosi e a sradicare la poliomielite. Lotteremo contro le malattie tropicali che vengono trascurate. E investiremo in sistemi sanitari che promuovono il benessere, concentrando la propria attenzione su madri e bambini». Ma oltre agli aiuti esteri e sanitari, ha spiegato, occorre che «i singoli africani facciano scelte responsabili, che impediscano la diffusione delle malattie, promuovendo al tempo stesso la salute pubblica nelle loro comunità e Paesi». Altro tema, che sta molto a cuore al presidente americano, l'energia pulita: «In tutta l'Africa, c'è un vento generoso vento e l'energia solare, energia geotermica e bio-combustibili. Dalla Valle del Rift ai deserti del Nord Africa, dalla costa occidentale al Sudafrica, l'Africa può produrre per sé ed esportare energia pulita all'estero».

MARTIN LUTHER KING - Infine Obama ha ricordato che «cinquantadue fa, un giovane predicatore di nome Martin Luther King venne qui ad Accra per vedere la bandiera inglese che veniva rimpiazzata da quella ghanese. "Rinnova la mia convinzione nel trionfo della giustizia", commentò King. Oggi quel trionfo deve essere riconquistato da voi». Martin Luther King, accompagnato dalla moglie Coretta, andò in Ghana nel marzo del 1957 per partecipare alla cerimonia dell'indipendenza. «La nascita di questa nuova nazione darà impeto agli oppressi in tutto il mondo - disse il leader nero -. Avrà ripercussioni ovunque, non solo in Asia e Africa, ma anche in America».

«AFRICA NON È AI MARGINI» - Dopo la Russia, il G8 all’Aquila e il colloquio con il Papa in Vaticano, Barack Obama è dunque volato in Ghana, accompagnato dalla first lady Michelle e dalle due figlie: ad accoglierlo venerdì sera all’aeroporto di Accra un gruppo di suonatori di tamburo e danzatori tradizionali, oltre al presidente ghanese John Atta Mills. «Venendo in un Paese africano dopo il G8 e il mio tour a Mosca, abbiamo voluto chiarire che l'Africa non è ai margini delle grandi questioni mondiali. Gli Stati Uniti hanno un interesse costante nei confronti dell'economia e dello sviluppo del continente, quello che succede qui ha ripercussioni ovunque - ha detto Obama ad Atta Mills, sottolineando come le visite dei suoi predecessori non abbiamo mai fatto parte di missioni internazionali -. Noi pensiamo che il Ghana possa essere uno straordinario modello di successo per tutto il continente, un esempio di democrazia funzionante». Atta Mills ha riposto apprezzando «i segnali positivi» che la visita sta dando e continuerà a dare: «Ci incoraggia a sostenere i progressi che abbiamo fatto nel nostro processo democratico».

FOLLA IN FESTA NELLE STRADE - L'arrivo di Obama in Africa è seguito con grande attenzione in tutto il continente e in particolare ad Accra, dove gli abitanti sono scesi in strada per festeggiare e per tentare di vedere il primo presidente afroamericano degli Usa. Sui muri della città sono stati appesi ovunque cartelloni con scritto «Akwaaba», benvenuto. Si tratta della sua seconda visita in Africa dopo la storica visita al Cairo a inizio giugno. Il discorso al Parlamento è il quarto intervento dedicato alla politica estera: a Praga ha proposto un mondo senza armi nucleari, al Cairo ha teso la mano al mondo musulmano, a Mosca, martedì scorso, ha parlato delle relazioni tra Usa e Russia.

MIGLIAIA DI MESSAGGI - Nei giorni scorsi la Casa Bianca aveva invitato gli africani a inviare messaggi al presidente attraverso le ambasciate americane in Kenya, Sudafrica e Senegal: l'inziativa è stata molto apprezzata. Oltre 5mila persone hanno scritto su Facebook e Twitter e le domande sono state selezionate da tre giornalisti dei Paesi interessati. Obama risponderà con un video il cui audio sarà diffuso su tutte le radio africane e sul sito della Casa Bianca. I messaggi, ha detto il consigliere Usa Macon Phillips, sono arrivati da 64 paesi e uno dei più «entusiasti» è stato proprio il Sudafrica; tutti «mostrano che l'insieme del continente africano è appassionato dalla visita di Obama» e «molti hanno parlato della storia personale del presidente e delle sfide che sono costretti a sostenere all'interno delle loro comunità». Phillips ha presentato l’iniziativa come un tentativo di «conversazione continentale».


