27/04/2012

L'Istat: «In Italia siamo 59,5 milioni»

L'Istat: «In Italia siamo 59,5 milioni»

Censimento. In dieci anni, 2,5 milioni in più (+4,3%). Ma a crescere sono gli stranieri. Triplicate le famiglie che vivono nelle baracche

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12/04/2012

Usa, la Apple nel mirino dell'Antitrust. Avrebbe fatto cartello con gli editori e-book

Usa, la Apple nel mirino dell'Antitrust. Avrebbe fatto cartello con gli editori e-book

Lo riferisce il Wall Street Journal. Per il dipartimento di Giustizia, le aziende si sarebbero accordate «per aumentare i prezzi» dei loro libri più popolari

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19/09/2011

Rifiuti a Napoli, il cda si premia

Rifiuti a Napoli, il cda si premia

La decisione della società comunale presa nel pieno dell'emergenza immondizia. Aumenti ai responsabili del decoro: cinquemila euro in più. Il sindaco de Magistris: azzero tutto

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13/01/2011

Tunisia: nuovi scontri, saccheggi e morti L'esercito lascia il centro della capitale

Tunisia: nuovi scontri, saccheggi e morti L'esercito lascia il centro della capitale

A Tunisi un morto nella notte: i manifestanti hanno sfidato il coprifuoco. I soldati non intervengono a Biserta e lasciano assaltare i supermercati. A Sousse in corso uno sciopero generale

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12/01/2011

Tunisia, precipita la rivolta del pane: l'esercito è dispiegato nella capitale

Tunisia, precipita la rivolta del pane: l'esercito è dispiegato nella capitale

La sommossa per il caro-prezzi dei generi di prima necessità è arrivata alle porte della capitale tunisina. Le truppe dell'esercito sono dispiegate nel centro di Tunisi: presidiati ministeri e televisioni. Guerra di cifre sulle vittime: per il governo sono 21, per l'opposizione più di 50. La Clinton: "Basta violenza, auspiachiamo una soluzione pacifica"

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Istat, risale la produzione industriale a novembre: +1,1%

Istat, risale la produzione industriale a novembre: +1,1%

Segno positivo su base mensile dopo due cali consecutivi. Su base annua si registra un'accelerazione, dal +2,9% di ottobre al +4,1% di novembre

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09/01/2011

Rivolta del pane in Algeria, tre morti E un ambulante si dà fuoco in Tunisia

Rivolta del pane in Algeria, tre morti E un ambulante si dà fuoco in Tunisia

Gesto estremo nel mercato di Sidi Bouzid. Tumulti contro il carovita: 400 i feriti. Il governo blocca gli aumenti per frenare le violenze

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07/07/2010

L'Ocse: Italia agli ultimi posti per i salari

L'Ocse: Italia agli ultimi posti per i salari

Gli stipendi italiani si attestano in media sui 31.462 euro, contro i 37.172 euro dei paesi avanzati. Dietro di noi solo Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Corea, Grecia e Spagna. Aumenta la disoccupazione, ma "inaspettatamente bassa" secondo l'Ocse

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I salari italiani sono agli ultimi posti tra quelli dei paesi avanzati. Lo rivela l'Outlook 2010 dell'Ocse sull'occupazione, secondo il quale nel 2008 i salari italiani si attestano in media a 31.462 euro (-0,1% rispetto al 2007), contro i 37.172 euro dei paesi Ocse (+0,1%) e i 37.677 dei paesi Ue (+0,5%). Dietro di noi solo Polonia (11.786 euro), Ungheria (12.462) Repubblica Ceca (13.613), Corea (20.838), Grecia (25.177) e Spagna (28.821). Nettamente meglio Stati Uniti (40.243 euro), Francia (39.241) e Germania (37.203).

Stipendi bassi e disoccupazione in aumento. Lo rivela l' Ocse. La disoccupazione in Italia si attesta al 7,8% nel 2009, in rialzo rispetto al 6,7% del 2008 ma sotto la media dei paesi Ocse, che è all'8,3%: per l'Ocse, si tratta di un tasso che seppur elevato, è come in Germania, Finlandia e Giappone, "inaspettatamente basso" a differenza di Spagna e Irlanda. Lo rivela l'Outlook 2010 sull'occupazione dell'organizzazione parigina: gli esperti stimano che per  ritornare ai livelli pre-crisi alla fine del 2011, l'occupazione dovrebbe aumentare in Italia del 2,7%, la stessa media dei paesi dell'area Ocse e dell'Unione europea, mentre nell'area euro l'aumento dovrebbe essere del 3,1%, nei paesi del G7 del 3%, in Spagna (che ha una disoccupazione del 18% nel 2009) del 10,7% e negli Usa del 5,5%. Inoltre il nostro paese ha una disoccupazione di lungo periodo molto alta, introno al 50%, come la Germania, mentre quella di Usa e Canada è intorno al 10%. Nel complesso comunque la disoccupazione in Italia, come in Germania, Finlandia e Giappone, è stata, secondo l'Ocse "inaspettatamente bassa", a differenza che in Spagna e in Irlanda.


