02/10/2011

Fanno sesso sul balcone. Filmati e multati

Fanno sesso sul balcone. Filmati e multati

AUSTRALIA. Spettacolo sexy al sesto piano, in pieno centro

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30/05/2011

Australia, colonna d’acqua alta 100 metri.

Australia, colonna d’acqua alta 100 metri.

Arrivano dalla costa del Galles del Sud le immagini di tre trombe marine confluite in un’unica spettacolare colonna alta decine di metri che ha viaggiato a una velocità di 100 chilometri orari. Fortunatamente non si sono verificati danni

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03/02/2011

È arrivato Yasi, terrore in Australia

È arrivato Yasi, terrore in Australia

Raffiche di vento a 290 chilometri, Enormi i danni. Il ciclone gemello di Katrina colpisce il Queensland: non ci sono vittime

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L'Australia sotto la minaccia del ciclone Yasi

L'Australia sotto la minaccia del ciclone Yasi

Ha la potenza di Katrina, che nel 2005 distrusse New Orleans, e si sta per abbattere sul Queensland. Gli esperti avvertono: "Anche gli edifici più moderni sono a rischio".

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05/08/2010

L'ultima onda del re del surf

L'ultima onda del re del surf

Australia: Frank Latta è morto a 63 anni, tradito dalla sua tavola

 

Frank Latta all'inizio degli anni '90
Frank Latta all'inizio degli anni '90

SIDNEY – E’ morto di mercoledì, fatalmente lo stesso giorno del gruppo di surfisti a caccia dell’onda perfetta nel Big Wednesday, il Mercoledì da leoni più noto sul grande schermo firmato da John Milius. Frank Latta, 63 anni, era in Australia uno dei più noti surfisti, campione su tavola dagli anni Sessanta in poi, proprio gli anni in cui (anche se nel caso della pellicola le scene erano girate in California), il film di John Milius racconta le avventure dei tre giovani alle prese con l’onda della loro vita.

LA TRAGEDIA – Mercoledì mattina Latta era in acqua con altri compagni di tavola, quando dopo aver affrontato un’onda gli altri surfisti non l’hanno più visto emergere, per poi ritrovare subito dopo il suo corpo tra le onde, ormai senza vita. La sua ultima onda l’ha cavalcata davanti alla spiaggia di Valla Beach, a Nambucca Heads, sulla costa del Nuovo Galles del Sud, area in cui si trovano le onde più spettacolari per gli amanti di questo sport.

CAMPIONE – Come raccontano i colleghi surfisti al Sidney Morning Herald Fank Latta era un campione dalle rare capacità agonistiche: iniziò a vincere gare in tutta Australia negli anni Sessanta, quando era un adolescente, per poi continuare nelle decadi successive e ancora negli anni Novanta, si fece riconoscere più volte nelle competizioni internazionali anche dopo aver raggiunto i cinquant’anni. Indipendente, mai affiliato ai grandi sponsor che oggi rincorrono i campioni del surf, dedicata anima e corpo alla passione per tavola e onde e per molti anni costruisce tavole. Ma nell’ultimo periodo, Latta era tornato a vivere nei territori del nord, dove si dedicava a una passione dell’infanzia: allevare piccioni viaggiatori da gara di velocità, pratica molto diffusa nel continente australiano.

Eva Perasso


03/08/2010

Australia, lo strano caso dell'italiano arrestato che vuole restare in carcere

Australia, lo strano caso dell'italiano arrestato che vuole restare in carcere

Si chiama Croce Scarpello e ha 31 anni. La stampa lo ha soprannominato «L'uomo dei misteri». Dopo aver rubato un’auto di sorveglianza, ha cominciato a girare a zonzo sulla pista dello scalo di Melbourne

 

Un'immagine dell'aeroporto di Melbourne (dal web)
Un'immagine dell'aeroporto di Melbourne (dal web)

MELBOURNE (AUSTRALIA) - Lo scorso 24 luglio ha eluso il sistema di sicurezza dell'aeroporto di Melbourne e, dopo aver rubato due tute della Virgin Airlines e un’auto di sorveglianza, ha cominciato a girare a zonzo sulla pista dello scalo. In questi giorni i media australiani s'interrogano sul misterioso caso di Croce Scarpello, trentunenne italiano, che a causa della sua bizzarra impresa è stato arrestato dalla polizia locale e rischia di rimanere a lungo in galera. Il suo caso è stato rimandato al 9 settembre e, se nulla cambia, l'italiano dovrà aspettare più di un mese prima di ritrovare la libertà.