13/05/2009

Sempre gli stessi auguri, Mrs. Masters (109 anni) si lamenta con la regina

Sempre gli stessi auguri, Mrs. Masters (109 anni) si lamenta con la regina

 

Per scusarsi la sovrana le manda in visita il nipote William. «Almeno cambi quel vestito giallo della foto: uno blu o bianco non le starebbe male»

 

La signora Masters (a sinistra) con il principe Williams (Ap)
La signora Masters (a sinistra) con il principe Williams (Ap)

LONDRA - Al quinto cartoncino di auguri esattamente uguale ai precedenti quattro ha detto basta. Ha scritto alla regina per lamentarsi: Elisabetta II non può mandarle sempre lo stesso biglietto: la foto della regina in abito giallo. Catherine Masters, 109 anni lo scorso dicembre, a queste cose ci tiene e non le manda a dire, nemmeno a Sua Maestà.

SCUSE - E Sua Maestà per scusarsi della caduta di stile di Buckingham Palace ha inviato il nipote, il principe William, secondo nella linea di successione al trono, al centro anziani Grange a Faringdon, presso Oxford, facendolo annunciare da una telefonare per evitare un colpo all'anziana signora. Il principino, obbediente alla nonna, ha passato una quarantina minuti a chiacchierare con Mrs. Masters di ricette di cucina e storia patria davanti a una tazza di tè con biscottini: più inglese di così...

«LA REGINA CAMBI VESTITO» - La signora Masters, classe di ferro 1899, nata sotto il regno della regina Vittoria, ha consigliato il principe di dire alla sua regale nonna di fare una foto nuova almeno con un vestito diverso: «Uno blu o bianco le starebbe sicuramente bene», ha spiegato al quotidiano Oxford Mail. Inoltre ha detto al giovane principe che il puré viene meglio schiacciando le patate con la forchetta invece che con il passapatate. William le ha recapitato un invito per una festa in giardino a palazzo reale il prossimo 7 luglio.


02/02/2009

«Auguro anche a te di essere stuprata» Le email choc contro la Bernardini

«Auguro anche a te di essere stuprata» Le email choc contro la Bernardini

 

La deputata radicale ha denunciato le percosse sui romeni presi a Guidonia

 

 

Rita Bernardini, deputato radicale
Rita Bernardini, deputato radicale
ROMA — Ricevuti da Rita Bernardini sull'email della Camera: «Fai schifo, ti auguro di essere stuprata da un branco di merde come quelle li, ma magari ti piace perche a quanto sei brutta e fai schifo non ti s.... nessuno. Crepa». Ancora: «Spero veramente che un giorno le stuprino le sue figlie o qualche suo famigliare». Il «lei» si usa, scrivendo a un deputato, anche per le atrocità: «Vorrei, cara onorevole, che una sera rientrando a casa, fosse stuprata e pestata a sangue da un branco di romeni, vorrei che le lasciassero segni indelebili nel corpo e nella mente, vorrei che ciò accadesse ai suoi figli se ne ha, vorrei che i suoi cari magari anziani fossero aggrediti in casa e malmenati con bastoni e seviziati con coltelli da un branco di extracomunitari feroci» Rita Bernardini, deputata radicale-Pd e membro della commissione Giustizia della Camera, dice che tutto ricorda «radio parolaccia, quando a Radio radicale, era metà degli anni Ottanta, lasciammo libertà assoluta. Uscì fuori la divisione Nord-Sud. E tanto sesso. Un vero spaccato dell'Italia». Lo stesso succede ora, dopo la visita della Bernardini e di Sergio D'Elia ai sei romeni arrestati per la violenza di Guidonia. Il gesto ha dato via libera, sul suo sito come su Facebook, Tiscali e Wikio, a una rivolta. Forse è la stessa Italia espressa dall'atroce gesto di Nettuno, all'immigrato indiano aggredito e bruciato. «Hanno pubblicato il mio indirizzo e-mail e anche il mio telefonino, che comunque appare sul sito della Rosa nel pugno... Avviserò la questura. E pubblicheremo tutto sul sito www.radicali.it».
Massimo Landi promette che se qualcuno troverà l'indirizzo di casa Bernardini «se lo sai vò a trovarla, dal cognome ho paura che sia anche toscana». Elisa La Ferrera vuole la mail: «Adesso gliene invio una molto carina.» Sandro Moretti: «Gli auguro caldamente di provare sulla propria pelle quello che ha provato la ragazza di Guidonia». Va assai per le spicce Roberto Mosci: «La pena di morte per i criminali come questi è un atto dovuto, per la parlamentare è obbligo, non dobbiamo avere paura a tirare la catena dello sciacquone, è una questione d'igiene». Ma perché è andata in carcere dai romeni, Bernardini? «Non sono andata a offrire la mia solidarietà, sia chiaro. Io e D'Elia ci siamo mossi dopo le segnalazioni sui pestaggi in carcere. Non mi risulta che ci sia una legge che lo permette». Ma se davvero toccasse a lei, a una persona cara? «Non so come reagirei umanamente. So che non potrei mai cedere su un punto. Cioè che un'istituzione non può imbarbarirsi comportandosi come i peggiori malviventi, cioè reagendo con una violenza illegale. Ma noi radicali siamo allenati a certe reazioni. Quando ci battevamo per l'aborto non ci arrivavano certo mazzi di fiori».