28/06/2010

Pressione fiscale, Italia al quinto posto nei Paesi Ue

Pressione fiscale, Italia al quinto posto nei Paesi Ue

Per tornare ad una pressione fiscale più alta bisogna risalire al 1997. Il 2009 è anche l'anno nero per il debito pubblico: è il più alto in Europa e in rapporto al Pil è aumentato di quasi 10 punti percentuali rispetto all'anno precedente

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L'Italia scala la classifica europea (Ue-27) per la pressione fiscale: nel 2009 il peso del fisco sul prodotto interno lordo è stato del 43,2%, in aumento rispetto al 2008. L'Italia si colloca così al quinto posto, insieme alla Francia, in Europa per pressione fiscale. Nel 2008 era al settimo posto. E' quanto risulta dai dati sui conti pubblici nel 2009 diffusi dall'Istat. Per tornare ad una pressione fiscale più alta in Italia, bisogna tornare indietro al 1997, l'anno dell'Eurotassa (ma nel 2007 la pressione del fisco era stata comunque pari al 43,1%). A pesare una diminuzione del Pil maggiore della diminuzione delle entrate.

Inoltre, il debito pubblico in Italia continua ad essere il più alto in Europa: nel 2009, in rapporto al Pil, dopo il calo rilevato nel 2007, ha proseguito la crescita già registrata nel 2008, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto all'anno precedente e attestandosi al 115,8%, valore molto prossimo a quelli rilevati alla fine degli anni '90. Nel confronto con i paesi dell'Ue, lo stock di debito pubblico italiano in percentuale al Pil continua ad essere il più alto, a fronte del 73,6% rilevato in media Ue-27). Questi i dati dell'
Istat che ha diffuso informazioni dettagliate sui conti economici e i principali aggregati annuali del settore delle Amministrazioni pubbliche.

E' cresciuta invece la spesa pubblica complessiva del 3,1%, evidenziando una decelerazione rispetto al 2008 (+3,6%). La sua incidenza sul Pil è aumentata, passando dal 49,4% nel 2008 al 52,5%. Nell'ambito delle spese correnti, continua l'Istat, i redditi da lavoro dipendente (che incidono per circa un quinto sul totale delle uscite) sono saliti, in Italia, dell'1,0%, con un ritmo molto inferiore rispetto al 2008 (3,6%). Le spese per consumi intermedi hanno registrato un aumento del 7,5%, proseguendo la tendenza degli anni precedenti; le prestazioni sociali in natura, che includono prevalentemente le spese per assistenza sanitaria in convenzione, sono aumentate del 4,0%. Di conseguenza, la spesa per consumi finali delle Amministrazioni pubbliche è aumentata del 3,3%, in rallentamento rispetto alla crescita del 4,3% del 2008.


14/06/2010

Istat: lavoro, retribuzioni in aumento

Istat: lavoro, retribuzioni in aumento

Eurostat: ad aprile in italia produzione industriale a +1%. Nel primo trimestre +3,6%, rispetto a 12 mesi fa crescono più dell'inflazione

 

ROMA - Le retribuzioni di fatto sono cresciute nel primo trimestre del 2010 del 3,6% sul primo trimestre del 2009 e dello 0,7% sul trimestre precedente. Lo comunica l'Istat ricordando che nel primo trimestre di quest'anno il tasso di inflazione Nic è stato pari all'1,3%.

INDICI SETTORIALI - L'Istat afferma che l'indicatore sulle retribuzioni di fatto si riferisce a unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula) e al netto della Cig. E riguarda gran parte del settore privato, ad eccezione dell'agricoltura e del comparto pubblico. L'aumento su base annua delle retribuzioni di fatto è dovuto - spiega l'Istat - al +4,1% registrato nell'industria e al 3,2% segnato nei servizi. All'interno del settore industriale le retribuzioni hanno registrato un incremento tendenziale particolarmente marcato nel comparto delle estrazioni di minerali da cave e miniere (+15%) a causa, principalmente dell'erogazione di consistenti incentivi all'esodo in alcune grandi aziende. All'opposto, la variazione tendenziale negativa registrata nel settore della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (-2,5%) è dovuta alla riduzione, rispetto a un anno prima, della stessa componente degli incentivi all'esodo. Per quanto riguarda il terziario, la crescita su base annua più elevata si è verificata nel comparto delle attività finanziarie e assicurative (+5,8%). Inoltre, fa sapere sempre l'Istat, gli oneri sociali per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno hanno registrato un aumento tendenziale nel primo trimestre 2010 pari al 3,4%, mentre su base mensile la crescita è stata dello 0,5%. Quanto ai costi del lavoro, per Ula, il rialzo è stato del 3,6% sul primo trimestre 2009 e dello 0,7% sul trimestre precedente.

PRODUZIONE INDUSTRIALE - Intanto l'Eurostat informa che in aprile la produzione industriale è aumentata dello 0,8% nell'Eurozona e dello 0,5% nella Ue dopo +1,5% e 1,4% in marzo; rispetto ad aprile 2009 +9,5% e +7,8%. In Italia il dato migliore tra i grandi paesi, +1% dopo il +0,2% in marzo, Germania +0,8% dopo +3,1%, Francia -0,4% dopo +1,4%; Spagna -0,3% dopo +2,3%.

Redazione online