VOLONTÀ DI RIMANERE IN CARCERE - In realtà Scarpello non sta facendo nulla per agevolare la sua posizione. Attraverso un interprete ha rivelato che non vuole contattare nessun familiare in Italia e che vorrebbe aspettare il referto dello psicologo per capire quale siano le sue reali condizioni di salute: «Attendo il giudizio dello psicologo per capire se sto bene - ha dichiarato Scarpello agli inquirenti -. Per quel che mi riguarda io sto benissimo». Ai magistrati che hanno definito la sua condotta «più che insolita», Scarpello ha ribadito che intende rimanere in carcere e aspettare che «la legge faccia il suo corso».

L’ESPERIENZA AUSTRALIANA - «L'uomo dei misteri», come è stato ribattezzato dalla stampa australiana, sarebbe arrivato all'aeroporto di Melbourne con un volo partito da Sydney. Nelle tasche aveva appena 87 euro e presentava diverse ferite alle mani e alle braccia. Per riuscire a raggiungere la pista dell'aeroporto, Scarpello avrebbe scavalcato un recinto di filo spinato. Non si sa se abbia precedenti né se sia affetto da qualche disturbo mentale. Rachel Dransfield, l'avvocato che difende Scarpello, ha dichiarato che il suo assistito è arrivato per la prima volta in Australia nel novembre scorso alla ricerca di lavoro. Tuttavia sarebbe rimasto nel paese dell'Oceania appena un giorno e poi sarebbe subito ripartito per l'Italia «sopraffatto dalle barriere linguistiche e culturali».

NOTIZIE DALL’INTERPOL - Il pubblico ministero Matthew Sinnett è sicuro che Scarpello non sia una minaccia per la sicurezza nazionale e si è messo in contatto da giorni con l'Interpol di Roma per aver notizie dell'arrestato: «Come al solito laggiù sono molto lenti» ha spiegato con una punta di disprezzo Sinnett, sottolineando come dall'Italia non sia arrivata ancora nessuna notizia del connazionale. Per adesso l'italiano dovrà rimanere in carcere fino a quando non sarà pronta la perizia psichiatrica. Il magistrato Felicity Broughton ha fortemente criticato questa decisione sostenendo che la custodia cautelare è illegale perché rischia di diventare interminabile. Secondo la legge australiana - ha spiegato il magistrato - un uomo senza precedenti dovrebbe essere scarcerato fino a che la sua pericolosità non sia provata da una perizia psichiatrica.

Francesco Tortora


30/07/2010

Il partito del sesso scompiglia l'Australia

Il partito del sesso scompiglia l'Australia

No a qualsiasi tipo di censura, compresa quella su internet. Sì al diritto all'eutanasia, alla depenalizzazione dell'uso personale di droghe, ai matrimoni omosessuali. Ma soprattutto, un'inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa. Il programma del Sex Party

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Si chiama Partito del Sesso e già dal nome si capisce che non ama gli eufemismi. Soprattutto, ha evitato di ricorrere a terminologie sdolcinate (ricordate il Partito dell'Amore di ciccioliniana memoria?). E anche il suo programma elettorale brilla per chiarezza.

Quarto incomodo della campagna elettorale australiana ormai entrata nel vivo - le elezioni si terranno il 21 agosto - l'Australian Sex Party è pronto a scompigliare la scacchiera politica federale, dominata da uno scontro tra i laburisti, attualmente al governo con Julia Gillard e dati per favoriti, e il centro-destra di Tony Abbott, con i verdi a fare da ago della bilancia.

Così, mentre i politici dei principali schieramenti si scannano sull'immigrazione e sulle tasse al settore minerario, il Partito del Sesso cambia le carte in tavola con un programma estremamente libertario, che parte dagli interessi dell'industria erotica, in particolare della Eros Association, di cui la formazione politica è quasi una diretta emanazione, per allargarsi ai diritti civili e ad altre questioni scottanti. "Faremo drizzare i capelli a Tony Abbott, e a Julia Gillard, li faremo ingrigire", ha promesso battagliera la presidente del partito Fiona Patten, quando due giorni fa ha lanciato la campagna nazionale da un bar di Melbourne.

Il programma? No alla censura su contenuti erotiestci, ovviamente. Ma anche una ferma opposizione a filtri e limitazioni che riguardino internet, e ad altre forme di controllo da parte dei fornitori di connettività. E poi la depenalizzazione dell'uso personale di qualsiasi droga; la legalizzazione dell'eutanasia; l'introduzione del matrimonio per gli omosessuali e più in generale la loro completa parità di diritti. Infine, la richiesta di una commissione per indagare sugli abusi sessuali sui minori commessi dalle Chiese australiane (la cattolica e l'anglicana si spartiscono la maggioranza dei fedeli).