La pancia italiana ribolle. Email spedita alla Camera: «Le forze dell'ordine in questo caso sono state superlative; unica nota negativa, non li hanno fatti toccare a nessuno; il popolo vorrebbe solo "divertirsi un po'"». Su Facebook, Fabio Sias: «Dovevano lasciarli in mano alla folla, qui bastardi». Paura, Bernardini? «No, sapevo benissimo di compiere un gesto difficile. Però provo molta amarezza. C'è ancora tanta strada da percorrere per far comprendere quanto sia importante il rispetto delle leggi da parte di tutti. Attaccano me e non D'Elia perché sono una donna. C'è un evidente aspetto legato a una sessualità repressa» Sito della Camera: «Lei mi fa ribrezzo. Lei va a trovare i romeni in carcere ma non si preoccupa della ragazza violentata a turno dagli animali che è andata a trovare ». Già, perché non è andata dalla ragazza violentata? «Perché la vera solidarietà di un politico a chi ha ricevuto un danno gravissimo è battersi nelle sedi dovute perché quell'atrocità non capiti più. Una visita e via? Troppo facile».

 


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19/11/2008

Topolino: 80 anni e non li dimostra

Topolino: 80 anni e non li dimostra

Il debutto nel cartone animato «steamboat willie». il fumetto italiano nasce nel 1949. Il celebre personaggio di Walt Disney, nato il 18 novembre 1928, si è costantemente adeguato ai tempi

 

 

 

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La prima copertina del 1949

distribuita in Italia

MILANO - Non ha più i calzoncini rossi, ma le orecchie sono le stesse. Quando nacque ottant’anni fa dalla penna di Walt Disney, Topolino aveva lo sguardo sveglio e il sorriso positivo che si ritrova ancora oggi nei suoi fumetti. Il personaggio incarnava infatti l’uomo medio americano capace di affrontare le difficoltà quotidiane. Un tipo che riesce sempre a risolvere i casi più complessi e togliersi dai guai. Battezzato col nome di Mortimer Mouse, fu la moglie di Walt, Lilly, a consigliare lo sbarazzino Mickey perché le sembrava più adatto ad “un topo comune”. Oggi, tra un’indagine e l’altra, viaggia nel tempo e interpreta libri o film di successo come Novecento e Casablanca.

CINEMA - E proprio il mondo del cinema è all’origine della fortuna di Topolino visto che il debutto del personaggio avvenne il 18 novembre 1928 nel cartone animato Steamboat Willie. Un cortometraggio dove Mickey Mouse fischietta alla guida di un vaporetto, flirta con Minni e si scontra con un gatto, prototipo di Gambadilegno. Seguirono l’Oscar (1932) e il film Fantasia (1940) che fonde animazione e musica classica.

FUMETTI - Nato in America, ora vive in Italia. La prima striscia italiana compare già due anni dopo l’avvento di Topolino sul grande schermo. Ma a mantenere in vita il topo più impiccione del mondo Disney ci pensa il settimanale nato nell’aprile del 1949 che porta il suo nome. Così, mentre negli Stati Uniti la fama di Mickey Mouse si mantiene grazie ai parchi di divertimento, da noi vive attraverso le matite dei cartoonist italiani. Sono loro a produrre le storie, lette da un pubblico internazionale. «Il 70% dei nostri fumetti sono ripubblicati all’estero, non solo in Europa, ma anche in America» dice Valentina De Poli, direttrice del settimanale che ha sede a Milano. Dalla redazione di via Sandri nascono copertine, famiglie di paperi e nuovi personaggi. Da Paperinik a Paperotto, il mondo Disney rivive ogni settimana tra le pagine del periodico più letto non solo dai giovani, ma anche dagli adulti che vogliono tornare bambini. Protagonista resta sempre Topolino. Nell’ultima versione fantasy, Topolino si trasforma in un mago, meno pasticcione dell’apprendista stregone e più simile a Dragon Ball. «Per tener vivo il personaggio è importante mantenere un legame con l’attualità – spiega Valentina De Poli – con i gusti dei lettori e gli eventi che hanno risonanza nazionale, come la Mostra del Cinema di Roma». Senza mai tradire i valori di amicizia, fiducia e lealtà. Perché è questa la vera anima di Topolino. Nato ottant’anni fa e amato ancor oggi.