14/01/2012

S&P declassa Francia, Italia, Spagna e Austria. La Ue reagisce: «È una decisione aberrante»

S&P declassa Francia, Italia, Spagna e Austria. La Ue reagisce: «È una decisione aberrante»

LA CRISI DEL DEBITO. Parigi e Vienna, addio tripla A. Roma subisce un doppio taglio BBB+, ma l'agenzia salva Monti: «Con lui Ue più forte»

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04/03/2011

Procura Milano: processo Ruby ha corsia preferenziale, intanto vola a Vienna per il ballo delle debuttanti.

Procura Milano: processo Ruby ha corsia preferenziale, intanto vola a Vienna per il ballo delle debuttanti.

Venerdì incontro tra l'avv. Ghedini e il presidente del Tribunale milanese. Poiché ha rito immediato e la parte offesa è minorenne. Difesa premier lascia scadere termini per rito abbreviato. La ragazza acccusata di concussione ha partecipato come ospite a Vienna e contestata da.

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28/01/2011

Vendita della Roma, arrestato in Austria l'agente Fifa Fioranelli

Vendita della Roma, arrestato in Austria l'agente Fifa Fioranelli

Il gip aveva emesso contro di lui e l’avvocato svizzero Volker Flick un ordine di custodia cautelare per aggiotaggio. I due avrebbero ottenuto illecitamente denaro da istituti finanziari per acquistare azioni della Roma

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10/10/2010

sexy contadine per un calendario hot

sexy contadine per un calendario hot

Bellezze in lingerie per un calendario hot delle contadine elvetiche alle prese con mucche forconi e balle di fieno, risposta alle colleghe austriache che poche settimane fa anche loro hanno dato vita ad un calendario. E c'è da scommeterci che tra i due calendari sarà quello elvetico ad avere la meglio.

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01/08/2010

Jörg Haider aveva nascosto 45 milioni

Jörg Haider aveva nascosto 45 milioni

Società segrete e conti bancari del leader dell'estrema destra austriaca morto nel 2008 in un incidente d’auto

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VIENNA - Jörg Haider, leader dell’estrema destra austriaca morto nel 2008 in un incidente d’auto, aveva accumulato 45 milioni di euro in Liechtenstein: lo riferisce la rivista Profil, che sarà in edicola domani, citando fonti giudiziarie.

Un gruppo di ricercatori austriaci, svizzeri e tedeschi ha fatto questa scoperta esaminando alcuni conti bancari nel quadro di due procedure, una sulle condizioni di acquisto della banca austriaca Hypo Group Alpe Adria da parte della banca pubblica tedesca Bayern-Lb nel 2007, l’altra sulla privatizzazione della società immobiliare austriaca Buwog nel 2004.

Gli esperti si sarebbero imbattuti in una dozzina di società registrate in Liechtenstein e legate a Haider. Cinque milioni di euro sarebbero ancora depositati sui conti di queste società. La vedova del defunto governatore della Carinzia ha detto di non sapere nulla di questi fondi.


30/06/2010

Si è ucciso il poliziotto che indagava sul rapimento di Natascha Kampusch

Si è ucciso il poliziotto che indagava sul rapimento di Natascha Kampusch

La ragazza, oggi 22enne, è riuscita a scappare dal suo aguzzino nel 2006. Franz Kroell era stato costretto a spiegare a numerose commissioni il clamoroso fiasco delle forze dell'ordine

 

Natascha Kampusch
Natascha Kampusch

GRAZ (AUSTRIA) - Si è ucciso Franz Kroell, l'ispettore della polizia un tempo incaricato delle indagini sulla scomparsa di Natascha Kampusch. Si è sparato un colpo in testa con la pistola di ordinanza, nella sua casa a Graz.

IL FIASCO - Kroell, 58 anni, era stato costretto a spiegare davanti a numerose commissioni il fiasco delle forze dell'ordine, che non riuscirono a ritrovare negli otto anni del sequestro la ragazza rapita quando aveva 10 anni e tenuta per 8 segregata da Wolfgang Priklopil in una cantina, prima di riuscire a liberarsi nel 2006. Priklopil poi si suicidò gettandosi sotto un treno.