Ma a che risultato puntano? "Al meglio che possiamo fare", commenta a Sky.it il cofondatore del partito Robbie Swan, eclettico lobbista dell'industria erotica e dei diritti civili, giornalista satirico, vegetariano militante e insegnante di meditazione trascendentale ("ho fatto un corso anche in Italia, a Livigno", specifica). "Lo scorso dicembre abbiamo partecipato a due elezioni locali straordinarie in cui siamo diventati il maggiore tra i partiti minori, con circa il 3 e mezzo per cento dei voti. Un 4 per cento quindi sarebbe un risultato eccellente".

La partenza, per il Sex Party, era stata tutta in salita. La registrazione, lo scorso agosto, era avvenuta solo dopo una battaglia durata mesi, in cui i religiosi più militanti sostenevano che usare il termine "sesso" come nome di una formazione politica fosse osceno. Ma il partito si è presto smarcato da un'immagine pruriginosa, per battere l'accento sulle libertà personali, pronto a scontrarsi frontalmente con chiese e confessioni. "Qui in Australia siamo ancora sotto l'influsso di un cattolicesimo retrogrado”, commenta ancora Swan. “Noi riteniamo che la religione non debba influenzare la politica".

Obiettivo del partito è intercettare il voto di protesta e degli indecisi, ma anche di chi, sulle libertà personali, ritenga verdi e laburisti troppo moderati. In quanto alle questioni calde dell'attuale campagna elettorale, il Sex Party non si pronuncia: “Non abbiamo un programma sull'immigrazione o le tasse, ma per il futuro non lo escludo”, dice Swan. “In fondo siamo appena nati”.

Carola Frediani


15/06/2010

Sydney, aereo precipita vicino ad una scuola

Sydney, aereo precipita vicino ad una scuola

Australia, un biposto da turismo ha colpito un pilone elettrico prima di esplodere e prendere fuoco. Paura tra gli studenti. Morte due persone.

 

 

 

Almeno due persone sono morte in seguito allo schianto di un piccolo aereo precipitato ed esploso in una strada vicina a una scuola di Sydney. Lo ha reso noto la polizia locale. Cinque persone, tra cui alcuni studenti, in stato di shock per aver assistito all'incidente, hanno ricevuto le cure dei sanitari. Il velivolo è caduto in una zona affollata e ha colpito un pilone elettrico prima di esplodere e prendere fuoco. "Pensiamo che fossero almeno due le persone a bordo dell'aereo, entrambe morte", ha detto il funzionario della polizia Ray King, aggiungendo che "miracolosamente, nè la scuola nè le case della zona hanno subito alcun danno". Sicuramente alla guida del velivolo c'era Andrew Wilson, 28enne di Bankstown, un pilota di esperienza. Wilson avrebbe avvertito la torre di controllo di avere dei problemi ad uno dei due motori, ed avrebbe per questo tentato un atterraggio di emergenza.

Il Piper cadendo al suolo ha mancato una macchina con a bordo un uomo e i suoi tre figli, che sono riusciti a salvarsi grazie ad una manovra fulminea. Ora sono in stato di shock. Sette persone sono state portate in ospedale tutte lievemente ferite. Nel frattempo migliaia di case nel sud ovest della città sono rimaste senza elettricità visto che l'aereo ha impattato con i pali della linea elettrica. L'incidente fortunatamente è avvenuto poco prima dell'apertura della scuola, limitando i danni al minimo.


28/04/2010

Bimba sopravvive alla «cubomedusa» E' la prima volta che qualcuno si salva

Bimba sopravvive alla «cubomedusa» E' la prima volta che qualcuno si salva

Quando punge è in grado di uccidere in meno di tre minuti. E' tra gli animali più letali al mondo e fa più vittime degli squali bianchi. In Australia infesta molte baie

 

La vespa di mare, la più letale tra le cubomeduse
La vespa di mare, la più letale tra le cubomeduse

E' uno degli animali più letali del mondo: in Australia una bambina di dieci anni è stata attaccata dalla terribile «cubomedusa», detta anche «vespa di mare». Ma si è miracolosamente salvata. Con i suoi micidiali tentacoli la medusa killer può uccidere un uomo in meno di tre minuti. Il suo veleno, infatti, può provocare un attacco cardiaco. Assidua frequentatrice delle acque australiane, fa più vittime dei temutissimi squali bianchi. Per la scienza è il primo caso di qualcuno che sopravvive ad un simile attacco.

PRIMO CASO - Per medici e zoologi è quasi un miracolo: Rachael Shardlow stava nuotando nel fiume Calliope, nei pressi della città australiana di Gladstone (Queensland), quando d'improvviso è stata attaccata dalla velenosissima cubomedusa. Le gambe della bambina erano completamente avvolte dai tentacoli dell'animale quando è stata estratta dall'acque dal fratello tredicenne. Faticava a respirare, non vedeva più nulla e infine ha perso conoscenza. Il fatto risale al dicembre scorso. Alla scienza non è noto nessun caso nel quale qualcuno si sia salvato da un attacco di queste proporzioni, ha riferito ora lo zoologo Jamie Seymour alla tv australiana: «Quando vedi una vittima che ha toccato una vespa di mare con tanti tentacoli, di solito si trova già nella camera mortuaria», ha spiegato l'esperto, che da vent'anni studia le meduse alla università James Cook del Queensland. Le bruciature sarebbero state «terribili».

Le cicatrici rimaste sulle gambe della ragazzina australiana
Le cicatrici rimaste sulle gambe della ragazzina australiana

LE CICATRICI - Dopo l'attacco la ragazzina è rimasta in ospedale per sei settimane. E le tante cicatrici sugli arti inferiori dei pungiglioni testimomiano ancora oggi quel drammatico momento, ha spiegato il papà Geoff Shardlow all'emittente australiana Abc. La famiglia si è accorta che a risentirne è stata in questo periodo la sua memoria a breve termine. Ciò nonostante, Rachael non avrebbe riportato nessun danno cerebrale: «Le sue facoltà cognitive sono a posto», ha sottolineato Shardlow.

TENTACOLI LETALI - Alcune specie di cubomedusa sono particolarmente velenose e dunque temute. Certe sono piccole quanto un'unghia, hanno però tentacoli lunghi anche tre metri. In acqua sono trasparenti e quindi difficili da vedere. Le vittime di un'aggressione cadono in uno stato di shock, subiscono un attacco cardiaco e infine affogano. Non esiste un antidoto per il veleno che attacca cuore, sistema nervoso e pelle. Alla cubomedusa si attribuiscono ufficialmente 63 morti.

Elmar Burchia


04/04/2010

Cargo finisce sulla barriera corallina Rischio di disastro ecologico in Australia

Cargo finisce sulla barriera corallina Rischio di disastro ecologico in Australia

Il timore è che il mercantile cinese, lunga 230 metri, possa spezzarsi. La Sheng Neng I trasporta 65mila tonnellate di carbone ed ha 950 tonnellate di petrolio

 

SYDNEY - In Australia è scattata una lotta contro il tempo per evitare un enorme disastro ecologico, dopo che un cargo cinese lungo 230 metri si è incagliato nella Grande barriera corallina, a 70 chilometri a est della Great Keppel Island, paradiso ecologico sulla costa nordorientale dello stato del Queensland al largo della città di Rockhampton. La nave trasporta 65mila tonnellate di carbone caricate nel vicino porto di Gladstone ed ha 950 tonnellate di petrolio a bordo. Finora la perdita in mare è stata contenuta, ma secondo le autorità australiano la nave, Sheng Neng I, potrebbe spezzarsi in due. In questo caso il fragile ecosistema della zona rischierebbe la devastazione.


IL RISCHIO DELLA ROTTURA - «C'è la concreta possibilità che possa spezzarsi - ha dichiarato la premier del Queensland, Anna Bligh - Stiamo facendo ogni sforzo possibile per limitare l'impatto di questo incidente sulla Grande barriera corallina». Una prima ispezione aerea ha constatato che allo stato attuale la perdita di petrolio in mare è limitata ad alcune chiazze di dimensioni contenute che sono state notate a circa quattro chilometri dalla Sheng Nen I. La Grande barriera corallina australiana è uno degli ecosistemi a maggior rischio del pianeta. Da tempo i gruppi ambientalisti che per navigare nella zona sia obbligatorio l'uso di un pilota che conosca alla perfezione le secche affioranti come quella in cui si è incagliato il cargo cinese. «Se il carico finisse in mare, l'ecosistema locale sarebbe devastato» ha detto Ian Herbert, vicepresidente del Consiglio per la conservazione della natura, specificando che «alcune specie coralline che circondano le isole di quell'area sono molto particolari». Una portavoce dell' Agenzia australiana per la sicurezza marittima ha affermato che una società specializzata per i recuperi in mare, la Svitzer, è già stata contattata dagli armatori cinesi della Sheng Nen I.

la nave cinese sulla barriera corallina (Ap)

La nave cinese sulla barriera corallina (Ap)