DEPISTAGGIO - Di recente Kroell soffriva di profonda depressione. L'ultima indagine delle autorità austriache, scrive il Telegraph online, riguarda il sospetto che l'inchiesta originale della polizia sul caso Kampusch fosse in realtà un depistaggio per coprire una presunta potente rete di pedofili.

AUTOBIOGRAFIA - La Kampusch, 22enne, ha annunciato che sta lavorando alla sua autobiografia intitolata "3.096 giorni", il tempo della sua prigionia. Il produttore e sceneggiatore del film "La caduta", Bernd Eichinger, ha detto di voler portare la vicenda del sequestro sul grande schermo, con Kate Winslet nella parte della protagonista, ma l'agente dell'attrice ha smentito.

 

 

Redazione online


29/06/2010

Caccia al tesoro nei boschi tirolesi

Caccia al tesoro nei boschi tirolesi

Corsa all'oro in austria per un bottino da 5 milioni di euro. Non è un gioco, ma il denaro nascosto 8 anni fa da un consulente finanziario scappato con i risparmi dei clienti. Allo scopritore spettano 660 mila euro

 

KUFSTEIN (AUSTRIA) - Un bottino di cinque milioni di euro nascosto in un boschetto: in Austria è partita in questi giorni una frenetica caccia al tesoro. Otto anni fa un banchiere bavarese si è appropriato indebitamente dei risparmi dei clienti di un istituto di credito. L'uomo avrebbe sotterrato tutto il denaro in una boscaglia nei pressi di Kufstein, in Tirolo. La vicenda ha avuto una grande eco sulla stampa del Paese, tanto che numerose persone si sono già messe alla ricerca del malloppo: con pale e picconi i primi cacciatori di tesori stanno scandagliando metro per metro un'area di 15 ettari. Al fortunato (e onesto) scopritore spetta una ricompensa di 660 mila euro.

LA STORIA - La vicenda sembra uscita da un racconto giallo: tutto comincia nel 2002 quando un consulente finanziario della Baviera, identificato come Augustin G., viene arrestato e condannato a sei anni di carcere per aver saccheggiato i conti correnti di una banca tedesca, la DAB, impossessandosi di cinque milioni di euro. L'uomo avrebbe poi nascosto il maltolto sotterrandolo dentro alcune casse in acciaio nel sottobosco di Ebbs, al confine con la Germania. È quanto sostengono gli investigatori privati ingaggiati dalla banca truffata che dal giorno del rilascio, due anni fa, hanno pedinato ininterrottamente il 50enne.

ESTORSIONE MAFIOSA - Davanti ai giudici tedeschi il consulente finanziario di Rosenheim aveva sostenuto che l'intera somma gli era stata estorta dalla mafia italiana. La banca danneggiata - per la quale l'uomo lavorava -, tuttavia non ha mai dato credito a tale versione. Infatti, del bottino finora non c'è traccia. La banca gli ha dunque messo alle calcagna un team di detective. Che hanno seguito l'uomo fino in Tirolo, dove una notte d'aprile è stato sorpreso mentre si aggirava nei boschi con una torcia elettrica e una grossa borsa in mano, riferisce la Kronen Zeitung. Qualche giorno più tardi Augustin G. restituì 100 mila euro in banconote da 500 ad un creditore in Germania. Erano umide, ammuffite e odoravano di marcio. Per gli investigatori la prova che i soldi ancora esistono e si trovano lì, nel bosco di Ebbs.

CORSA ALL'ORO - Una vicenda misteriosa e affascinante che è finita sulle prime pagine della stampa tedesca. Perlomeno la gente del piccolo comune austriaco non si è ancora fatta contagiare dalla febbre da caccia al tesoro, spiega l'amministrazione locale. Che sottolinea: «Al momento dobbiamo soprattutto affrontare le numerose richieste di stazioni tv e reporter, soprattutto dalla Germania, che stanno arrivando nella zona». Intanto però la tranquilla cittadina si prepara all'assalto dei cacciatori di tesori: come riferisce il portale oe24.at alcuni albergatori stanno offrendo ai turisti speciali pacchetti «corsa all'oro», mentre i commercianti hanno già abbassato il prezzo dei badili.

Elmar Burchia


17/07/2009

Con decolleté e minigonna non si entra. San Pietro? No, è il ritiro del Napoli

Con decolleté e minigonna non si entra. San Pietro? No, è il ritiro del Napoli

 

Donadoni dixit: multe per ritardi, dresscode morigerato. Vietato l'accesso alle donne con abiti troppo provocanti. Una ragazza costretta al cambio-short col fidanzato

 

Cambio di short: la ragazza indossa quelli del fidanzato
Cambio di short: la ragazza indossa quelli del fidanzato

LINDABRUNN – Il bunker Napoli si arricchisce di un’altra regola ferrea. Che magari può anche far scattare qualche sorriso, ma che di sicuro rende il senso di quan­to austero, spartano e senza fronzoli sia il ritiro nel mo­nastero di Lindabrunn. Ma prima facciamo un passo in­dietro e ricapitoliamo: si parte dal silenzio stampa e dal­le regole interne al gruppo azzurro, con tanto di multe, anche salatissime, per i trasgressori; si passa al divieto assoluto per stampa e tifosi di tenere attiva la suoneria dei cellulari durante le sedute di allenamento, accompa­gnato dall’invito di parlare al telefono lontano dai cam­pi.

REGOLAMENTO FERREO - C’è quindi l’obbligo per i tifosi di entrare nel centro sportivo a piedi e rigorosamente a scaglioni, in gruppi al massimo di 15 unità. Durante le sedute, poi, bisogna bisbigliare, e al termine dell’allenamento pomeridiano solo due giocatori, decisi dall’entourage azzurro, si avvi­cinano per foto e autografi. Se a ciò aggiungete che la Lindabrunn Sportschule è in collina, isolata e recintata, e che il Napoli alloggia nella stessa foresteria del centro, il quadro è completo. Anzi, quasi completo. C’è infatti la nuova regola di carattere morale che ha preso corpo in questi ultimi giorni, per diventare, proprio ieri, un diktat acclarato: le donne devono indossare abiti casti­gati, altrimenti non si pas­sa. A cadere nella rete pri­ma una signora arrivata al centro sportivo (con marito e figlia) con scollatura troppo azzardata, quindi una ra­gazza in shorts.

CAMBIO DI SHORT - Giovedì altri due episodi. La prima protago­nista si chiama Marina, e arriva da Procida. I funzionari del Napoli hanno giudicato il suo decolletè un po’ gene­roso, quindi niente accesso. La ragazza fortunatamente aveva una maglia in auto, l’ha infilata e tutto è andato liscio. Il secondo episodio chiama in causa Jolanda, arri­vata fin qui da Zalaegerszeg, Ungheria (dove il Napoli giocò in amichevole l’anno scorso durante il ritiro pre­campionato), insieme a Marko, il fidanzato (nella foto sopra). Indossava la maglia di Lavezzi e dei pantalonci­ni. Giudicati troppo corti. I due hanno usato un escamo­tage spiccio: si sono scambiati gli shorts, col risultato che il ragazzo sembrava uscito da un film anni ’70, e lei dava l’impressione di essere scappata da un circo. Ma l’etica era salva e i giocatori erano stati preservati da pensieri impuri. Per la gioia dei funzionari azzurri, che in questi giorni ricordano i «Matawa» (i guardiani del­l’etica) citati da Donadoni l’altro giorno raccontando la sua esperienza in Arabia Saudita, o i vigili urbani degli anni ’60, che battevano le spiagge col metro, per misura­re i primi bikini e controllare se erano ‘a norma’.

Dino Manganiello


11/05/2009

Albergo in Tirolo rifiuta famiglia ebrea e a Mauthausen irrompono i nazisti

Albergo in Tirolo rifiuta famiglia ebrea e a Mauthausen irrompono i nazisti

 

Due episodi di antisemitismo in Austria: Nel lager era in corso una commemorazione. La proprietaria del residence "Haus Sonnenhof" di Serfaus: «Con loro in passato cattive esperienze»

 

MILANO - Due gravi episodi di antisemitismo in Austria: un gruppo di neonazisti incappucciati ha urlato "Heil Hitler" alla cerimonia in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Mauthausen e un albergatore tirolese non ha accettato la prenotazione di una famiglia ebrea di Vienna. Secondo la versione del quotidiano Tiroler Tageszeitung, Irmgard Monz, proprietaria del residence "Haus Sonnenhof" di Serfaus, località a circa 30 chilometri dal confine con l'Italia, ha rifiutato la prenotazione di un nucleo familiare di sette persone sostenendo di aver avuto «cattive esperienze» in passato con clienti ebrei. Serfaus, spiega il giornale tirolese, è diventata negli ultimi anni una meta turistica privilegiata per le famiglie ebree austriache, tanto che molti alberghi offrono cucina kosher. Il turista, padre di cinque figli, ha dichiarato al giornale che non intende trascorrere le vacanze «in un posto di razzisti». La proprietaria di un altro albergo, Petra Micheluzzi, ha detto che un incidente del genere rischia di «danneggiare l'immagine» di tutta Serfaus. La comunità ebraica del Tirolo ha stigmatizzato l'episodio. «È terribile», ha detto la presidente Esther Fritsch. «Fino ad ora non c'erano stati episodi del genere», ha aggiunto.

IRRUZIONE DI NEONAZISTI A MAUTHAUSEN - Ma l'Austria si è macchiata anche di un altro episodio di antisemitismo: un gruppo di neonazisti incappucciati ha fatto irruzione alla cerimonia per la commemorazione in ricordo della liberazione del campo di concentramento nazista di Mauthausen. Secondo alcuni testimoni, tra cui il presidente del Comitato Mauthausen, Willi Mernyi, i neo-nazisti, vestiti di nero, hanno fatto irruzione mentre era in corso di svolgimento la cerimonia nel vicino campo di Ebensee, urlando le parole "Heil Hitler" e facendo il saluto nazista, prima di darsi alla fuga.


19/03/2009

Ergastolo al padre mostro I giudici: «Sarà internato»

Ergastolo al padre mostro I giudici: «Sarà internato»

 

Il «mostro di Amstetten» giudicato responsabile anche di omicidio. La sentenza sul 73enne che per 24 anni ha sequestrato e seviziato la figlia. «Mi pento» aveva detto

 

La protesta all'esterno del tribunale (Ap)
La protesta all'esterno del tribunale (Ap)

 

 

 

 

ST. POELTEN (Austria) - Josef Fritzl è stato condannato all'ergastolo e dovrà scontare la pena in un istituto psichiatrico. È questo il verdetto della Corte austriaca che ha processato l'uomo che, per 24 anni, ha tenuto segregata la figlia e l'ha violentata centinaia di volte, facendole partorire 7 figli. I giurati all'unanimità hanno giudicato Fritzl colpevole in tutti i capi di imputazione.

SI' ALLE RICHIESTE DELLA PROCURA - La procura aveva chiesto per Josef Fritzl, il «mostro di Amstetten», il «massimo» della pena - che è appunto l'ergastolo nel caso di omicidio (per uno dei figli-nipoti nati dal rapporto incestuoso con la figlia, morto subito dopo essere venuto alla luce).

«MI PENTO - Fritzl è entrato in aula senza nascondere il volto come aveva fatto nei giorni scorsi. Le sue prime parole sono state: «Mi pento di cuore». I tre magistrati forniranno un questionario agli otto membri della giura su ciascuno dei capi di imputazione ascritti al «mostro di Amstetten» (accuse che vanno dall'omicidio per omissione di soccorso, alla riduzione in schiavitù, passando per lo stupro). «Purtroppo - ha detto - non posso più rimediare, posso solo cercare di ridurre il danno nei limiti del possibile».